La Parodia della finanza (di quella seria)

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ECRI Index che corregge leggermente e va a 4.90. Ma il CESI Index…
Guardate a che punto si trova. -117,20! Ma è pazzesco! E guardate quando si trovata in certe condizioni l’ultima volta? Era il 2008. Lo SP 500 valeva circa 800 punti, la metà di adesso. Oggi lo Spoore (in arancio) diverge in modo clamoroso (permettetemelo) dal CESI Index, segnalandoci un emrcato che non rispecchia assolutamente la realtà.

Per i nuovi amici, il CESI Index è l’indice di Citigroup che va a calcolare gli scostamenti tra i dati macro usciti e le previsioni degli analisti. Quindi, il fatto che siamo a -117 significa che nelle ultime settimane tutti i dati macro sono stati pessimi. Ma il mercato se ne strafrega e spera. Spera nel QE III, spera nella mano invisibile, spera in una grazia dell’ultima ora, spera spera spera. Altrimenti lo SP 500 non potrebbe essere a 1306 punti.

Io la chiudo qui, credo che l’evidenza valga più di mille parole. Auguro a tutti un buon week end e spero che questa valangata di informazione indipendente che tutti i giorni vi regaliamo possa esservi di aiuto per meglio capire cosa sta accadendo. E se la ritenete utile, un vostro sostegno all’iniziativa non può che essere ben gradito (oltre che necessario per poter continuare questo progetto).
Non sto ad elemosinare. Però colgo l’occasione per augurare a tutti un eccellente week end.

PS: e nel frattempo l’ISM dà benzina alle borse. In una parola, permettetemelo, INCREDIBILE. Ovvio, è solo il mio parere, conta come il 2 di picche ma… staremo a vedere. E andatevi a leggere l’ultimo post sulla disoccupazione di Mattacchiuz. E poi… avrete tutti i mezzi per pensare con la vostra testa.

Grafici vari

Come sempre trovate:

-ECRI Index (bianco)
-SP 500 (arancio)
-CESI Index USA (indice previsionale crescita economica USA, in verde)
-BFCIUS (indice fiducia finanziaria USA edito da Bloomberg, in giallo)
-SLF (indice St Louis FED sullo stress del sistema bancario, in rosso)
-COMFCOMF (indice fiducia consumatori, in azzurro)

STAY TUNED!

DT

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Commenti (n° 7)Commenta

  1. vichingo scrive:

    Non sarà davvero che siamo proiettati verso il qe3? A un’altra ondata di liquidità che potrebbe dare ancora forza all’azionario? I tassi ancora così bassi sono la dimostrazione che l’economia stenta a decollare, ma mi sembra che non ci sia l’intenzione di fare grandi ritracciamenti. ma solo prese di beneficio per ripartire………………………….io continuo tranquillamente con il mio pac su eni.

  2. silver999 scrive:

    Come già scrivevo oggi ritengo che il 90% del SP500 è in mano alle solite quattro cinque banche in conbutta con governo e FED, quindi o si rompe qualche accordo tra loro o non le faranno MAI scendere in quanto perderebbero SOLO loro

  3. ubersoft scrive:

    mio dio, praticamente l’economia reale è a pezzi ma la finanza se ne sbatte bellamente…

    ma il totale scollegamento tra finanza ed economia non è solitamente la prima causa di una crisi finanziaria? :mrgreen:

  4. Caro Dream, questa settimana l’indice S&P 500 ha fatto segnare un consistente ribasso del 2,32 % . A mio modesto avviso tale ribasso è solo apparentemente consistente, nel senso che, a fronte delle disastrose risultanze provenienti dall’economia reale, lo storno dei mercati azionari USA avrebbe dovuto assumere nelle ultime settimane un’entità ben maggiore. Ciò conferma che allo stato continua e persevera il sostegno artificiale dei mercati ad opera dell’ultra espansiva politica monetaria della FED.

    Ciò trova conferma, anche nei nuovi dati del COT settimanale, pubblicati questa sera dalla CFTC, e relativi alla sommatoria dei futures e delle options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti :

    Commercial Traders : – 46.398
    Large Traders : – 4.202
    Small Traders : + 50.600

    Dunque, “ mani forti “ entrambe NET SHORT …………., i Commercial, però, come sempre accade nelle fasi di ribasso dei mercati, continuano ad acquistare a prezzi “ scontati ” dai Large Traders , ………….ossia continuano a ridurre le loro posizioni net short…………. questa settimana altri 6101 contratti…………..che sommati a quelli delle precedenti 3 settimane portano la riduzione complessiva delle NET SHORT position a ben 37.611 contratti.

    Pertanto, può darsi che lo storno prosegua anche la prossima settimana , ma personalmente non credo che prima della fine del QE 2.0 , previsto per fine giugno, venga meno il sostegno della Fed ai mercati azionari USA…….. attuato per il tramite dei Commercial……ossia ad opera delle “ famigerate “ 4 o 5 banche citate da alcuni amici del blog. Anzi i pessimi dati dell’economia reale, daranno a mio avviso ulteriore sostegno alle ragioni di quanti vorrebbero un ulteriore sostegno monetario, alias QE 3.0, ai mercati USA. Daltronde anche l’andamento del dollaro delle ultime settimane non lascia presagire nessuna seria ed imminente inversione di politica monetaria.

    In conclusione, anche per la prossima settimana non cambierò la mia visione Long sui mercati azionari USA, ma la mia vigilanza risulterà sicuramente accresciuta…………..pronto a mutar posizione a fronte di elementi e dati diversi da quelli ad oggi visibili e disponibili.

    Ciao, e buon Weekend a tutti gli amici del blog.

  5. maurobs scrive:

    Ciao Dream,che ne diresti di una carrellata di indici/futures con le mitiche DMA giornaliere e settimanali?giusto per avere uno screenshot della attuale situazione…….
    ciao.

  6. Caro Dream a proposito del CESI INDEX allego il seguente grafico…….che testimonia in maniera eloquente cosa accaduto in passato ai livelli attuali dell’indice………..solo rimbalzi dell’S&P………….in realtà ormai tutte le brutte news economiche si sono già verificate…….senza correzioni serie dell’S&P…….causa sostegno QE 2.0

  7. maurobs@finanzaonline,

    Hmmm….
    Chissà…. Se ho tempo ci farò un pensierino…. :wink: