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ITALIA e Scandalo DERIVATI: buco di 8 miliardi di Euro

Scritto il alle 08:57 da Danilo DT

Si tratta di contratti in scadenza stipulati negli anni ’90 per poter entrare artificiosamente nell’Euro

State pur certi che quando si inizia a sentire la paura e le tendenze iniziano a scricchiolare, ecco che a pioggia tutte le news negative più inattese vengono fuori: Questa volta la news arriva da Londra e dal prestigioso giornale finanziario Financial Times il quale ci ricorda che l’Italia aveva fatto nel 1990 una serie di derivati, proprio per poter entrare nell’Euro, contratti che sono in via di scadenza.
Il FT cita proprio un documento della Corte dei Conti che risale proprio a quel periodo che confermerebbe quanto detto.

La cosa curiosa che allora l’attuale presidente della BCE, Mario Draghi, era il direttore generale del Tesoro Italiano.
La perdita che dovrebbe colpirci è pari a 8 miliardi di euro, una cifra “monstre” che ovviamente tuona nel palazzo del potere, dove si stanno facendo i conti per poter capire come rinviare il pagamento dell’IVA.

Il rapporto – mette in evidenza il Financial Times – si riferisce solo alle «transazioni e all’esposizione sul debito nella prima metà del 2012, inclusa la ristrutturazione di otto contratti derivati con banche straniere dal valore nozionale di 31,7 miliardi di euro. Il rapporto lascia fuori dettagli cruciali e non fornisce una quadro completo delle perdite potenziali dell’Italia. Ma gli esperti che lo hanno esaminato – aggiunge il Financial Times – hanno detto che la ristrutturazione ha consentito al Tesoro di scaglionare i pagamenti dovuti alle banche straniere su un periodo più lungo ma, in alcuni casi, a termini più svantaggiosi per l’Italia».

The report does not specify the potential losses Italy faces on the restructured contracts. But three independent experts consulted by the FT calculated the losses based on market prices on June 20 and concluded the Treasury was facing a potential loss at that moment of about €8bn, a surprisingly high figure based on a notional value of €31.7bn.

Italy does not disclose its total potential exposure to its derivatives trades. The experts contacted by the FT, who declined to be named, noted that the report revealed just a six-month snapshot on a limited number of restructured contracts.

Early last year Italy was prompted to reveal by regulatory filings made by Morgan Stanley that it had paid the US investment bank €2.57bn after the bank exercised a break clause on derivatives contracts involving interest rate swaps and swap options agreed with Italy in 1994.

An official report presented to parliament in March 2012 found that Morgan Stanley was the only counterparty to have such a break clause with Italy and disclosed, for the first time, that the Treasury held derivatives contracts to hedge some €160bn of debt, almost 10 per cent of state bonds in circulation.

The Bloomberg News agency calculated at the time, based on regulatory filings, that Italy had lost more than $31bn on its derivatives at then market values.

Non vengono nominate banche, non vengono forniti ulteriori dettagli. Ma è chiaro che quei contratti derivati sono figli di un aggiustamento voluto, come detto , per poter entrare artificiosamente nell’Euro quando non si avevano i numeri necessari. Nel 1995 l’Italia aveva un deficit di bilancio del 7,7%. Nel 1998, l’anno cruciale per l’approvazione del suo ingresso nell’euro, il deficit si era ridotto al 2,7%.
Ovviamente bocche cucite nei ministeri e alla Corte dei Conti. Certo è che abbiamo a che fare con l’ennesima voragine in un sistema finanziario già palesemente debole, con la benedizione di un sistema politico incompetente (da sempre) e un pool di banche d’affari che ovviamente, non si fanno certo problemi di etica.

Dopo l’asta di ieri, non certo entusiasmante, sarà interessante vedere oggi come si comporterà lo spread BTP Bund

STAY TUNED!

DT

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idleproc

Non dovrebbero essere dati pubblici?
Riguardano lo stato o le regioni?
Si spiegherebbero molte cose…
Un’entrata nell’euro salvacasta e allargacasta.

