ITALIA: ancora nuovo record debito. Ma fa paura il post QE

Scritto il alle 10:36 da Danilo DT

E basta! Sempre a parlar male del Bel Paese! Non è giusto, anche se in poche cose, ci sono delle eccellenze che ci distinguono nel mondo.
Tanto per cominciare una di queste ci vede sempre snocciolare nuovi record. E anche se non lo vogliamo, sotto quell’aspetto non facciamo che crescere, crescere, crescere sempre di più! Beh, cari amici, sto parlando del “triste” record del debito pubblico

(…)Nuovo record del debito pubblico italiano, che non arresta la sua corsa. A luglio ha toccato il tetto di 2.299 miliardi. Rispetto ai 2.281 di giugno, il progresso è stato di 18,6 miliardi pari a un incremento di 3,6 miliardi in media ogni mese.
In un anno, rispetto a luglio 2016, l’aumento è stato invece di 43,8 miliardi. Lo segnalano i numeri diffusi da Bankitalia nel documento “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”. (…) [MF] 

Ma non temete, stiamo già lavorando per aggiornare tale record!

(…) «Non faremo danni», dicono Gentiloni e Padoan: la bozza di Finanziaria per il 2018 vale più o meno 18 miliardi di euro, si concentra su alcune misure, e non potrà fare più deficit di quello già generosamente accordato dalla Commissione europea. (…) La manovra verrà finanziata per circa otto miliardi da nuovo deficit, dieci miliardi da nuove entrate e qualche (sempre limitato) taglio alla spesa. (…) [LaStampa

E dove sta il problema? Tanto l’anno prossimo cresceremo in modo sontuoso come anche quest’anno e quindi il rapporto debito PIL non potrà che migliorare no? E allora va tutto bene! Peccato che non ci rendiamo conto che tutto questo debito, oggi, ci costa anche pochissimo grazie alla protezione della BCE: ma se poi i tassi dovessero ripartire? E se poi il costo del debito tornasse alla normalità con un premio al rischio oggettivamente più corretto per la nazione italiana, con quindi uno spread sui Bund più generoso e rendimenti più corposi (con conseguente aumento del costo del debito per il Tesoro?).

Qualcosa non quadra, anche perché oggettivamente, uno scenario prima descritto diventerebbe pericoloso per il sistema e non solo per l’Italia. Ricordate? L’elefante nella stanza dei cristalli. Così è vista l’Italia nel mondo della finanza. E allora il “laissez faire” deve lasciare spazio ad un qualcosa di centralizzato che decida non solo per l’Italia ma per l’Europa in modo chiaro e trasparente.

Un esempio è la quantità di titoli di stato (e non solo) in pancia alla BCE, grazie ai copiosi (e non ancora terminati) acquisti effettuati con il QE Europeo. Che ne sarà di tutta questa carta? Sembra che l’intenzione sia quella di detenerli fino a scadenza senza poi rinnovarli. Una Exit strategy che però sarebbe di lungo periodo senza una vera guida. Ma pensare che il mercato se la beva così senza creare nel frattempo volatilità sul mercato obbligazionario è secondo me errato. Occorre fare di più. Si parla di un Super ministro delle Finanze. Si parla di un ESM che diventa Fondo Monetario Europeo. E forse questi bond potrebbero essere fusi nei nuovi Eurobond, mantenendo le proporzioni di partecipazione al capitale BCE (per non fare torti a nessuno).

Si parla di socializzazione del debito? Ebbene si. I tedeschi non lo accetterebbero mai? Sarà dura ma non vedo altra strada. Quale sarebbe l’effetto più importante? La stabilizzazione del mercato obbligazionario dell’Eurozona. Dite che è poco? Se ci pensate bene, forse, alla fine potrebbe stare bene anche alla Germania.

STAY TUNED!

Danilo DT

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3 commenti Commenta
draziz
Scritto il 20 settembre 2017 at 12:38

Visto che non si è persa l’occasione per riempirsi la bocca con i “mirabolanti” risultati dell’attuale (e passata) compagine di Governo, con cifre buttate in pasto al “gregge” già da Ferragosto e da lì in avanti un trionfo di PIL…, vogliamo ragionare su quali spese sono responsabili dell’aumento del debito pubblico visto che gli interessi per lo stesso sono stati abbondantemente ridotti?

DT avresti modo di trovare i dati relativi alla spesa pubblica, suddivisi per settori?

A quella precedente, già fuori controllo per alcune “spesucce” in costante odor di spreco, adesso si deve aggiungere quella per…l’accoglienza delle “risorse” che in futuro occuperanno posti di lavoro a scarsa remunerazione (necessaria deflazione salariale l’ha chiamata qualcuno…).
A prescindere dal fatto che per anni ci hanno rotto las pelotas con discorsi del tipo “automatizziamo tutto, passiamo al digitale, se fai un lavoro manuale devi morire perchè appartieni al passato” e via dicendo, adesso cos’è…? E’ tornato di moda il lavoro a basso valore aggiunto e soprattutto quello manuale?
Quindi si spendono soldi degli Italiani per riempire le tasche di pochi (con l’indotto generato dall’accoglienza…) e per avere un ritorno futuro a basso valore aggiunto e soprattutto a spese della collettività e a lucro di pochi?

Geniale…! Ma questi sono veramente laureati per pensare certe cose…o no?
Adesso sappiamo anche a chi ascrivere certi meriti.

Peccato che la generazione attuale andrà in pensione a 70 anni, dopo aver pagato contributi per oltre 40 anni ed il tutto deciso da chi se la sciala con vitalizi strappati dopo poco più di 4 anni…

Scusate…ma i manicomi li hanno chiusi o…hanno allargato le recinzioni?

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alplet
Scritto il 22 settembre 2017 at 09:13

Vado a memoria: il costo del debito pubblico al’Italia è all’incirca una settantina di miliardi (miliardo più, miliardo meno). Ma vi rendete conto di cosa si potrebbe fare se non avessimo il debito pubblico?

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alplet
Scritto il 22 settembre 2017 at 09:14

Vado a memoria: il costo del debito pubblico al’Italia è all’incirca una settantina di miliardi all’anno (miliardo più, miliardo meno). Ma vi rendete conto di cosa si potrebbe fare se non avessimo il debito pubblico?

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