LOST DECADE: ovviamente ci riferiamo alla nostra Italia

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Courtesy from The Economist

Ennesima prova che prima ancora di sovranità monetaria, occorre parlare delle capacità della nostra casta politica.

Le cose semplici spesso sono quelle che riescono meglio..
Mi verrebbe da riprendere in considerazione il discorso aperto con i tanti “Anti Euro” che non accettano la realtà dei fatti.
Ennesima conferma che con una classe politica corrotta ed incapace, non è sufficiente avere la sovranità monetaria. Il disastro è sempre assicurato.
In questo grafico trovate il PIL pro capite di 4 paesi europei con l’aggiunta di quello del Giappone. Perchè anche il Giappone? Perchè quando si parla di Lost Decade ci si riferisce proprio al paese del Sol Levante.

Come potete vedere l’Italia inizia a distinguersi in NEGATIVO dagli anni ’90, in territorio “non sospetto” quando l’Euro ancora NON esisteva.
Ovviamente il discorso non si limita al solo grafico del PIL pro capite. La problematica dell’Euro è drammaticamente ampia e complessa. MA è l’ennesima prova che prima ancora di sovranità monetaria, occorre parlare di capacità amministrativa della nostra classe politica che nel corso degli anni ha dato vita ad una vera e propria “rotazione” di colori, bandiere, partiti e personaggi anche di dubbia moralità.
Risultato? Sempre lo stesso. Disastroso.

Intanto però è evidente che il paese peggiore degli ultimi anni è stato sicuramente l’Italia, con una crescita del PIL pro capite sensibilmente peggiore rispetto agli altri competitor. E questo non si può mettere in discussione.

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Danilo DT

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Commenti (n° 15)Commenta

  1. ci si potrebbe scrivere un libro sulle nefandezze strategiche e gestionali che hanno caratterizzato alcune delle nostre più importanti aziende a partire dalla fine degli anni 80′.
    Se aggiungiamo una classe politica che, in generale, ha solo pensato ad arricchirsi personalmente e che di economia non ha mai capito niente, salvo intervenire con … la cassa integrazione… ecco bello che spiegato il tuo grafico.

  2. gainhunter scrive:

    Guarda caso da dopo Maastricht: da allora infatti fino alla crisi del 2007 l’Italia ha ridotto il debito/pil del 15%, mentre gli altri lo aumentavano. E chi ha potuto beneficiare dei tassi in discesa, chi ha contratto nuovo debito o chi ha dovuto rientrare dal debito ai tassi precedenti?
    Ovviamente questi due fattori si sommano all’incapacità politica, ma non cerchiamo di far passare che il motivo è SOLO quello. Perchè secondo me è che anche con la migliore classe politica oggi da questa situazione non si può uscire, tenendo le altre variabili inalterate, come si dice in matematica.

  3. gainhunter scrive:

    Poi negli anni 90 non c’era lo sme?

  4. idleproc scrive:

    Sò ‘azzi.
    “Ennesima conferma che con una classe politica corrotta ed incapace, non è sufficiente avere la sovranità monetaria. Il disastro è sempre assicurato.”
    Verissimo, molto più che verissimo, è la classe politica che crea il contesto socio-economico in cui tutti operiamo, anche senza stare a parlare di pianificazione o di piani economici nazionali oggi impossibili.
    Ce li siamo continuati a votare ingollando di tutto ed è colpa nostra.
    Se dovessimo uscire dll’euro con questi ci spolpano, se stiamo dentro ci spolpano.
    (personalmente penso che comunque sia troppo tardi per un’ uscita politico-economica corretta dall’euro visto anche il nodo gordiano che hanno creato per impedire l’uscita e gli attuali tempi ed evoluzione della crisi)
    …eeee… non si può nemmeno ipotizzare di tenerceli a sbafo e far fare il lavoro a qualche altra classe politica estera come già sta accadendo, non si è mai visto che un’impresa sia stata salvata dai dirigenti della concorrenza… concorrenza che avendo le pezze al c. globalmente parlando (anche quando portate bene)… ci spolperà.
    Non è mai una questione di “moneta” anche quando è stato ed è un fattore chiave nella situazione data, è una visione molto riduttiva dell’economia.
    Quello del problema “moneta” è il nuovo mantra globale legato ai poteri che le gestiscono.
    Non saranno le banche centrali a salvare la baracca, al massimo faranno ulteriori trasferimenti di redditi e capitali, in un’unica direzione… come fatto finora.
    Che poi sia carta straccia…
    Sò proppprio ‘azzi.

