ITALIA vs GERMANIA: quando la LOCOMOTIVA fatica…

Scritto il alle 10:26 da Danilo DT

La produzione industriale della Germania è molto negativa e il suo impatto sull’economia dell’Eurozona non è sottovalutabile. Anche per un paese come l’Italia.

Qualcuno di voi se l’è presa male per la mia presa di posizione (scusate la ripetizione) contro l’operato di questo Governo.
Voglio ribadire che questo è un blog di economia e finanza e tale deve rimanere, anche se per il sottoscritto è stato inevitabile dover parlare anche di politica proprio per meglio spiegare la situazione italiana, altrimenti tutto diventava zoppo. Ma allo stesso tempo mi rendo conto che il mio parere andava contro a quello che è il pensiero (e le speranze) di una buona fetta di lettori.
Non tutti la pensiamo allo stesso modo (per fortuna!) quindi è lecito avere idee diverse. Chiedo solo rispetto dell’altrui parere. Per il resto mi prometto di evitare in futuro di finire nella “trappola della politica” evitando quindi qualche spiacevole incomprensione.
Tanto ormai, avete capito cosa ne penso.
In questa sede però vorrei portare alla vostra attenzione un dato. Con una logica.

Nelle ultime settimane, ci sono state anche delle violente correzioni al ribasso sulle analisi previsionali della crescita economica italiana. Tutto ci fa: quanto è ormai incancrenito ed è frutto della malagestione degli anni passati, e anche una presa di posizione del governo che negli ultimi mesi è contestabile.
Domanda: ma siamo così sicuri che questo Governo abbia i super poteri e riesca in così poco tempo ad influenzare i dati dell’economia italiana in modo così netto?
La risposta non ve la do io, ma un grafico.

GERMANIA vs ITALIA: indice produzione industriale

Sapete tutti come sono andati i dati macro delle ultime settimane per la Germania. Un vero disastro. E l’indice della produzione industriale è uno dei tanti dati negativi usciti da Francoforte che preoccupano non poco. Motivo? Perché la Germania resta la locomotiva economica in Europa ed un suo rallentamento economico ha un effetto pesante sulle dinamiche economiche degli altri paesi dell’Eurozona. Italia in primis.
Le motivazioni della grande frenata sono molteplici. Innanzitutto il crollo del’export soprattutto del settore automotive (citofonare Trump e la sua trade war), inoltre una situazione climatica complicata ha anche generato i suoi danni (il fiume Reno in secca ad esempio) oltre ad una fase di crisi del settore bancario e farmaceutico.
I motivi possono essere differenti, ma resta il fatto che se la locomotiva tira, il carro del carbone non può certo accelerare. Il grafico qui sotto lo illustra chiaramente.

Quindi capite benissimo che un miglioramento dei numeri macro italici passa per forza anche da Berlino. Se la Germania non riacquista forza, fiducia e export, non possiamo pensare che l’Italia migliori.
Tutto questo per dire che, ovviamente, noi ci stiamo mettendo del nostro, e la fiducia sul nostro Bel Paese ne è la riprova. Ma per motivi indiretti sarebbe sbagliato omettere che, forse, non è tutta colpa nostra.

STAY TUNED!

Danilo DT

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12 commenti Commenta
draziz
Scritto il 12 febbraio 2019 at 12:03

