ITALIA: è giunto il tempo di cambiare

Scritto il alle 11:29 da Danilo DT

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Demografia e mercato del lavoro sono gli elementi che meglio testimoniano le problematiche strutturali del nostro paese. E’ in gioco il nostro futuro. Occorre intervenire prima che sia troppo tardi. Anche se forse già ora è MOLTO tardi, ma qualcosa si può ancora fare….

Eccolo qui, l’annuario ISTAT, il documento che fa un’istantanea al nostro Bel Paese. E’ sempre interessante darci una lettura, anche per renderci conto dove viviamo, dando una rapida visione al documento di Sintesi. 
I dati a disposizione dell’utente sono veramente tanti. Interessantissima l’infografica ed i documenti che troverete CLICCANDO QUI. 
Io però voglio focalizzarmi ancora una volta su alcuni dati che considero molto importanti sopratutto per valutare le potenzialità di crescita ed il reale stato di salute dell’Italia.

DEMOGRAFIA e LAVORO

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Al 31 dicembre 2015 la popolazione residente in Italia è di 60.665.551 persone, oltre 130 mila in meno rispetto all’ inizio dell’anno. Nel 2015 la differenza fra le nascite e le morti si conferma negativa (-95.768 nel 2014 e -161.791 nel 2015), mentre le iscrizioni anagrafiche riescono solo in minima parte a contenere il declino, il saldo con le cancellazioni, infatti, è positivo, ma di lieve entità (+31.730).
Il calo riguarda la popolazione di cittadinanza italiana (-141.777), al contrario quella straniera aumenta di 11.716 unità. (ISTAT) 

E’ evidente che la popolazione sta scendendo, meno nascite, meno forza lavoro, popolazione che invecchia. Non un bel biglietto da visita per un paese già in grossa difficoltà e con un welfare sempre più pesante. E con un debito pubblico progressivamente in crescita costante.
Però attenzione, andiamo a vedere la partecipazione al mercato del lavoro della popolazione residente. I dati di questa infografica presa dal report ISTAT  e mettono a nudo una drammatica realtà.
Su una popolazione di oltre 60 milioni di persone, solo il 37% lavora, quindi circa 22 milioni, e questi 22 milioni sono quelli che devono generare il polmone di denaro necessario per pagare debito, pensioni, interessi, costi pubblici.

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Quindi popolazione che invecchia e malgrado questo…meno occupazione.
Forse adesso vi è chiaro perchè continuo a ripetervi che in Italia ci sono dei problemi strutturali che vanno oltre alla semplice esigenza di avere un PIL con segno positivo. Bisogna cercare di CREARE un futuro al nostro paese. E il futuro deve per forza di cose passare tramite un grafico (qui soopra illustrato) che cambia fisionomia. E per cambiare bisogna avere il coraggio di “cambiare” sul serio.
Buon anno a tutti.

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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6 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 30 dicembre 2016 at 14:34

bel post Dream.

Parlare di soluzioni è a dir troppo ottimistico, però si possono fare considerazioni:
1) il costo sanitario che il ns paese deve sopportare per la popolazione più vecchia (es>80/85 anni) sono spropositate, parlo dei casi di accanimento terapeutico e l’utilizzo di costosi esami da parte dei medici con il solo scopo di pararsi il culo;
2) dal tuo grafico si evince che chi vive in ambienti più sani fa pure più figli (trentino alto adige e valle d’aosta, chissà perchè l’aria di montagna fa meglio della pianura padana?). Ma oltre a ciò queste regioni si sorreggono soprattutto grazie ad economie circolari, cooperative, aziende alimentari e ultramoderne
3) e’ ora di smerrela di prenderci in giro con sta fola del debito, lo si abbatte per decreto come in Usa e si parte con il finanziamento pubblico di tre macro progetti: acqua, energia e trasporti

Acqua: rifacimento struttura idrico per evitare sprechi e per meglio sfruttare i nostri bacini
Energia: sostenere la transizione verso le rinnovabili soprattutto tramite l’eolico il fotovoltaico e le maree
Trasporti: quasi tutti i grossi centri italiani sono raggiunti da fiumi di media portata. Utilizzare i canali per il trasporto soprattutto di merci, alleggerendo la gomme e incentivando il treno elettrico.

