La sorpresa sul debito italiano: pubblico, esplicito, implicito, aggregato

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

debito-pubblicoMettiamo da parte per un attimo le vicende legate alle elezioni in Grecia, all’effetto Tsipras e alle conseguenze derivanti dal “muso duro” promesso da Syruza nei confronti della Troika e dell’Austerity.

Valutiamo piuttosto quello che io considero l’effetto “buono” del terremoto greco, ovvero il fatto che le elezioni in Grecia possano portare in Eurozona degli inevitabili cambiamenti.

Syriza è “anti-tutto” (Troika, Austerity e molto altro). Molti suoi ragionamenti sono condivisibili, altri assolutamente da bocciare, come il suo fantasioso (secondo me) programma di governo.
Però, come ho già detto, la vittoria di Tsipras deve essere il punto di partenza che porterà l’inizio di cambiamenti in questa Unione Europea.
E a questo proposito, vi propongo un esercizio.

Noi tutti sappiamo che l’Italia ha innanzitutto un fardello sulla schiena, teoricamente insostenibile e indifendibile: il DEBITO PUBBLICO.
Ma…siamo proprio sicuri che gli altri stati dell’Eurozona siano più “difendibili”?

Ho trovato in rete questa interessante tabella. Consideriamola un punto di vista “alternativo” alla più classica visione del nostro debito pubblico. Un punto di vista che per certi versi stupisce e cambia persino le carte in tavola. Merita secondo voi un po’ più di considerazione, soprattutto in ambito dei conteggi di solidità di un paese e della relativa flessibilità di bilancio che gli si può dare?

Debito pubblico esplicito ed implicito

Premessa: l’analisi non è forse recentissima (2010) ma i principi su cui si basa sono tuttora validi.
In pochi conoscono la differenza tra debito esplicito e debito implicito.

Il debito pubblico esplicito è la somma di obbligazioni che sono state emesse da un paese, mentre il debito pubblico implicito è la somma attualizzata di obbligazioni che dovranno essere liquidate in futuro in base alle normative vigenti.

In altri termini è “esplicito” il volume dei titoli di stato emessi. E’ implicito il debito che di per sé è ancora latente in quanto rappresentato da un contratto che deve essere onorato a meno di un default o ristrutturazione del debito. Un esempio di Debito esplicito è quello pensionistico, tanto per intenderci.

tabella-debito-pubblico-implicito-esplicito-italia-eurozona

Source: European Commission , AMECO Database , Eurostat , own calculations of the Market Economy Foundation (WIKI) 

Questi dati mi hanno sorpreso. Ammetto, non ho potuto controllarli e mi sono fidato delle fonti che ho citato (con link) qui sopra. Il “sustainability gap “ è la somma di debito esplicito ed implicito. Cosa notate? Beh… lascio dire a voi… Ma non mi fermo qui. facciamo anche un rapido ragionamento prendendo il famoso “debito aggregato”, ovvero la somma di debito pubblico e privato, tenendo sempre conto del fatto che, quando si parla di debito pubblico, le statistiche si riferiscono sempre al debito ESPLICITO.

aggregato-debito-eurozona

Se il primo grafico era ahimè del 2010, questo è decisamente più recente.

Non è che voglio cercare delle giustificazioni e ci mancherebbe. L’Italia è un paese che ha tantissimo problemi ed una mentalità che di certo non è indirizzata alla buona gestione del “bene comune”. Ma ho come la vaga impressione che i conti vengono redatti un po’ a “convenienza”. O forse mi sbaglio?

STAY TUNED!

Danilo DT

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8 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 28 gennaio 2015 at 10:49

dai Danilo, un passettino verso il lumino acceso un paio di lampioni più avanti… poi un altro e ancora uno… non è poi difficile… basta iniziare a camminare

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Scritto il 28 gennaio 2015 at 11:31

Questa è solo una delle sfacettature della questione. Poi è palese che a livello globale il deleveraging è fittizio e che stiamo affogando nel debito…

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saltellone
Scritto il 28 gennaio 2015 at 11:34

Cioè il debito pubblico che l’Italia deve stanziare per pensioni e sanità per l’Italia sarebbe un decimo di quello francese? Ho guardato un po’ in giro e dal quel che ho capito quel dato è basato sulle previsioni di Mario Monti in cui dava per scontato per questi anni una crescita del PIL al 2%. Ottimismo, come sempre :D

http://openeuropeblog.blogspot.it/2013/07/debt-problems-in-europe-extend-beyond.html

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idleproc
Scritto il 28 gennaio 2015 at 11:38

Questa è divertente, infatti il “main stream” si defila nel commento.

http://www.zerohedge.com/news/2015-01-27/greece-begins-great-pivot-toward-russia

…e dato che le questioni strategiche contano almeno un “ninin”…

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kry
Scritto il 28 gennaio 2015 at 14:04

Alla luce del tutto sono giustificati i bassi tassi della Francia o a confronto sono alti i nostri ? Il Lussemburgo non è una sorpresa anzi mi sa che ci saranno molti molti scheletri .

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stanziale
Scritto il 28 gennaio 2015 at 15:47

Complimenti per l’ultimo grafico, mi pare che non l’avevo ancora letto aggiornato al 2013. Come si sapeva la grecia prima dell’euro, tutto meno che a.v.o., non aveva nessunissimo problema.

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gainhunter
Scritto il 28 gennaio 2015 at 21:28

Notare che nell’ultimo grafico non ci sono i “financials”, che si vedono invece nel post, sempre qui su I&M, indicato da Stanziale. (Non mi quadravano US e UK…)

Siamo sempre di fronte alle due facce della medaglia: il basso debito implicito italiano è in parte conseguenza del fatto che le pensioni della mia generazione e di quelle dopo saranno minime; dall’altro lato c’è appunto la maggiore sostenibilità (per lo stato) nel lungo periodo. La cosa peggiore è che siccome dappertutto si considera solo il debito esplicito e si ignora il debito implicito, i vantaggi dall’avere un basso debito implicito non li abbiamo mai potuti sfruttare (rating, tassi, ecc.)

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