Italia: esame del rating in corso

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Top of the blog: il meglio della settimana e un commento sul rischio downgrading del Bel Paese.

E’ stata una che ha visto in primo piano il problema al momento irrisolto dello “Shutdown”. Un paese che si è visto con il licenziamento in tronco di 800.000 persone e circa 1.000.000 teste senza stipendio. Il paese di cui sto parlando non è un paese in via di sviluppo, ma sono gli USA.
E di questo argomento abbiamo parlato ampiamente nel blog.
Ma è anche stata la settimana di Silvio Berlusconi, della crisi del Governo e del nuovo inciucio che ha rattoppato tutto.
La situazione resta assolutamente instabile. E come sempre accade in questi casi, le società di rating, come degli avvoltoi, sono pronte a divorare l’Italia con l’ennesimo downgrading.
Ma occorre dire che per una serie di motivi, sarebbe meglio evitare un nuovo downgrade, per non ritrovarsi poi con l’ennesimo aumento di volatilità sul nostro debito e non solo su quello. Ma per evitarlo occorre convincere il mercato che l’Italia è sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi di bilancio. Abbiamo fatto di tutto per farci notare dal tutto il mondo per l’indecorosa incapacità politica della nostra classe dirigente. Ora dobbiamo provare a convincere il mondo che l’Italia è sulla strada giusta. Ma giusta per andare dove? Al momento mancano ancora troppi tasselli al puzzle e non si riesce nemmeno ad intravvedere un’immagine sfocata della ripresa.

La crisi politica mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi di bilancio dell’Italia. Questo l’ammonimento di Fitch. In una nota l’agenzia di rating sottolinea che «la potenziale caduta del Governo di coalizione mette a rischio i target di politica fiscale a breve e medio termine e crea incertezza in un periodo cruciale in cui dovrebbe essere finalizzata la legge di stabilità 2014».

L’agenzia sottolinea che «una prolungata incertezza sulle politiche economiche e fiscali, una minore fiducia sul fatto che il rapporto debito/pil calerà a partire dal 2014 e il mancato rispetto del vincolo costituzione del pareggio di bilancio sono «potenziali fattori scatenanti» per una riduzione del rating dell’Italia, ora a ‘BBB+’ con Outlook negativo. Il merito di credito dell’Italia – prosegue Fitch – è basato sulla traiettoria fiscale a medio termine del Programma di Stabilità, sul rispetto della regola costituzionale del pareggio di bilancio e del Patto di Stabilità e Crescita.

I rating riflettono anche l’opinione di Fitch che l’Italia continuerà ad aver accesso ai mercati per finanziarsi e, in caso di necessità, verrebbe richiesto ed ottenuto l’intervento della Ue per evitare tensioni sulla liquidità sovrana. Tuttavia, se la crisi politica impedirà di presentare il budget 2014 alla Commissione Europea il 15 ottobre o se l’Italia non sarà capace di rispettare i vincoli del Patto di Stabilità e Crescita, allora -conclude Fitch – potrebbe essere meno probabile un sostegno da parte della Ue, in considerazione delle condizioni che sono previste per la concessione di tale sostegno. (Source)

Grazie Export!

I conti sono in miglioramento? Si, qualcosa si sta muovendo, grazie però alle esportazioni. Vale a dire che “sfruttiamo” la ripresa degli altri per vendere un po’ di più all’estero. Ma i consumi interni sono sempre peggio. E poi il cross EUR USD a 1.36 di certo non aiuta.
La strada da fare è ancora lunghissima ma bisogna cercare SUBITO di far capire al mercato che si vuole quantomeno cercare di prenderla. Altrimenti sarà un gioco da ragazzi per società di rating, mercato ed investitori affossarci, scatenando un “effetto domino” che peggiorerà ulteriormente ed inesorabilmente la situazione.

Ma ora vi lascio il meglio della settimana. Condividetelo sui vari social network. Diffondete la voce della finanza indipendente!

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Commenti (n° 1)Commenta

  1. Export calerà sempre più per via delle aziende che delocalizzano o adirittura si trasferiscono interamente all’estero.

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