ITALIA: ma dove sta andando?

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Il buon vecchio Ron, negli anni ottanta cantava “E l’Italia che va…” E mi chiedevo sempre… Ma dove va?

Oggi poter dare una risposta è molto più semplice rispetto ad allora. Che ci crediate o no, io cerco di essere anche positivo e prepositivo ma sono in tremenda difficoltà. Come esserlo con questa classe politica e con questa situazione quantomeno molto complessa? Lasciamo perdere i discorsi da bar di ripresa e satbilizzazione. QUESTI che ora vi illustro sono i dati che devono farci pensare (NOI) e farci agire (CHI HA I MEZZI PER FARLO). La verità è che quest’Italia sta andando A FONDO se non si interviene.

Il primo dato è sull’appoggio che le banche danno all’economia. Parliamo di prestiti.

(AGI)  - Roma, 10 gen. – I prestiti al settore privato hanno registrato una contrazione su base annua del 4,3 per cento (-3,7 per cento a ottobre). Lo rileva Bankitalia nel report “Principali voci dei bilanci bancari”. I prestiti alle famiglie sono scesi dell’1,5 per cento sui dodici mesi (-1,3 per cento nel mese precedente); ancora piu’ sostenuta e’ poi la flessione dei prestiti alle societa’ non finanziarie che sono diminuiti, sempre su base annua, del 6 per cento (-4,9 per cento a ottobre).(…) Sempre a novembre scorso, il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze e’ risultato pari al 22,8 per cento (22,9 per cento a ottobre).

-6% i prestiti alle imprese. E questo sarebbe il nuovo appoggio che le banche danno all’economia? Per carità, il tutto è giustificato dal dato successivo, ovvero il numero delle sofferenze che però si sono stabilizzate, sempre ad un livello troppo elevato. Le banche non prestano, non si fidano. E così facendo soffocheranno il mercato e quelle poche aziende buone che sono restate in piedi. Siamo in pieno credit crunch cari amici.

(AGI)  - Roma, 10 gen. – L’Iva ha avuto un andamento negativo nei primi 11 mesi ma si sta avviando “ad una progressiva ripresa”. Lo spiega il Tesoro nel bollettino sulle entrate tributarie nei primi 11 mesi del 2013. In particolare, l’IVA si attesta a 95.976 milioni di euro (-3.320 milioni di euro, pari a -3,3%), “grazie ad una sostanziale tenuta della componente del gettito sugli scambi interni (-0,6%) e ad una attenuazione del calo della componente sulle importazioni da Paesi extra UE (-18,7%) rispetto all’andamento registrato nei primi mesi dell’anno. (…) A partire dal mese di ottobre la dinamica favorevole del gettito Iva sugli scambi interni riflette anche gli effetti dell’aumento di un punto percentuale dell’aliquota IVA ordinaria dal 21% al 22%”.

Quindi, malgrado l’aumento, l’IVA non porta nuovi soldi allo stato, anzi… Ma è una conseguenza della crisi. Non c’è scescita, non c’è commercio, non c’è lavoro, non ci sono consumi. Semplice no. Ma no temiamo! Il Tesoro è fiducioso… Ma per favore…

(AGI) -  Roma, 10 gen. – Sono 32.927 le nuove partite Iva a novembre: in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra una moderata flessione (-8,5%). E’ quanto emerge dai dati dell’Osservatorio del Mef. Quasi la meta’ e’ dovuta a giovani fino a 35 anni e poco piu’ di un terzo alla classe 36-50 anni.
La distribuzione per natura giuridica delle aperture di partita Iva mostra un calo della quota relativa alle persone fisiche che risulta pari al 69,1% del totale; le societa’ di capitali salgono al 23,6% e quelle di persone si attestano al 6,4% (le altre forme giuridiche rappresentano lo 0,9%). Rispetto al novembre 2012 si registra una diminuzione di aperture marcata per le societa’ di persone (-28%), moderata per le persone fisiche (-8%), mentre reggono le societa’ di capitali (-3,4%).

E anche qui il tutto (moderata flessione?) rientra nella logiche delle cose. Minori partite Iva aperte, minor PIL, ecc ecc. Ed è interessante che la maggior parte delle società create sono società di capitale. Come mai? Ovvio, perché rendono il patrimonio dei titolari meno attaccabile.

