Il DEBITO è DEBITO: prima o poi qualcuno deve pagarlo!

Scritto il alle 11:02 da Danilo DT

Il tema del debito è stato discusso su queste pagine non so quante volte. E ripartire dall’inizio tutte le volte nei discorsi lo trovo abbastanza inutile e superficiale. Quindi per chi è interessato all’argomento, CLICCHI QUI dove si potrà rinfrescare la memoria.
I tassi di interesse artificiosamente compressi verso il basso per anni, hanno contribuito ad un innalzamento impressionante dei volumi delle emissioni obbligazionarie. Tutte le società hanno “ristrutturato” il debito aumentandone la scadenza ed abbattendone il tasso di interesse.
Il debito però resta debito e prima o poi bisogna pagarlo.
Ed eccoci al punto cruciale. QUANDO lo si dovrà pagare?
Questo grafico di Bloomberg ci dice che nei prossimi due anni la situazione sembra ancora sotto controllo, ma poi gli anni prossimi… guardate che volumi! Nei prossimi 10 anni avremo la scadenza di 4.000 miliardi di USD di bond. Fate due ragionamenti anche in prospettiva di banche centrai e tassi di interesse, aggiungete il rischio di rallentamento globale (per il rimborso e la riemissione) ed avrete, assieme a tanti altri ingredienti, un quadro clinico potenzialmente molto preoccupante.

STAY TUNED!

Danilo DT

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NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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13 commenti Commenta
ddb
Scritto il 24 settembre 2018 at 12:56

Perché?
Due (+1) sintetiche osservazioni sul “debito delle nazioni”:
1) Il debito pubblico (per investimenti) non va mai estinto (non conviene al benessere collettivo), anzi ampliato in funzione dell’incremento della ricchezza nazionale.
2) In un pianeta dove tutte le nazioni hanno debiti… il debito non esiste!

Per completare la mia view sul “debito pubblico”:
3) attenzione, invece, alle nazioni che possono avere (hanno) difficoltà a pagare gli interessi annuali (perché hanno raggiunto il massimo del debito consentito) e -ancor (molto, ma molto) di più- quelle che si indebitano per pagare le spese correnti (cosa scellerata e nefasta).

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reragno
Scritto il 24 settembre 2018 at 14:18

Basta leggere cosa fece Hammurabi in Mesopotamia per capire cosa succederà con il debito troppo elevato. Sarà annullato punto e basta. I creditori si troveranno con un pugno di mosche.
Le banche centrali faranno la loro parte e il sistema ripartirà, pena il collasso di tutto.

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alplet
Scritto il 24 settembre 2018 at 14:27

In Italia c’è la specializzazione di pagare debiti con altri debiti. In ogni caso ci si sta ingegnando per i CIR: come i PIR sono andati a comprare NPL delle banche malate, così coi CIR gli italiani probabilmente si compreranno una buona parte del proprio debito con in cambio cedole senza tasse.

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r.o.i.
Scritto il 24 settembre 2018 at 14:45

ddb@finanza,
Fuor di polemica e con spirito goliardico mi permetto di esprimere la mia opinione.:
– tu dici…”In un pianeta dove tutte le nazioni hanno debiti… il debito non esiste!”.- Il che equivale a dire che (-1) debito pubblico e (+1) credito di chi ha prestato i soldi, si annullano e danno 0 (zero).- Se dicessi una cosa del genere al mio nipotino quasi certamente chiamerebbe la neuro e mi farebbe internare.-
– Il buon DT però dice…”Il debito però resta debito e prima o poi bisogna pagarlo.”.- (30 e lode dal mio nipotino!).-
.- Io credo che quando i debito (in assenza di manovre restrittive) diverrà insostenibile per l’aumento dei tassi in aggiunta alla staticità o diminuzione dei redditi allora (od anche prima) saranno dolori (rileggere quanto scritto dal buon DT).-
– gli operatori esteri già da molti mesi fanno la fila alla cassa smobilizzando la loro quota (in questo momento lo spread sta facendo +9,9 a quota 243,57).- Quando la misura sarà diventata ingestibile suppongo che quei due simpaticoni di Salvini e Di Maio studieranno come fare per “convincere” noi risparmiatori a sottoscrivere forzosamente.- A questo proposito mi ricordo che negli anni ’80, quando c’era ancora la scala mobile (sic!) ed il tasso di inflazione era al 24/25% il Tesoro ha avuto la magnifica idea di far pagare forzosamente gli adeguamenti con titoli di stato non spendibili e non negoziabili fino a scadenza.- Beninteso tutto il sistema datoriale si era prontamente allineato!
Mah! che altro dire…
P.S. sono d’accordo con i punti 1 e 3.-

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pdf79
Scritto il 24 settembre 2018 at 15:29

Be guardando il grafico di rifinanziamento del debito l’anno prossimo la quota di rifinanziamento a spanne triplica, quindi anno buono per la resa dei conti, ricordo a tutti che quando il debito è piccolo sono problemi del debitore, quando il debito è grande sono problemi del creditore, per questo siamo in una bella deflazione da debiti, ho provato sulla mia pelle pochi giorni fa, mi sono girate come poche volte, ma alla fine dopo otto anni ho accettato da un mio creditore come restituzione di un prestito il 40% in meno di quello che mi doveva comprensivo di interessi , il 60% è meglio di niente, pochi maledetti e subito.

