ITALIA nel mirino: rischio COMMISSARIAMENTO a tempo indeterminato

Scritto il alle 07:52 da Danilo DT

Non era certo un personaggio simpatico a molti, malgrado al menomazione fisica. Wolfgang Schaeuble abbandona l’Eurogruppo e passa a dirigere il Bundestag. Ma il suo ultimo discorso suona molto come un testamento, con dei messaggi molto chiari su dove voleva portare l’Euro.
C’è da preoccuparsi? Secondo molti giornalisti, assolutamente si, tanto che il dopo Wolfgang Schaeuble potrebbe essere addirittura peggio a livello di richieste e di rigore.

(…) progetti per il futuro dell’Unione monetaria che sono preoccupanti per l’Italia e il resto dei paesi del Sud Europa, a partire dall’indicazione di espropriare la Commissione europea dei poteri di controllo sui bilanci nazionali affidandoli al Fondo salva Stati (Esm) con una applicazione delle regole meccanica, ripulita da qualsiasi approccio politico e da ogni forma di flessibilità. (…)

Un passo che però suona quasi come obbligato, ovvero la nascita del FME (Fondo Monetario Europeo).

(…) La Commissione ha già detto di voler istituire un ministro delle Finanze Ue con un suo bilancio che sarebbe costituto proprio dall’Esm, trasformato in un Fondo monetario europeo che oltre ai salvataggi potrebbe finanziare le riforme e gli investimenti dei paesi virtuosi. Ci sarebbe anche una forma di Eurobond, sebbene senza mutualizzazione tra governi dei rischi sui titoli sovrani. (…)

Percorso chiaro quindi, un’Unione Europea che dal punto di vista finanziario diventerebbe più forte e realistica. Il solo problema è che tutto questo comporta per i paesi più deboli, come l’Italia, una serie di “cessioni di sovranità” mica da ridere…

(…) affidare all’Esm il controllo delle regole del Patto di Stabilità e del Fiscal Compact, ovvero sui bilanci nazionali. Sarebbero dunque i governi, azionisti del Fondo, a vigilare sui partner con una applicazione meccanica delle regole, tagliando fuori la Commissione che gradualmente sta ammorbidendo le regole Ue.(…)

Quindi, se avete capito, si tratta di una sorta di Commissariamento a tempo indeterminato di tutti i paesi dell’UE. Ma il bello viene dopo…

(…) un meccanismo automatico di ristrutturazione del debito dei paesi che in futuro, come ha fatto la Grecia, dovessero chiedere un salvataggio europeo. (…)

Tadaaaa. Avete capito? Nessun debito condiviso, nessuna assicurazione per un reddito di solidarietà europeo, nessun bilancio comune, ma solo una nuova stretta occhiuta sui conti pubblici e la pericolosa trasformazione dell’Esm, il Fondo salva-stati, in Fondo monetario europeo, che aiuterà solo chi apre le porte di casa e del governo alla Troika. Secondo voi chi potrebbe essere subire in futuro un meccanismo automatico di ristrutturazione del debito pubblico? Un nome a caso…. Mumble mumble… Magari proprio l’Italia? Certo! Ora tutto va bene (si fa per dire) e addirittura il nostro paese va meglio delle attese

(…) Il Fmi rivede al rialzo la crescita dell’Italia. Dopo il +0,9% del 2016, il pil italiano salira’ dell’1,5% nel 2017 e dell’1,1% nel 2018, ovvero 0,2 e 0,1 punti percentuali in piu’ rispetto alle stime di luglio. La previsione del Fondo per il 2017 e’ in linea con quella contenuta nella nota di aggiornamento del Def, mentre per il 2018 le stime del Fmi sono piu’ basse di quelle del governo, che prevede anche per il prossimo anno un +1,5%.(…)

Ma è palese che è una situazione dettata da una congiuntura economica momentanea, e soprattutto, noi continuiamo ad avere un cancro indelebile…

(…) Sempre secondo le previsioni del Fmi, il debito pubblico italiano sale al 133% del pil nel 2017 dopo il 132,6% del 2016. (…) [ANSA]

E’ statisticamente provato (perché si vuole “mantenere alto il morale della truppa”) che si tende sempre a fare previsioni migliori rispetto agli anni precedenti. Ma questa è un’altra storia. La realtà è che il debito sale sempre di più ed i fondamentali latitano. Parliamo di demografia? Già lo abbiamo fatto mille volte. Parliamo allora di occupazione? Beh, eccovi un aggiornamento dal FMI…

(…) Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, in Italia cala, ma resta a due cifre: nel 2017 scendera’ all’11,4% dall’11,7% del 2016.(…)

