La Germania è realmente il mondo perfetto?

Scritto il alle 11:30 da Danilo DT

Il ratio debito pubblico PIL è realmente quello che ci viene comunicato? Molto probabilmente no… E alla fine della fiera, va ancora a finire che l’Italia diventa un paese virtuoso…

Passiamo le giornate a sentire news sullo spread Bund BTp non certo confrotanti. Non ci si schioda dall’area 500 bp (ora a 518), livello troppo elevati ed assolutamente ingestibili nel lungo termine. Come già detto in passato, poco può fare l’Italia. Il mercato ha bisogno di sentire quella sicurezza che solo l’Unione Europea può dare, con segnali forti di unione fiscale ed eventualmente Eurobond o chiare prese di posizione che vanno ad avallare il debito dei paesi membri.
Per ora, Bruxelles continua a prendere tempo. E il mercato, giustamente, non vuole parole. Vuole fatti.
A condizionare fortemente questa situazione di stasi è ovviamente l’atteggiamento della Germania, sempre restio a voler concedere un po’ di elasticità. Motivi politici e di orgoglio… Si, perché loro si sentono assolutamente il top del top. Ma sarà vero?

L’amico Drummer mi segnala un articolo apparso su un giornale tedesco, l’impronunciabile Marcktwirtschaft, il quale ci riporta dei dati che vi giro con beneficio di inventario, in quanto non posso controllarne l’esattezza. Ma sono dati molto interessanti e per certi versi sorprendenti.

