IL GRANDE MOSTRO: identikit della crisi finanziaria che verrà

Scritto il alle 07:56 da Danilo DT

Settembre, un mese che come detto in un post precedente, non è sempre amico dei mercati finanziari. Ma sarà un mese dove le banche centrali potrebbero influire in modo determinante, con le loro decisioni, su borse e non solo.

E’ noto infatti che giovedi prossimo, 7 settembre, il buon Mario Draghi potrebbe (condizionale d’obbligo) regalarci delle novità sulle sue intenzioni in ambito di politica monetaria per questo fine 2017 e anche oltre.

A dire il vero, già nelle precedenti giornate il nostro Super Mario ha lodato in modo importante gli effetti della sua politica monetaria espansiva, nata fondamentalmente per salvare l’Euro ed i paesi più deboli dell’Eurozona per poi trasformarsi in uno strumento per comprimere al massimo i tassi di interesse, nella speranza di dare uno stimolo reflattivo all’economia. Quindi cosa aspettarsi per giovedì? Di certo non un “indietro tutta”. Se ha lodato il QE Europeo solo qualche giorno fa, di certo non lo smonta in un amen. Ma allo stesso tempo sia lui che la sua “compagna di merende” Janet Yellen dovranno per forza iniziare a pensare, con la stessa creatività con cui hanno ideato quello che io considero tuttora un esperimento di politica monetaria (che ha visto il massimo della sua espressione con la BOJ), a delle soluzioni che portino a dei graduali programmi di exit strategy con un obiettivo che ormai ci è arcinoto: evitare panico e volatilità sui mercati, i quali andrebbero a distruggere quanto di buono fatto fino ad ora, con pesanti effetti sull’economia reale.

Dovremo leggere quindi con attenzione i discorsi che Draghi e Yellen (il FOMC sarà a fine mese) lasceranno ai mercati, cercando di intendere i vari percorsi previsti per ritirare la liquidità che copiosamente è stata introdotta nel sistema, compresi eventuali novità strategiche per poter giustificare eventuali comportamenti.

Vi faccio un paio di esempi. Potrebbe ad esempio succedere che la FED decida di alzare i tassi per limitare il “rischio bolla”, oppure che la BCE, malgrado il raggiungimento di un tasso inflazione al 2%, decida di allungare ancora il suo QE (che direbbe in tal caso la Germania) al fine di tutelare la stabilità dei mercati. Decisioni queste che potrebbero sorprendere i mercati e contribuire a reazioni inattese.

Un amico lettore mi chiedeva proprio la scorsa sera, via Facebook, come mai nemmeno il rischio geopolitico riesce a portare delle correzioni.
In realtà il mercato ormai è assuefatto ed ha le spalle larghe. O forse è meglio dire che il sistema è studiato per reggere anche a questi rischi, grazie proprio alla copiosa liquidità presente.

E allora dove lo vedo il rischio in questo momento? Esiste qualcosa di più pericoloso di una guerra atomica?

In realtà un eventuale conflitto bellico potrebbe avere effetti devastanti, e questo è normale. Ma i mercati potrebbero reagire in modo molto pesante per una motivazione che ho già descritto in passato ma che voglio ricordare a tutti, a scanso di equivoci.
Innanzitutto, la responsabilità di chi è? Proprio di coloro che hanno creato questo cuscinetto di liquidità che doveva proteggere dalle crisi ed allungare i cicli economici. Ma che hanno (come tutte le cose) un rovescio della medaglia.
La grande liquidità ha contribuito alla creazione di un sistema finanziario fortemente articolato, enormemente correlato e…tremendamente passivo.
Mi spiego meglio.

La tecnologia in ambito finanziario ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. HFT, trading system, ETF, ETC, ETN, più un mercato di risparmio gestito con fondi “total return” basati su intelligenze artificiali (spesso legate alla volatilità) cono cresciuti a dismisura, prendendo praticamente il dominio del mercato stesso. Ormai sul Nasdaq circa il 95% delle transazioni non sono decise da “umani” ma da macchine e sistemi.