Caro DT,
io personalmente ho sempre apprezzato ed apprezzo tuttora il tuo blog e conosco le fatiche quotidiane che vi stanno dietro.
Il confronto delle idee porta sempre ad arricchimento di pensiero, a patto che le suddette non scadano nel turpiloquio o nell’offesa personale.
Quello che ormai è sotto gli occhi di tutti è la drammaticità del fatto che il PIL non cresce, anzi…, il reddito pro-capite è ai livelli del 2006-2007 (quindi più di un decennio “sparato” nel vuoto) e la pretesa di accanirsi contro un Governo mostra i suoi limiti.
Ce lo siamo già detto: il problema Italia, nel suo complesso, ha radici lontane che per svariati motivi non si vuole affrontare.
E’ chiaro che se si continua ad ottenere gli stessi risultati significa che il metodo va cambiato, va innovato, va rivisitato, scegliete voi il termine più adatto…
Ma occorreva ed occorre un cambiamento in tanti modi di fare, pensare ed agire, altrimenti fra altri 10 anni torneremo a dirci le stesse cose.
L’aggravante in tutto ciò è che un’unione europea, che doveva apportare benessere generale, si è dimostrata una struttura che, sicuramente a causa di una moneta concettualmente sballata, ha generato e sta propagando tensioni e povertà in economie poco dinamiche e lontane dalla perfezione pretesa da alcuni dei suoi Stati membri.
Anzi, persino la stessa Germania, da tempo una potenza economica di primaria grandezza sta letteralmente…finendo nel cesso.
E’ più che probabile che abbiano fatto “i conti senza l’oste”, cioè non abbiano preso in considerazione il fatto che il mercato interno (sempre più costituito da tutti gli Stati membri, non solo quello di casa) indebolito dagli squilibri dell’Euro e da una pervicace ed autolesionista politica di rigidità, finisse per essere il più importante nel momento in cui lo sbocco estero delle esportazioni dovesse mostrarsi chiuso.
In un ecosistema, a cui mi piace assimilare anche il mondo economico, ogni pezzo ha una sua valenza; se ne spezzi uno o alcuni di quelli più piccoli (PIGS…) immancabilmente anche i pesci grossi, i predatori, prima o poi incorreranno in problematiche serie…
Se la rotta seguita fino ad ora, in Europa come in Italia, ha solo prodotto urti contro gli scogli, perché non cambiarla, dal momento che all’orizzonte si intravvede un iceberg…?

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paolo41
Scritto il 12 febbraio 2019 at 12:33

Danilo, … da palo in frasca !!! argomento ORO: proposta di Borghi.
Mi domando l’oro in questione, essendo una voce dell’attivo , in quale bilancio è evidenziato ???? qual è l’ente o istituzione che lo inserisce nell’attivo di bilancio ????

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    Scritto il 12 febbraio 2019 at 13:12

    Guarda…. mi sto trattenendo… Lascio perdere… Già solo il nome di chi ha alzato il polverone…

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lodys
Scritto il 12 febbraio 2019 at 14:54

Apprezzo l’articolo e concordo assolutamente sul fatto che la frenata della Germania possa influire negativamente su tutta l’Europa, d’altra parte viviamo in un mondo globalizzato quindi gli effetti della maggiore economia dell’Eurozona si faranno inevitabilmente sentire

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pdf79
Scritto il 12 febbraio 2019 at 17:13

Danilo senza polemica ma perché è un problema la proposta di legge, allego foto articolo e link proposta di legge. Mi scuso per essere off-topic. Saluti
http://www.camera.it/leg18/126?tab=2&leg=18&idDocumento=1064&sede=&tipo=img%5D
http://intermarketandmore.finanza.com/files/2019/02/IMG_20190212_163921.jpg%5B/img%5D

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pdf79
Scritto il 12 febbraio 2019 at 17:25

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r.o.i.
Scritto il 12 febbraio 2019 at 17:25

Salve Paolo 41
“Danilo, … da palo in frasca !!! argomento ORO: proposta di Borghi.
Mi domando l’oro in questione, essendo una voce dell’attivo , in quale bilancio è evidenziato ???? qual è l’ente o istituzione che lo inserisce nell’attivo di bilancio ???? ”
se DT permette, (visto che la domanda l’hai rivolta a lui) ti informo che la posta in questione è la prima voce dell’attivo del bilancio annuale della Banca D’italia – la sua valutazione viene fatta ai prezzi correnti del 31/12 di ogni anno e, come ovvio, concorre alla determinazione del Capitale Netto dell’Istituto.- Per gli esercizi 2016 e 2017 i dati espressi sono i seguenti:
2016 Euro 86.557.643.700
2017 Euro 85.283.376.219
quanto a Borghi, avendo assistito alle interviste rivoltegli di recente… mi associo a quanto ipotizzo sia l’opinione non espressa di DT.-

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r.o.i.
Scritto il 12 febbraio 2019 at 17:29

