Ma il BUND non era da vendere?

Scritto il alle 11:22 da Danilo DT

Il tantra dei gestori, negli ultimi mesi, è stato senza dubbio questo: diminuire la duration dei portafogli.
C’è della logica, ci mancherebbe, la FED ha inaugurato la campagna restrittiva con i primi rialzi dei tassi di interesse, la BCE ha dichiarato la volontà di portare a termine il suo QE, senza però dare indicazioni chiare su come si muoverà in ambito di tassi di interesse (e ci mancherebbe, ci vuole la sfera di cristallo con questo clima…) quindi è ovvio cercare di limare la duration dei portafogli.

Solo che poi ci sono quegli scenari che non ti aspetti o che sono atipici. Tanto per cominciare, lo ripeto per l’ennesima volta, continua ad aleggiare lo spettro della DEBT DEFLATION, che diventa quasi necessaria per tenere a bada il debordante debito generato in tanti anni di politica monetaria espansiva (sia debito pubblico ma anche privato). Inoltre la crescita forse non è così sontuosa come sembra. Intanto però proprio il BUND, il benchmark europeo per i titoli di stato “safe haven”, si è “permesso” di crollare a livello di rendimento.
C’è qualcuno che sorride ed ha ragione.

Grafico Rendimento Bund 10yr

Grafico Bund Yeld 10yr DE10Y by TradingView

A metà febbraio il Bund 10yr rendeva lo 0.79%. A fine marzo lo 0.475% che è sempre poco ma è circa il 40% in meno di quanto rendeva a febbraio. Oggi viaggiamo su un rendimento pari allo 0.5%. Sempre poco. Ecco le motivazioni, oltre a quanto già esposto.

1. innanzitutto la crescita economica in Europa, finalmente lo hanno capito, non è poi così “sontuosa” come si dice. Se quindi non c’è grande crescita, il percorso di rialzo dei tassi di interesse non sarà così rapido. Non si tratta quindi di una forza dei Bund legata ad una logica di “bene rifugio”. Lo dimostra il fatto che il BTP Italiano, malgrado le magagne su crescita e politica, ha recuperato tantissimo terreno.

2. continua ad esserci sul mercato una quantità di liquidità molto importante e la settimana scorsa sono stati liquidati fondi azionari ed ETF, nel solo mercato USA, pari a 11 miliardi di USD. Dove è finito tutto questo denaro? Proprio sui Bund e sull’obbligazionario dell’Eurozona, meno legato alle vicende protezionistiche e meno sensibile ad un percorso di rialzo dei tassi

3. La volatilità è aumentata sui mercati e quindi molti fondi che devono mantenere una volatilità controllata hanno spostato parte degli investimenti su attività più tranquille. Switch strategici che hanno nuovamente gonfiato i prezzi

4. La politica di Trump (deficit + protezionismo + svalutazione competitiva) continua a fare paura agli investitori anche se, dal punto di vista finanziario, ci sarebbe tutto l’interesse nell’investire in USD visto che il rendimento dei Treasury è ben maggiore. Ma in questo momento si preferisce giocare in difesa ed investire in EUR. E quindi? Siamo alle solite, per i gestori nel breve meglio puntare sul Bund e poi si vedrà.

Questi sono solo alcuni aspetti che continuano a sostenere le quotazioni dei Bund e confermano quanto ci siamo detti. Ovvero pensare ad un mercato obbligazionario europeo fortemente negativo, ora, non è corretto.