Morale, i segnale sono tutti chiarissimi. La crisi in Italia è nera, non ci sono segni di ripresa ed i dati consuntivi preoccupano. Qualcuno ha scorto nell’operato della POLITICA la vera volontà di un’inversione di tendenza, oppure sempre il solito BLA BLA BLA? Che dire, forse allora sono felici di vedere l’Italia che va… a fondo…

NB: l’articolo “continua” anche nei commenti con importanti considerazioni e nuovi grafici freschi di giornata fonte Bankitalia.

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Con questo vi saluto e vi allego i post della settimana da condividere coi vostri contatti se li ritenete validi. ALMENO in questo modo sosterrete il blog ed il nostro lavoro, regalandoci un po’ di popoloarità in più. E se poi volete, il canale “donazioni” è sempre aperto…
Buon week end.

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Danilo DT

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Commenti (n° 17)Commenta

  1. ilcuculo scrive:

    Pensa ad uno che è in acqua, non in senso metaforico , gli diresti che sta andando a fondo o cercheresti di rincuorarlo per vedere se può provare a stare a galla e nuotare ?

    E pure vedo TUTTI i blog continuare su questo tono… mi sa che siete una parte del problema.

  2. Caro DT,
    le banche non prestano soldi alle imprese perchè, in generale, si sono ben abituate ad usare la liquidità fornita da mamma BCE in modo meno rischioso.
    Se poi volessimo provare a capire alcune motivazioni:
    io banca presto soldi ad un’impresa che vuole aumentare la sua presenza sui mercati esteri; questa impresa in quanto tempo è in grado di restituirmi il prestito?
    tralasciamo la pietosa (per non dire vergognosa) quantificazione degli interessi da corrispondere (come ? i tassi sono scesi e gli interessi rischiesti sono aumentati ? …e piantiamola di blaterare che dipende dalla rischiosità del debitore, che oramai siamo considerati tutti peggio di Butch e Cassidy…) ma ragioniamo sulla possibilità che ha un’impresa di generare quegli introiti extra che consentono di pagare l’interesse ed il capitale:
    praticamente zero, data l’iniquità della tassazione applicata, la fantascientifica applicazione del principio del pagare sulla base dei fattori produttivi (a scuola ti hanno detto che l’imponibile si ottiene da ricavi meno costi? Ma allora tu non hai studiato in Italia…), il feudale concetto del controllo totale di imprese e sudditi (pardon, cittadini abitanti sul suolo nazionale e non dediti a pratiche di terrorismo ma alla peggiore attività di onesto lavoro…).
    Hai forse notizia di un atteggiamento costruttivo dello Stato italiano o di Regioni e Comuni nei confronti delle imprese?
    Forse non hai provato di recente ad aprire un’attività commerciale… oppure a chiedere di collegare l’impianto di smaltimento delle acque reflue della tua bella “fabbrichetta” a qualche Comune o qualche altra pratica perfettamente legale e facente parte della vita produttiva in nazioni come Svizzera, Germania, Regno Unito e bla, bla, bla… (ooops… tutte nazioni cattive, popolate da bande di speculatori, lo sanno anche i sassi…).

    I politici sono felici di vedere l’Italia che va a fondo?
    Ma a loro che gliene frega, scusa?
    Prendono uno stipendio strotosferico tutti i mesi, hanno rimborsi per spese senza ricevuta (pure quelle telefoniche…), portaborse in nero ? (ma no sono tutte illazioni), da anni non ce n’è uno che va in galera quando lo beccano a rubare… ma che gliene frega!
    Qualcuno, nel tuo post di ieri, ci dava (o forse solo a me…) dei babbei perchè non siamo riuscirti a cogliere l’essenza truffaldina dell’azione della BCE e degli speculatori nei confronti dei Paesi periferici come l’Italia e della moneta unica.
    Al bar Mokambo-Web, dove io ed altri connazionali (molti di noi sono pure laureati) siamo soliti intrattenerci dopo le solite 8-10 ore di lavoro quotidiano, ci siamo accorti che gli Italiani sono soliti andare a votare tutte le sacrosante volte “per il cambiamento” sempre gli stessi simboli, sempre le stesse persone e, addirittura, i nostri voti li usano le segreterie dei partiti (che notoriamente non presentano bilanci perchè i caffè al bar li pagano di tasca loro e la pappa per il mezzogiorno se la portano da casa…) per piazzare in Parlamento individui ritenuti meritevoli da un ristretto entourage (che si ritiene mentalmente e disinteressatamente adatto a farlo).
    Ti ricordi come finisce il racconto “La Fattoria degli Animali”?
    Non siamo diventati sordi ai grugniti, ci siamo abituati… ed anche al naso è successa la stessa cosa…