Scritto il 26 giugno 2013 at 09:15
marcooooo

a me farmi giudicare da quotidiani esteri comincia a darmi fastidio…che la city guardi ai conti propri…la city è regina e creatrice di derivati…

Scritto il 26 giugno 2013 at 09:21
idleproc

marcooooo@finanzaonline,

Vero. Nessuno però ti obbliga… visto che nel tempo l’esposizione coi derivati ha riguardato regioni e comuni, non so le provincie… la direttiva può essere stata solo politica e “bipartisan”.

Scritto il 26 giugno 2013 at 09:29
Vincent Vega

l’anno scorso volevano tassare i derivati senza sottostante, mi sembra coerente con la nostra classe dirigente; anzi vista l’assenza di un margin call, il loss è ancora piccolino

Scritto il 26 giugno 2013 at 09:36
roirei

financial times prestigioso? Da quando?

Scritto il 26 giugno 2013 at 09:49

roirei@finanza,

Beh, diciamo almeno che a livello globale è una delle principali testate finanziarie.
Poi siamo d’accordo sul fatto che il FT non ci sia sicuramente amico.
Inoltre, incuriosisce il fatto che, come ho accennato nel post, quando inizia a piovere, c’è chi fa il possibile per far arrivare l’alluvione.
Che ci siano degli interessi sotto? Che sia tutto voluto e pilotato? E come mai questa cosa non è uscita fuori prima quando tutto andava bene sui mercati? Certo, la scandea è ora e non allora, però il dubbio rimane.
Un motivo in più per pensare che i MEDIA sono strumenti politicizzati, usati anche per far valangate di soldi, grazie all’immizzioni di notizie “all’occorrenza” (non so se mi sono spiegato…)

Scritto il 26 giugno 2013 at 10:00
idleproc

…in effetti DT:

“Is austerity mortally wounded? What can turn the situation?

Austerity during a debt-deflation-banking crisis is utterly self-defeating. The answer to your second question is: Italy’s collapse”

http://yanisvaroufakis.eu/2013/06/25/qa-on-greece-portugal-and-ireland-june-25th-2013/

Scritto il 26 giugno 2013 at 10:09
roirei

Dream Theater,

Siamo d’accordo non capisco repubblica però, ha dichiarato guerra al governo letta?
Vedremo sarà un’estate interessante.

Scritto il 26 giugno 2013 at 10:33
john_ludd

Buona parte di quanto è accaduto/accade/accadrà è strettamente legato allo stato di salute del sistema bancario che è il monopolista della creazione del denaro (solo il 5% circa non è credito). Questo post racconta come le banche siano sottoposte a uno stress estremo sul fronte dei ricavi e dei guadagni sul canale tradizionale al quale evidentemente tentano di sopperire sul canale “creativo” che non creando alcunché di reale, si limite a generare poste contabili che non possono essere liquidate pena il collasso sistemico. Devono quindi continuamente mungere l’economia reale per attingere almeno gli interessi (e i lauti compensi). Il post è relativo alla banche USA ed è quindi doveroso raccontare che la situazione delle banche europee è generalmente assai peggiore. Siamo ormai in piena guerra, il sistema finanziario combatte l’ultima battaglia per la propria sopravvivenza; ora è apertamente contro le nazioni e contro i popoli e persino contro alcune banche centrali. L’esito determinerà molto di più che lo stato dell’economia nei prossimi decenni.

http://www.financialiceberg.com/us_banks_margin_under_pressure.html

cross posted su iceberg finanza

Scritto il 26 giugno 2013 at 10:37
Vincent Vega

la news sembra vecchia di 1 anno

http://www.linkiesta.it/derivati-tesoro-banche-italia-morgan-stanley#ixzz2XJC372sf

Scritto il 26 giugno 2013 at 10:50
idleproc

Condivido in toto le valutazioni di John.
Sarà sempre più difficile anche capire e prevedere le dinamiche in quanto il soggetto “politico” sui vari fronti interverrà con più forza viste le ipotizzabili instabilità sociali.

Scritto il 26 giugno 2013 at 11:06
idleproc

roirei@finanza,

Penso che puntino ad un “governo” monocolore + Monti + transfughi M5S + varie eventuali, sostenuto dall’europa e dal PdR, hanno anche le presidenze delle due camere.
In fondo era l’idea iniziale ma non hanno avuto la maggioranza.
E’ una strada pericolosetta…

Scritto il 26 giugno 2013 at 11:12
idleproc

Era per DT.

