ITALIA: passeggiando sull’orlo del burrone

Scritto il alle 08:14 da Danilo DT

DEF: un incubo per l’Unione Europea. Un colpo gobbo dell’Italia.
Ben inteso, si tratta di una provocazione.
E’ ormai chiaro a tutto qual è il parere di Bruxelles.

(…) “We call on the Italian authorities to ensure that the (budget) will be in compliance with the common fiscal rules and look forward to seeing the details of the measures,” added the letter, signed by the Commission’s Vice-President Valdis Dombrovskis and the EU Economics Affairs Commissioner Pierre Moscovici. (…) The Italian government this week unveiled the core of its expansionary multi-year budget plan, raising the target for the fiscal deficit to 2.4 percent of gross domestic product next year, three times the 0.8 percent goal set by the previous centre-left administration. (…) Moscovici has already warned that the package might not respect EU regulations but a Commission spokeswoman said on Friday that Brussels would only react to the budget plan when it will be formally delivered by an Oct. 15 deadline. [Source] 

Beh, più chiaro di cosi. La manovra gialloverde non è ben digerita dall’Unione Europea. Ci tengo però a precisare che il parere di Bruxelles non ha valore vincolante e che commenta quelle che sono le intenzioni del nostro governo, visto che la manovra finanziaria per il 2019 non è ancora definitiva e dovrà essere approvata. Un tentativo, insomma, per chiedere a Roma delle correzioni. Anche se poi l’ignoranza della gente non ha confini. Ad esempio, leggete cosa mi ha mandato un amico lettore, direttamente preso dalla metro di Napoli.

Tanto per cominciare però attendiamo il 15 ottobre, giorno in cui il governo invierà alla Commissione il “Documento Programmatico di Bilancio” (DPB), nel quale sono indicate nel dettaglio le spese che il governo stima per l’anno successivo, le entrate che si aspetta, oltre che le risposte alle raccomandazioni ricevute dalla Commissione. Insomma, il DPB sarà la vera “resa dei conti”. E tutto sarà più chiaro, anche se qualche indiscrezione più o meno chiara è già venuta fuori. La domanda che mi sono posto io è molto banale: perché? Perché questa manovra è vista così di traverso mentre altri paesi in passato hanno sforato senza subire tante minacce mediatiche?

Innanzitutto l’Italia ha una situazione più complicata come rapporto debito/PIL, un rapporto che come è noto non ci permette margine di manovra a meno che…utilizzare la leva del deficit. Ma la coperta è corta ed utilizzare il deficit deve essere misura di straordinaria amministrazione e soprattutto deve dimostrare di essere “efficace”. E qui secondo me casca l’asino.
Sia ben chiaro, si tratta di mie elucubrazioni che condivido con voi, giuste o sbagliate che siano. L’asino casca in quanto, contrariamente a quanto io avrei sperato, il deficit si sfora per misure non cosi strutturali, intervenendo invece su altri importanti voci di costo. Tanto per cominciare i tagli alle agevolazioni fiscali. Secondo voi come influiranno sul reddito degli italiani? Quali saranno gli effetti, ad esempio, in un mercato ancora in forte difficoltà come quello immobiliare?
Inoltre partite di giro, come anche gli aumenti degli acconti. E queste sarebbero le misure per fare ripartire l’Italia? In questo modo riusciremo a dare il via a reddito di cittadinanza, riforma pensioni, avvio della flat-tax e blocco dell’aumento dell’Iva e tutto il resto, senza avere effetti NEGATIVI su nostro tessuto economico? Insomma, la mia grande paura è che questo deficit è stato bocciato anche per un problema QUALITATIVO. Ovvero non è difendibile, perché costruito su un elemento che non ci porta da nessuna parte: il populismo incondizionato.
Ho letto proprio in questi giorni un eccellente articolo su Il Sole 24 Ore di Riccardo Sorrentino. Ecco cosa dice:

