Italia: mercoledì si esce dal purgatorio di Bruxelles! (causa Deficit PIL)

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Ormai è una questione di giorni. L’Italia potrebbe finalmente uscire dal purgatorio, ovvero dalla procedura “punitiva” da deficit eccessivo avviata nel lontano 2009 a causa del deficit eccessivo.

La data è il 29 maggio, quando cioè la Commissione europea ne proporrà l’uscita.
Un atto più che dovuto. Siamo stati costretti come nazione e come dittadini ad una serie di sacrifici tremendi che hanno portato il nostro paese non solo in recessione, ma in una crisi che non si vedeva da 50 anni.
Oggi il nostro deficit/PIL per il 2013 dovrebbe essere pari al 2.9% (per il 2012 si parla di un 3%)

Certo, arriveranno raccomandazioni, intimidazioni. Tutto nella norma ma noi DOBBIAMO uscire da questa procedura per provare a respirare e a tirarci su.

Le regole di Bruxelles prevedono che “nei primi tre anni successivi all’abrogazione della procedura, il Paese continuerà ad essere esentato dalla richiesta di ridurre il rapporto debito/pil di almeno il 5% all’anno” oltre alla soglia del 60%, fissata come limite dal Patto di stabilita’, mentre sara’ richiesto di avere “un progresso sufficiente verso il rispetto del criterio di riduzione del debito”. Un elemento particolarmente importante, visto il livello record del debito italiano, che quest’anno ed il prossimo dovrebbe superare il 130%. (IGN) 

Sarebbero in tutto sei le raccomandazioni che la Commissione intende rivolgere all’Italia in parallelo con la proposta di chiusura della procedura di deficit eccessivo. Al primo posto c’è quella relativa al proseguimento dell’azione di «consolidamento» del bilancio, mentre con le altre si sottolinea l’esigenza di portare avanti quel processo di riforme essenziale per ridare slancio alla crescita del Paese e quindi anche all’occupazione. In quest’ottica, il documento messo a punto dai servizi del commissario Ue per gli affari economici e monetari Olli Rehn evidenzia la necessità di rendere molto più efficiente la macchina della pubblica amministrazione per alleggerire il sistema produttivo di una zavorra che troppo spesso ne condiziona l’attività e lo sviluppo. E chiede anche all’Italia di intervenire per rendere più efficace e produttivo il sistema bancario nazionale. Nonostante la riforma Fornero, Bruxelles insiste poi su una maggiore flessibilità del mercato del lavoro mettendo l’accento sull’opportunità di una contrattazione contrattuale maggiormente incentrata sul livello aziendale che non su quello nazionale. Parallelamente, secondo la Commissione, le politiche per la formazione dei lavoratori dovrebbero essere più attente e vicine alle reali esigenze del mercato del lavoro. La riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese e una maggiore apertura alla concorrenza del mercato dei servizi sono le altre due raccomandazioni che completano il pacchetto messo a punto dalla Commissione. (CdS)

Il che significa che verrà concessa all’Italia un po’ di libertà di iniziativa. Il che vuol dire una cosa. Il Governo Letta, se vuole, potrà fare.

Senza poi dimenticare il fatto che l’uscita dalla procedura punitiva resta sempre un eccellente segnale per chi vuole investire nel Bel Paese.

Siamo stati diligenti, abbiamo patito il giusto, ora meritiamo anche qualcosa.
Sarò un illuso, ma se si spera di ripartire, da qualche parte occorre iniziare. E ora che avremo la “cinghia” meno stretta, dobbiamo approfittarne, non sprecare, ma CREARE le basi per un futuro che sia…il meno peggio possibile, visto che le difficoltà saranno ancora tantissime.
Intanto però andiamo per gradi. Mercoledì è il D-Day. Speriamo bene.

Ultima nota: mi incuriosisce non poco invece lo strano comportamento della Germania che si è detta disposta ad aiutare le piccole imprese del Sud Europa, per quantomeno cercare di fronteggiare la crisi. Ma non mi risulta che si voglia appoggiare l’Italia…

(AGI) – Berlino, 25 mag. – Il governo tedesco si appresta a lanciare un programma di crediti con un importo miliardario ad una cifra per venire in soccorso delle aziende piccole e medie dei Paesi in crisi del Sud Europa. Lo ‘Spiegel’ rivela che il governo tedesco intenderebbe mettere in atto questo programma di aiuti tramite la banca pubblica di incentivazione KfW, che dovrebbe fornire i crediti necessari alla ripresa alle aziende piccole e medie di Portogallo e Spagna, eventualmente anche a quelle greche. (Source)

Forse siamo ancora troppo ben messi?

STAY TUNED!

DT

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  1. Italia: ora si perdono i pezzi. Politica, Moody’s, Bruxelles e FTSEMIB nel mirino
  2. ITALIA: Sommersi dal debito, inquietati dal deleveraging, impoveriti da stipendi e salari inadeguati.
  3. Italia: sbloccati 20 miliardi dal Governo. E l’OCSE vede la ripresa.
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Commenti (n° 5)Commenta

  1. ” Forse siamo ancora troppo ben messi? ”
    Forse siamo ancora troppo ben messi rispetto alla Grecia o ad altri Paesi “periferici”.
    Il prezzo a cui comprare (fornire crediti) le aziende italiane è ancora troppo alto…
    Oppure la situazione politica italiana è troppo ingarbugliata, magari potenzialmente compromessa, per dare certezza di un ritorno sull’investimento…:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

  2. massimo84 scrive:

    non capirò niente
    ma così il debito non calerà mai
    durante il fiscal compact il deficit/pil non dovrebbe essere dell’1%?

  3. draziz@finanza:
    ” Forse siamo ancora troppo ben messi? ”
    Forse siamo ancora troppo ben messi rispetto alla Grecia o ad altri Paesi “periferici”.
    Il prezzo a cui comprare (fornire crediti) le aziende italiane è ancora troppo alto…
    Oppure la situazione politica italiana è troppo ingarbugliata, magari potenzialmente compromessa, per dare certezza di un ritorno sull’investimento…:mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

    Ovviamente mi riferivo a quello!

    massimo84@finanzaonline,

    1%?

  4. massimo84 scrive:

    l’obbligo per tutti i paesi di non superare la soglia di deficit strutturale superiore allo 0,5% (e superiore all’1% per i paesi con debito pubblico inferiore al 60% del Pil

    http://it.wikipedia.org/wiki/Patto_di_bilancio_europeo

  5. alfio200 scrive:

    “Forse siamo ancora troppo ben messi?”

    No…è che continuiamo a essere “l’ultimo paese dell’Est”, ovvero un sistema socialista che sta collassando. Tu avresti investito nel 1984 in Romania o in Bulgaria?