  5. gilles27 scrive:

    …a proposito di CASTA POLITICA
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-10/stipendi-camera-e-senatougo-zampetti-478mila-euro-130338.shtml?uuid=ABhXWv9&nmll=2707#navigation
    Stipendi Camera e Senato/Ugo Zampetti: 478mila euro
    Il segretario generale della Camera guadagna 478mila euro lordi, esattamente il doppio della retribuzione del presidente della Repubblica. Ugo Zampetti siede da 15 anni al piano più alto dell’amministrazione di Montecitorio, dove per la sua carica è prevista anche un’indennità netta mensile di 662,02 euro. I suoi compiti? È il capo del personale e ha la rappresentanza legale dell’amministrazione.
    2. Stipendi Camera e Senato/Elisabetta Serafin: 427mila euro
    La figura di vertice dell’amministrazione del Senato è Elisabetta Serafin. È stata nominata segretario generale a febbraio di tre anni fa e guadagna circa 427mila euro. La retribuzione a inizio incarico era di 419mila euro. Ma per questa figura apicale, Palazzo Madama prevede incrementi biennali automatici del 2% (2,5% alla Camera). Quindi il suo stipendio annuo si è già aumentato di circa 10mila euro rispetto a tre anni fa. Al Senato non è prevista un’indennità di funzione
    3. Stipendi Camera e Senato/Due vicesegretari da oltre 300mila euro
    Montecitorio può contare anche su due vicesegretari: Guido Letta che svolge funzioni di vicario del segretario generale e Aurelio Speziale. Anche in questi casi ci troviamo di fronte a stipendi di una certa rilevanza. I due vicesegretari guadagnavano, all’inizio dell’incarico 305mila euro. Ma calcolando che hanno diritto ad aumenti automatici biennali del 2,5%, si arriva a oltre 340mila per Letta (che ha 11 anni di anzianità) e a 328mila euro per Speziale (che ha 7 anni di anzianità nel ruolo). Anche i vicesegretari prendono un’ottima indennità di funzione: 652,56 euro netti al mese.
    4. Stipendi Camera e Senato/Consiglieri parlamentari da oltre 300mila euro
    Ma non solo i vertici nell’amministrazione di Camera e Senato possono contare su buste paga ben superiori a quelle del Capo dello Stato o al primo presidente della Cassazione (i parametri presi a riferimento per tagliare le buste paghe dei manager pubblici). Anche un consigliere parlamentare può arrivare a cifre da oltre 300mila euro. Alla Camera basta superare il trentesimo anno di servizio per catapultarsi a 318mila euro, per arrivare a 358 dopo il quarantesimo anno. Al Senato invece si passa dai 271mila euro (dopo 23 anni di servizio) ai 358mila dopo 35 anni di carriera. In più, al Senato dopo il 36° anno (superate le verifiche di professionalità) si ha diritto a un aumento automatico biennale del 2%.
    5. Stipendi Camera e Senato/Super retribuzioni anche per medici e interpreti
    Anche le note delle tabelle stipendiali della Camera e del Senato sono dense di notizie. Ad esempio, in calce al quadro riassuntivo della Camera viene specificato che il medico e gli interpreti-traduttori percepiscono una retribuzione annua lorda pressoché corrispondente a quella dei consiglieri parlamentari. E cioè: retribuzione all’ingresso di quasi 65mila euro che sale via via fino ai 358mila euro dopo i 40 anni di servizio. E c’è un’indennità di “maneggio e custodia valori” per il cassiere, il vice cassiere e l’addetto alla cassa: si parte da 193,67 euro netti mensili.