Scritto il 26 giugno 2013 at 11:12
john_ludd

idleproc@finanza,

Vedo che leggi le opinione di Yannis. Il post che è hai linkato risponde alla domanda “che cosa può cambiare tutto questo ?” e sottoscrivo in pieno. Penso avverrà entro 12 mesi, l’Italia non è il suo ceto politico e chi ascolta il ventre del paese comprende che la situazione è intenibile. Il primo che muove un passo in una certa direzione si trascinerà dietro tutti gli altri.

Scritto il 26 giugno 2013 at 11:15
john_ludd

idleproc@finanza,

non hanno i numeri. Il PD è oggi 3 o 4 partiti e non uno solo. Fanno estrema fatica a sostenere Letta, non sosterranno nessuno di diverso e preferiranno andare a elezioni. Mi appare del tutto evidente che personaggi come Fassina abbiano compreso la situazione ma per ora opportunisticamente o vigliaccamente non vogliano quadrare il cerchio. 12 mesi al massimo.

Scritto il 26 giugno 2013 at 11:18
idleproc

john_ludd@finanza,

Penso tu abbia ragione sulle divisioni interne ma se vanno alle elezioni rischiano di finire in pezzi…
Effettivamente non lo so…

Scritto il 26 giugno 2013 at 11:47
john_ludd

idleproc@finanza,

nessuna coalizione avrebbe i numeri per governare
l’attuale coalizione eterogenea non è d’accordo neppure su quale giorno della settimana è oggi
il PD è diviso al suo interno in almeno 3 fazioni
c’è assoluta necessità di un governo stabile e deciso per più di una legislatura
perché i problemi sono di natura sistemica
invece non governa nessuno
il sistema finanziario richiede altri soldi perché è insolvente
ma fa la voce grossa e usa l’unica arma che ha: la paura
ma non si può cavare sangue a un moribondo
lo sconforto e la sfiducia dilagano nella gente
i potenti hanno sempre più paura e si mostrano privi di lucidità
si spaccano al loro interno
l’FMI si sta smarcando
a Bruxelles tutto viene rimandato
regna di fatto il caos
da 1 anno è tutto rimandato in attesa delle salvifiche elezioni tedesche
che non risolveranno nulla
un continente in preda a una spirale di follia auto depressiva
il PIL italiano cala del 2% l’anno, il debito aumenta del 4% il rapporto debito/PIL del 7%
il risparmio privato viene annichilito a velocità supersonica
USA e Cina sono catturati da crisi interne di pari gravità
si respira un clima da guerra fredda come non accadeva dagli anni 80
QUINDI ?
in realtà la domanda giusta è QUANDO ?

oggi la borsa fa +1,3% gioite e ballate !

Scritto il 26 giugno 2013 at 12:20
paolo41

john_ludd@finanza,

concordo in tutto e in particolare sul fatto che le elezioni tedesche non risolveranno nulla.
Quello che fa spavento è proprio l’impressione che siamo in una fase dove tutti sono contro tutti e manca la volontà di cercare una qualsiasi soluzione.
Storicamente situazioni del genere sono sfociate in grosse rivolte e/o scombussolamenti sociali.

Scritto il 26 giugno 2013 at 13:01
ihavenodream

Sono tutte cose note, i derivati sottoscritti dagli enti pubblici italiani sono roba di 10-15 anni fa almeno, io avevo un amico a quell’epoca ke faceva la spola ogni settimana da Londra x parlare coi vari amministratori locali, peraltro ci sono varie inchieste in corso o terminate…per esempio in Puglia dove abito il mitico rocco palese, già candidato alla presidenza della Regione Puglia, all’epoca firmò un mega prodotto finanziario con una nota banca…interrogato dal magistrato candidamente rispose 3-4 anni fa: si c’è la mia firma, ma io non ci capivo nulla, manco lo so l’inglese…la situazione politica italiana è ininfluente, in parlamento ci possono essere anke topo Gigio e i muppet, sono solo tanti figuranti strapagati, alla fine si farà quel ke si deve fare, attraverso decreti legge…le elezioni in Italia sono pura ipocrisia, sarebbe meglio abolirle…tanto tutto si fa in violazione di costituzione e in deroga a norme e regolamenti…i dibattiti su Iva, Imu e anke sui derivati sono solo un pretesto x evitare di parlare di problemi veri, perke’ affrontare i nodi può far perdere consensi e compromettere carriere politike, invece è più facile fare le cose in emergenza a malincuore e sotto costrizione, il politico ha più chances di sopravvivere così…i nodi sono in primis tagliare il bilancio del 20%, il ke significa 150-200 miliardi all’anno…altro ke imu e derivati…ciò ke succederà sarà la richiesta di attivazione dell’ omt…lo farà kiunque si troverà a palazzo Chigi in quel momento, e se no lo chiederà il presidente della repubblica o ki per lui, a quel punto si vedrà cosa chiederà draghi in cambio e cosa diranno i tedeschi…dopo questi avvenimenti potremo dare dei giudizi ponderati, prima di allora sono solo chiacchiere da bar…

