FED e Yellen: la SAGRA del RELATIVISMO

Scritto il alle 23:06 da Danilo DT

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Da una parte Mario Draghi che con i suoi super stimoli monetari ha generato tonnellate di liquidità. E poi il petrolio che progressivamente sta tornando a salire, con l’intenzione da parte di qualcuno (ma non di tutti) di riportare l’oro nero ad un prezzo considerato “di equilibrio” pari a 50 $/Barile.

E poi i dati USA che sembravano deboli, addirittura da “recessione” ma che poi sono tornati sufficientemente tonici da far fuggire ogni dubbio. Rallentamento si, ma con moderazione.

Eccovi in sintesi estrema le basi su cui si appoggia buona parte della teoria di molti economisti che vedrebbero normale un aumento dei tassi non a giugno ma subito ad aprile.
Ed è proprio la cautela o, se preferite, la Moderazione il “leitmotiv” che guida le dinamiche della FED, oggi. Una calma quasi controllata, nel tentativo di mantenere bassa la volatilità dei mercati.

(…) Janet Yellen, che durante un intervento all’Economic Club di New York ha ribadito l’intenzione della Banca centrale americana di procedere con cautela. Questo si tradurra’ in incrementi solo lenti e graduali dei tassi di interesse, cosa che e’ stata particolarmente apprezzata dagli investitori americani. A sostenere i listini sono anche le indicazioni positive arrivate dal fronte macroeconomico: in particolare, i prezzi delle case si sono attestati in rialzo, segno che il 2016 e’ iniziato con lo stesso tono positivo con cui si era chiuso l’anno precedente, e la fiducia dei consumatori in marzo e’ salita piu’ delle previsioni. (Sole24h) 

Bene, molto bene, quindi la logica è la seguente: i tassi saranno tenuti bassi e la crescita sarà progressiva, e l’economia continua a correre. Ma allora che senso ha? Se va tutto così bene allora il rialzo dei tassi preventivo, per evitare un surriscaldamento, sarebbe più che corretto… Ma la Yellen si salva in calcio d’angolo e ci spiega perchè…

(…) L’incertezza globale, spinta dal rallentamento della Cina e dal crollo dei prezzi del petrolio, ha fatto aumentare i rischi per l’economia americana, giustificando aumenti dei tassi ”graduali”. (manca un accenno al rischio “Brexit”, OVVIAMENTE mancanza voluta, ndr) – (RAI) 

Ah, allora non va tutto così bene, cioè le cose vanno bene ma non vanno bene perché se andassero bene occorrerebbe alzare i tassi, ma siccome vanno bene ma non benissimo, meglio essere prudenti. Chiaro, no? Si? No?

“Considerati i rischi all’outlook, ritengo appropriato per la Fed procedere con cautela nell’aggiustare la propria politica” afferma Yellen, allontanando di fatto la prospettiva di un aumento dei tassi in aprile.

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Beh, con questa dichiarazione, come anticipato nel pomeriggio, i mercati potevano solo festeggiare. Ma il primo a salire è proprio l’Euro. I trader vedono terreno di conquista con il carry trade ed azzannano la moneta unica indebitandosi in USD. E l’oro reagisce di conseguenza, riprendendo a salire dopo essersi appoggiato a quota 1200 $/oz. Ma quello che è stato il capolavoro è quanto detto successivamente…

Il numero uno della Fed ha mostrato una certa preoccupazione circa l’andamento al ribasso dell’inflazione, sottolineando che il FOMC ha ancora un “ampio margine di manovra” per aggiungere dello stimolo di politica monetaria qualora fosse necessario. (Forexinfo) 

Ma signori è fantastico! Qui si dice tutto il contrario di tutto! In parole povere se sarà necessario la FED è pronta anche a fare marcia indietro e magari congelare la politica restrittiva se non addirittura farla tornare espansiva, magari condita da un po’ di QE… Sia chiaro, sono mie elucubrazioni, ma a conti fatti, la Yellen ha semplicemente detto tutto (non escludendo NULLA ma proprio NULLA) e niente (la sagra del relativismo).
Come previsto tutto rimandato ma, come già spiegato mille volte, è stata l’ennesima dimostrazione che la FED subisce i mercati. E poi si muove di conseguenza. Il problema quindi sorge quando la FED dovrebbe poi comportarsi in certi modi e non lo potrà fare…

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Danilo DT

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2 commenti Commenta
albertopletti@gmail.com
Scritto il 30 marzo 2016 at 09:15

Tassi o non tassi, Fed, Bce, tutto quello che volete, ma, alla fine, sono gli utili a guidare i prezzi.

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capitan_harlok
Scritto il 30 marzo 2016 at 09:50

SI SI DI FATTI i mercati AMERICANI SONO avviati a testare le resistenze sui massimi alla faccia di crisi , guerre,prossime bolle speculative quant’altro sta di fatto che il Dax è tornato a 10.000 S&P 2060 DJ 17600 QUINDI è inutile che ce chi urla che da qui al prossimo anno ne vedremo delle belle è come quello che dice “RICORDATI CHE PRIMA O POI DEVI MORIRE,” ORA ME LO SEGNO E POI VEDIAMO PER ORA PENSIAMO A VIVERE OGGI E PORTARE A CASA UN PO DI PROFITTO SUL CAPITALE INVESTITO in questo mondo di squali ,drogati e psico labili che manipolano mercati informazione dati e quant’altro ……….sayonara

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