Già la Primavera scorsa Eurostat quantificò il debito pubblico esplicito della Germania in 2080 miliardi di euro: il primo debito dell’eurozona a sfondare la soglia dei 2000 miliardi.
Ma la situazione è ben più grave e pericolosa: se è vero, infatti, che il debito pubblico esplicito tedesco ammonta al 85,8% rispetto al Pil, il debito implicito arriva al 111,8%, portando il divario di sostenibilità ad un inaudito 197,6 %. Ne consegue che il fabbisogno di consolidamento tedesco arriva al 4% netto all’anno. Ma che cosa intendiamo per debito implicito e debito esplicito? Il primo rappresenta il bilancio dello Stato e degli enti periferici, il secondo la spesa per previdenza, sanità, assistenza sociale. Parlando di cifre reali ai 2080 miliardi di cui sopra se ne devono sommare almeno altri 5000 per avere una fotografia chiara dello stato effettivo del deficit tedesco: oltre 7000 miliardi di debito reale. Una cifra che pone la Germania sull’orlo del collasso nonostante la sua tanto decantata virtuosità.
Ma come è possibile che la spesa assistenziale e previdenziale raggiunga una tale spropositata entità? E’ necessario sfatare un mito (l’ennesimo, a dir la verità…): il welfare tedesco, tanto ammirato anche e soprattutto dai tecno-europeisti italiani, è tutt’altro che efficiente. Fa acqua da tutte le parti, anzi. Una distinzione preliminare innanzitutto: quella che noi in Italia chiamiamo «pensione» in Germania si divide in due ben distinte categorie, ovvero «Pensionen» e «Renen». La prima, più assimilabile alla nostra pensione, è destinata solo ed esclusivamente agli ex dipendenti pubblici e risulta particolarmente cospicua: 103.700 fruitori (circa il 15,82% dei beneficiati) percepisce oltre i 3500 Euro mensili, seguiti in percentuale dagli oltre 90.000 che percepiscono circa 2700 euro mensili e dai 77.000 (11,75%) che arrivano ai 2250 euro al mese. In coda abbiamo 9600 ex pubblici dipendenti (appena l’1,46%) che arrivano ai 1000 euro mensili. Complessivamente i fortunati «Pensionare» tedeschi sono circa 650.000. Discorso assai diverso per i «Rentner», ovvero i fruitori di trattamento previdenziale generico: il 46% di questi ultimi infatti non arriva a percepire 700 euro mensili. L’8,37% (1.139.178 individui per la precisione) prende meno di 150 euro al mese (!!!). I «Rentner» più fortunati, appena 26.545 (lo 0,20%) arrivano a circa 2100 euro al mese.
Ora, va da sé che non è immaginabile vivere in un Paese come la Germania, ove il costo medio della vita è molto alto, con cifre esigue al limite del ridicolo (o, meglio, del tragico…), quindi come fanno a campare i poveri (per davvero!) pensionati tedeschi? Semplice: subentra l’assistenzialismo di Stato che integra le magrissime entrate dei «Rentner» al fine di garantire loro la sussistenza e nulla di più. Questo consente al governo di mascherare una spesa corrente effettiva allucinante (circa 5000 miliardi, appunto) come uscita formalmente non incidente sul debito pubblico esplicito dello Stato: una vera e propria cosmesi di bilancio finalizzata a simulare l’adempimento pieno ai parametri di Maastricht. Parametri peraltro ideati e organizzati dalla Germania stessa e che a tutt’oggi non prevedono la valutazione del divario di sostenibilità complessivo (debito esplicito+debito implicito) al fine della valutazione di congruità del bilancio di un paese, ma prendono in esame, guarda caso, solo il debito implicito.
Ecco come si spiegano la rigidità e il granitico immobilismo della Cancelliera Merkel riguardo a tutte quelle iniziative, ispirate a profonda ragionevolezza ed elementare buon senso economico, che bisognerebbe porre in essere per fare attivamente fronte alla crisi, dal rendere la Bce prestatore di ultima istanza (quindi garante dei debiti sovrani) all’emissione di Eurobond che garantiscano rendimenti se non da Lotteria Italia almeno moderatamente proficui.
L’apparente severità da parte di Angela Merkel nei confronti degli altri Stati dell’Eurozona, Italia in primis, non è determinata pertanto dal disdoro, tipicamente luterano, nei confronti di coloro che non hanno svolto il proprio dovere, quanto più da una situazione di oggettiva sofferenza economica in cui la (ex?) «locomotiva d’Europa» versa. Sofferenza che non trova certo giovamento nella serie di manovre economiche che, anziché contenere il debito pubblico, lo hanno ulteriormente espanso: ad esempio la manovra finanziaria tedesca per il 2012, approvata pochi giorni fa, aumenta il debito pubblico da 20 a 26 miliardi di euro, prevedendo tra le altre cose un cospicuo aumento di 600 Euro mensili per le ricche pensioni degli alti burocrati di Stato (fonte: Bild Zeitung). Una mossa certamente poco popolare che contribuisce ulteriormente a spiegare la serie infinita di debacle elettorali che il partito della Merkel ha sistematicamente subito durante gli ultimi anni.
Questo detto, sulla base della valutazione del debito reale, come sta l’Italia? Ebbene, non ci crederete, ma gli stessi organi che hanno evidenziato lo stato di sofferenza della Germania indicano nell’Italia il paese più virtuoso d’Europa! A fronte di un consistente debito pubblico esplicito del 120%, infatti, il nostro debito implicito ammonta solo al 28%, per un divario di sostenibilità complessivo del 148%, comportando così un fabbisogno di consolidamento al 2,4%, circa il 40% in meno rispetto a quello tedesco. Incredibile a dirsi, siamo il Paese in assoluto più stabile di tutta l’Eurozona. In conclusione, quindi, una domanda prettamente politica che tutti dovremmo porci: a fronte di dati oggettivi sostanzialmente contraddittori rispetto alla vulgata corrente che ci ha conculcato l’immagine di un’Italia destinata al «collasso greco», chi ha realmente tratto giovamento da una rappresentazione del nostro Paese così falsa e distorta? (Source)

Il rapporto Debito PIL ufficiale tedesco

Questo articolo rivoluziona completamente il nostro mondo che ci eravamo disegnati, un mondo dove la Germania era il paese “perfetto” e l’Italia era il paese tutto “pizza, mafia e mandolino”.
Dai, mettiamola, così: la verità sta nel mezzo (soluzione politica all’italiana). Comunque sia, solo una certezza. La Germania deve cominciare a collaborare seriamente, in primis perché se non lo fa, affonderà con tutto il sistema, e poi perché forse non è quella corazzata inaffondabile che ci vogliono far credere. E per certi versi mi fa venire in mente quella barca… come è che si chiamava? Il Titanic?

Stay Tuned!