  3. ilcuculo@finanza,

    Scusa, ma prova a ripeterlo a quel tale che, dopo la moglie, si è visto lasciare a casa anche lui senza lavoro perchè l’industria per cui lavorava ha deciso di aprire i battenti in Polonia oppure i Slovenia…
    Sarà sicuramente uno con l’immaginazione molto fervida, no?
    Cosa vuoi che ne capisca di economia e di azione di Governo?
    Anche lui, sto’ p…a, contribuisce ad aumentare “il problema”…

  4. ilcuculo scrive:

    draziz@finanza,

    capiamoci… non voglio ne dire che le cose vanno bene, ne che chi governa sta operando bene, ne che oggi ci siano più motivi di preoccupazione che di speranza, ma continuare con il mantra del declino è deleterio.

    Io vorrei vedere i nostri blog come fari nella nebbia capaci da un lato di denunciare problemi inefficienze deficienze rischi e buche ma dall’altro essere i primo a scovare ed evidenziare qualsiasi segnale positivo, qualsiasi segno di inversione di tendenza, qualsiasi indicazione positiva, qualsiasi cosa che possa rimettere in moto il motore di qualsiasi sistema umano … la speranza !

    Invece sembra quasi a coro diretto da un maestro di cappella si stia mettendo una pietra tombale sulla speranza sempre dicendo che è sempre e solo illusione.

    I problemi ci sono sono tanti e gravi ma questo non aiuta.

    Il malato ha bisogno di cure ma anche di un atteggiamento positivo di chi lo cura e lo segue , se il medico dice che non c’è nulla da fare e quando lo vede si mette sempre a scrollar la testa il malato non guarirà mai.

  5. FTSE MIB per ora non è d’accordo.

    +17% in un anno

  6. sakura@finanza,

    Mi pare che da tempo non valga più il binomio economia sana borsa altrettanto…
    Anzi, è proprio la liquidità iniettata nei circuiti finanziari (e sottratta all’economia reale) che viene adoperata per fini speculativi e non per la reale crescita dell’economia.

    Quello che mi fa veramente ridere è lo strappo finale, il cosiddetto rally di Natale, che tutti gli anni riesce a far sentire più ricco chi possiede titoli azionari…
    Mi vien da ridere perchè immancabilmente segue un calo, ma il fisco italiano al 31/12 scatta la fotografia che certifica una ricchezza maggiore (pensa all’ISEE) e ti tosta maggiormente l’anno dopo…

    Venghino siore e siori, venghinoooooo… non c’è trucco non c’è inganno… rien ne va plus!! faites votre jeux!!

  7. ilcuculo@finanza,

    Purtroppo non è così. IO cerco solo di dire le cose come le vedo: rispetto ad altre crisi cicliche questa volta è MOLTO diverso. Ma la gente e la politica non se ne rende conto.
    Volete che me ne esca dicendo: “Tranquilli, stiamo migliorando, andrà tutto bene!” ?
    Se lo faccio …allora spiegatemi perchè tenere un blog. E ahimè i dati che ho pubblicato credo mi diano ragione.
    Forse non si è ancora capito che il momento è topico, la crisi epocale e occorre intervenire subito ed in modo FORTE e CONCRETO.
    E vuoi sapere il problema qual’è? E’ di tipo economico?
    NON solo! Questa crisi la si risolve partendo dalla POLITICA: QUESTO LO DEVONO CAPIRE TUTTI.
    E c on politica intendo ITALIA ed EUROPA. Sennò non si va da nessuna parte.

  8. Per la cronaca, Draziz che conosco di persona è un’imprenditore e credo abbia capito abbastanza bene come stanno le cose, e non solo grazie a I&M, lui la crisi la vive sul campo…

  9. sakura@finanza,

    Vero, miglior borsa da inizio anno conn…chi??? La Spagna.
    Back to the risk,
    Risk on.
    chiamatelo come volete.
    E il post che ho scritto sui prezzi dei bond periferici fa “paio” con questo discorso.
    Sia ben chiaro, è solo la mia opinione!