(…) La Francia ha annunciato per il 2019 un rapporto deficit/pil del 2,8%, dopo il 2,6% previsto per fine 2018, spingendo subito il vicepremier italiano Luigi Di Maio a dire: «Facciamo come loro». In realtà il governo di Parigi ha trasformato un credito d’imposta in una detrazione fiscale e l’anno prossimo dovrà versare i crediti 2018 – peraltro già contabilizzati negli attivi delle aziende – e nello stesso tempo “rinunciare” alle entrate corrispondenti per il 2019. (…)Non è una manovra davvero espansiva, tantomeno elettorale: la Francia tornerà a un deficit dell’1,4% nel 2020, e questa brusca flessione sarebbe eccessiva anche per un paese come la Francia, in circostanze diverse: se, insomma, fosse “vera”. Per il 2022, l’anno delle prossime presidenziali, è previsto poi un deficit dello 0,3%, quasi il pareggio di bilancio. Il debito pubblico, nell’intero periodo è dunque previsto in calo, sia pure in misura marginale l’anno prossimo (quando si prevede una crescita dell’1,7%). [Source

Riprendetevi tutto l’articolo, io vi ho solo citato il caso della Francia per farvi capire che, in quel caso, c’è un progetto chiaro di rientro. Con un ritorno importante sul tessuto economico. In Italia si farà altrettanto? Oppure nei prossimi anni, saremmo costretti ad aumentare il deficit per coprire il deficit?
Alcuni conti sono già stati fatti. Questo è tratto dall’agenzia ANSA, almeno così non offendiamo nessuno:

(…) Per riassumere: nel 2019 circa 3 milioni e 200 mila tra partite Iva e imprese piccole e grandi pagheranno maggiori tasse. Un miliardo in più. E il conto potrebbe salire se il governo decidesse di aumentare gli acconti sulle imposte dovuti da professionisti e aziende. Un’arma spuntata perché lo Stato incassa di più in un anno, meno in quello dopo» (…) [Source

Ok, ok, non bisogna fasciarsi la testa prima del dovuto, spero di aver sbagliato tutto e che i soldi vengano impiegati (e trovati) diversamente. Il problema è che siamo in un momento estremamente delicato, stiamo passeggiando sull’orlo del burrone. Cadere giù è un attimo, proprio perché tutti i jolly ce li siamo già giocati.
Auguri Italia.

DEF 4 dummies (HT Luca Bottura)

STAY TUNED!

Danilo DT

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13 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 8 ottobre 2018 at 09:42

Dal 2011 al 2017 20% in più di debito pubblico, quindi continuando con il paragone del bambino,padre” tesoro devi metterti a dieta da oggi in casa solo piatti salutari”, bambino “ok papà faccio anche ginnastica”, il padre “bravo senti però sabato andiamo a una festa fighissima Dal tuo amico greco” bambino”No papà ci sono sempre i miei compagni francese e tedesco che mi fanno mangiare schifezze” padre” ma che dici sono così carini e poi devi socializzare al massimo recuperiamo lunedì” ed ecco che la dieta salta.
Quindi i soldi si possono spendere meglio ma è la continuità che garantisce il risultato, una volta stabilito i settori che non devono risentirne(come istruzione e sanità) per tutto il resto ” mi spiace non ho soldi”.
Salvataggio Grecia “Mi spiace non soldi” invece 63 miliardi.
Fondo editoria”Mi spiace non ho soldi però sono sicuro che rimodulando l’offerta il mercato troverà l’ equilibrio in bocca al lupo” invece 50 milioni.
Immigrazione ” ragazzi benvenuti in Italia abbiamo disoccupazione a 2 cifre e giovanile al 40% credo che vi trovereste meglio in ul altro paese europea di cui magari conoscete la lingua, buona fortuna” invece 4,5 miliardi e regolamento di Dublino.
Mi spiace ma non siamo su burrone, da molto tempo stiamo facendo gli equilibristi su una corda sempre più sottile e le variabili peso e diametro corda viaggiano in direzioni opposte, quando la loro combinazione arriverà al punto di rottura cadremo. Buon Lunedi.

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paolo41
Scritto il 8 ottobre 2018 at 10:02

siamo in mano a degli irresponsabili che non si sa se …… ci sono o ci fanno…..
Certo è che quanto stiamo vedendo oggi sono le prime onde di uno tsunami conseguente dei rapporti con la Commissione europea. Ma quando si attiverà quello delle agenzie di rating non ci sarà difesa che tenga, sarà una catastrofe e tutto per mantenere delle promesse irrealizzabili in sede elettorale….. Ho visto l’altra sera Borghi in TV : lui dà per scontato che l’unica soluzione è l’uscita dall’euro….. allora mi domando se i suoi capi continuano a lasciarlo lì anziché mandarlo a spigolare, si può dedurre che anche i capi hanno lo stesso obiettivo !!!!!!

