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Investitori consapevoli in un mercato iperbullish

Scritto il alle 15:00 da Danilo DT

*** TIME IS GENTLEMAN ***

La storia insegna che il risparmiatore NON impara dalla storia

Non voglio diventare noioso e ripetitivo, però viste le richieste ricevute via email in merito al post  “RISK ON”  è necessario fare qualche precisazione.

Nel citato post parlavo di uno scenario che si avvicina molto a quanto si è visto nel 2007, nel periodo antecedente lo scandalo Lehman Brothers, dove (anche in quel caso) la percezione del rischio era veramente bassissima. Lo testimonia, come detto nel post, un VIX che solo OGGI è tornato a quei livelli. Riprendetevi il post e guardatevi anche gli altri interessanti grafici. Ma veniamo alla domanda che gli amici lettori mi hanno fatto via email: quindi… siamo prossimi ad un nuovo grande crollo?

Come dice giustamente John P. Hussman, “Impariamo dalla storia che noi NON impariamo dalla storia”. Secondo voi, quando ci sarà una correzione corpulenta, saremo avvertiti da “titoloni” sui giornali e da email di allerta delle principale case di investimento? Purtroppo non sarà così. Anzi, quasi magicamente tutto si autoalimenterà in uno scenario all’apparenza sempre più positivo.
E visto che quindi basta guadarsi indietro per vedere scenari che si ripetono quasi metodicamente (e poveri risparmiatori che restano castagnati) possiamo notare che quanto stiamo vivendo rappresenta un “deja vu”. E non me ne vogliano gli “Iper bullish”, anche perché io con questo post NON sto dicendo che domani o tra una settimana o tra un mese subiremo un crollo epocale. Se guardiamo qualche indicatore di sentiment, ad esempio, lo scenario è bullish ma non “super euforico”.

Questo significa che questa storia di successo può ancora continuare per un po’, finchè regge. E poi…cosa dobbiamo aspettarci? Impossibile dirlo a priori con matematica certezza. Posso solo raccontarvi che in passato, rally di queste dimensioni hanno portato a correzioni pari anche al 50% degli indici azionari. Si, avete capito bene, dimezzamento del loro valore. Ma è anche vero che in passato le banche centrali non erano affatto così intraprendenti.

Rovescio della medaglia: qual è lo spazio rialzista per i mercati azionari, oggi, con queste quotazioni?

Chi segue questo blog, ricorderà sicuramente quale “folle” crescita di utili scontano queste quotazioni. Livelli che io considero insostenibili. Sommando le cose, molto probabilmente la correzione non sarà così profonda, ma potrebbe pur sempre avvicinarsi ad un 30%. E scusate se è poco. Significherebbe un ritorno in area 1400 punti per lo SP500 (alla faccia di chi dice che non mi espongo). MA attenzione, ripeto, la correzione potrebbe anche tardare proprio a causa dell’intraprendenza delle banche centrali.

Inoltre…buttate un occhio a questo grafico e alla nota. Interessante direi…

Grafico SP 500 di lungo periodo

 

Quindi? Quindi l’investitore consapevole deve essere al corrente di tutto questo e meditare sullo stato di salute del mercato e dei potenziali rischi (non scontati oggi dai mercati) che potrebbero incorporare i suoi investimenti. A quel punto si deciderà se scendere ora, oppure attendere un po’ e cercare di cavalcare ancora il trend. Ma occhio: il rialzo è stato molto lungo e corposo; quindi la correzione potrebbe essere anche rapida e violenta. Ripeto, impossibile andare oltre nelle previsioni. L’importante è esserne consapevoli.

PS: ovviamente, essendo in un mercato unidirezionale (tutto sale…), il discorso non vale SOLO per l’equity.

Articolo pubblicato originariamente su Piano Inclinato

STAY TUNED!