DT

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24 commenti Commenta
daino
Scritto il 30 dicembre 2011 at 12:02

Teniamo sempre a mente cosa successe con i sub-prime: se ne parlò prima che da 100 andassero a 30?No. Anzi, come poi è vunuto fuori, chi ne parlava diceva che andava tutto bene, in modo da disfarsene a prezzi vantaggiosi.

Invece il debito italiano è l’argomento del giorno da 6 mesi: in un contesto deflattivo stanno riuscendo a farsi pagare delle obbligazioni il 6% anzichè il 2%.

Chiudo facendo gli auguri di buon anno e ringraziando Dream e il suo team per la qualità e sopratutto la professionalità che veramente in pochi (blog) riescono ad offrire!

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    Scritto il 30 dicembre 2011 at 13:12

    Gli auguri ce li facciamo domani conn un post “dedicato” al 2012… un po’ cupo…mi sa…
    Cmq intanto..:AUGURI!

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paolo41
Scritto il 30 dicembre 2011 at 13:03

…..quello che fa più impressione è che dopo 10 anni di euro e 20 anni di europa “unita” (sic!) non ci sia ancora una metodologia unica per stendere e leggere i bilanci dei singoli stati….

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john_ludd
Scritto il 30 dicembre 2011 at 14:16

Siamo nell’era delle menzogne e tutto quello che viene dichiarato dai potenti di turno è puramente a uso e consumo dei propri elettori e/o di qualche lobby. Ho una differente idea sulla reale strategia dei tedeschi. In un epoca di deleveraging globale, dove anche l’Asia mostra un forte rallentamento che nel caso dell’India è ormai da allarme rosso, vince chi svaluta prima. I tedeschi dopo avere preso in giro la propria popolazione (la più manipolata d’europa) con il mito della moneta forte, ora vogliono una moneta debole anzi debolissima. Che bello allora poter incolpare i festaioli mediterranei a uso e consumo dei propri elettori beoti. Che euro debole sia allora, in modo che l’export extra europa possa almeno in parte contenere la perdita sull’export intra europa. Vedremo nei prossimi mesi cosa farà Bernanke e poi i cinesi che stanno per provare il brivido di un deficit commerciale, in quella che è la grande guerra delle valute.

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john_ludd
Scritto il 30 dicembre 2011 at 14:18

Ehi DT, sempre complimenti x il super lavoro di tenere in piedi un blog ricco di contenuti…

hai letto questo ?

http://www.zerohedge.com/news/foreigners-dump-record-amout-us-treasurys-past-month

sembra essere in linea con quello che ti scrivevo…

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candlestick
Scritto il 30 dicembre 2011 at 14:45

Buon Anno a tutti ragazzacci!! :lol:

COLGO L’OCCASIONE PER DARVI LA MIA VIEW FUTURA SUI MERCATI.. O MEGLIO SULLA REGINA DEL MERCATO, PER I PROSSIMI ANNI… GUARDATE QUA!

http://leapfuture.blogspot.com/

Ci si sente nell’anno nuovo! anno di lateralità? ciao!

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lampo
Scritto il 30 dicembre 2011 at 17:10

paolo41,

Infatti… ma credo che il motivo sia proprio il contenuto del post.

Se avessimo le stesse regole, tipo di spese e “coefficienti” di calcolo, uscirebbe la polvere nascosta in molti tappeti di diversi Paesi europei, Germania compresa.

Forse bisognerebbe parlare di più di tale polvere in modo da portarla a conoscenza dell’opinione pubblica e del mercato (investitori e speculatori)… per invogliare a realizzare veramente l’unione fiscale. :?

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luigiza
Scritto il 30 dicembre 2011 at 18:29

Ma sono dati molto interessanti e per certi versi sorprendenti.

Sorprendenti per chi?

Il valido Mazzalai blogger che sta dietro ad IcebergFinanza

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gainhunter
Scritto il 30 dicembre 2011 at 18:48

Io l’ho sempre detto che l’Italia alla fine era più virtuosa della Germania…

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john_ludd
Scritto il 30 dicembre 2011 at 19:01

gainhunter,

No non lo è, perché si vende male. Un sacco di italiani invece che almeno provare a difendere le tante o poche virtù del proprio paese fanno a gare a sputare nel piatto dove mangiano. Non so se qualcuno ricorda quello che scriveva Keynes ormai 80 anni fa sulle gare di bellezza…

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Scritto il 30 dicembre 2011 at 20:39

luigiza@finanza,

Ehi fenomeno, hai letto la fonte?

