La SEC americana bacchetta i consulenti d’investimento per gravi mancanze nella custodia dei titoli dei clienti

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Molti ricorderanno la vicenda del fallimento della MF Global, uno dei maggiori broker mondiali nel trading dei derivati e delle materie prime, visto che l’argomento è stato trattato anche in questo blog:

MF Global: una piccola Lehman Brothers del 2011

Rammento che era una società di tutto rispetto, professionale ed affidabile. Infatti prima dello scandalo, si era vista concedere l’onore di rientrare nelle rare decine di società di intermediaizone autorizzate a collocare sul mercato i titoli di stato americani, ovvero i treasury ([1]).

A mio giudizio, l’aspetto più importante e paradossale della vicenda è stato il mancato rispetto della basilare regola che impone la separazione dei soldi dei clienti da quelli della società.

Semplificando, la legge americana (e non solo) prevede che quando un cliente apre un conto presso un intermediario finanziario, per poter operare nelle sue scelte di investimento, i suoi soldi devono essere sempre separati da quelli della società di intermediazione.

Ciò per evitare che, in caso di fallimento dell’intermediario (o anche sua momentanea difficoltà finanziaria), i vostri titoli possano essere toccati. Difatti in caso di procedimento di liquidazione della società di intermediazione, i creditori non potranno vantare alcuna pretesa nei confronti dei suoi clienti.

In sintesi in tal caso la regola è che, salvo momentanei problemi di operatività (che possono durare qualche settimana, come nel caso della MF Global), i vostri titoli (ed eventuale liquidità) sono al sicuro e nessuno potrà venirne in possesso!

Purtroppo la vicenda finanziaria della MF Global ha evidenziato che non sempre è così, visto che tale broker, nel momento in cui le scommesse sui titoli sovrani europei non andarono per il verso giusto, ha utilizzato i soldi presenti sui conti dei clienti per continuare a mantenere le proprie scommesse finanziarie. Ciò provocò, nel momento in cui venne dichiarato il suo fallimento, il blocco dei conti di 50.000 clienti oltre all’ammanco di diverse centinaia di milioni di dollari di soldi di loro proprietà ([2]).

I motivi per cui non è stata rispettata la regola suindicata sono molteplici, da un complicato meccanismo con cui accedere ed utilizzare i soldi dei clienti ad una mancanza di controllo da parte delle autorità preposte.

Gli organi istituzionali, deputati al controllo del rispetto della legge da parte degli intermediari finanziari, sicuramente hanno imparato molto da questa vicenda, intensificando il loro operato. Non solo, ma hanno cercato di rendere sempre più di dominio pubblico tale argomento, in modo da ripristinare al più presto la piena fiducia nell’operato degli intermediari finanziari, incrinato da tale vicenda.

A tal riguardo, recentemente l’autorità di controllo americana, la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC)  (l’equivalente della nostra Consob) a seguito dei controlli effettuati sui consulenti di investimento (registrati nel loro archivio), ha pubblicato un report che evidenzia diverse irregolarità ([3]).

Sintetizzo, spero in maniera semplice, il suo contenuto; chi volesse approfondire, come sempre, trova in fondo al post tutte le fonti (e relativi link) per ulteriori approfondimenti.

Nel 1940 in USA è stata approvata una legge “Investment Advisers Act of 1940” ([4]) che disciplina l’operato dei consulenti d’investimento.

Nota importante: negli USA il consulente d’investimento è una figura per certi versi non perfettamente coincidente con il nostro consulente finanziario. Infatti la definizione prevede che sia una persona fisica o giuridica che, in cambio di una remunerazione, svolge il ruolo di fornire consigli (direttamente o indirettamente oppure mediante articoli e pubblicazioni) sul valore dei titoli finanziari e in particolare sull’opportunità e/o convenienza di un determinato investimento. Pertanto tale definizione comprende al suo interno sia i soggetti preposti alla vendita di prodotti e strumenti finanziari sia chi si limita semplicemente all’offerta come puro consiglio professionale (noto come consulente fee only). Inoltre (semplificando) sono subordinati all’obbligo di registrazione presso la SEC soltanto quelli che amministrano complessivamente un valore finanziario superiore a diverse decine di milioni di dollari ([6]).

