La prigione dei debitori e la grande famiglia

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Non solo debito pubblico, ma anche debito privato. Finalmente ci si accorge del fatto che…il debito è sempre debito!

Nei mesi passati, quando si continuava ad accusare (giustamente) l’Italia per il suo eccessivo debito pubblico e Bruxelles voleva prendere provvedimenti contro Roma, ricorderete che il sottoscritto più volta ha parlato di debito aggregato e dell’importanza non solo del debito pubblico ma anche del debito privato.
Se ci pensate bene, alla fine della fiera, il debito è debito e anche se è pubblico, cade percentualmente sulla testa di ogni singolo cittadino.
Magicamente anche le testate finanziarie inglesi se ne rendono conto, ed ecco che si parla della minaccia del debito privato. Il Financial Times  addirittura la chiama: “Debtors’ prison”, la prigione dei debitori. Il che mette in evidenza lo stato di reclusione e di obbligo che costringe i vari cittadini sommersi, chi più e chi meno, dal debito.

L’austerity, voluta a gran voce da Bruxelles, ha portato i vari stati dell’Unione Europea a dover lottare duramente con il debito pubblico. Lotta che è stata comunque persa, visto ad esempio il caso italiano dove il debito pubblico non ha fatto che lievitare.

Ma adesso il FMI, proprio quello che ha parlato di tassare del 10% i conti correnti (nota bene NON lo ha imposto ma tra le righe ha accennato alla cosa…) se ne esce con un parere certamente “rivoluzionario”: un debito privato elevato è più dannoso per la crescita rispetto al debito pubblico. Infatti lo studio del FMI rileva che il debito sovrano eccessivo riduce la crescita solo quando famiglie e delle imprese sono troppo indebitate.

Io su questo avrei molto da dire. Infatti non è assolutamente una regola certa. E sempre il caso italiano fa scuola. Il nostro debito privato, come ben sapere non è poi così elevato se paragonato ad altre realtà europee. Però NON cresciamo. Colpa dell’Austerity a cui ci hanno costretto e colpa di quegli accordi (Fiscal Compact) che dobbiamo rispettare. Un alto debito pubblico, come ricordano Roggoff e Reinhart, compremette la crescita economica quando raggiunge livelli importanti.

Ecco la slide che illustra meglio la situazione. La situazione del Lussemburgo NON deve preoccupare in quanto il piccolo principato è sede di tante multinazionali che si sono rifugiate in quel piccolo paradiso fiscale. Discorso similare anche il Belgio. Irlanda invece rimandata. Anch’essa sede di tante multimazionali ma valori meno giustificabili rispetto al Lussemburgo. Il debito aggregato è pari a circa il 450%!

Molto male invece l’Olanda, paese teoricametne molto solido ma che come debito aggregato si aggira a circa il 300% del PIL. Via via tutte le altre, con le situazioni critiche di Cipro, Portogallo ecc.

Ma veniamo all’Italia. Altissimo il debito pubblico, molto meno quello privato. Dai conteggi del FT il debito aggregato si aggira sui 250%. MOlto meno di paesi ben più blasonati, in primis gli USA. Ma allora come è possibile che la nostre economia non decolli? Il FT dice giustamente che ci sono anche latri parametri da valutare. In particolar modo in Italia c’è un rapporto debito/patrimonio netto, sopratutto nelle imprese più piccole, che è decisamente elevato a causa del basso indice di patrimonializzazione. Poi ovviamente c’è la problematica FISCALE che crocefigge la nostra economia, più molte altre cose di cui parliamo da mesi.

Purtroppo ritengo quest’analisi del FT molto limitativa e decisamente incompleta. La problematica del Bel Paese è molto più complesa di quato un grafico possa illustrare.

Bisognerebbe anche cercare di fare un’indagine sulla qualità del credito e dove questo denaro sia indirizzato. E visto che si parla di debito privato, pubblico ed aggregato, vi racconto come ho cercato di spiegare ad una platea di studenti perchè è importante la destinazione di questo denaro.

Immaginate che lo Stato sia come una grande famiglia. Se io mi indebito per investire, costruire una casa, un’azienda (infrastrutture) e creare delle basi per poter avere un domani migliore, allora è una cosa. Se invece mi indebito per la sussistenza ordinaria, per fiannziare le bollette e la spesa al supermercato, allora c’è qualcosa che non va. E’ un modello economico che non puù reggere. Ora immaginate l’Italia come una grande famiglia. Secondo voi il debito pubblico dove è indirizzato? Quanto va alle infrastrutture e a “creare un domani”?

Come sepsso accade, “immarzullatevi”, e quindi fatevi delle domande e datevi delle risposte.

STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 4)Commenta

  1. Sono cose che diceva Tremonti almeno 10 anni fa.

  2. non sarebbe male avere anche una tabella simile a quella postata dove si veda anche il debito pubblico, almeno quello ufficiale perché ci sono Stati, come ad esempio la Germania, che nascondono una parte del debito……

  3. Gigi,

    Confermo

    paolo41,

    …ehh averla!