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gainhunter
Scritto il 30 dicembre 2011 at 21:05

john_ludd@finanza,

Sempre acuto :wink:
Sì, si vende molto male, e spesso si sente dire “siamo in Italia!” per evidenziare che certe cose (negative, ovviamente) capitano solo qui.
Io sono convinto che ogni paese ha delle virtù e dei vizi, o dei pregi e dei difetti. L’Italia ha il pregio di avere pochi debiti privati e un’economia basata su imprese piccole e quindi dinamiche, oltre che banche più arretrate e quindi più solide; ma ha anche il vizio degli sprechi nel pubblico, della corruzione e dell’evasione fiscale. Poi alcuni vizi hanno anche un lato positivo, come l’alto livello di evasione fiscale che consente di avere un alto livello di risparmio e anche dei grandi margini di manovra per ridurre il debito pubblico; al contrario alcune virtù hanno un corrispondente lato negativo, come la ridotta dimensione delle imprese che ha sempre limitato la crescita economica nel mercato globalizzato.

La “virtuosità” dell’Italia a cui ho sempre fatto riferimento nei miei commenti stava nell’andamento del rapporto debito/pil da Maastricht fino a prima della crisi del 2007, confrontato con quello tedesco (che ho preso a riferimento perchè la Germania era considerata “benchmark di virtuosità”): nonostante tutti i malfunzionamenti del “sistema Italia” e il peso degli interessi sul debito l’Italia è sempre riuscita a indebitarsi meno di quanto produceva, a differenza della Germania, che ha sempre prodotto meno dell’aumento del proprio debito.
Io non sono per niente esperto di economia, ma la semplice analisi del numerello “magico” del rapporto debito/pil mi ha dato una fotografia diversa da quella rappresentata nei luoghi comuni, sia a proposito dell’Italia sia a proposito della Germania. Senza considerare la questione KFW vs Cassa depositi e prestiti e i dubbi sul sistema pensionistico tedesco.
Ragionando non a “bianco o nero” ma in “scala di grigio”, non si guardano solo le virtù tedesche e i vizi italiani, ma anche le virtù italiane e i vizi tedeschi.

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luigiza
Scritto il 31 dicembre 2011 at 07:28

Dream Theater,

Grazie per il fenomeno, ma io non volevo assolutamente offendere.

Segnalavo solo che anche altri già avevano avanzato le stesse tesi riportate dal giornale tedesco citato nell’articolo.

Chiedo scusa per la forma del mio intervento se ha urtato la tua sensibilità :cry:

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Scritto il 31 dicembre 2011 at 10:19

luigiza@finanza,

NO, scusami tu, diciamo che sono un po’ irritabile in questi giorni e ho interpretato il tuo commento in modo molto errato. porta pazienza. Con Andrea ho un ottimo rapporto, ci sentiamo spesso e abbiamo ahimè una view molto simile. Dico ahimè in quanto anche lui non è proprio bullish…
Buon anno luigi, torna a trovarci!

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luigiza
Scritto il 31 dicembre 2011 at 10:46

Dream Theater,

Buon anno luigi, torna a trovarci!

Su questo puoi contarci. Il tuo blog gode di buona fama sul web e devo dire, pur avendolo scoperto tardi, per ottime ragioni.

Buon Anno anche a te Dream Theater :-)

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flavio_5
Scritto il 31 dicembre 2011 at 12:34

Dream Theater.. non il Titanic, ma rende di più l’idea la corazzata Bismarck. Di produzione tedesca è considerata inaffondabile… vediti che fine ha fatto.
Ma per sfuggire alla crisi in quale paese bisogna scappare?

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Scritto il 31 dicembre 2011 at 13:35

flavio_5,

Io mi sto organizzando… :mrgreen: :wink:

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gainhunter
Scritto il 31 dicembre 2011 at 14:31

Dream Theater:
flavio_5,

Io mi sto organizzando…

Dove adesso è l’1.30 del 01.01.2012?

