Il crollo delle materie non sarà ininfluente per i mercati finanziari

Scritto il alle 08:10 da Danilo DT

crollo-commodityCari amici, ve l’ho già detto tante volte e ve lo ripeto ancora, non sottovalutate quanto sta accadendo al mondo delle materie prime alias le commodity.
Una giornata, quella di ieri, che ha visto i mercati accanirsi contro l’oro ed i preziosi.

La causa sembra sia dovuta alla comunicazione da parte della PBoC (Banca centrale cinese) si un dato che era avvolto nel mistero, ovvero la quantità che la stessa deteneva. Ovviamente il mercato è rimasto sorpreso del “bluff” cinese della PboC che ha nei suoi forzieri meno oro di quanto previsto.

The People’s Bank of China (PBOC) announced on July 17, in the first official update in over 6 years, that its gold reserves increased 604 tonnes to 1658.1 tonnes of total reserves since April 2009, representing 57.3% growth, reports our Chinese-language sister newspaper Want Daily.
The amount announced has fallen far short of market expectations, said Yang Tien-li, deputy manager of the department of precious metals at the Bank of Taiwan. The market was anticipating the 6-year increase to be between 1,000-2,000 tonnes, nearly three times the figure released, said Yang.
According to Bloomberg Intelligence’s data, based on trade data, domestic gold output and figures from the China Gold Association, the actual figures of the central bank’s gold reserves are likely to have doubled to 3,510 tonnes since the last update in 2009, second only to the 8,133.5 tonnes held in US reserves. (Source) 

Il crollo dell’oro è solo uno degli aspetti che occorre monitorare. Facciamoci invece delle domande.

a) Quali saranno gli effetti del crollo delle commodity sui paesi produttori, che sono nella maggior parte dei casi dei mercati emergenti?

b) E proprio in questi paesi, ci sono rischi di forti flussi finanziari in uscita in caso di crisi delle commodity prolungata?

c) C’è già qualcuno che sta facendo previsioni apocalittiche su paesi che oggi sono fortemente indeboliti come il Brasile. Quali sono gli effettivi rischi di questi stati?

d) Anche un colosso come l’Australia, secondo The Telegraph,  rischia di fare la fine della Grecia con il collasso delle commodity. Ma quanto c’è di vero in questa affermazione? E se crolla l’Australia, quali saranno glie ffetti sulle economie limitrofe?

e) E infine…. Questo grafico puzza di marcio, nel senso che qualcosa non quadra. Guardate la correlazione storica tra il listino dello SP 500 e il bloomberg Commodity Index.
Negli ultimi anni si è formato un gap (dal 2011) che poi è degenerato. Vi sembra normale?

SP500 e Bloomberg commodity Index

bloomberg-commodity-index-vs-spx

Chart by @TheStalwart

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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19 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 21 luglio 2015 at 09:42

una bolla tira l’altra

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theghost
Scritto il 21 luglio 2015 at 10:02

e allora ? era normale un oro a 1500 o l’oil a 150???

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pasolo
Scritto il 21 luglio 2015 at 10:59

se l’ORO scende ed il vix è a 12 significa una sola cosa : I MERCATI SALIRANNO! e con materie prime a buon mercato abbiamo avuto il BULL MARKET secolare dal 1982 al 2000.
E’ così negativo Danilo? Ti chiedo: sei flat sulle azioni?
Intanto io vado LONG sul MIB A 23960, mi aspettavo un’estate molto più “calda” ed invece tutto si è raffreddato, i mercati hanno tenuto e credo proprio che sono ripartiti fino a segnale contrario.

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Longobardo
Scritto il 21 luglio 2015 at 11:01

theghost@finanzaonline:
e allora ? era normale un oro a 1500 o l’oil a 150???

Commento piuttosto inutile il tuo. Quali sarebbero dei prezzi normali secondo te? Qui non si sta parlando di prezzi ma di correlazioni.