Immaginatevi ad esempio un evento che funga da detonatore. Chi e cosa potrebbe mai controllare l’immane massa di tecnologia tarata sul rischio che, per coerenza, deciderebbe di scaricare tutto quanto diventa più volatile? Si tratterebbe di un mostro ingestibile perchè le sue dimensioni sarebbero semplicemente incontrastabili, a causa della liquidità che è presente sui mercati. Cosa potrebbe succedere, è impossibile dirlo a priori. Resta per me solo una previsione da fare, ovvero che la prossima crisi sarà figlia della liquidità e della tecnologia. E tutto questo potrebbe venire, come detto, o per colpa di un evento particolare oppure per una motivazione che oggi possiamo solo ignorare ma che farà “saltare come tappi” tutti quei sistemi che oggi dominano sui mercati.

E lo stesso fenomeno del momento, le criptovalute capitanate dal Bitcoin, potrebbero subire tremendi scossoni proprio anche in questo ambito. Un sistema che, come dicevo prima, è fortemente correlato e che rischia di sbriciolarsi contemporaneamente senza che le banche centrali possano fare nulla. La cosa grave è che colpirebbe un mercato che per anni è stato unidirezionale (saliva tutto: equity, govies, high yield, ecc…).

Anche se poi il Bitcoin rappresenta tuttora una goccia in mezzo all’oceano della finanza e dei mercati finanziari.

Dite che non accadrà? Lo spero tanto, anche perché sia Draghi che Yellen, di quanto vi ho detto, ne sono sicuramente coscienti. Ma non ce lo diranno mai direttamente. Il motivo? Perché sanno che il “mostro” sarebbe impossibile da gestire. Ed il solo parlarne potrebbe farne scatenare gli effetti.

STAY TUNED!

Danilo DT

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4 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 4 settembre 2017 at 10:47

..certo che lasciare due pazzi come Kim e Trump a decidere le sorti del mondo suona assurdo ma, se fino a poco tempo fa ero molto scettico su un possibile conflitto nucleare, comincio a pensare che gli USA non possono permettersi di lasciare a Kim di tenere la mano sul grilletto !!!!!! D’altra parte Cina e Russia non vogliono la presenza USA sui loro confini e fanno di tutto per trovare una soluzione “diplomatica”, mentre Kim è costretto a fare la voce grossa per la paura che possa essere defenestrato da un colpo di stato (alimentato dalla Cina) che gli farebbe fare la fine di Gheddafi. La Cina con l’altra mano tende a favorire lo scontro in essere per dimostrare agli USA che ha la possibilità di controllare ma non eliminare Kim in cambio di un rapporto più aperto sugli scambi commerciali fra Cina e USA……
Situazione quindi molto complicata e di difficile controllabilità; si può solo sperare che prevalga il buon senso !!!!
Quanto alla immensa liquidità circolante e alle politiche monetarie in essere penso che nessuno dei paesi che contano in campo monetari ( $, € e Yen in primis) non hanno alcun interesse a scombussolare i mercati e se attualmente sembra che, nel breve termine, abbiano politiche divergenti prevarrà, a mio avviso, una graduale ricerca di un certo equilibrio nel medio-lungo termine nel senso che: “chi ha interesse a creare dei turmoil nei mercati??????”

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laura.marini
Scritto il 5 settembre 2017 at 13:18

Non so che tipo di che connessione possa esserci tra un mercato infinitamente minuscolo, come quello delle criptovalute e i mercati finanziari che hanno in pancia una quantità di denaro immensa.
L’unica correlazione potrebbe essere il capro espiatorio, ovvero utilizzare le criptovalute come vettore su cui convogliare responsabilità di cui non hanno nemmeno lontanamente l’onere, ma servirebbe unicamente per l’opinione pubblica

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Scritto il 5 settembre 2017 at 21:46

In effetti mi chiedo il valore reale di queste criptovalute

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Scritto il 5 settembre 2017 at 22:57

Le criptovalute non hanno nulla a che fare con la bolla della liquidità, ma ne sono condizionate in modo evidente. In altri termini, beneficiano dell’ingente quantità di denaro generato dalle banche centrali. E allo stesso tempo corrono all’impazzata percè il mercato è alla ricerca di speculazioni e di alternative. Ma restano secondo me a forte rischio nel caso in cui ci fosse una seria exit strategy. Che però difficilmente arriverà nel breve.
Ok Laura?

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