  6. gilles27 scrive:

    …e questo signore? che è al governo con il nuovo che avanza?

    ….a si nel senso che “avanza” 49.000.000,00 di euro… grazie alla politica!!!

    …ma gli Italioti sono così, amano farsi prendere… per il c§§§!!!!
    .

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-04-10/formigoni-sequestrati-conti-bancari-e-villa-sardegna-125202.shtml?uuid=ABpxmr9
    Formigoni, sequestrati conti bancari e villa in Sardegna per un totale di 49 milioni
    Questo articolo è stato pubblicato il 10 aprile 2014 alle ore 12:58.
    L’ultima modifica è del 10 aprile 2014 alle ore 14:53.
    (Ansa)
    La procura di Milano ha disposto il sequestro dei conti bancari di Roberto Formigoni nell’ambito dell’inchiesta sulla fondazione Maugeri. Sequestrata anche la villa ad Arzachena, in Sardegna. E ancora, una serie di immobili a Lecco e San Remo di cui il senatore risulterebbe comproprietario e tre auto. Il sequestro è stato effettuato dalla Guardia di Finanza di Milano su richiesta della Procura, dopo la firma del gip Paolo Guidi.
    Sequestri per un valore di 49 milioni
    Il sequestro preventivo di tutti i conti, meno uno, di Formigoni viene motivato dal gip col recupero del profitto dei reati contestati a Formigoni nel rinvio a giudizio di un mese fa nell’ambito dell’indagine San Raffaele – Maugeri. Il “Celeste” è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e appropriazione indebita. Il sequestro ammonta a 49 milioni di euro che vengono trasferiti sul Fondo Unico Giustizia. La villa sequestrata venne venduta da Pierangelo Daccò nel 2011 e acquistata a un prezzo ritenuto di favore dagli inquirenti, da Alberto Perego per conto di Formigoni. L’unico conto risparmiato è quello in cui l’attuale senatore percepisce l’indennità parlamentare mensile.
    L’inchiesta sulla Fondazione Maugeri
    Roberto Formigoni, per 17 anni presidente della Regione Lombardia, senatore del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano ed esponente di spicco di Comunione e Liberazione, sarà processato per corruzione e associazione per delinquere insieme ad altri nove imputati nell’inchiesta sulle tangenti pagate dalla Fondazione Maugeri di Pavia per ottenere i rimborsi sanitari della Regione Lombardia. La decisione del gup di Milano, Paolo Guidi, è arrivata lo scorso 4 marzo ieri dopo cinque ore di camera di consiglio e dopo numerose udienze preliminari nelle quali sono state analizzate le prove raccolte dai sostituti procuratori Laura Pedio e Antonio Pastore (e prima ancora dal pm Luigi Orsi) in oltre due anni di indagini.
    Processo al via il 6 maggio
    Il processo si aprirà il 6 maggio davanti alla Decima sezione penale del Tribunale di Milano. Con Formigoni saranno imputati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio, anche il faccendiere Paolo Daccò (che sta già scontando dieci anni di reclusione per la bancarotta dell’Ospedale San Raffaele), l’ex assessore regionale Antonio Simone, l’ex direttore amministrativo della Fondazione Maugeri, Costantino Passerino, l’ex direttore generale della Sanità della Regione Lombardia, Carlo Lucchina, l’ex segretario della Regione, Nicola Maria Sanese, l’amico e convivente di Formigoni nella residenza milanese dei Memores Domini, Alberto Perego, e altre tre persone.
    I finaziamenti alla Maugeri
    Secondo le accuse della procura, Formigoni avrebbe garantito una «protezione globale per la Maugeri, a fronte di illecite remunerazioni» e si sarebbe prodigato «affinché fossero adottati da parte della Giunta» della Regione Lombardia provvedimenti ad hoc violando i doveri di «esclusivo perseguimento dell’interesse pubblico». Formigoni ha sempre negato di aver favorito i rimborsi alla Fondazione Maugeri e di aver intascato soldi o «altre utilità» in cambio del trattamento di favore. Ma secondo i magistrati di Milano non è così. L’ex governatore della Lombardia avrebbe garantito alla Fondazione di Pavia finanziamenti per circa 200 milioni di euro. In cambio dei quali Formigoni avrebbe ottenuto «utilità economiche» per circa otto milioni di euro: vacanze ai Caraibi pagate, affitto di una villa ad Antigua, viaggi aerei per oltre 18mila euro, uso esclusivo di uno yacht dal giugno 2007 a ottobre 2011, un mega sconto di circa quattro milioni di euro per l’acquisto di una villa ad Arzachena, in Sardegna.
    I sequestri
    Già nei mesi scorsi erano stati eseguiti sequestri (per il reato di associazione per delinquere) per un valore di circa 53 milioni di euro a carico del faccendiere Daccò, dell’ex assessore lombardo Antonio Simone e dell’ex direttore amministrativo della struttura sanitaria, Costantino Passerino. Oggi, invece, sono arrivati i sequestri da 49 milioni che corrispondono all’ammontare della presunta corruzione che il giudice addebita all’ex Governatore e a Perego, ma in parte anche a Daccò, Simone e Passerino. Di questi 49 milioni di euro, in particolare, 39 milioni sarebbero la presunta corruzione legata alla vicenda Maugeri e 7,6 milioni sarebbero, invece, le presunte mazzette per il caso San Raffaele. Nella presunta corruzione da 49 milioni di euro, da quanto è emerso, il gip individua sia quegli 8 milioni di euro circa che l’allora Governatore avrebbe ricevuto sotto forma di benefit di lusso, come yacht e vacanze, che parte dei soldi distratti dalle casse della Maugeri e finiti agli intermediari, che quelli utilizzati per mantenere la rete di società all’estero servite per creare “fondi neri

