ITALIA: meglio del previsto. Ma non facciamoci illusioni!

Scritto il alle 10:01 da Danilo DT

E l’Unione Europea va.
I dati parlano chiaro. In questo momento il Vecchio Continente sta vivendo una fase particolarmente positiva, godendo dell’effetto scia di un Dollaro USA che fino a qualche mese fa era decisamente più debole (area 1.05-1.07) ma che oggi si trova invece a quota 1.18 circa. E’ chiaro, gli effetti su import ed export si avranno solo nei conti dei prossimi mesi.
Intanto godiamoci questa fase di positività.
Nel suo piccolo anche il nostro Bel Paese sta vivendo un momento felice.

A settembre 2017 l’indice del clima di fiducia dei consumatori aumenta in misura consistente, passando da 111,2 a 115,5 e tornando ad allinearsi sui livelli del primo trimestre 2016; anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese sale da 107,1 a 108,0 confermando la dinamica positiva rilevata nei mesi precedenti. (Istat)

Le imprese quindi sono più fiduciose, elemento importante per dare una spinta al rialzo al sistema economico in generale. Anche se, proprio per le motivazioni prima descritte, già a luglio, quando cioè il cross EUR USD non era ancora a questi livelli, già si è iniziato a percepire qualcosa che potenzialmente potrebbe cambiare i numeri dei prossimi trimestri.

A luglio, per il fatturato dell’industria si rileva una leggera flessione congiunturale, pari allo 0,3%, che segue il calo dello 0,7% registrato a giugno. (…) Gli ordinativi registrano, invece, a luglio un aumento modesto (+0,2%) dopo la flessione di giugno (-0,7%). (,,,) L’andamento congiunturale del fatturato a luglio è sintesi di una flessione sul mercato interno (-1,7%) e di un aumento su quello estero (+2,3%). Anche gli ordinativi registrano andamenti differenziati (-4,2% sul mercato interno e +6,4% su quello estero). Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano diminuzioni congiunturali per i beni di consumo (-1,5%) e per i beni intermedi (-0,1%); mentre l’energia e i beni strumentali sono in aumento (rispettivamente +1,3% e +0,3%). (Istat

Non dico che bisogna essere pessimisti, ma realisti. Purtroppo la situazione non è ancora di piena inversione. Anzi, non posso nascondervi che resto fortemente dubbioso sulla prosecuzione di questo trend di crescita economica, proprio per i cambiamenti anche di politica monetaria che potrebbero intervenire nei prossimi mesi.

Banche Italiane: tornano ad avere il braccino corto!

Inoltre c’è un dato che mi incuriosisce. Come ben sapete, per far girare il motore economico nazionale è necessaria la benzina che deve essere fornita dal settore bancario. Dove sta il problema? Eccolo in questo grafico.

A trascinare il settore dei prestiti (e quindi i maggiori fornitori di “benzina” al sistema) sono Francia e Germania. Male invece l’Italia che è tornata in negativo. In altri termini, le banche tornano ad avere il braccino corto e non finanziano più le imprese.

Manca liquidità? Ma assolutamente no, sono PIENE di liquidità grazie alla BCE. E allora hanno paura di perdere i soldi che presteranno? In realtà si, ormai il settore bancario preferisce finanziare aziende con rating creditizio altissimo e che quindi, sulla carta, forse non hanno nemmeno troppo bisogno di soldi, mentre mettono all’angolo le imprese che hanno progetti di sviluppo oppure hanno bisogno di soldi per la gestione ordinaria degli affari.

Non dimentichiamoci inoltre che le banche italiane sono piene di NPL che devono essere smaltiti e ceduti a chissà quale struttura. E l’intenzione di mettere a rischio risorse, aumentando ulteriormente questo monte di sofferenze, non è assolutamente contemplata. Quindi, se manca la benzina, anche se la strada è un po’ in discesa (crescita economica europea positiva e quindi per cinetica anche l’Italia andrà meglio) come far l’economia italiana a ripartire seriamente?

La cura…

Torniamo alle solite. Ci vogliono riforme. Bisogna riacquistare competitività, Occorre un piano fiscale credibile e di lungo termine, contrastando evasione fiscale e tagliando le spese pubbliche superflue ed inutili. E defiscalizzare il costo del lavoro, sia lato imprese che lato dipendenti, liberando risorse ed aumentando il potenziale di consumi per il consumatore italico.

Un progetto che abbiamo discusso per mesi. Oggi tutto può essere sintetizzato con un unico termine. UTOPIA.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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