ITALIA: per OCSE è fanalino di coda (tanto per cambiare)

Scritto il alle 08:09 da Danilo DT

Ormai dobbiamo proprio farci riconoscere ovunque. Se siamo nel mirino dei giornali di tutta Europa per una serie di questioni di tipo politico e non solo (ahime) è anche grazie allo spirito populista che imperversa nei salotti politici italiani. Voglia di rivalsa, voglia di cambiamento, voglia di qualcosa di buono, voglia di cosa forse nemmeno lo si sa. Ma intanto bisogna cambiare, bisogna disfare tutto in stile Gino Bartali (“Tutto sbagliato, tutto da rifare”) e quindi diamo un calcio al passato e ricostruiamo il futuro. Costi quel che costi.
Ecco.
Forse agli italiani però non è ancora molto chiaro quale sia il “price to pay”, il prezzo da pagare. E devo essere onesto, non lo so nemmeno io, e forse lo sa proprio nessuno. Ma di certo il prezzo potrebbe essere molto alto. E se conviene o meno questo “investimento”, beh, non chiedetelo a me.
Intanto però, sempre perché vogliamo farci notare, ecco che esce un report targato OECD. (The Organisation for Economic Co-operation and Development)
Il report si intitola “OECD GDP growth picks up marginally in second quarter of 2018”,  e si focalizza molto rapidamente su quella che dovrebbe essere la crescita economica e del PIL nei paesi OCSE.

(…) Growth of real gross domestic product (GDP) in the OECD area picked up marginally, to 0.6%, in the second quarter of 2018, compared with 0.5% in the previous quarter, according to provisional estimates. (…) Among the Major Seven economies, GDP growth accelerated strongly in the United States, (…) Japan, (…), in Germany, …) in France, (…) while it slowed marginally in Italy (to 0.2%, from 0.3%).(…) [Source

Credo sia chiaro, tutti in miglioramento, tranne un paese, ovvero l’Italia e questo grafico lo testimonia perfettamente. Siamo l’unico stato con il rombo sopra la pila. Segno che le cose andranno meno bene del previsto.
Non penso basti aggrapparsi alla resilienza epica del popolo italico. La differenza la fa la crescita e il GAP dagli altri stati non fa che aumentare. Ricordate questo grafico? Bene, facendo la somma delle parti significa che il suddetto GAP non potrà che aumentare. Amen. Questo è un prezzo che stiamo continuando a pagare, frutto di una malagestione politica che è durata quarant’anni ed ha distrutto tutto il distruggibile. Ora il quadro è drammatico, siamo sommersi dal debito pubblico, e non ci resta che reagire con la protesta. Ma non si va molto in là se non si ragiona anche con la testa.

Una cosa è vivere di sogni, un’altra è sognare un’Italia diversa. Nel secondo caso ci vuole la concretezza. E forse questo, oggi, ancora manca.

STAY TUNED!

Danilo DT

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6 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 28 agosto 2018 at 09:38

Il debito questo problema, tutti ne parlano nessuno agisce.
Possiamo dire che il debito non è “cattivo” di per se, ma dipende da cosa si fa con i soldi presi a prestito?
E possiamo dire che quelli che si preoccupano del debito predicano bene e razzolano male.
Esempio: giornali, quasi tutti fustigatori del debito poi prendono soldi pubblici con il finanziamento editoria.
Facciamo un esempio, applichiamo una logica di non crescita del debito, tolgo i soldi ai giornali e li investo in un università per lo studio dello smaltimento rifiuti (cosa che ci serve vedasi smaltimento scorie nucleari e terra dei fuochi) al netto delle ricadute occupazionali, possiamo affermare che nel lungo periodo per l’italia sarebbe meglio la ricerca del finanziamento ai giornali?
Se la risposta è affermativa perché non si fa? E perché i giornali non lo propongono?
Risposta: perché il tacchino non festeggia il ringraziamento.
Conclusione, In italia sicuramente serve una classe politica che indipendentemente dal colore, inforna il tacchino.

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draziz
Scritto il 28 agosto 2018 at 10:39

Scusa DT, ma se il GDP per capita italiano è dove mostrato nel grafico, allora qualcosa veramente non quadra.
Se la voglia di cambiamento, espressa da una buona fetta dell’elettorato Italiano, si è manifestata democraticamente nella comoagine di Governo attuale è perchè le cose non stavano andando bene per davvero e per molti.
Se la vogliamo mettere in stile economico, i CdA precedenti non rendevano e si é proceduto ad un rinnovo, che piaccia o no.
Che poi sia evidente l’incazzatura di un certo tipo di entourage finanziario che pensava di far pascolare beatamente il gregge e tosare ad libitum…
La festa é finita.
E se per avere un minimo di esistenza dignitosa occorre sottostare ad un fascismo finanziario in stile europeo…beh, mi sembra chiaro che molti non lo considerano accettabile.
Prezzo da pagare…costi…
A prescindere che lo sport principale sembra oramai quello di “fottere” i soldi del prossimo, non ti sembra che il costo di quello che si stava pagando fosse già altissimo?
Chiusure di imprese e suicidi di imprenditori e lavoratori, spesso per pianificata riduzione del credito e massificazione del mercato del lavoro.
Aumento della leva fiscale ed inasprimento delle regole di mercato (poi ci si meraviglia se sono in aumento le attività illegali e di riciclaggio)…
Scusa, ma sentendomi somaro ho continuato a prendere bastonate guardando la carota…la luce in fondo al tunnel…la svolta…la fine della crisi…
Purtroppo non vedo più la carota…ma la sento inserita posteriormente…
Ergo, era tempo di cambiare.

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Scritto il 28 agosto 2018 at 15:19

dra­ziz@fi­nan­za,

Dati in USD mi sa. Dammi tempo e posto PIL pro capite e PIL 10y in Euro così è più coerente. Il grafico rende cmq l’idea

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paolo41
Scritto il 28 agosto 2018 at 16:40

….. magari con qualche dato fra nord e sud…!!!!!!!

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andybarac
Scritto il 28 agosto 2018 at 18:21

Quanto vale oggi in Italia l’economia sommersa, quella in nero, quella che produce pil ma non compare?
Il grafico ne tiene conto?

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Scritto il 28 agosto 2018 at 23:18

pao­lo41,

Eh… per quello mi ci vuole del tempo per fare una ricerca come si deve….

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