In particolare la regola che riguarda la custodia dei conti dei clienti (SEC 223) stabilisce che il consulente finanziario deve prendere adeguate misure per salvaguardare i beni dei clienti affidati in loro gestione, compresa, senza alcuna limitazione, la verifica di tali misure da parte di un organo contabile esterno indipendente (anche pubblico).

Ebbene la SEC americana nella sua indagine ha riscontrato gravi irregolarità nel rispetto di tale legge per circa un terzo dei consulenti finanziari (pari a circa 140), tra cui anche il mancato rispetto della regola di custodia dei beni dei clienti.

In particolare le mancanze riscontrate possono essere riassunte in quattro categorie:

1. inadempienza da parte del consulente finanziario a rispettare le prescrizioni di  “custodia” disciplinate dalla legge: in alcuni casi il consulente gestiva il portafoglio del cliente accedendo direttamente al suo conto tramite username e password, quindi senza alcuna limitazione di sorta, cioè potendo disporre di tutti i fondi/titoli del cliente);

2. inadempienza alle modalità previste dalla legge per l’esecuzione dei “controlli a sorpresa” annuali: in alcuni casi venivano svolti nello stesso periodo dell’anno oppure non veniva compilata e trasmessa l’opportuna documentazione inerente il suo espletamento entro i tempi previsti;

3. non aver ottemperato agli obblighi previsti in qualità di “custode qualificato” (è previsto per alcune tipologie di banche o broker): consulenti d’investimento che mescolavano su un unico conto le attività dei clienti, dei dipendenti e dei titolari della società;

4. mancato rispetto delle modalità di controllo previste per la gestione di strumenti di investimento collettivo: ad esempio il revisore esterno non era indipendente, oppure i risultati del bilancio d’esercizio non venivano inviati a tutti gli investitori (erano disponibili soltanto su richiesta).

Alla fine del rapporto si sottolinea l’importanza a rispettare la legislazione (l’Investment Advisers Act of 1940) inerente la custodia, progettata proprio per proteggere e salvaguardare i beni dei clienti.

Concludo con l’intervento del Direttore del Dipartimento della SEC ([5]) che si occupa della materia:

“We take deficiencies in this area very seriously and want to put advisers on alert about the importance of complying with the custody rule. It is a key component of our investment adviser examination program”.

ovvero:

Consideriamo molto seriamente le carenze riscontrate in questo settore e vogliamo  avvertire i consulenti finanziari di quanto sia importante rispettare la regola sulla custodia. E’ l’elemento chiave del nostro programma di monitoraggio dei consulenti finanziari“. 

Buona riflessione.

Lampo

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Fonti ed approfondimenti:
[1] – Il Sole 24 OreSalta Mf Global, vittima della crisi europea (1 novembre 2011).
[2] - Wikipedia - MF Global (aggiornato al 3 aprile 2013).
[3] - U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) - Significant Deficiencies Involving Adviser Custody and Safety of Client Assets (4 marzo 2013).
[4] - U.S. Securities and Exchange Commission (SEC)Investment Advisers Act of 1940 (aggiornata al 3 gennaio 2012).
[5] - SEC Lawyers Blog - SEC Warns of Significant Deficiencies Involving Adviser Custody and Safety of Client Assets (7 marzo 2013).
[6] - U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) - Regulation of Investment Advisers by the U.S. Securities and Exchange Commission (aggiornata a marzo 2013).

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Commenti (n° 3)Commenta

  1. Ottimo come sempre!

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  2. ciromot scrive:

    Grande Lampo ;)……… io sto con IG markets e sono contentissimo.

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  3. Vincent Vega scrive:

    bravo Lampo.

    c’è anche un broker ben noto in ITA

    CFTC Orders Connecticut-based Interactive Brokers LLC, a Registered Futures Commission Merchant, to Pay a $225,000 Civil Monetary Penalty

    Firm failed to supervise its employees, failed to maintain sufficient U.S. dollars in customer segregated accounts, and failed to compute on a currency-by-currency basis the amount of customer funds on deposit and required to be on deposit in segregated accounts
    http://www.cftc.gov/PressRoom/PressReleases/pr6560-13

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