Scritto il 26 giugno 2013 at 14:23

Roma, 26 giu. – (Adnkronos/Ign) – Non esiste alcun pericolo per i conti dello Stato. Lo afferma in una nota il Tesoro “in merito alle illazioni avanzate da alcune testate” sul rischio di perdite fino a 8,1 miliardi di euro sui contratti derivati stipulati negli anni Novanta in vista dell’ingresso del nostro paese nell’Eurozona. La vicenda, riportata oggi da Repubblica e Financial Times, citando un documento del Tesoro trasmesso alla Corte dei Conti, riguarda la ‘gestione delle passività’ su un totale di contratti da 31,7 miliardi di euro e – in base ai calcoli di esperti indipendenti sui prezzi attuali – esporrebbe il nostro paese a una perdita potenziale di 8.100 milioni di euro.

Scritto il 26 giugno 2013 at 15:26
ihavenodream

Dream Theater,

In effetti 8 miliardi una tantum su una spesa pubblica annuale di oltre 800 ke pericolo rappresenta x i conti dello stato? Il punto è ke fin quando sarà questa la spesa pubblica i conti non torneranno mai…il debito aumenterà sempre se non si pareggia il bilancio e non si può pareggiare il bilancio se non si cresce…

Scritto il 26 giugno 2013 at 15:39
ilcuculo

paolo41,

oggi è difficile immaginare come possano evolvere gli eventi in caso di disordini.

In Grecia ci sono stati scioperi e proteste di ogni genere ma a vera violenza di piazza non si è arrivati.

Se si aprissero scenari terroristici sapremmo che sono certamente di mano governativa per giustificare metodi di controllo delle libertà personali e di controllo della popolazione.

Il problema è che il “nemico” non ha una faccia, non ha una sede, non ha una reale struttura.

A Luigi XVI potevi tagliare la testa, oggi a chi la tagli ?

Scritto il 26 giugno 2013 at 16:02
paolo41

personalmente la taglierei a fette di mortadella, metaforicamente, a chi ci ha fatto entrare nell’euro.. fra l’altro falsando i bilanci!!!!!

Scritto il 26 giugno 2013 at 17:23

Un salume a caso, eh? :mrgreen:

Scritto il 26 giugno 2013 at 19:10
ilcuculo

Dream Theater,
Non saprei, qui son tutti convinti che l’ euro sia la causa dei mali dell’Italia, non sono convinto. Certo avere in tasca una moneta forte e’ una responsabilita’ che si addice a gente seria , come evidentemente gli italiani non sono

Scritto il 26 giugno 2013 at 19:59
Lukas

ilcuculo@finanza,

Se non fossimo entrati nell’euro…..non avremmo goduto per oltre un decennio dei bassi tassi d’interesse sul nostro debito……ed avremmo dichiarato il default…..ben prima della Grecia.

Il problema è aver sprecato tutti questi anni……spacciando illusioni……e non risanando per nulla le nostre finanze pubbliche…….ed oggi tentano di far credere che l’euro sia all’origine di tutti i nostri mali.