Paolo41
p.s. per quanto attiene ai valori relativi all’esercizio 2018 occorre aspettare la pubblicazione del relativo bilancio che di norma viene pubblicato in genere per la fine del mese di Marzo di ogni anno.-
saluti.-

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natan72
Scritto il 13 febbraio 2019 at 07:40

Buongiorno a tutti.
A mio modesto parere, il problema non è la moneta, ma la politica.
Banalmente, se la Germania si convincesse a spendere l’immenso surplus di partite correnti che ha in investimenti, faremmo tutti un vero passo avanti.
Non è colpa dell’euro se la produttività italiana è bassa e per questo genera salari bassi, perché mai si è fatta una Politica di investimenti in questo Paese (passato dalla scala mobile alla svalutazione competitiva), è concentrato sempre e solo sulla spesa elettorale.
È questo che dobbiamo chiedere con insistenza all’Europa.
Certo che se invece di costruire, i nostri politici vanno a rompere con la Francia che da sola sostiene la maggior fetta del ns debito pubblico all’estero…..capite in che mani siamo.
Figurarsi come si può sperare che capiscano qual è la strada giusta da prendere.
Personalmente li aspetto al varco ad aprile: voglio capire come disinnescheranno 23 miliardi di clausole di salvaguardia……

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aiccor
Scritto il 13 febbraio 2019 at 12:26

scusate, (tanto ormai OT ci siamo) mi spiegate per favore in cosa consiste la proposta di legge?

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r.o.i.
Scritto il 13 febbraio 2019 at 14:17

RELAZIONE
PROGETTO DI LEGGE
Articolo 1
XVIII LEGISLATURA
CAMERA DEI DEPUTATI
N. 1064
PROPOSTA DI LEGGE
d’iniziativa dei deputati
CLAUDIO BORGHI, MOLINARI, BAZZARO, BELLACHIOMA, BELOTTI, BIANCHI, BINELLI, BISA, BOLDI, BONIARDI, BORDONALI, BUBISUTTI, CAFFARATTO, CAPARVI, CAPITANIO, VANESSA CATTOI, CAVANDOLI, CECCHETTI, CENTEMERO, CESTARI, COIN, COLLA, COLMELLERE, COMAROLI, COMENCINI, COVOLO, ANDREA CRIPPA, DARA, DE ANGELIS, DE MARTINI, DI MURO, DONINA, FANTUZ, FERRARI, FOGLIANI, FOSCOLO, FRASSINI, FURGIUELE, GASTALDI, GIACOMETTI, GIGLIO VIGNA, GOBBATO, GOLINELLI, GUSMEROLI, IEZZI, INVERNIZZI, LAZZARINI, LEGNAIOLI, LOCATELLI, LOLINI, EVA LORENZONI, LUCCHINI, MACCANTI, MAGGIONI, MARCHETTI, MATURI, MOSCHIONI, MURELLI, ALESSANDRO PAGANO, PANIZZUT, PATELLI, PATERNOSTER, POTENTI, PRETTO, RACCHELLA, RIBOLLA, SASSO, SEGNANA, STEFANI, TATEO, TOCCALINI, TOMASI, TOMBOLATO, TONELLI, TURRI, VALLOTTO, ZANOTELLI, ZICCHIERI, ZORDAN
Interpretazione autentica dell’articolo 4 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, in materia di gestione delle riserve ufficiali
Presentata il 6 agosto 2018
  Onorevoli Colleghi! — Il tema della proprietà delle riserve auree nazionali, sebbene inconfutabile nel cuore di ogni cittadino italiano, è carsicamente apparso nella discussione parlamentare come un tema di dibattito, specie dopo l’avvento del sistema bancario europeo e lo stratificarsi della normativa che, unitamente all’intenso dibattito dottrinale, ha finito col rendere la Banca d’Italia un ircocervo giuridico.
  Ciò che è indubitabile è la proprietà dell’oro che era ed è dello Stato italiano.
  La Banca d’Italia è il quarto detentore di riserve auree al mondo, dopo la Federal Reserve statunitense, la Bundesbank tedesca e il Fondo monetario internazionale. Il quantitativo totale di oro detenuto dall’istituto, a seguito del conferimento di 141 tonnellate alla Banca centrale europea (BCE), è pari a 2.452 tonnellate (metriche); esso è costituito prevalentemente da lingotti (95.493) e, per una parte minore, da monete.
  L’oro dell’istituto è custodito prevalentemente nei caveaux della Banca d’Italia e in parte all’estero, presso alcune banche centrali.
  Visto il diffuso dibattito circa l’asserita presenza di un vulnus normativo, se non addirittura una vera e propria errata interpretazione, si rende necessario riportare l’esegesi della normativa nazionale, in conformità con quella euro-unitaria, in una situazione di certezza e chiarezza.

