Inversione di tendenza: quando sequester fa rima con austerity

Scritto il alle 09:00 da Danilo DT

La politica fiscale USA ad un punto chiave. Partono gli 85 miliardi di USD di tagli, ma cambieranno progressivamente le cose? E gli USA diventano un po’ più simili all’Europa.

Qualcosa sta cambiando. Ma non parliamo di trend dei mercati ma di politica USA. E’ arrivato il momento del famoso “sequester”. 85 miliardi di tagli che diventano operativi, tagli che colpiranno inevitabilmente tutto quanto oggi è stato “pompato” dal Governo per il benessere ed il mantenimento del “sogno americano”.
Servizi sociali, sicurezza, sostegno per i più poveri. Al momento questo sostegno non è mai mancato. Si è creato benessere artificiale, si è gonfiata un’economia anemica con una politica monetaria aggressiva a con un indebitamento pubblico che non ha fatto che crescere. Ma ora abbiamo raggiunto il top.
Si calcola un’influenza sul PIL pari allo 0.6%, con un aumento della disoccupazione che dovrebbe restare al di sotto del milione di unità.

Ma quel che più conta è che si tratta di un’inversione di tendenza. Quali saranno gli effetti collegati al “sequester”? E come cambierà il sentiment fino ad ora iper ottimistico del consumatore USA?
Per certi versi (ecco perché parlo di inversione di tendenza) avremo gli USA molto più vicini all’Europa, in quanto sequester alla fine fa rima con austerity.
E noi abbiamo visto cosa significa la parola austerity in un economia sommersa del debito.

Ma gli USA sono poi così diversi da noi?
Si, perché loro hanno la FED che stampa a dismisura e pompa denaro. Noi invece abbiamo un’avara BCE che non può essere così intraprendente. Però a parte questo dettagli che non è di poco conto, ci sono tante cose che potrebbero arrivare a somigliarsi molto, ora che sequester porterà per forza austerità in USA. E notate bene, sequester dovrebbe anche far rima, oltre che con austerity, anche con exit strategy. Ma una corretta exit strategy dovrebbe venire quando la crescita economica è ben avviata. Peccato che la crescita è monca da anni, e se non ci fosse stata la FED, oggi sarebbe tutto molto diverso per l’economia USA, che è stata certamente gonfiata ma, almeno, non ha perso il treno della competitività e della crescita (farlocca).
Insomma, l’economia alla fine è fatta di matematica, e come sapete la matematica non è un opinione. Il debito, se lo si vuole mantenere sotto controllo, deve essere limitato con una politica fiscale oculata. E proprio oggi il Washington Post calcola l’attuale rapporto debito PIL USA pari al 105%.

Domanda: quale sarà l’influenza a livello mondiale de sequester? Porterà correzione? Beh, è da vedere. Non dimentichiamo infatti che il mercato resta carico di liquidità e che il processo di “great rotation” continua imperterrito. Non chiedetemi però fino a quanto e se i tempi sono già maturi per inversioni veramente violente. Purtroppo quando si parla di operato delle Banche Centrali è sempre tutto relativo. E l’ultima cosa che bisogna fare è combatterle. Anche perchè la FED non molla il tiro…

La Fed continuera’ sulla strada dell’allentamento monetario, perche’ rialzare i tassi troppo presto rischia di soffocare la crescita economica. (…). Bernanke torna a difendere la politica accomodante della Fed e la scelta di acquistare 85 miliardi di dollari di bond governativi al mese da parte della Fed. La lezione della Grande Depressione degli anni Trenta, spiega Bernanke, ci insegna che, in tempi di crisi economica, il livello nominale dei tassi di interesse puo’ essere un indicatore fuorviante del livello degli stimoli monetari. “La politica monetaria – dice – deve essere accomodante e non troppo rigida e occorre stare attenti a non confondere un basso tasso di interesse nominale con una politica accomodante”. (…) Bernanke tuttavia non nasconde il problema che un prolungato periodo di bassi tasso di interesse possa tradursi in un’eccessiva presa di rischio da parte del sistema finanziario(AGI)

Don’t fight the FED. Non dimentichiamolo mai.

STAY TUNED!

DT

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5 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 4 marzo 2013 at 09:21

“…l’economia alla fine è fatta di matematica…”

Davvero ? ho imparato qualcosa di nuovo. Pensa che stupido che sono, io credevo fosse in buona parte l’effetto del comportamento di alcuni miliardi di esseri umani che interagiscono tra loro e con l’ambiente esterno. Miseria ! Se lo sapevo prima che basta la matematica ! E dire che ne ho studiata tanta…

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Scritto il 4 marzo 2013 at 09:24

Non ho capito cosa vuoi dire (insomma se mi prendi in giro!).
Ovviamente NON basta la matematica ma il troppo stroppia e certi disequilibri alla fine saltano fuori.

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john_ludd
Scritto il 4 marzo 2013 at 10:00

Dream Theater,

sì ti prendo in giro perchè sei una brava persona ma scrivi troppi post, troppo in fretta e il risultato si vede… lascia perdere la matematica, lascia che ci giochino i quant delle banche di investimento sino al prossimo crash. Magari avere presente le leggi della termodinamica invece potrebbe aiutare ma è chiedere troppo. Continuate a guardare i grafici e mi raccomando DON’T FIGHT THE FED, gli infallibili che non vedono le bolle neppure con il p/e dello s&p a 60 come nel periodo dot com così come erano certi che il prezzo delle case non sarebbe mai sceso.

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Scritto il 4 marzo 2013 at 11:02

Beh, mi spiace che a volte i post non sono dei pezzi degni di un Pulitzer e che vengono un po’ buttati giù. Preferisco a volte la sostanza alla forma. E di certo non sono nemmeno un Krugman o anche solo un Fugnoli. Quel poco che faccio, lo faccio con passione strappando tempo agli altri mille impegno che ho, oltre che limitanto drammaticamente le ore di sono.
Però farà tesoro delle tue critiche, in quanto di complimenti ne ricevo molti ma di critiche costruttive poche. Quindi valuterò con attenzione quanto hai scritto. Magari minori post, più sintetici e di qualità.
A presto!

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john_ludd
Scritto il 4 marzo 2013 at 11:15

Dream Theater,

“Despite the ongoing adjustments in the housing sector, overall economic
prospects for households remain good. Household finances appear generally
solid, and delinquency rates on most types of consumer loans and residential
mortgages remain low.
The labor market is expected to stay healthy, and real incomes should
continue to rise, although the pace of employment gains may be slower than
that to which we have become accustomed in recent years. In part, slower
average job growth may simply reflect the moderation of economic activity.
With fewer jobseekers entering the labor force, the rate of job creation
associated with the maintenance of stable conditions in the labor market will
decline. All told, consumer expenditures appear likely to expand solidly in
coming quarters.
The business sector remains in excellent financial condition, with
strong growth in profits, liquid balance sheets, and corporate leverage
near historical lows. Last year, those factors helped to support continued
advances in business capital expenditures.”

BEN BERNANKE… February 14, 2007 testimony before Congress.

don’t fight the FED !!!!!

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