Sembra tanto ma in realtà non è poi così tanto

Buon anno

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velunosa
Scritto il 30 dicembre 2016 at 22:36

Non possono certo fare il cambiamento tutti quei politicanti da strapazzo che si arricchiscono alle spalle del paese da parecchi anni. Quindi il cambiamento dovrebbe partire da qualche proposta di governo diversa. Ma ahimè non se ne vedono!

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Scritto il 30 dicembre 2016 at 23:07

gnu­tim@fi­nan­za,

Grazie e buon anno anche a te!

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perplessa
Scritto il 31 dicembre 2016 at 16:15

Questi fenomeni vanno anche inquadrati nel contesto mondiale. Che la gente smetta di fare figli è un fenomeno inevitabile oltre che auspicabile, visto che la crescita della popolazione umana nel suo complesso continua ad essere esponenziale e l’homo sapiens sta soffocando il pianeta. Che il fenomeno sia più pronunciato in Europa è conseguenza del fatto che l’alta densità della popolazione rende la vita stressante, oltre che il numero di figli è inversamente proporzionale al livello culturale raggiunto dalle popolazioni, come dimostra il fatto che il maggior numero di figli si fa in Africa, come accertato dall’ONU: http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/stilidivita/2013/06/13/Onu-popolazione-mondiale-11-mld-2100-800-mln-piu-_8867593.html
Vi è uno spreco di risorse a causa dell’accentramento della ricchezza , che rimane lì a giacere inutilizzata, e pure questo è un problema planetario:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/01/forbes-la-classifica-2016-dei-piu-ricchi-del-mondo-gates-loutsider-zuckerberg-e-gli-altri-paperoni/2510953/
Per esempio,secondo tale classifica la più ricca fra gli italiani, assai meno ricca di altri ultra miliardari stranieri, la Sig.a Ferrero conta un patrimonio di 22,1 miliardi di dollari, ovviamente assai superiori alla capacità di fruirne un godimento nel lusso più sfrenato da parte di qualsiasi individuo. Il terzo più ricco è un messicano, con circa un milione e mezzo di connazionali che vivono ancora nell’estrema povertà. C’è una montagna di ricchezza che non viene investita, infatti come noto si parla di Paperoni, come il personaggio raffigurato seduto su una montagna di monete.
Mi stavo chiedendo oggi quando, come e dove sia iniziato il processo del dominio di alcuni individui sugli altri, e sono andata a spizzicare in qua e in là studi antropologici in merito…ed è emerso di tutto. Persino studi sul matriarcato e il patriarcato e le relative organizzazioni sociali. Tutti argomenti che mi hanno affascinato. Penso sia inevitabile approfondendo il tema anche spaziare nella psicologia, siccome il mondo non è più lo stesso che ha originato il conflitto, dove, con la sopraffazione, gli umani dovevano spartirsi risorse basiche. Pare infatti che la sopraffazione sia diventata fine a se stessa.
Resta il fatto che occorrono soluzioni per porre fine allo squilibrio, anche quello di casa nostra.

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albertopletti@gmail.com
Scritto il 1 gennaio 2017 at 15:51

Per ciò che riguarda il fondamento del potere suggerisco un libro di Heinrich Popitz, “Fenomenologia del potere”: per me è stato piuttosto ostico, ma nel finale del testo ci sono alcuni casi concreti, alcuni esempi facili che aiutano a immaginare il sistema del potere nel suo formarsi (per es. quello dei posti a sedere limitati su una nave).
Buon anno.
per­ples­sa@fi­nan­za,

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perplessa
Scritto il 1 gennaio 2017 at 20:13

grazie, interessante anche questo, colgo l’occasione di fare gli auguri a tutti di buon anno

<a href="mailto:albertopletti@gmail.com">al­ber­to­plet­ti@​gmail.​com</a>@fi­nan­za,

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