  7. bimbogigi scrive:

    Senza risultare noioso: cosa vedo io da quel grafico?

    Che fino al 1990 l’Italia è cresciuta come gli altri paesi.
    Poi a fine 1989 vengono fissati i cambi nella composizione finale dell’ECU (con banda di oscillazione limitata al 6% per noi) e nel 1990 l’Italia dichiara la libera circolazione dei capitali.
    Risultato di tutto ciò molto evidente dal grafico: fine della corsa.

    Cosa ci rispingerà, più tardi, a riguadagnare posizioni da fine 1993? Lascio a voi la risposta che è molto facile…

    Detto questo, ovvio di colpe ne abbiamo anche noi, e non poche. Ma non sono quelle che spiegano scientificamente questa debacle.

  8. idleproc@finanza,

    “Ennesima conferma che con una classe politica corrotta ed incapace, non è sufficiente avere la sovranità monetaria. Il disastro è sempre assicurato.”

    Questa frase è la mia risposta definitiva (se non si era ancora capito) alla problematica “SI Euro”, “NO Euro”.
    Si può discutere su tutto, sempre arrivando a conclusioni relative. Meglio €, meglio £, meglio chissà cosa…
    Ma la mia frase è una certezza che deve essere ben chiara a tutti. Pro o contro Euro.

  9. lucianom scrive:

    “Ennesima conferma che con una classe politica corrotta ed incapace, non è sufficiente avere la sovranità monetaria. Il disastro è sempre assicurato.”

    Questo è stato sempre il mio pensiero, ma come fanno certi italiani a non CAPIRLO? :mrgreen: :mrgreen:

    Come è stato già detto, per votare ci vorrebbe veramente il PATENTINO! :mrgreen: :mrgreen:

  10. Danilo mi spiace ma nn concordo.Io credo che Bagnai abbia visto giusto.Se è vero anche solo la meta’ di quello che dice siamo messi davvero male.Siamo in una sorta di labirinto senza uscita.Ci terrei tanto , davvero tanto che tu ascoltassi questa conferenza dal min. 20 in poi…

    https://www.youtube.com/watch?v=IyoCCoLMGko

    Qui un intervento di Borghi molto semplice nell’ esplicazione dei concetti espressi.
    ASCOLTATE e ditemi la vostra.Ho tanto da imparare.Se dice cose sbaglate fateglielo notare.

    https://www.youtube.com/watch?v=Xyautt_kdW0

    Qui il documento pdf che stanno diffondendo

    http://www.bastaeuro.org/docs/BastaEuro_comeusciredaincubo.pdf

    SPERO DAVVERO CHE BAGNAI SI SBAGLII PERCHE’ NON SO VOI MA IO HO UNA PAURA FOLLE CHE CI SIAMO FICCATI IN UNA SORTA DI VICOLO CIECO.ANCHE VOLENDO USCIRE NN CREDO CHE CE LO LASCERANNO FARE FACILMENTE.

