ITALIA: tra debito e politica,il momento è STRAORDINARIAMENTE delicato

Scritto il alle 10:39 da Danilo DT

Purtroppo, per i ben noti problemi di salute che mi so tirando dietro, non mi è stato possibile presenziare all’annuale meeting Assiom Forex che quest’anno è stato svolto a Verona.
Tra i tanti interventi, mi è capitato di seguire (via web) soprattutto quello di Ignazio Visco, il Governatore della Banca d’Italia. E soprattutto una cosa mi è rimasta ben impressa. Anzi, più che una cosa, una parola: RIFORME.
Ho perso il conto di quante volte l’ha pronunciata.
Non credo sia un caso soprattutto in questo periodo elettorale dove i vari partiti fanno a gara a “chi la spara più grossa”. Ma se notate, di riforme VERE…qualcuno parla?

Anche perché il nuovo esecutivo avrà un bel problema da affrontare: la gestione del debito pubblico. Ed annesso al problema del debito, possiamo poi trovare quello dei servizi pubblici, gli investimenti che occorrerà mettere in piedi più la manutenzione dei miglioramenti di tanti servizi basilari. Dalle strade fino alla sanità.
Sentite che ha detto Visco:

(…) Il Governatore, dunque, ha indicato anche cosa cambiare e ha ammonito: un aumento del disavanzo pubblico non può sostituirsi alle riforme; rischierebbe di essere controproducente. “Anche senza i vincoli del Patto di stabilità – ha spiegato – resta per noi l’esigenza di compiere scelte responsabili”. In primo luogo perché abbiamo una montagna di debito e poi perché l’Italia cresce ancora troppo poco rispetto agli altri paesi europei (1,5% previsto quest’anno è ancora inferiore alla media). (…) [Source

Con queste poche parole, Visco ha sintetizzato il problema e tutte le sue sfaccettature. Il debito lo puoi abbattere eventualmente con la crescita economica. Ma noi tutti sappiamo quanto è anemica e quindi insufficiente. Solamente fare deficit per fare crescere il Paese non è certo la soluzione giusta.

Signori, occorre essere realisti. La locomotiva della ripresa è la domanda estera, gli ingranaggi fondamentali sono le imprese esportatrici. Lo scenario nel quale si svolge la nostra commedia domestica è l’economia mondiale. Inutile chiudersi in ragionamenti campanilistici. Ci dobbiamo confrontare con il mondo e competere con esso. E se il mondo ha tante incognite che in generale preoccupano (pensate all’arrivo della volatilità sui mercati oppure l’incertezza politica in paesi come USA o persino Germania, dove si sta cercando proprio in questi giorni di mettere in piedi una coalizione), noi abbiamo anche di peggio.

Tanto per cominciare le nostre elezioni politiche di marzo e poi, come detto la gestione del debito soprattutto in virtù del cambio di “mood” da parte della BCE che progressivamente limiterà gli acquisti. Il mercato ha bisogno di capire QUANTO si può fidare dell’Italia una volta che il QE Europeo uscirà con la scritta “Game Over”.

Ma attenzione: quanto ha fatto capire Visco a Verona non finisce qui. C’è un secondo importante ragionamento che occorre fare. Visco a Verona “attacca” un provvedimento che la «nuova» Europa, ignorando la frenata del Comitato di Basilea, sta vagliando sulla base di un recente dogma: le banche non devono essere contagiate dai rischi dei debiti sovrani.

(…) «Modifiche del trattamento prudenziale dei titoli di Stato detenuti dalle banche, soprattutto se mal disegnate o mal calibrate, rischiano di essere controproducenti», ha detto ieri al Forex il Governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco. Aggiungendo che «in momenti di tensione a livello internazionale, esse possono finire col generare le crisi che vorrebbero evitare, innescando fenomeni di contagio finanziario o alimentando movimenti speculativi». Attualmente il valore dei titoli di Stato italiani in portafoglio alle banche italiane è pari a 324 miliardi, al livello minimo da cinque anni e mezzo. (…) [Source] 

Ve lo spiego in altri termini. Si vuol evitare che una crisi del debito nazionale possa influire negativamente sulla solidità di una banca, soprattutto se di peso sistemico. Ha senso progettare che le banche italiane (ed europee) azzerino l’esposizione in Titoli di stato o accettino che l’esposizione ai titoli pubblici sia condizionata a una ponderazione sul capitale, equiparando il rischio di credito al rischio sovrano? Ammettere questa tesi vorrebbe dire che in Europa c’è davvero chi punta alla ristrutturazione del debito italiano, come avvenuto in modo «controllato» (con la precedente salvaguardia delle banche tedesche e francesi) col debito greco.