Danilo DT

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gilles27

…oggi sei di cattivo umore! :mrgreen::mrgreen::mrgreen:

Danilo scrive:
“E scusate se è poco. Significherebbe un ritorno in area 1400 punti per lo SP500 (alla faccia di chi dice che non mi espongo). MA attenzione, ripeto, la correzione potrebbe ”

… JOHN_LUDD che ne sa una più del diavolo il 01/07/2013 scrisse:
“S&P 500 DEVE TORNARE QUOTA 1250,OVVERO IL LIVELLO DEL 2011″

…due indizi… fanno una prova!!! :mrgreen::mrgreen::mrgreen:

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Scritto il 10 giugno 2014 at 16:00

ATTENZIONE…
gilles27@finanza,
John Ludd (666, ovvero dove è sceso l’indice nel 2008) è il diavolo! :mrgreen::mrgreen::mrgreen:

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Scritto il 10 giugno 2014 at 16:04
ob1KnoB

http://www.marketwatch.com/story/3-reasons-why-the-dow-doesnt-deserve-to-be-at-17000-2014-06-10 utili banalita’

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Scritto il 10 giugno 2014 at 16:12
john_ludd

gilles27@finanza,

ho scritto queste stronzate ? non è la quota o il DEVE a essere una stronzata ma l’atto stesso di prevedere qualcosa che può accadere nel futuro che lo è. Quindi vorrei limitarmi ad andare sul sicuro, per questo preferisco il peak oil pro/capite, è già avvenuto e stiamo accelerando al ribasso, quindi mica posso sbagliare. Preferisco poi prevedere come si vivrà con il 30% di energia in meno prima, e il 90% in meno dopo e con zero benzina. Anche questo è già successo in passato, quindi non è così difficile (prevedere, adattarsi invece sarà complicato ma riguarderà i miei nipoti, spero abbiano un buon fisico).

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Scritto il 10 giugno 2014 at 16:21
gilles27

Danilo DT,

…vero… e siamo a tre indizi! :roll:
john_ludd@finanza,

…non scrivi stronzate, ma cose interessanti! :D

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Scritto il 10 giugno 2014 at 16:44
john_ludd

gilles27@finanza,

certo che no… ma prevedere il futuro non è saggio ma può essere un gioco e allora almeno proviamo a giocarlo bene e allora ecco qui il gioco del giorno. I governativi americani sino a 7y avranno rendimento nominale negativo e reale positivo da qui a qualche tempo non troppo lontano.

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Scritto il 10 giugno 2014 at 17:53
ob1KnoB

john_ludd@finanza,

Già l’equity è destinato a farsi male. Sarebbe la morte definitiva dei 401, dei fondi pensione e di un sacco di cose. Magari meglio una guerra prima.

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Scritto il 10 giugno 2014 at 18:06
john_ludd

ob1KnoB@finanzaonline,

per fare la guerra bisogna essere in due e oltre ai recidivi guerrafondai neocon per ora non vedo nessuno; magari si sparano tra di loro, l’occasione non gli mancherà di sicuro, ci sono più armi da guerra posseduti da privati cittadini in USA che nelle armerie di diversi eserciti nazionali. Sinora si sono limitati a impazzire uno per volta e a trucidare qualche sfigato qua e là, quando lo faranno a frotte non basterà clonare Chuck Norris.

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Scritto il 10 giugno 2014 at 18:22
john_ludd

ob1KnoB@finanzaonline,

ogni tanto (quando proprio non possono farne a meno) anche la Pravda locale si ricorda che l’ultima guerra gli uanaganass-comeon-boy non l’hanno esattamente vinta…

http://www.repubblica.it/esteri/2014/06/10/news/iraq_mosul_nelle_mani_di_miliziani_jihadisti-88549075/

se poi consideriamo che l’Iraq è l’unico paese al mondo con riserve petrolifere ancora non intaccate e che malgrado i “ragazzi” abbiano fatto 500 mila morti proprio per quello, i contratti per l’impossibile estrazione di petrolio in zona di guerra sono stati prevalentemente assegnati a russi e cinesi…

tempo qualche anno e gli uanagana torneranno tutti a casa a occuparsi dei loro casini mentre qui imperverserà il baratto e a Sigonella faranno aranceti e orti.

