La ragnatela dei social network ha catturato la Vostra vita?

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Tempo fa scrissi un post sul ruolo che hanno i social media (social network) nell’attività dei consulenti e nella fattispecie della cosiddetta “consulenza 2.0”.
Protagonista del post, che potete rivedere CLICCANDO QUI, era una grande slide che andava a sintetizzare il ruolo dei vari social network nell’attività del consulente, quindi sia nella consulenza ma anche nella sua vita privata.

E questa cosa mi ha fatto pensare.

Ma quanto un’attività di consulenza si sta “trasformando”, diventando quasi “impersonale”?

E soprattutto…quanto la nostra vita è sempre più legata ad un mondo virtuale e NON reale?
Fermati uomo, fermati finchè sei in tempo…

L’amico Antonio mi ha girato questo video, quasi una poesia (in inglese) che DEVE essere visto da tutti voi. Vi invito caldamente a far girare questo post proprio sui famigerati social media, facendo in modo che tutti lo possano vedere e possano quantomeno capire cosa stanno vivendo e come la loro vita potrebbe cambiare…

Fermati uomo, spegni il display del cellulare, torna a vivere…

Io sono il primo a dover ammettere di essere caduto nella “ragnatela” del web. Appena scoprii le potenzialità di internet mi dissi: “questa novità mi cambierà la vita”. E così è stato. Però una cosa è cambiare la vita, un’altra è portarti verso livelli che mai avresti immaginato.
Per fortuna io non sono ancora un caso “disperato” ma di certo, come tanti altri, devo “fermarmi”.
Guardate il video, e pensateci su…
Non è casuale il fatto che questo post sia stato pubblicato il venerdi sera. Il mio invito è quello di passare un week end LIBERI dalla rete. Provateci, ma non fatelo per me, fatelo per voi. E vedrete che la vostra vita potrebbe giovarne e non poco…

Immagine anteprima YouTube

STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 5)Commenta

  1. Io non ho mai cliccato mi piace. Ritengo il tuo invito valido per 100 mi piace. Ciao e buon fine settimana.

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  2. idleproc scrive:

    DT, sei sempre er mejo.

    Uso la “rete” per “mestiere” da quando in Italy non si sapeva nemmeno cosa fosse, quindi il processo lo ho sempre guardato da fuori con distacco.
    Solo negli ultimi anni la ho usata come strumento di comunicazione personale, c’è il bambino e l’acqua sporca.
    Il rapporto personale diretto è vitale per gli esseri umani, non lo è invece la proiezione alienata della propria personalità e relazioni più o meno contraffatte nel virtuale che diventa stimolo al narcisismo individuale e all’isolamento dalla realtà.
    Isolamento che diventa autorafforzante perché nel reale dei rapporti personali esiste sempre la verifica empirica da parte dell’altro che ti costringe a guardarti in faccia.
    Essendomi sempre occupato di “sicurezza” e di tutela della privacy degli altri e dei dati, trovo folle mettere il proprio sistema di relazioni private in un social-network, la cosa non ha conseguenze solo sul singolo ma permette la teleguida progettata a tavolino da chi queste cose le sa fare, di interi gruppi sociali.
    “Sappiamo chi siete, dove siete, quali sono le vostre relazioni, cosa fate, cosa pensate, come lo avete già fatto e come vi faremo pensare ed agire domani”
    Ovviamente nella stessa “rete” c’è l’antidoto e ci sono gli antidoti ma bisogna esserne consapevoli.

    E’ tragico portarsi a cena una bella donna pure intelligente alla quale interessi e questa piglia l’I-stì ‘azzi al quale non resite e faccebbucca ‘azzate magari sulla cena.
    Ti vien voglia di trattarla proprio come una escort o di andartene.

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  3. rulloclash scrive:

    Cotto e mangiato!

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  4. ottofranz scrive:

    bello e paradossale

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  5. …ma forse inutile. A vedere le condivisione è evidente quello che è sotto gli occhi di tutti. Facebook & Co hanno drogato in modo inconsapevole le persone che ne sono diventate schiave ma non lo vogliono ammettere.

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