Immaginatevi cosa comporterebbe per le banche un tale atteggiamento, ma non solo. Immaginate che tutto questo sia appunto propedeutico alla volontà di Bruxelles di arrivare ad una fantomatica ristrutturazione del debito. OK, le banche dovranno vendere ed avere un’esposizione limitata in BTP. A a quel punto…a chi rimarrà il cerino in mano? Solo i privati? E le polizze assicurative? Immaginate le famose Ramo I “capitale garantito”… E la BCE quali effetti avrà da tale ristrutturazione? Ne verrà esclusa proprio come nel caso della Grecia?

La vedo veramente complicata da gestire, ma nulla si può escludere. L’Unica grande certezza continua ad essere la necessità di sedersi ad un tavolino con tutti gli altri membri dell’Europa e riscrivere i Trattati. E se mai si arriverà a questo tavolino, bisognerà arrivarci in modo DIGNITOSO, avendo mantenuto gli impegni presi in passato come gestione del bilancio e del debito. Se arriveremo sena aver fatto quanto dovevamo, partiremo già svantaggiati. E di questo sarà protagonista il Nuovo Governo. Ecco perché rischia di essere drammaticamente importante. Ma proprio questi potenziali nuovi governanti, cosa ci stanno dicendo in merito in campagna elettorale? Il nulla. Meglio spararle grosse, come il miglio Cetto Laqualunque…

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Danilo DT

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6 commenti Commenta
kociss01
Scritto il 12 febbraio 2018 at 11:03

se entro fine marzo non riusciremo a vavare anche in Italia la Grossekoalitin i mercati suoneranno la campanella di RICREAZIONE FINITA E DENTRO LA COLOMBA PASQUALE TROVEREMO LA TROIKA che finalmente arrivera’ anche in italia per fare quelle riforme di cui i ns. deficienti politici e istituzionali (visco, mattarella ) tanto blaterano ma che si guardano bene dal fare …in fondo a cosa servono i partiti se non a dividersi la torta dei soldi nostri??? secondo voi viviamo in una democrazia?? e democrazia quella che abbiamo in Italia? Io NOn credo proprio.

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alplet
Scritto il 12 febbraio 2018 at 11:34

Effettivamente la vedo grigia. I partiti sono impresentabili: personalmente non ne vedo uno responsabile; non dico che avrei le stesse idee, ma l’unico che voterei sarebbe Monti.

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bergasimilritorno
Scritto il 12 febbraio 2018 at 12:50

Buongiorno

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r.o.i.
Scritto il 12 febbraio 2018 at 14:02