Come sempre, è un’opinione personale.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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16 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 6 aprile 2018 at 12:39

Il rischio insisto nel bund è zero se sei un cittadino tedesco ma se sei uno straniero c’è rischio cambio. L’uscita dell’euro della Germania e l’avvio di un nuovo marco non implica la conversione degli euro in marchi che sarà condizionale alla titolarità dei bund. Lo stesso per i C/C su banche tedesche. Questo risolve integralmente il supposto problema del target 2 come spiegò De Grauwe già nel 2010. Per il resto durante la prossima recessione immaginare il rendimento del bund a -2% non è fantasia. La Germania è l’unico paese tra quelli che contano ad avere spazio fiscale in abbondanza, che lo se lo sia conquistato a danno degli altri è un ovvietà ma è sempre stato cosi. Il mondo dove tutti vincono non è mai esistito, chi è salito in passato, remoto o lontano, lo ha sempre fatto prendendosi le risorse degli altri. Il mondo degli umani è come quello degli altri animali, solo più complesso, retto da rapporti di forza, una catena alimentare.

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Scritto il 6 aprile 2018 at 14:26

john_­ludd@fi­nan­za,

Però perchè parli di “rischio cambio” per chi non è tedesco?
In realtà il rischio secondo me non sussiste vista la potenziale rivalutazione del DEM nel momento dell’ipotetico stacco. Ovvio se salta anche ad esempio una DB cambia tutto, Ma nel’ordinario mi torna difficile trovare un rischio cambio per i non tedeschi (italiani in primis) che investono in Bund

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john_ludd
Scritto il 6 aprile 2018 at 15:23

Da­ni­lo DT,

ma se sei un cittadino italiano con conto in Germania c’è il tuo passaporto ad indicare il possessore del conto, così come per i titoli di stato. Se la Germania esce dall’euro, unica tecnicamente possibile soluzione alla disfunzioni dell’euro, introduce una nuova valuta parallela all’euro ma più forte. Tutti i pagamenti in Germania saranno in marchi così come le nuove emissioni mentre le vecchie emissioni saranno rimborsate in euro o in marchi a seconda del possessore dei titoli. Idem per i conti. Ma cosa credi che abbiano l’anello al naso ? Se i periferici hanno portato centinai di miliardi in Germani convinti che nel caso peggiore si troveranno dei marchi è perché sono degli imbecilli economici. Si troveranno dei conti in euro (se sopravvive per le nazioni che restano) oppure in lire, pesetas o dracme. Perbacco ma perché uno come te che sei in prima linea si fa suggestionare da tesi bislacche secondo le quali la Germania NON può uscire dall’euro altrimenti si trova 800 miliardi di credit target2 da svalutare quando non è vero come ben scritto qui (e l’autore è tra i più celebri economisti che ci siano)

https://voxeu.org/article/how-germany-can-avoid-wealth-losses-if-eurozone-breaks-limit-conversion-german-residents

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mannoz
Scritto il 6 aprile 2018 at 16:49

john_­ludd@fi­nan­za,

però unico mio dubbio al tuo giusto ragionamento:
per rimosarli in € o lire o pesos, deve comprarli sul mercato, nn può emetterli no?
e questo nn farebbe seppur limitatamente far riapprezzare tali valute?

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john_ludd
Scritto il 6 aprile 2018 at 17:23

man­noz@fi­nan­za,

rimborsare cosa scusa ? se hai dei titoli in euro e sei italiano verranno denominati in lire e rimborsati dal tesoro italiano o acquistati dalla Banca d’Italia. Se hai dei conti in euro presso una banca tedesca ti troverai dei conti in lire presso la stessa banca tedesca tradotti secondo il cambio del passaggio euro/lire se mai ci fosse. Non sto avocando uno scenario piuttosto che un altro, solamente trovo desolante il livello della discussione che è alimentata solo dall’emotività, priva di contenuto, un minimo di studio, di ricerca su quali sono i possibili scenari valutando quel che scrivono i dotti e i saggi. Si può sbagliare in 100.000 modi differenti e essere corretti in uno solo, meta al di fuori di ogni essere umano, ma se ho mal di denti vado da un dentista, se la macchina non va in moto, da un meccanico, in economia meglio consultare chi è il meglio del meglio in giro. Ciao.