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ddb
Scritto il 24 settembre 2018 at 16:22

r.o.i.@finanza:
ddb@finanza,

Fuor di polemica e con spirito goliardico mi permetto di esprimere la mia opinione.:
– tu dici…”In un pianeta dove tutte le nazioni hanno debiti… il debito non esiste!”.- Il che equivale a dire che (-1) debito pubblico e (+1) credito di chi ha prestato i soldi, si annullano e danno 0 (zero).- Se dicessi una cosa del genere al mio nipotino quasi certamente chiamerebbe la neuro e mi farebbe internare.-

La tua mente (scienza, coscienza, esperienza) ti porta all’equivalenza citata.
il mio ragionamento, invece, NON è assolutamente, lontanamente, questo (mai inserito la parola credito o creditori). Il mio ragionamento economico finanziario è (un po’) più strutturato di 1-1=0 (l’economia è una scienza sociale, non una scienza esatta).

– Il buon DT però dice…”Il debito però resta debito e prima o poi bisogna pagarlo.”.- (30 e lode dal mio nipotino!).-

Torno a ripetere, anche al tuo nipotino: perché?
Una nazione senza debito (sostenibile) è palesemente una nazione che non fa gli interessi dei propri cittadini!

.- Io credo che quando i debito (in assenza di manovre restrittive) diverrà insostenibile per l’aumento dei tassi in aggiunta alla staticità o diminuzione dei redditi allora (od anche prima) saranno dolori (rileggere quanto scritto dal buon DT).-

E’ vero. E’ il mio punto 3: difficoltà a pagare gli interessi.

– gli operatori esteri già da molti mesi fanno la fila alla cassa smobilizzando la loro quota (in questo momento lo spread sta facendo +9,9 a quota 243,57).- Quando la misura sarà diventata ingestibile suppongo che quei due simpaticoni di Salvini e Di Maio studieranno come fare per “convincere” noi risparmiatori a sottoscrivere forzosamente.- A questo proposito mi ricordo che negli anni ’80, quando c’era ancora la scala mobile (sic!) ed il tasso di inflazione era al 24/25% il Tesoro ha avuto la magnifica idea di far pagare forzosamente gli adeguamenti con titoli di stato non spendibili e non negoziabili fino a scadenza.- Beninteso tutto il sistema datoriale si era prontamente allineato!

E’ vero. L’Italia avrà problemi. L’Italia, da anni, ricade (diciamo che sta sul bordo) nel mio punto 3.
Ma attenzione, il soggetto dell’articolo di DT (che ci ospita) è il “debito pubblico mondiale”.
Le mie osservazioni sono su questo tema, non su un altro tema come quello del debito italico (ovvero di una singola nazione).
Quindi, senza polemica, quanto da te riportato in questo punto (dove cmq concordo appieno) è fuori tema e non può essere collegato al mio ragionamento.

Mah! che altro dire…
P.S. sono d’accordo con i punti 1 e 3.-

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Scritto il 24 settembre 2018 at 17:17

ddb@​finanza,

Appunto, mica per nulla che mi sono focalizzato sulle scadenze e quindi, sugli eventuali rinnovi. Il Giappone insegna. Il debito anche quando è volumetricamente insostenibile, è sostenibile.Fino al giorno del giudizio: ma non perdiamoci il sonno, finchè la ruota gira, il debito rappresenta un problema / non-problema.

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r.o.i.
Scritto il 24 settembre 2018 at 18:17

ddb@finanza,
…concordo sulla linea di riportare la conversazione sul piano globale e non facendo esclusivamente riferimento alla realtà italiana.- Rimane Il dato di fatto che la sostenibilità del debito (globale) sta avvenendo da anni al prezzo di sottrarre ingenti risorse allo sviluppo più immediato (investimenti delle imprese e consumi dell’area pubblica, delle imprese e delle famiglie).- A questo proposito fanno testo gli scarsi tassi di crescita del Giappone, della Russia, dell’Europa oltre al significativo rallentamento dell’economia cinese, con l’esclusione degli USA (nell’ultimo anno) i quali però, a mio parere, hanno già raggiunto il livello massimo di sviluppo, rilevabile dall’andamento dei dati macro e dei tassi dei titoli di stato, relativi Swaps, ed obbligazionari che da diversi mesi oscillano in lateralità, non segnalando, per il momento, ulteriori spinte alla crescita.- In tutte le aree economiche citate non mi risulta, salvo errore, che siano in corso programmi pubblici di sviluppo a lungo termine (con esclusione della Cina) a causa dell’indisponibilità delle risorse necessarie dovute agli elevati livelli di tassazione e dei debiti pubblici.- E quest’ultimo aspetto include anche gli Usa dove Trump fa un gran parlare di avviare piani di ristrutturazione a livello generale (forse stampando altra moneta) e dove le imprese, come altrove, danno utili in crescita in prevalenza dovuti alla ristrutturazione della piramide dei costi.-
Ma tant’è, questa è solo una mia opinione.-

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ddb
Scritto il 24 settembre 2018 at 20:47

@r.o.i.
Il problema, quindi, non è il “debito” più volte richiamato, ma solo quella parte che è stato contratto per scopi improduttivi dalle singole nazioni (notare, osservazione 1: “per investimenti”).
Ma questa è un’altra storia.