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pasolo
Scritto il 21 luglio 2015 at 11:18

Longobardo,

no no, è stato scritto che “non è normale che le commodity scendano ed i mercati salgano”. A me sembra invece estremamente normale se guardi gli ultimi 100 anni di borsa.

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pasolo
Scritto il 21 luglio 2015 at 11:25

anzi ti scriverò di più : proprio quella divergenza tra la fine del 2011 ed il 2012 ha dato inizio a quel BULL MARKET SECOLARE ( il famoso rapporto tra oro e azioni di cui scrivo da tempo ).

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Longobardo
Scritto il 21 luglio 2015 at 11:37

pasolo@finanza,

Non mi riferivo al tuo commento ma a quello precedente. Ad ogni modo io ci andrei cauto nel prendere come esempio il passato. Sappiamo bene come i mercati siano esageratamente manipolati e drogati. In passato non era così, non a questi livelli. Può succedere di tutto, come si usa dire “siamo in un territorio inesplorato”.

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theghost
Scritto il 21 luglio 2015 at 14:00

pasolo@finanza:
se l’ORO scende ed il vix è a 12 significa una sola cosa : I MERCATI SALIRANNO! e con materie prime a buon mercato abbiamo avuto il BULL MARKET secolare dal 1982 al 2000.
E’ così negativo Danilo? Ti chiedo: sei flat sulle azioni?
Intanto io vado LONG sul MIB A 23960, mi aspettavo un’estate molto più “calda” ed invece tutto si è raffreddato, i mercati hanno tenuto e credo proprio che sono ripartiti fino a segnale contrario.

esatto, è un movimento strutturale di lungo periodo, buy equity sell commodity… ma intermarketandmore è sempre in attesa del grande crollo dal 2010 :D

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lukeof
Scritto il 21 luglio 2015 at 16:13

L’Oro DEVE restare basso, proprio perchè la Cina a livello di banca centrale deve farne incetta finchè puo’.

E con il termine “deve” ho detto tutto.

In quanto alle “correlazioni” con eventuali rally di borsa, scoppio a ridere.

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pasolo
Scritto il 21 luglio 2015 at 17:09

lukeof@finanza,

avresti “riso” anche quando tra il 1972-74 quel rapporto che ti fa ridere segnalò l’inizio del bear market degli anni ’70 e anche quando sempre quello stesso rapporto (invertendo) tra il 1981-83 segnalò l’inizio del bull market degli anni ’80 e ’90 e ancora tra il 2001-2003 quando invertendo ancora segnalò il beer market fino agli inizi del 2012 ? e ti risparmio sia i riferimenti agli anni ’20 e ’30 dove segnalò allo stesso modo i grandi rialzi e crolli, sia agli articoli del bravissimo dott. Francesco Caruso. Ciao e continua a ridere ;-)

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lukeof
Scritto il 22 luglio 2015 at 09:15

@pasolo
Tutto quello che hai detto è vero.
Quel rapporto ERA un ottimo indicatore. Ma ripeto, ERA.
Ma quella configurazione “funzionante” di mercato è deceduta.
Poi che cosa vuoi che ti dica. compera a tuitto spiano se lo ritieni opportuno.

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jesselivermore
Scritto il 22 luglio 2015 at 12:38

PASOLO

NESSUNO vuole un crollo, e al momento il mercato in fase BULL MARKET PALESE.
Ma lo sanno anche i muri che è una bolla, i PREMI AL RISchio sono bassissimi su tutte le scadenze
il credit spread tra junk e investiment grade è ridicolo.
APPENA IL MERCATO TORNERà A prezzare le varie asset class per quello che è il loro vero roschio, e tornerà a farlo, CROLLERà TUTTO e quelo come te verrano travolti

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pasolo
Scritto il 22 luglio 2015 at 13:15

jesselivermore@finanza,

che ci troviamo in bolla è evidente, semplicemente scrivo che prima di uscire dal mercato o gridare al “grande crollo” aspettiamo i veri segnali di uscita e quest’ultimi AL MOMENTO non ci sono ancora. Cerchiamo di non fare la fine del protagonista del “deserto dei tartari” che aspettò per tutta la vita il “nemico”.
Qualcuno è dal 2010 che dice di crolli imminenti… qualche segnale recessivo si intravede appena negli USA e soprattutto i dati sull’occupazione reggono ancora anche se per me sono in fase ( lenta ) d’inversione.