Il quadro normativo nazionale.

  Il quadro normativo nazionale sul tema è da recuperarsi principalmente e prioritariamente nel testo unico delle norme in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, emanato su delega conferita dal Parlamento con la legge 26 settembre 1986, n. 599.
  L’articolo 4 del testo unico, recante «Soggetti abilitati ad effettuare operazioni valutarie e in cambi», è stato oggetto di modifica attraverso l’articolo 7 del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 43, «Adeguamento dell’ordinamento nazionale alle disposizioni del trattato istitutivo della Comunità europea in materia di politica monetaria e di Sistema europeo delle banche centrali», che, in particolare, ha interamente sostituito il secondo comma, trasferendo le attribuzioni sulla gestione delle riserve ufficiali in valute estere dall’Ufficio italiano dei cambi (UIC) alla Banca d’Italia, nonché armonizzando la disciplina domestica a quella euro-comunitaria (e poi euro-unitaria).

Il quadro normativo euro-comunitario.

  Tralasciando il trasferimento di competenze dall’UIC alla Banca d’Italia, questione per lo più domestica, l’aggiunta della novella «nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 31 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea» pone un tema di armonizzazione nei confronti delle attività di riserva in valuta estera detenuta dalle banche centrali nazionali del Sistema europeo di banche centrali (SEBC), stabilendo che, ultimato l’adempimento di cui all’articolo 30 dello statuto del SEBC (necessario ai fini della costituzione delle riserve, anche auree, della BCE), le ulteriori «attività di riserva in valuta estera detenute della Banche centrali nazionali» siano disciplinate anche da questo articolo.
  È infatti l’articolo 127, paragrafo 2, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea a stabilire che tra i compiti da assolvere tramite il SEBC vi siano la detenzione e la gestione delle riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri.
  L’articolato euro-comunitario ribadisce la detenzione, sia esplicitamente nel titolo dell’articolo 31, sia nella disposizione dell’articolo 31.2 che fa riferimento alle «attività di riserva in valuta che restano alle banche centrali nazionali dopo i trasferimenti», con ciò evidenziando nessuna supponibile ingerenza del diritto euro-comunitario circa la proprietà e il titolo in forza del quale le banche centrali nazionali detengono tali riserve, ivi comprese quelle auree, lasciando così sul campo del diritto domestico la determinazione della questione.

L’intervento di interpretazione autentica.

  La presente proposta di legge vuole assicurare chiarezza interpretativa poiché la Banca d’Italia, secondo quanto dispone l’articolo 4, secondo comma, del testo unico, «provvede in ordine alla gestione delle riserve ufficiali, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 31 dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea».
  Fermo restando, dunque, il rispetto degli obblighi internazionali derivanti da trattati, la disposizione relativa all’attività di gestione non appare sufficientemente esplicita nel sottolineare la permanenza della proprietà delle riserve auree allo Stato italiano e una specificazione su questo punto si rende necessaria, vista la natura ibrida assunta dalla Banca d’Italia nel corso degli anni, in conseguenza dei numerosi interventi legislativi stratificatisi.

PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1.

  1. Il secondo comma dell’articolo 4 del testo unico delle norme di legge in materia valutaria, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, si interpreta nel senso che la Banca d’Italia gestisce e detiene, ad esclusivo titolo di deposito, le riserve auree, rimanendo impregiudicato il diritto di proprietà dello Stato italiano su dette riserve, comprese quelle detenute all’estero.