Numeri importanti che non riescono a migliorare anche in questa fase economica positiva. La domanda che quindi dobbiamo porci è la seguente.
Ma quando Draghi mollerà gli ormeggi e partirà con un tapering seguito dalla exit strategy, che ne sarà del nostro debito? Eccovi spiegato perché il progetto di Schaeuble fa paur, se visto con gli occhi di un italiano, ma potrebbe tutelare banche, esteri ed istituzioni, se venisse magari fatta una ristrutturazione “stile Grecia” che alla fine ha falcidiato il risparmio della povera gente, preservando le grandi istituzioni. MA ovviamente, nessuno osa pensare che tutto questo sia credibile…

(…) Un futuro da incubo per l’Italia, ma che molto probabilmente non si realizzerà mai. (…) Di fatto le tesi tedesche sono state completamente sposate solo dall’Olanda. Numeroso il fronte contrario, capitanato da Francia, Italia e Commissione europea.(…) [Repubblica]

E’ evidente e persin logica questa spaccatura. Da una parte l’Europa forte, dall’altra quella più debole, distanti come non mai sulle cose da fare. Dite che arriveremo a dei compromessi? La cosa che avverrà sarà “comprare tempo” e poi, nel momento in cui capiterà qualcosa, allora nelle emergenze la parte debole diventerà preda e ci sarà poco da fare. Ecco perché, forse, la diversificazione nei portafogli limitando, magari l’esposizione esagerata sull’Italia, non è un’ipotesi da cestinare di default. Già perché è proprio di rischio default che si tratta (speriamo di no).

STAY TUNED!

Danilo DT

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4 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 11 ottobre 2017 at 20:42

il voler conquistare o controllare l’Italia fa parte della loro storia, è un’atavica missione, fa parte del loro DNA. Mi riferisco ovviamente ai teutonici !!! anche quando vengono in vacanza, sui nostri lidi o sulle colline dell’Appennino o a Ischia e sulle altre isole , se potessero indossare l’elmo o il cappello militare della Wehrmacth …. arriverebbero all’orgasmo !!!!!

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watyr
Scritto il 12 ottobre 2017 at 15:21

Caro dott . DANILO , lei ha scritto che la diversificazione è necessaria, ma se averrà quello che si paventa nell’articolo, si salverà solo chi avrà conti fuori dal sistema EU, e sarà non residente in area euro, in caso contrario ,un cittadino residente in Italia ,con conto (ad es in Svizzera) , subirà il prelievo forzoso anche sul conto estero, e sarà pesantissimo ( penso a partire da 40000 euro a cranio )

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alplet
Scritto il 12 ottobre 2017 at 16:09

Secondo me nella sostanza le cose stanno già così come dice l’articolo. Comunque il controllo straniero sui conti italiani – e su una bancarotta (eventuale) controllata – non credo che sarebbe un evento shock, nel senso che sarebbe una sorta di procedura graduale, come infatti sta avvenendo, di perdita della sovranità. Questo, tuttavia, sarebbe sì non auspicabile, perchè gli stranieri non farebbero principalmente gli interessi degli italiani, ma potrebbe anche vedersi come una intromissione salvifica nella situazione italiana: se il nostro sistema politico non è in grado di fare le cose per bene, almeno qualcun altro le farebbe abbastanza. Sarebbe in ogni caso meglio che noi scegliessimo come ridurre il debito pubblico, anzichè lo faccia poi l’Europa a modo suo.

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Scritto il 13 ottobre 2017 at 22:12

Mi trovo completamente d’accordo con Lei. La nostra classe politica non ha le capacità o forse la voglia di fare qualcosa. Forse un aiuto straniero potrebbe sollecitare i nostri politici a fare qualcosa smettendo di produrre stupide discussioni sterili

al­plet@fi­nan­za:
Se­con­do me nella so­stan­za le cose stan­no già così come dice l’ar­ti­co­lo. Co­mun­que il con­trol­lo stra­nie­ro sui conti ita­lia­ni – e su una ban­ca­rot­ta (even­tua­le) con­trol­la­ta – non credo che sa­reb­be un even­to shock, nel senso che sa­reb­be una sorta di pro­ce­du­ra gra­dua­le, come in­fat­ti sta av­ve­nen­do, di per­di­ta della so­vra­ni­tà. Que­sto, tut­ta­via, sa­reb­be sì non au­spi­ca­bi­le, per­chè gli stra­nie­ri non fa­reb­be­ro prin­ci­pal­men­te gli in­te­res­si degli ita­lia­ni, ma po­treb­be anche ve­der­si come una in­tro­mis­sio­ne sal­vi­fi­ca nella si­tua­zio­ne ita­lia­na: se il no­stro si­ste­ma po­li­ti­co non è in grado di fare le cose per bene, al­me­no qual­cun altro le fa­reb­be ab­ba­stan­za. Sa­reb­be in ogni caso me­glio che noi sce­glies­si­mo come ri­dur­re il de­bi­to pub­bli­co, an­zi­chè lo fac­cia poi l’Eu­ro­pa a modo suo.

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