E torno a ripetere la mia convinzione: fin tanto che tutte le nazioni sono contemporaneamente (e fortemente) indebitate (brave quelle che hanno investito -saranno più forti-, stupide quelle che hanno pagato spese improduttive -saranno più deboli-), il debito non è un (grosso) problema.

Infine faccio notare, come il passato recente ci ha insegnato, che il debito può essere “bello”,
perché remunerato!
Ma anche questa, è un’altra storia.

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paolo41
Scritto il 25 settembre 2018 at 18:26

r.o.i.@finanza,
direi : danno utili in crescita dovuti alla riduzione delle tasse….. i MOL sono più o meno alla stregua degli anni precedenti se escludiamo i FAANG…..
Parlando un secondo dell’Italia noi siamo più bravi perché con i condoni portiamo i crediti scritti a libro a zero intaccando il….. conto economico … PIL in questo caso…. inezie rispetto al debito totale….

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r.o.i.
Scritto il 25 settembre 2018 at 21:52

paolo41,

…ciao Paolo41..piccola precisazione:.”…danno utili in crescita in prevalenza dovuti alla ristrutturazione della piramide dei costi”…il risultato finale dei conti economici include e dipende anche dalla riduzione delle tasse.- Per il resto mi trovi d’accordo.- Oggi Salvini, Di Maio e soci hanno dichiarato di essere ansiosi di copiare Macron sull’aumento del deficit ma si sono dimenticati di spiegare al loro elettorato che il debito francese è minore del 100% del Pil mentre il nostro è del 130,7% e che il nostro sistema bancario da circa un paio di mesi ha già cominciato a far lievitare i tassi su tutta la struttura dei finanziamenti.- Come dire che a loro interessano prima di tutto i voti mentre se ne fregano (Di Maio) di chi ha bisogno di ricorrere al credito per lavorare … di questo passo sono curioso di vedere cosa verrà fuori dal DEF di fine Ottobre (e forse oltre) e quali saranno le conseguenze politiche delle europee di Aprile.-

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paolo41
Scritto il 26 settembre 2018 at 07:46

mi risulta che la riduzione tasse di Macron sia “una Tantum ” per il 2019 poi si torna indietro ……
r.o.i.@finanza,

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aorlansky60
Scritto il 27 settembre 2018 at 12:21

Un sistema fondato sul DEBITO (come lo è dal 15 AGO 1971 quando l’amministrazione nixon svincolò il $ dal GOLD aprendo le porte alla “fuga nella fantasia” per la speculazione finanziaria più ardita) e sostenuto dal $ come valuta di riserva globale tutto sommato non ha molto da temere, se non che “venga mancare olio e corrente alle rotative che stampano $” come ebbe a dire ironicamente uno che la sapeva lunga… il problema del DEBITO -se analizzato su scala globale- non riguarda I GROSSI (come gli USA appunto) ma i piccoli che attraverso il DEBITO vengono RICATTATI (con FMI dietro l’angolo pronto a mordere al collo) : i paesi emergenti (fortemente indebitati in $) fino a paesi come Argentina e… Italia.

Da quando il $ è stabilito quale valuta di riserva mondiale, esso è diventato per tutti gli Stati [che non siano gli USA] UN PROBLEMA – come ebbe a dire tronfio l’allora min.d.finanze dell’amministrazione nixon alla prima riunione del G8 ai suoi pari colleghi dopo quello storico avvenimento citato prima. Un sistema fondato sul DEBITO serve appunto -per chi ne sa fare buon uso ovvero si ritrova in cima alla piramide gerarchica mondiale- al RICATTO verso altri, esattamente come ebbe a dire, da buon profeta, il secondo presidente degli USA : “CI SONO DUE MODI per SOTTOMETTERE UN PAESE : IL PRIMO È CON LA SPADA; IL SECONDO È AVERE POTERE DI CONTROLLO SUL SUO DEBITO” (J.Adams, pres. United States 1797-1801)

Si pensi al subdolo significato di “spread” ed allora appare ben chiara la massima citata prima…

C’è un unico modo per riuscire a sottrarsi a questo tipo di ricatto : possedere un APPARATO MILITARE di tutto rispetto, per esempio come quello della RUSSIA, uno Stato che non conta nulla o quasi a livello finanziario su scala mondiale, ma che incute timore a tutto il mondo al solo pensiero del suo potenziale MILITARE.

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