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elmariachi
Scritto il 31 dicembre 2011 at 16:44

PER PRECISIONE:

il nome è Trend-Zeitschrift für Soziale Marktwirtschaft

web:http://www.trend-zeitschrift.de/

articolo in questione: http://www.trend-zeitschrift.de/2011/12/21/schuldenbremse-fur-alle/

Sottolineo le parti più importanti dell’articolo

Parla del divario che esiste trai Bundesländer tedeschi

Ci sono due miliardi di Euro di debiti, quasi l’81 per cento della produzione tedesca

Secondo l’IW (Istituto dell’economia tedesca) il debito dei Bundesländer è aumentato dall’11,7 al 24,2 per cento in relazione al PIL

Dopo dice che i Bundesländer sono relativamente autonomi nelle decisioni di pianificazione finanziaria

I best in class sono i Bundesländer come Bayern, Mecklenburg-Vorpommern und Sachsen

Bundesländer come Sachsen-Anhalt und Thüringen sono ad un passo dallo Ziel (scopo, arrivo, destinazione) (ha un piano di consolidamento che prevede tra il 2011-2016 una riduzione di debito annua di 350 milioni). Invece l’Hessen e lo Rheinland Pfalz prevedono di non far più debito entro il 2020. L’esperta di finanza Meister-Scheufelen si domanda come mai visto che è proibito fare come questi due Bundesländer dalla Costituzione

Dopo viene spiegato come funziona il freno all’indebitamento (articolo 109 – Costituzione tedesca). Il governo federale può richiedere a partire dal 2016, solo un nuovo debito di oltre il 0,35 per cento del prodotto interno lordo. I Bundesländer devono equilibrare i loro bilanci dal 2019 al normale cicli congiuntari (senza reddito da prestiti). Il Ministro federale delle finanze Wolfgang Schaeuble ha già fissato un bilancio 2010 che tiene conto del freno all’indebitamento a partire dal 2016. Visto che il debito è aumentato di 3-4 volte rispetto al valore del 1991, ciò è praticamente visto come molto urgente (lo ha fatto capire un ricercatore del IW)

http://www.trend-zeitschrift.de/wp-content/uploads/2011/12/Grafik1_Konsolidierung-Kopie-e1324476050492-1024×640.jpg

Ausnahmen nur bei Naturkatastrophen: Praticamente in questo capoverso si sottolinea che ci sono delle eccezioni dovute a certe situazioni di tipo “speciale”

Come terzo elemento previsto per il freno all’indebitamento è l’istituzione del Consiglio di Stabilità che dovrebbe supervisionare il consolidamento

Le soglie per i rapporti finanziari sono previste non su necessità di consolidamento ma su una media

Poi parla del fatto che ci siano i compiti da fare (che potrebbero meno del 10% delle loro entrate fiscali)

Della bilancia generazionale (qui si parla di quello che dice Lampo).
L’economista Bernd Raffelhüschen e il suo team ha per la quinta volta elaborato un bilancio generazionale in cui si pone credo sia i debiti dei Bundesländer, etc. Se sommati si arriva a 6,6 miliardi di euro (275,7% del PIL)

L’equilibrio generazionale (pensioni, sanità, etc) dà una visione nuda e cruda della sostenibilità del debito

Queste cifre possono shockare ma è proprio per questo motivo (dice l’articolo) che bisogna intervenire su certi parametri. In effetti dicono che certe riforme (come quella della pensione, etc sono riuscite ad abbassare l’indebitamento

——————-

C’è una visione nel breve, medio, lungo termine (cosa che manca agli italiani_)

Per esempio una delle città più indebitate tedesche è Amburgo (ma a Differenza di milano è la città in Europa con i redditi più alti) ma ha una concentrazione di editori che non so quale città italiana possa avere (molte testate giornalistiche hanno sede ad Amburgo), è presente uno dei porti più importanti di Eurolandia, etc…..

Nonostante questo stanno cercando di migliorarla e renderla la punta di diamante della Germania

http://www.lettera43.it/fatti/34366/viaggio-nella-citta-piu-ecologica-d-europa_breve.htm
http://www.lettera43.it/ambiente/34561/amburgo-tornano-gli-abitanti-ad-hafencity-e-wilhelmsburg_breve.http://www.lettera43.it/fatti/34366/viaggio-nella-citta-piu-ecologica-d-europa_breve.htm

Che città italiana può rivaleggiare con Amburgo?