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Scritto il 10 giugno 2014 at 18:31
kry

john_ludd@finanza:
gilles27@finanza,

certo che no… ma prevedere il futuro non è saggio ma può essere un gioco e allora almeno proviamo a giocarlo bene e allora ecco qui il gioco del giorno. I governativi americani sino a 7y avranno rendimento nominale negativo e reale positivo da qui a qualche tempo non troppo lontano.

Perchè anche gli usa andranno in deflazione.

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Scritto il 10 giugno 2014 at 18:31
ob1KnoB

mission accomplished
Місія виконала
زمینه
משימה השלימה
被实现的使命
مشن پورا

non sono mai abbastanza i pretesti

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Scritto il 10 giugno 2014 at 18:32
john_ludd

kry@finanza,

non necessariamente.. in tal caso sia i nominali che i reali andranno sotto zero. Per evitarlo bisogna che i crucchi capiscano che stare attaccati al carro dello zio Sam (e quindi all’euro) li porterà a livello Kosovo pure loro; devono decidere se accollarsi 500 o giù di lì miliardi di perdite ora, o molti di più domani quando non potranno più farci niente.

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Scritto il 10 giugno 2014 at 18:39
john_ludd

ob1KnoB@finanzaonline,

per i pretesti bisogna che gli europei che contano qualcosa dicano sì ancora una volta sapendo che i primi missili se li beccano tutti loro e non c’è scudo che tenga. Ho qualche dubbio, non ci sono mica solo coglioni come quelli del PD in giro…

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Scritto il 10 giugno 2014 at 18:41
italiapersempre

che l’ euro sia la stampella dello zio sam ( come lo zio sam sperava ) ho i miei dubbi, visto che gli fa la guerra e sul forex è ben visibile… e anche se sfinisce noi ( nessuno ha mai detto che non debba essere un’ arma di distruzione totale, infatti ), è una guerra che sta comunque vincendo contro il dollaro

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Scritto il 10 giugno 2014 at 23:02
gilles27

john_ludd@finanza,

scusa john_ludd, cosa intendi dire con

“Per evitarlo bisogna che i crucchi capiscano che stare attaccati al carro dello zio Sam (e quindi all’euro) li porterà a livello Kosovo pure loro”

…che devono decidere se restare nell’euro o no?

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Scritto il 11 giugno 2014 at 08:51
john_ludd

gilles27@finanza,

lo vedremo tra non molto. Il trattato di libero scambio tra Stati Uniti e UE sarebbe la pietra tombale su qualsiasi velleità di parziale svincolo europeo dalla dipendenza storica con gli Stati Uniti. Il modello nord americano avrebbe definitivamente via libera e non vi sarebbe più spazio per qualcosa di diverso dal turbo capitalismo finanziario. Andremmo verso una definitiva privatizzazione non solo e non tanto di quanto resta delle aziende pubbliche che in fondo interessano poco, ma dei servizi, incluse scuola, sanità, pensioni che invece interessano molto. La Germania avrebbe una possibilità di scelta diversa ma l’attuale classe dirigente è agente dei governi USA, selezionata per non nuocere, come la nostra naturalmente. L’influenza di Washington fuori dall’Europa è in forte declino ma qui è ancora fortissima anzi direi che è più forte di 10 anni fa. La debolezza economica dell’Europa ne fa una facile preda. L’estrema debolezza italiana mi fa pensare che scelte sono tra essere fabbrica cacciavite della Germania e serbatoi di lavoro a basso costo e alto valore aggiunto e rampa di lancio missilistica per gli Stati Uniti.

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Scritto il 11 giugno 2014 at 10:07
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