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vuvuzela
Scritto il 13 febbraio 2019 at 14:31

Commento l’articolo con le mie solite osservazioni che provengono dalla vita reale, dal quotidiano italico. L’Italia è malata perchè è eterogenea, non è una Nazione e quindi mai potremo star bene tutti. Si scontenta una parte di cittadini per favorirne altri. Siamo destinati al perenne conflitto interno e, di conseguenza, ad andar sempre peggio degli altri partner europei. Questo governo sta accontentando una parte di italiani e scontentandone altri. Scontenta chi su FOL ha il soldino in Borsa e quindi vuole che la Borsa cresca, anche a costo di mettere Conte prono in Consiglio Europeo o a costo di fare da pattumiera migranti d’Europa, pur di accontentare i nostri partner. Accontenta chi non ha i soldini in Borsa e, in generale, la gente comune, che mai come con questo governo respira SPERANZA. Perchè il RDC è speranza e vorrei che ognuno di voi assaggiasse cosa vuol dire disoccupazione o emigrazione per uno stipendiuccio sotto padroni, che spendi per metà in affitto nella casa Padronale. Prima di dibattere, nella vita come qui su FOL, io ormai pretendo di conoscere che lavoro fa l’interlocutore e che passato o presente ha. Solo così puoi capire quanto sia paraculo per interesse personale, evitando inutili discussioni che a nulla portano, poichè difenderà sempre il suo interesse a costo di rinnegare la sua anima. Passando ai piccoli scorci di vita reale, ecco le mie osservazioni, le ultime, che connotano un’ italia malata, da curare anche a costo di colare a picco tutti quanti dato che non vedo altra uscita. 1) Leggo che il proprietario dell’azienda Lamina ha risarcito con QUATTRO MILIONI i suoi operai morti. Mi dico: nemmeno Toto’ Riina sarebbe stato capace di risparmiare sulla sicurezza qualche migliaio di euro, nonostante le pesanti sanzioni previste, se avesse avuto QUATTRO MILIONI in banca. Questi sono dei delinquenti mostri abietti… Sei ricco sfondato e lesini anche la mille euro di sicurezza aziendale. Scommetto che questa è la caratura degli imprenditorini italiani che abbaiano perenne fame e riforme, e che dichiarano meno dei loro dipendenti. 2) Leggo sui commenti al sole24ore (notizia di Conte insultato in Europa) che alcuni italiani sono d’accordo con le critiche al nostro Premier. Quali italiani? i tanti ladri italiani che vivono di rendita sui cittadini ancora onesti? Tutti sappiamo che l’ europa è una MERDA. Se ne fregano dell’ italia, dei migranti, se la nostra economia va male, se con la TAV ci rimettiamo oppure no. La gente muore sulle strade dissestate e sui ponti crollati. Lo sapete benissimo anche voi che le nostre infrastrutture hanno bisogno di manutenzione, ma invece volete spendere soldi per la TAV poichè avete l’appaltino o la commessina? Ok ma spero che vostro figlio ci resti secco in un sinistro stradale dovuto a cattiva manutenzione dell’asfalto, così ve li godete i soldi, e poi continuate ad applaudire la TAV e la Francia. Io mi vergognerei se fossi nei sostenitori TAV, con le strade che ci ritroviamo in italia. 3) concludo rispondendo a Natan72. La spesa elettorale l’hanno fatta i tuoi governi per oltre 30 anni. Questo governo si DEVE ADATTARE e FARE ALTRETTANTO o non governerà mai. E’ l’ italia e gli italiani che fanno schifo. Come disinnescheranno le clausole? Le clausole non sono un problema, disinnescate o no. Il problema è che qui non ne usciremo stavolta, bisogna cambiare testa, a partire dal cittadino italiano che fa schifo piu’ degli altri (non certamente il disoccupato che prenderà 400 euro sulla carta di cittadinanza). A proposito, natan72, tu che lavoro fai? In che zona vivi? che patrimonio hai? E no perchè se non fai capire chi sei, non è normale che difendi la Francia che sostiene la fetta del debito pubblico. Se poi sto debito pubblico lo stai creando tu, è normale invece, quindi volemose bene Italia Francia o Spagna basta che se magna…

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