Ma è solo un tentativo estremo e disperato di prolungare la loro sopravvivenza politica……ormai non hanno scampo……il loro tempo è già ampiamente scaduto:mrgreen:

Scritto il 26 giugno 2013 at 20:17
paolo41

Lukas,

mi meraviglio che quando Gaolin postava i suoi reports e concludeva che l’uscita dall’euro era la necessaria soluzione ( pur drastica e dura per un paio di anni) eravate tutti a fare complimenti per le acute analisi.
Non solo imprenditori come Gaolin hanno anticipato il trasferimento delle loro attività in altri paesi, ma l’emorrogia continua fra quelli che hanno deciso di salvare l’azienda…. mentre moltissimi stanno chiudendo!!!!
Certe volte mi domando se con tutte le informazioni che i vari blog forniscono e l’osservazione quotidiana dei fatti ….. vi sfugga la triste realtà.

Scritto il 27 giugno 2013 at 08:58
Lukas

paolo41,

E’ da vedere a chi sfugga ” la triste realtà “…….cmq per me il problema è esattamente l’inverso….ossia non che l’Italia esca dall’euro…..ma che le best pratices amministrative europee…trovino finalmente cittadinanza nel nostro sgangherato Paese.

Scritto il 27 giugno 2013 at 10:18
paolo41

non si può togliere la speranza alla gente, sarebbe un disastro totale.
Qui confondiamo la gestione dello stato ( che non c’è MAI stata) e la gestione del’economia reale che è sempre stata in mano alle imprese e ai sindacati. Lo Stato, fino all’entrata nell’EU interveniva solo per fare “regali” alle imprese (la Fiat ha costruito con tali finanziamenti interi stabilimenti), ma non c’è mai stato un piano industriale che dir si voglia coordinato a livello governativo. L’unico “stato” che ha funzionato in Italia è stato quello della criminalità organizzata, peraltro scarsamente combattuta dalle istituzion.
Sembra un paradosso ma negli ultimi quindici anni si è generata da darte delle istituzioni, invece, un’azione continua per creare difficoltà all’industria e, in aggiunta abbiamo dovuto subire, in parecchi settori industriali, le angherie e gli interessi dei paesi del centro e nord-europa. Molti di voi guardano la situazione attuale solo dal punto finanziario e trascurate il fatto che con tutte le non-azioni che si sono susseguite abbiamo raso al suolo l’economia reale della nostra industria, con scarse “speranze” di ripresa. E se aspettate che sia l’Europa a tirarci fuori dal guamo, credo che sia una pia illusione.

Scritto il 27 giugno 2013 at 11:03
Lukas

paolo41,

AFFERMI TRA L’ALTRO CHE : ” Sembra un paradosso ma negli ultimi quindici anni si è generata da darte delle istituzioni un’azione continua per creare difficoltà all’industria ”

Al riguardo, faccio sommessamente osservare che in 10 degli ultimi 15 anni le Istituzioni sono state governate da uno dei maggiori rappresentanti dell’industria italiana………allora delle due l’una….o gli industriali sono degli auto-lesionisti……o vuoi forse sostenere che lo sconquasso si è verificato nei restanti 5 anni ?:mrgreen:

Scritto il 27 giugno 2013 at 11:27
paolo41

Lukas,

non faccio distinzioni fra i vari governi (pensa solo a chi ha introdotto l’Irap), sono stati tutti indistintamente insufficienti, hanno pensato solo a fare investimenti sbagliati ( spesso per specularci sopra) e a gonfiare le spese delle strutture statali. Si parla spesso di provincie ma l’aumento delle spese è maggiormente imputabile alla incapacità e spensieratezza dei governatori regionali, per non parlare delle ormai stomachevoli discussioni sulle retribuzioni dei parlamentari.Per favore, chiudiamo la discussione che è penosa…

Scritto il 27 giugno 2013 at 11:49
Lukas

paolo41,

Concordo davvero penosa……ah i governatori regionali…..tutti responsabili……SOLO UNO…….NON E’ RESPONSABILE…….e NON PUO’ ESSERE GIUDICATO…….NEMMENO DALLA MAGISTRATURA ORDINARIA.

Sai l’altro giorno in spiaggia c’erano dei tedeschi……ed appena Noi Italioti….abbiamo cominciato a commentare i festini dell’ex premier…….si sono fatti un sacco di risate…..tanto che per approfondire l’argomento ci hanno addirittura invitato con loro a pranzo……altro che euro !!!!

Scritto il 27 giugno 2013 at 12:16
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