Insomma non è per apparire tedescofilo: ragionano da tedeschi…:Un cervello quadrato….un bulldozer che non si ferma….non come gli italiani che cambiano le scarpe appena succede qualcosa (vanno avanti dritti verso il bersaglio)

Ogni elemento poi presenta dei deficit (insomma qualsiasi cosa ha il suo tallone d’achille)…

Bisogna capire prima di criticare….E’ un mondo piccolo che si sta rimpicciolendo sempre di più vuoi per i mezzi di comunicazione, vuoi per la tecnologia, vuoi per il dispiegamento di centri produttivi sparsi nei vari angoli del mondo….Questa globalizzazione is a challenge for everybody who wants a better world…Insomma invece di criticare, impariamo da chi ha una visione più amplia di futuro…e per fare ciò ci vuole tanta umiltà

Cmq grazie per avermi fatto conoscere una testata che non conoscevo

buon 2012!!

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elmariachi
Scritto il 31 dicembre 2011 at 16:52

Lasciamo fare ai tedeschi i tedeschi
Lasciamo fare agli italiani gli italiani

loro si occupano dei loro problemi
noi dei nostri

Siamo entrati nel club dell’euro? sì? in ogni club ci sono dei diritti e dei doveri….Quidni bisogna rientrare nei parametri….punto (e qui sono intransigente)….L’italia deve fare ciò che ha scelto in comunità europea come un obbligo…Se gli obblighi sono stati scelti o negoziati male, bisogna dare la colpa ai nostri rappresentanti italiani in sede comunitaria…se questi si divertono come la Serracchiani a imporre dazi ai cinesi o altre stupidaggini, dopo per favore non lamentiamoci…Sono stati scelti male ed è colpa solo che nostra

Poi non sanno una lingua straniera e se la sanno la sanno anche male….

Quindi facciamo un po’ anche di autocritica noi “italiani” e non solo “loro tedeschi”

di certo le colpe sono di entrambi….ma le colpe non portano da nessuna parte…ora bisogna riportare tutto a dei valori sostenibili (migliorare l’economia e ridurre il debito)

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gainhunter
Scritto il 31 dicembre 2011 at 21:16

elmariachi@finanza,

Non voglio apparire nazionalista, ma l’Italia nel 1992 aveva promesso di ridurre il rapporto debito/pil, e tra la crisi internazionale del 1992-1994 e la crisi internazionale del 2007 ha perseguito l’obiettivo. Il grafico del debito/pil lo dimostra.
Questo non vuol dire che l’una sia meglio dell’altra, siamo in Europa, i tedeschi devono imparare a capire quando la loro rigidità diventa dannosa, se non pericolosa, e gli italiani devono imparare a essere più rigorosi.

Oltre agli auguri personali, auguro all’Europa che nel 2012 le differenze culturali siano occasioni di confronto e miglioramento e non di scontri e gelosie.

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elmariachi
Scritto il 1 gennaio 2012 at 08:02

gainhunter,

Capisco il tuo pdv….certo sarebbe bello cambiare ed avere più rigore…ma il titanio è titanio….e l’acciaio è acciaio….uno non può diventare l’altro (in italia si dice che se uno nasce quadrato non muore tondo

Vedi già dall’articolo rigoroso del trend, gli italiani sono riusciti a trasformarlo in caciara (non dite così voi?), in un articolo degno di eva3000 (una semplificazione), una boutade, un esempio da circo orfei

Se si vuole essere rigorosi, si inizia con il rispetto verso un paese, una lingua ed una cultura differenti dalla propria….Poi non si attacca un paese dicendo che ha più debito e che è insostenibile il suo welfare (detto poi dall’Italia che ha avuto le pensioni baby, comici che vogliono fare i politici, politici che vogliono sembrare dei comici e altre amenità del genere, e….quindi che ha sperperato le sue risorse in cose che dopo non hanno prodotto nulla)…siete un popolo pieno di fantasia, stile, che se la gode da millenni (e sottolineo millenni)….I tedeschi sono fatti di altra pasta….ergo fate gli italiani e gli altri faranno i tedeschi….uno, anche per combinazione di effluvi e droghe, non si può magicamente trasformare nell’altro…usate le vostre caratteristiche per affermare ciò in cui siete più bravi….I tedeschi amano la vostra fantasia, il vostro estro creativo e le vostre doti di bon vivants….I tedeschi amano sul serio l’Italia e la frequentano spesso nelle loro gite…solo che tra amore e dovere ci passa in mezzo il mare…con questo voglio dire che oltre al piacere c’è anche il dovere