  10. Chiudo con questi Tweet di stamattina… Lascio a voi i commenti…
    Ora shopping con la moglie (supermercato), devo far girare l’economia!!! :mrgreen:

    La fonte è Bankitalia. Manca evidentemente anche l’appoggio del mondo bancario…

  11. alfio200 scrive:

    I nostri politici obbediscono agli ordini dei padroni americani. E’ evidente che per quanto imbecilli e incapaci, non possono essere così imbecilli e incapaci da non vedere le conseguenze del loro agire.

    Lo scopo è gettare l’Italia nel caos totale in chiave anti euro.

    Non sarà solo default ma sommosse nelle strade e magari una specie di guerra civile totale: autonomi-dipendenti, Nord-Sud, pensionati in pensione-futuri pensionati (con un tozzo di pane), italiani-extracomunitari, extracomunitari-extracomunitari (marocchini contro tunisini o altro), bande di delinquenti che scorrazzeranno a destra e a manca forti della carenza e della disorganizzazione delle forze dell’ordine, etc.

    E, naturalmente i media diranno che è colpa dell’euro e della Merkel…
    -

  12. ciao, vorrei proporre anch’io un modo differente di analizzare la situazione.
    dice DT che “La verità è che quest’Italia sta andando A FONDO se non si interviene”. Ed è quello che, con dati alla mano, stanno dicendo da un po’ tutti i blog economici seri indipendenti. E quello che dite è che la politica non è all’altezza della situazione. Vorrei chiedervi di interpretare la situazione per come potrebbe essere se la politica oggi fosse perfettamente all’altezza. Se, cioè, si stesse verificando il caso che ci stanno portando esattamente dove vogliono che andiamo, e con grande abilità, perché io credo che le cose stiano così. Purtroppo non riesco a farmi un quadro dello scenario complessivo, ma penso che potrebbe servire molto essere capaci di ipotizzarlo.

  13. Danilo DT,

    http://intermarketandmore.finanza.com/italia-come-mongolia-zambia-bolivia-51263.html Ciao Danilo te lo ricordi ? allora nemmeno 13 mesi fa scrivevi : Cavolo, mi sembrava una provocazione abbastanza esagerata ma vedo invece che è stata presa ben sul serio…
    Chissà tra 30 anni chi è messo peggio, tra i quattro… Penso non ci siano più dubbi…. purtroppo.

  14. alfio200 scrive:

    “La verità è che quest’Italia sta andando A FONDO se non si interviene”.

    Questo è l’errore di base. L’ITALIA E’ GIA’ ANDATA A FONDO e da BEN PRIMA dell’euro. Danilo è un ottimo analista finanziario ed economico, ma è un po’ superficiale per quel che riguarda “lo scacchiere internazionale”.

    La sostituzione del dollaro come valuta di scambio internazionale segnerebbe la fine degli USA. Ma senza euro (moneta unica europea) non si potrà mai sostituire il dollaro con un paniere di monete.

    Qual è lo Stato più debole, corrotto e controllato dagli USA? Appunto l’Italia. Quanto ho sopra descritto, non è iniziato con l’euro, ma da più di vent’anni (mani pulite). Gli americano pagano fior di milioni (decine, centinaia) di dollari per mantenere think thank che elaborino simili strategie.

    Sai come si dice? Avere una copertina dell’Economist con recensione negativa equivale a una condanna a morte. Chi sono gli italiani che hanno avuto una simile copertina? Mattei, Craxi e Berlusconi. Cosa avevano in comune? Erano tutti e tre antiamericani.

    Eugenio Benetazzo ha detto in una conferenza qui a Genova: “C’è una guerra tra euro e dollaro e se guardo il tabellone del Risiko gli americani sono in vantaggio”.

  15. alfio200 scrive:

    Lo so che l’Economist è inglese, ma sempre di capitalismo anglosassone (legato a filo doppio) si tratta.

  16. tony scott scrive:

    alfio200@finanza,

    no, non sono d’accordo.
    I guai dell’Italia sono iniziati proprio quanto gli Usa hanno deciso di lasciare il governo dell’Italia agli italiani, senza più controllarlo tramite la DC…
    più o meno con il disgelo della guerra freddo e la caduta del muro di Berlino.