ITALIA: il BTP non fa paura. Per ora

Scritto il alle 11:56 da Danilo DT

Btp-debito-pubblico

Qualche tempo fa, vi ho presentato un indicatore che ha come obiettivo, quello di misurare la rischiosità percepita dal mercato sul nostro debito pubblico. Un indicatore che il sottoscritto ha creato e battezza come “Italian Risk Indicator”. Poi un bel giorno, questo indicatore non ve l’ho presentato più. Forse era una bufala e non funzionava bene? In realtà l’Italian Risk Indicator funziona fin troppo bene, solo che negli ultimi mesi i risultati dello stesso sono stati influenzati (come buona parte del mercato) dagli effetti della politica monetaria di Mario Draghi. Il QE ha drogato il mercato e quindi…anche i risultati dell’Italian Risk Indicator.
Eccolo qui l’IRI, e come potete, si trova stabilmente SOTTO la linea di pericolo che ho stabilito in area 3.

Italian Risk Indicator

iri-italian-risk-indicator-2016

Non quindi un caso che il nostro BTp tenga bene i prezzi e sui mercati non ci sia la minima percezione di rischio, al momento, in quanto la BCE continua a rilasciare la sua “polizza assicurativa” che vale 80 miliardi di acquisti al mese.
Poi per carità, è vero che la Banca centrale europea ha deciso di non fornire indicazioni su un eventuale allungamento o potenziamento delle operazioni di easing quantitativo, il cui termine è previsto per marzo. Ma difficilmente la BCE potrà permettersi di far finire improvvisamente la sua protezione a marzo del prossimo anno.

Intanto non si escludono altre iniziative della BCE, come la possibilità di rimuovere gli attuali limiti del 33% per singola emissione e del 30% per singolo Paese emittente, oppure di ignorare la regola che prevede di acquistare titoli di stato in rigorosa proporzione al cosiddetto “capital key”, ovvero al peso di ogni paese sul capitale della Bce. Tutte iniziative che porterebbero benefici soprattutto al nostro debito pubblico, anche se poi alla fine…il valore dei BTP aumenta, i tassi che lo Stato deve pagare sulle emissioni sono sempre più bassi, ma l’ammontare del debito pubblico continua a salire, salire, salire…
Occhio però a dare tutto per scontato. Non credo che Weidmann e frau Merkel facciamo salti di gioia al verificarsi di tali ipotesi.

Ma quindi che potrebbe succedere per portare ulteriori benefici ai nostri BTP a livelli di prezzo? Un ulteriore aumento degli acquisti della BCE? Non cambierebbe le cose, perché occorrerebbe cambiare i limiti sopraesposti.

E quindi? C’è sempre la polizza assicurativa da 80 miliardi al mese, che resterà in piedi fino a marzo 2017. E poi chissà, molto probabile un allungamento ma…se poi così non fosse?
E comunque, se anche arrivasse la proroga, i nostri BTP hanno ancora margini di crescita? A dire il vero gli spazi sono limitatissimi e per certi versi sembra chiaro che la BCE abbia finito le munizioni che possono essere efficaci e soprattutto condivise con tutti i membri del board. E non è un caso che Draghi stia martellando come non mai sulle riforme strutturali e fiscali. Perché sono necessarie altrimenti…il giochino salta.

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E l’Italia, ne parliamo spesso, resta l’anello debole della catena. Lo era, e lo sarà casa la sua debolezza strutturale. Non cresciamo, non abbiamo margini di manovra, la stessa politica fiscale trova difficoltà di applicazione e di efficacia in questo contesto. E allora? A conti fatti non resta che la “polizza assicurativa”. Appena ci saranno notizie certe sulla sua scadenza definitiva, sarà non un campanello d’allarme ma un coprifuoco o un “si salvi chi può”. Capirete perché.

STAY TUNED!

Danilo DT

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1 commento Commenta
Lukas
Scritto il 26 settembre 2016 at 15:05

Caro Danilo hanno solo cambiato bersaglio……non potendo attaccare i BTP protetti dalla BCE…..attaccano le quotazioni delle nostre banche che detengono una gran massa di BTP in portafoglio.

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