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gainhunter
Scritto il 1 gennaio 2012 at 11:42

elmariachi@finanza,

Questi sono i classici luoghi comuni sulle diverse culture, e qualsiasi analisi sociologica volta a determinare i tratti caratteristici del comportamento dell’italiano medio è sbagliata (visto che l’Italia non è mai esistita come nazione uniforme), e ho dei seri dubbi sulla validità di un’analoga analisi sul “popolo tedesco” o francese o polacco, ecc.
Se ci limitiamo a dire che la gestione pubblica di uno stato è più efficiente o più trasparente rispetto a quella di un altro stato, allora parliamo di qualcosa di concreto, altrimenti è come discutere sul sesso degli angeli. Io sono abituato a ragionare con i numeri e con i fatti:
– uno stato che ha debito pubblico pari a 0 nel 1945 è più “leggero” e “dinamico” di uno il cui debito pubblico, con il sistema monetario/economico/politico moderno, data 1861
– se due stati hanno firmato lo stesso accordo sul raggiungimento di un debito/pil pari al 60%, e uno parte dal 120 e lo riduce progressivamente fino al 105, poi per via della crisi importata dall’estero schizza di nuovo a 120, mentre l’altro parte dal 40 e arriva all’85, a me risulta che è il primo a essere stato più rigoroso e ad aver fatto i compiti a casa, mentre il secondo presumibilmente ha avuto una gestione più allegra e dissennata
– se, sempre per lo stesso accordo, uno stato sfora il parametro del deficit/pil e fa in modo di modificare l’accordo per non incorrere in sanzioni, è questo stato che prende in giro gli altri firmatari
– idem se uno stato ha un sistema bancario sostanzialmente fallito che ha contribuito (insieme a quello di altri paesi) alla formazione di bolle finanziarie in altri paesi, poi chiede che tutti insieme si salvino le banche, ribaltando il problema sugli stati, e poi pretende che ogni stato si salvi da solo
– il sistema pensionistico italiano è stato definito da un organismo indipendente uno dei più equilibrati (ora non ho sotto mano il link)
– un paese che sa benissimo di utilizzare criteri contabili diversi e più favorevoli da un altro nella redazione del proprio bilancio, non dovrebbe permettersi di far leva sull’alto debito di un altro stato
– il premier di un paese il cui bilancio trae vantaggio dalla crisi economica (minori interessi per lo status di bene rifugio dei propri bond) non dovrebbe approfittare della situazione e buttare benzina sul fuoco
Allora, chi è che manca di rispetto nei confronti dell’altro?
A parte la stampa scandalistica, che non manca neanche in Germania, perchè le critiche all’Italia vanno sempre bene, ma guai a alzare anche un solo dubbio sulla Germania?
Secondo me i dubbi sono leciti, e rivolgo ancora una volta una domanda a chi vive in Germania: se il vostro debito pubblico aumenta da anni più di quanto cresce la vostra economia, dove vanno a finire i vostri soldi? In investimenti a lungo termine? E gli investimenti a lungo termine fatti decenni fa non dovrebbero aver già dato frutti tali da non aver bisogno di aumentare ulteriormente l’indebitamento? Oppure anche voi avete qualche problema di malagestione oppure qualche problema strutturale? Io la risposta a questo dubbio non ce l’ho, quindi il dubbio rimane.

Inoltre, se gli italiani fossero davvero come li descrivono i luoghi comuni, la Porsche non si fiderebbe a montare freni Brembo, che non sono fatti solo di inventiva ma anche di tecnica e qualità, e non verrebbe in Italia a farsi fare plancia e paraurti, tanto per dirne una: gli esempi di collaborazione tra aziende italiane e tedesche sono moltissimi; se l’Italia fosse solo luogo di turismo non sarebbe la seconda potenza industriale d’Europa.

Rinnovo ancora gli auguri.

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