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kociss01
Scritto il 8 ottobre 2018 at 11:17

quello che preoccupa NON e’ l’ignoranza della gente:
Anche se poi l’ignoranza della gente non ha confini. Ad esempio, leggete cosa mi ha mandato un amico lettore,

bensi’ l’ignoranza e la MALEFEDE DELLA COMPAGINE GOVERNATIVA, ANDREBBERO MESSI AGLI ARRESTI PER reato di eversione e tentativo di sovvertire l’ordine democratico

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ben
Scritto il 8 ottobre 2018 at 11:27

alplet@finanza,

certo che portare ad esempio alesina e giavazzi coloro che non hanno saputo distinguere il crollo del 2008 da una semplice discesa mi lascia alquanto perplesso.

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kociss01
Scritto il 8 ottobre 2018 at 11:53

…ma andrebbe fatto subito: fra 4-5 mesi non avrebbe piu’ senso e sicuramente sarebbe inutile (tardivo)

ko­cis­s01@fi­nan­za:
quel­lo che pre­oc­cu­pa NON e’ l’i­gno­ran­za della gente:
Anche se poi l’i­gno­ran­za della gente non ha con­fi­ni. Ad esem­pio, leg­ge­te cosa mi ha man­da­to un amico let­to­re,

ben­si’ l’i­gno­ran­za e la MA­LE­FE­DE DELLA COM­PA­GI­NE GO­VER­NA­TI­VA, AN­DREB­BE­RO MESSI AGLI AR­RE­STI PER reato di ever­sio­ne e ten­ta­ti­vo di sov­ver­ti­re l’or­di­ne de­mo­cra­ti­co

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pdf79
Scritto il 8 ottobre 2018 at 12:12

al­plet@fi­nan­za,

Ma magari si riuscisse a smantellare l’unione europea e l’euro dall’interno, ritornate alla comunità economica europea, l’unica cosa che ha senso, smettendo di nascondere dietro false integrazioni gli interessi economici.
Sarebbe l’unico modo per non farsi troppo male.

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rex
Scritto il 8 ottobre 2018 at 13:26

Mia personalissima opinione. In questo momento due delle principali banche italiane, Ubi e Bpm capitalizzano 6.5 mld di euro. Potrebbero essere scalate e usate per diluire le immani perdite di banche straniere. Altro che perdita di sovranità…..

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rex
Scritto il 8 ottobre 2018 at 13:28

È solo ignoranza?

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rex
Scritto il 8 ottobre 2018 at 13:28

È solo ignoranza?

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rex
Scritto il 8 ottobre 2018 at 13:35

Interi pezzi della nostra economia rischiano di passare di mano a prezzo di saldo. Compresi i nostri titoli di stato che dovremo continuare ad onorare ai prezzi di emissione.

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alplet
Scritto il 8 ottobre 2018 at 14:34

pdf79@​finanza,

Non si sa bene cosa sarebbe meglio fare. Personalmente vedrei in una unione vera e più forte una cosa preferibile a una disintegrazione della zona euro.

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kociss01
Scritto il 8 ottobre 2018 at 14:55

e poi si parla di MALAFEDE basta leggere questa nota di agenzia…
Legge bilancio: Salvini, spero no pregiudizi da agenzie rating

ROMA (MF-DJ)–“Questa manovra è l’inizio di un percorso positivo”.

Lo ha detto a Rtl 102.5 il vicepremier, Matteo Salvini, sottolineando come “spero che tutti, a partire dalle agenzie di rating internazionali, si siano aggiornati. Spero che non ci sia nessuno che ha dei pregiudizi di questo Governo e spero che non ci sia nessuno che ha come obiettivo di costringere l’Italia a svendere i suoi gioielli. Penso a Eni, Enel, Generali, Poste…”

“Il dubbio di fondo -ha continuato Salvini- è che ci sia qualcuno che vuole costringerci a svendere le nostre aziende sane. Io tiro dritto”.

ma c’e o ci fa ??? le agenzie e i mercati sanno benissimo cosa fare per fagocitare quello che ancora di buono c’e in Italia ,non hanno certo bisogno che il primo imbecille di passaggio glielo ricordi……. piu’ invito di cosi’…..

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