La trappola del Bond “bene rifugio”

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

Come conciliare sicurezza con protezione reale, in uno scenario di rendimenti reali ma anche nominali negativi?

Quando parlavamo di deflazione e di tassi bassi per un lungo periodo di tempo, molti  avevano storto il naso. In realtà però, analizzando diversi dati tra cui anche la velocità di circolazione della moneta, è stato possibile fare delle previsioni abbastanza attendibili sull’andamento dei tassi nei paesi più industrializzati. Ed indebitati. Le principali economie, che spesso definiamo “vecchie”, si sono trovate in una fase di rallentamento. Il che ha comportato tra le altre cose ad un abbassamento generico dei tassi di interesse. Quindi bassa crescita, bassa inflazione ed addirittura rischio deflazione.
Ma non solo lo scenario economico ha mosso i rendimenti. Lo sguardo va ovviamente a quei paesi e a quelle obbligazioni che rappresentano un “bene rifugio”, un porto sicuro per i risparmi del cittadino.
Ma sono veramente “bene rifugio”? Per certi versi qualche ragionamento occorre iniziare a farlo, anche perché, come è noto, molti di questi bond oggi sono chiaramente con rendimento reale NEGATIVO. Ma cosa importa. Anche se non mi rendono nulla, però i miei soldi sono al sicuro…

Non c’è dubbio che questo scenario vede protagonisti non solo gli USA che con il suo Dollaro e i suo Treasury Bond rappresentano il bene rifugio per antonomasia (non presenti nel grafico).
Ma soprattutto è l’Europa ad essere protagonista di questo fenomeno. Abbiamo più volte visto la Germania andare addirittura ad emettere bond con rendimento negativo (non solo reale ma anche nominale), cosa poi successa in modo assurdo anche nell’ultima emissione trimestrale del Belgio ( e non dico una AAA…)
Credo che il grafico qui sopra parli da solo. Su certi paesi e certi titoli è palese l’ipercomprato e la sopravvalutazione.
Ma come detto, non è certo questo il problema. Il problema è riuscire a difendere il denaro dall’eventuale Eurocrash e, in tal caso, avere i soldi investiti in quei paesi che faranno comunque parte dell’Euro di Serie A o se preferite dell’Elite che oggi si permette di finanziarsi con rendimento negativo.
Quindi, anche queste emissioni hanno comunque un rischio. Infatti se per magia un giorno l’Euro troverà una quadra e la crisi prenderà progressivamente una strada che ci porterà verso la risoluzione, per forza di cose questi bond perderanno valore.

Ma come conciliare quindi le due cose? Resta secondo me solo una soluzione. Stare corti di duration.

STAY TUNED!

DT

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3 commenti Commenta
Scritto il 18 luglio 2012 at 14:38

Oggi intanto, per completare l’opera, sia la Finalndia che la Germania sono usciti con bond 2yr con rendimento negativo.

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paolo41
Scritto il 18 luglio 2012 at 17:33

Probabilmente mi sbaglio, ma le emissioni di bond a tasso negativo possono avere una giustificazione se salta l’euro e le monete forti, tipo il marco, possono rivalutarsi anche di un 20/30% rispetto al valore attuale dell’euro.
In caso contrario, non mi è così facilmente intuibile questa fuga verso monete teoricamente più “forti”, che sono però solo nell’immaginario dei cosidetti “paurosi”.
Attenzione anch’io sono un fautore dell’idea che dobbiamo abbandonare l’euro (specialmente l’Italia che ha ancora un discreto tessuto industriale) e mi classifico fra i “paurosi” che ipotizzano il debacle dell’euro.
Ma la paura è una cosa, mentre il razionale e il buon senso danno ancora molte più probabilità ad una continuazione dell’euro….
Mi rendo conto che è una situazione assurda, a dir poco, ma, per molti versi, incomprensibile.

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maurobs
Scritto il 19 luglio 2012 at 10:29

scusate l’OT ma avrei bisogno del vostro aiuto: sto cercando 2 articoli e non ricordo dove li ho letti.
1)articolo dove veniva evidenziato il volume per asset class dei derivati
2)articolo dove venivamo evidenziati i confini di europa virtuosa nel quale si evidenziava la parte nord dell’italia
se qualcuno mi può aiutare avrà la mia gratitudine eterna :mrgreen: :mrgreen:

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