  11. gilles27 scrive:

    lucianom,

    “Come è stato già detto, per votare ci vorrebbe veramente il PATENTINO! :mrgreen: :mrgreen:

    …CONCORDO PIENAMENTE!!
    anni fa quando il mio amico L.B. sosteneva che per votare bisogna avere un patentino, quindi sostenere un piccolo esame, mi scandalizzavo, ma oggi devo dire che aveva ragione!!!!

  12. idleproc scrive:

    Non dimenticate la corruzione nella pubblica amministrazione…
    E’ il punto chiave.
    Nel tempo si è perso il senso dello stato che è l’etica tramessa tra generazioni della pubblica amministrazione e la sua “neutralità” e correttezza davanti al cittadino.
    C’è stata una profonda involuzione e degrado successivo agli anni ’70, dopo “mani pulite” è stato ed è un disastro.
    Quando i “partiti” erano ancora partiti profondamente ideologizzati, portavano in sè una selezione anche “etica”, quando andavano di gratta, rubavano per il partito e per i costi della politica e della propaganda.
    Pochi, individualmente si arricchivano o gli rimaneva qualcosa attaccato alle mani.
    Inoltre erano accordi prevalentemente centrali e non vi era una diffusione capillare del fenomeno.
    Oggi, come ieri, passa ancora per grandi gruppi e lobbyes che tendono ad impadronirsi di uffici interi generando un sistema di coperture e ricatti capillare e autogiustificante anche per i livelli più bassi.
    Coi “favori” e i “ricatti” saltano i controlli incrociati presenti per normativa e che sono una garanzia di affidabilità di tutto l’apparato.
    Nella realtà odierna, una politica ormai autoreferenziale, individualizzata negli interessi, arrampicatrice, lobbystica e mediocre, ha perso il controllo reale dell’apparato pubblico.
    Il pubblico nella parte esecutiva ed operativa è la spina dorsale di una qualsisi politica economica, dell’etica sociale e della convivenza civile.
    E’ mia opinione che abbiamo superato il punto di non ritorno, indipendendemente dai valori che le singole individualità e gruppi ancora portano e che sono più diffuse di quanto si creda.
    E’ necessario un reset politico-etico che metta poi le mani su tutto l’apparato.
    Non è la situazione attuale, non sono all’altezza del compito.
    Al massimo sono adatti ad un pomeriggio-cinque e ad un wanda marchi show.

  13. Avete sentito ?? Un’altra morte eccellente tra i banchieri .Lavorava per Abn Amro. 13 in appena 3 mesi. Qst gente sa qualcosa che noi nn sappiamo ? O meglio sappiamo ma facciamo finta di non pensarci ? Mah !!? Cominciano a diventare troppi.Che siano in arrivo tempi davvero bui ??
    Scusate la nn attinenza col post

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=69704

  14. idleproc scrive:

    ciromot@finanza,

    Meglio mantenere costante per valutare le informazioni il metodo razionale.
    Avere ad es. statistiche precedenti comparabili sul particolare gruppo sociale sottoposto a stress in condizione di crisi.
    Poi, se vi è un discostamento significativo, si può ipotizzare altro, credo comunque sia irrazionale pensare ad una specie di spectre.
    La “criticità” è sotto gli occhi di tutti e si riflette negli specifici ambiti lavorativi e personali.

  15. ciromot@finanza,

    Saranno quelli che han avuto rimorsi di coscienza nel non aver dato credito ad artigiani che poi si son suicidati ?