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mannoz
Scritto il 7 aprile 2018 at 14:06

john_­ludd@fi­nan­za,

quindi sarà la germania probabilmente a salutare questa orrida valuta, basta che accada…
ciao

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alplet
Scritto il 7 aprile 2018 at 15:26

Premesso che si può parlare di tutto, ma veramente credete che l’euro si sfalderà?

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mannoz
Scritto il 7 aprile 2018 at 15:59

al­plet@fi­nan­za,

se nel 2012 draghi nn pronunciava la famosa frase “wathever it takes…” secondo te c’era ancora l’€?
ora nn penso che weidmann o il finlandese faranno lo stesso alla prossima crisi

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alplet
Scritto il 7 aprile 2018 at 17:04

Forse la crisi arriverà prima del cambio alla BCE; comunque, cosa credi: che staranno a guardare? Vedremo se avremo una troika in casa. In Grecia tanti si sono rovinati, ma c’è l’euro… Quello che ci può salvare sono i risparmi degli italiani e le esportazioni; cioè roba di sostanza.

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alplet
Scritto il 7 aprile 2018 at 17:06

Eppoi, questa Europa mi fa venire in mente il Sacro romano Impero, senza UK, e piuttosto solido politicamente.

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perplessa
Scritto il 7 aprile 2018 at 23:05

concordo, io non mi fido per niente. al di là del fatto che penso che la permanenza dell’euro dissanguerà il paese finché persiste, la sua dissoluzione potrebbe dissolvere i miei risparmi, nell’immediato. qualsiasi sia l’ipotesi la Germania e i suoi satelliti faranno in modo di guadagnarci, e noi abbiamo governi asserviti formati da vassalli

john_­ludd@fi­nan­za: Ma cosa credi che ab­bia­no l’a­nel­lo al naso

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john_ludd
Scritto il 8 aprile 2018 at 11:21

per­ples­sa@fi­nan­za,

alla fine di ciclo pluri secolare, cioè quello stiamo vivendo, il capitale finanziario si azzera sempre, è una costante storica ineluttabile, qualunque sia la sua forma. Chi ha superato una certa età, spenda i suoi soldi ora senza rimbambirsi sperando nella fata turchina. ha in ogni caso poco tempo a disposizione sia che quello che scrivo sia vero, sia che sia falso. Per chi è giovane il problema dei risparmi non sussiste, non ne ha. Investa il suo tempo a costruirsi utili relazioni sociali, studi, si informi. Se resta su FB è un cadavere che puzza già.

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john_ludd
Scritto il 8 aprile 2018 at 11:24

per­ples­sa@fi­nan­za,

la Germania come noi ha un problema demografico irrisolvibile. La popolazione tedesca autoctona si ridurrà del 60% da qui al 2080. La Germania si chiamerà forse ancora tale ma non sarà prevalentemente abitata da tedeschi. Quella della Germania e dell’Europa è un libro di storia che si chiude per sempre. E’ la storia, passa e brucia ogni cosa, senza lasciare neppure le ceneri.

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perplessa
Scritto il 10 aprile 2018 at 19:52

cosa intendi per FB non ho capito?

john_­ludd@fi­nan­za: Se resta su F

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perplessa
Scritto il 10 aprile 2018 at 20:01

che c’entra il problema demografico con il fatto che la Germania si mobiliti contro il sud europa ? pare che il problema demografico irresolvibile ci sia anche nei paesi in via di sviluppo, siccome hanno innalzato l’età pensionabile anche lì, potrei fare un elenco.

john_­ludd@fi­nan­za: pro­ble­ma de­mo­gra­fi­co ir­ri­sol­vi­bi­le

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pecunia
Scritto il 13 aprile 2018 at 13:11

dire che la popolazione europea , come li conosciamo ora, scomparirà è come dire che in USA non ci saranno più WASP.
siamo in un epoca di migrazioni, soprattutto migrazioni forzate , ma non credo nell’azzeramento.

E’ comunque interessante , sempre, leggere il punto di vista di JL

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