Ciao DT, brutta abitudine quella di mettere sempre il dito nella piaga, ed allora mi unisco anch’io al divertimento e ci metto un po’ di sale..:
a) – i tassi italiani di mercato monetario sono tutti ampiamente sotto lo zero
b) – i tassi di medio periodo (fino a 5 anni) idem
c) – i tassi a lunga (oltre i 5 anni) navigano a strabilianti altezze ed… incorporano a malapena lo spread Btp/Bund a 10 anni e qualche pallida traccia di…inflazione, nonostante le balle che ci rifila il Governo sulla ripresa.-
Il tutto, tirando le somme, per dire che l’Italia è ancora ampiamente
in condizioni di mercato monetario e finanziario deflattive.- Va da sé che in simili condizioni il valore della moneta (debito pubblico) si apprezza e questo comporta l’ipotesi di un pesante scenario… o si mettono le mani nel reddito (basso) degli italiani aumentando le aliquote fiscali….o si tagliano a spron battuto, più di quanto non sia stato fatto finora, le spese (prevalentemente sanità e pensioni, salvo gli stipendi ed i bonus dei parlamentari e di tutta l’alta dirigenza pubblica… naturalmente).-
Finora (ed è una mia opinione) l’argine del 60% del debito in mano ad operatori stranieri ha retto più per l’apprezzamento del valore del nostro debito che per i tassi ad evidenza negativi.- Ma se da queste elezioni venisse fuori il solito governicchio, a cui siamo ormai abituati, che si regge sugli accordi sottobanco per proteggere gli interessi comuni (non nostri naturalmente), allora il premio al rischio preteso dal 60% prima citato potrebbe salire ad ogni scadenza delle varie tranche con conseguenze imprevedibili…a meno che (ulteriore ipotesi) non si pensi, magari entro un anno, di mettere mano al serbatoio di risparmio degli italiani di 4.200/miliardi.- Come? Beh! i vari governi degli ultimi 30 anni hanno dato prova di grande fantasia, altrimenti non ci troveremmo nelle condizioni (disastrose) attuali.- Draghi ha fatto di tutto finora per pilotare il cambio verso il basso sia per aiutare le esportazioni europee, sia per incidere sul valore dei vari debiti pubblici ed in prevalenza il nostro.- Ma a quanto pare solo con risultati di breve periodo visto l’andamento del tasso di cambio delle ultime settimane.- E quando, tra non molto, Draghi non ci sarà più a governare la BCE e (prevedo) ci sarà un emissario della Bundesbank? che succcederà.-
Troppo sale?…perdonatemi.-

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draziz
Scritto il 12 febbraio 2018 at 16:11

Caro DT,
un conto sono le speranze e le allucinazioni (fin qui abbondantemente raccontate dai recenti governi) per l’uscita dal tunnel, ben altra cosa è imprimere una spinta decisiva all’aumento del PIL e soprattutto grazie alle esportazioni.
E come dovrebbe essere fatto?
Ormai non basta più l’allure del Made in Italy… molto più spesso anche all’estero badano alla sostanza e al costo di ciò che si acquista.
Vogliamo esportare di più? E come?

Costo del lavoro più alto della media europea.
Costo dell’energia più alto della media europea.
Tassazione più elevata della media europea (pare che non sappiano cosa sia la curva di Laffer…)
Infrastrutture da rivedere…mingh…ma c’è Italo!…sì, adesso l’hanno venduto…vedrai come va più forte…
Le autostrade? Bastano 2 corsie…così stanno in coda e si fa la grana con la vendita di benzina (…e le accise sulla guerra di Libia…)

Burocrazia più asfissiante delle emissioni dopo un piatto di borlotti…
Ipotesi di aumento delle aliquote IVA rimandata al 2019…non vuol dire non ci sarà…

Questa nazione campa grazie all’export, ma resta sempre preponderante il mercato interno e come ben sai…deve essere ancora mortificato…ridotto…per creare nuove professioni a minor valore aggiunto.
Un bel Piano Kalergi anche per le aziende: un salvifico falò di quelle decotte ed indebitate (ad arte…), farne fallire il più possibile per…consentire l’afflusso di capitali dall’estero, così si controllerà meglio una nazione capace di produrre, invidiata per l’inventiva e il design.
Il sogno del capitalismo straniero.

Il problema vero è che molti sono convinti che basterà aspettare e spremere le imprese ed i contribuenti per tornare come prima…ragion per cui si continua con le vecchie abitudini…
Colpo di reni? Scatto virtuoso per proiettarsi in avanti?
Mi pare che quello che l’ha detto non fa un c…o e si becca 800.000 E. l’anno tra pensione e vitalizio…

Quindi l’Italiano medio (siamo tutti Italiani medi…) deve aver pensato: “fan… Perchè mi devo sbattere?
Se la barca va a fondo andremo a fondo tutti…”

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alplet
Scritto il 13 febbraio 2018 at 15:45

Ho scritto sopra che voterei Monti: soltanto 7 voti contrari? Credo allora che lo voterebbero in tanti.

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