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INTERMARKET: dopo la saga della Banche Centrali, torna il RISK ON

Scritto il alle 09:22 da Danilo DT

mercati-finanziari-intermarket

Una rinfrescatina di analisi intermarket e delle correlazioni secondo me, è necessaria soprattutto dopo le sbornie subite dalle banche centrali che hanno un po’ cambiato il quadro di mercato.
La mappa intermarket è composta dalla griglia che ormai avete imparato a conoscere.

a) Sp500
b) VIX
c) Crude OIL WTI
d) Barclays High Yield Bond
e) US 10yr T-Note
f) EURUSD
g) GOLD
h) Ishares Emerging Markets Equity

intermarket-160317

Ho inserito in ogni “mini grafico” anche la tendenza di breve per meglio capire le direzioni intermarket.
Potete notare che il mercato azionario (a) ha preso la strada del rialzo e al momento sembra non vole mollare, anche se certi elementi portano alla prudenza. Ma cari amici, abbiamo da una parte l’appoggio delle banche centrali, dall’altra un quadro potenzialmente RISK ON. Seguiamo il trend e non interstardiamoci.
Parlavamo di RISK ON, e ci viene confermato dal VIX (b) che si sta dirigendo verso i suoi mimini che restano però ancora distanti. Lo spazio potenzialmente non manca. Anche il segmento High Yield (d) si comporta alla grande confermando appunto il RISK ON. Idem dicasi per l’azionario Emergente (h) che beneficia ovviamente delle mosse della FED a tutela di un Dollaro che non deve rafforzarsi troppo.
Evidente a questo punto, quindi, la reazionde del cross EURUSD (f) che non può non essere debole, come vuole la FED.
E se poi ci si mette anche il petrolio ( c), aiutato anche dai dati dell’EIA e dalla possibilità di qualche mossa OPEC, allora il quadro RISK ON prende ancora più credibilità.
Finito qui? No, all’appello manca il T-note (e) che reagisce alle mosse “dovish” e riprende quota. E poi l’oro. Vi sorprende che l’oro sia forte in un quadro RISK ON? Vi sbagliate. Come dice giustamente l’amico John, lasciamo le commodity alle commodity, e l’oro non deve essere considerata commodity. L’oro prende valore per mille motivi, di cui abbiamo già parlato in passato. Ne ricordo solo uno, quello forse più importante e meno legato ai mercati. In qeusto mondo di carta, l’oro rappresenta l’asset reale. Punto.

Ovvio, molte di questa tendenze possono sembrare fragili ma lo sapete, cari lettori, inutile fare le capre ed intestardirsi. Il mercato ha sempre ragione e la speculazione può fare cose che, nel breve, non si possono nemmeno immaginare. Poi col tempo…si vedrà…

MORALE: facciamo la somma delle parti, e possiamo dire che anche stavolta, in ambito intermarket, il quadro “quadra” e certi incroci sono importanti per capire meglio sia le correlazioni (attualmente valide) che la funzione ed il ruolo delle varie asset class.

CORRELAZIONI: tabella 1 mese

correlazione-1-mese-2016

Per chiudere il post vi lascio quella che rappresenta l’intermarket per antonomasia, ovvero la tabella di correlazione. Sono le stesse asset class che ho presentato prima, con l’analisi della correlazione ad un mese, proprio per meglio definire il trend di breve periodo. Una correlazione pari ad 1 significa la perfetta correlazione diretta. Quella -1 invece la perfetta correlazione inversa. Più il valore si avvicina a +1 o -1, più la correlazione è valida. Infatti in questa tabella meritano considerazione quelle che no messe “in bianco” mentre le altre sono correlazioni non interessanti.

Grazie a questa tabella, potette quindi constatare l’importante collelazione ad esempio tra SPX, VIX, High Yield e borse emergenti. Mentre, ad esempio, USD e oro fanno “vita a se”. Ma come queste molte altre sono le correlazioni interessanti, Lascio a voi le dovute valutazioni.

Riproduzione riservata

STAY TUNED!

Danilo DT

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5 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 18 marzo 2016 at 09:48

quando è risk off qualcuno compra dai peones, per poi rivendere ai peones quando i prezzi più alti segnalano ai peones che è di nuovo risk on. E’ il moto perpetuo (?) dei mercati finanziari post QE.

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Scritto il 18 marzo 2016 at 10:38

I mercati si muovono su queste coordinate, ma se noti in modo sempre “ordinato”. LA logica è per certi sensi banale. Vendo rischio , compro rischio.
Ed è palese che c’è sempre un compratore ed un venditore, uno che ci rimette ed uno che ci guadagna.
Sono le leggi della giostra, dove ognuno può scegliere di salire oppure no.
Ma è altrettanto vero che questa NON è economia reale ma è CARTA.
PUNTO.

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john_ludd
Scritto il 18 marzo 2016 at 14:35

Da­ni­lo DT,

non ho mai compreso cosa gli operatori nel settore finanziario intendano con “questa NON è economia reale ma è CARTA”. Il mio timore è che in cuor loro credano sia esistita un’epoca nella quale i mercati finanziari esprimessero qualcosa di differente da quel che sono ora e che quindi quell’era d’ora essendo esistita potrebbe tornare dando un fondamento di lungo periodo al proprio lavoro che invece non ne ha alcuno se non appunto la CARTA.

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Scritto il 18 marzo 2016 at 20:21

john_­ludd@fi­nan­za,

Time is gentlemen, isn’t it?

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john_ludd
Scritto il 18 marzo 2016 at 22:43

Da­ni­lo DT,

purtroppo no, il tempo è tutto tranne che galantuomo. Brucia ogni cosa e non lascia neppure le ceneri.

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