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kry
Scritto il 22 luglio 2015 at 17:36

L’Australia un colosso ??? http://www.tradingeconomics.com/australia/current-account-to-gdp tra un pò chiameranno MARIO …. monti. Questa è la loro fortuna http://www.tradingeconomics.com/australia/government-debt-to-gdp per quanto ancora ???

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bergasim
Scritto il 23 luglio 2015 at 10:07

pa­so­lo@fi­nan­za,

I dati sull’occupazione sono finti come babbo natale

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Scritto il 23 luglio 2015 at 12:09

Toh chi si rivede! il Berga!
Sulle farloccate USA guardate qui.. ce n’è per tutti i gusti…

http://intermarketandmore.finanza.com/economia-usa-allo-stato-attuale-e-peggio-che-nel-2008-73227.html

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paolo41
Scritto il 23 luglio 2015 at 14:10

credo che dobbiamo essere realisti e razionali: fino al 2002 le materie prime sono state per parecchi anni in continuo calo. Da tale data iniziò la nuova politica espansionistica cinese che, per usare un paradosso, ha visto una migrazione annuale di ben 18.000.000 cinesi muoversi dalle campagne verso le coste orientali dove avveniva l’industrializzazione, lo sviluppo di infrastrutture e il boom edilizio. Come ho già scritto in precedenza è come se l’equivalente degli abitanti dell’Olanda annualmente si spostassero sulle riviere liguri e nord francesi. Da circa un anno il fenomeno è finito e anzi una parte, anche se per ora minima, dei migrati sta tornando alla campagna…… e …. non c’è più richiesta di materie prime, anzi le scorte sono aumentate…..Il resto è filosofia.

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Scritto il 24 luglio 2015 at 18:20

°l Reading l Swing l Tips l°

Oil-producing Countries need to adjust to this new reality – of lower oil prices.

Fortunately, many of them have during the past ten years of the oil boom accumulated substantial buffers. So that buys them time to adjust, but adjust – they will.

?_What can they do_?

Well, first a lot of their revenue comes from oil or oil-related Industries.

They should look to diversify that. Many of them are considering or will need to consider forms of either Corporate income taxation or a value-added tax, which many of them either don’t have or have at very low levels.

An alternative is to think on the spending side.

Many of them have been spending very large amounts on infrastructure and so forth, so maybe there’s room to prune there, especially as infrastructure projects get completed.

But one other very interesting area where many of them could actually save is on energy subsidies or energy pricing.

Many Countries across the World, not just oil-producing Countries, subsidize energy. And, in fact, non-oil producing Countries subsidize energy directly in the sense that they sell oil products to Consumers at prices lower than it costs to either import them or produce them.

So that difference is borne by the Government on its budget. Many oil-producing Countries, on the other hand, don’t sell oil products below cost, but at prices lower than they could get if they were to sell the oil in International Markets.

This opportunity cost is large in some Countries, and the benefits accrue mainly to the wealthy, who consume more oil than the poor.

The Authors of the paper (in the link _§_, at the end) think that the outlook for the Global economy because of lower oil prices is certainly positive.

What they’re finding is that the positive they were expecting is taking longer to come.

Part of the reason for that is that there have been other shocks along the way that have gone in the opposite direction. But they think another part of it is that the saving is being used to pay down overextended balance sheets, both by Households, and by Firms.

So the boon from lower oil prices could take a while to come, once balance sheets have been repaired, but the repairing process is taking place faster than it otherwise would have thanks to lower oil prices.

BE CAREFUL l- – – – – also:

1l> Spillover to prices of other energy commodities -/- Natural gas and crude oil prices (1995 – 2015), Pp. 15-16 / 41 (in the _§_);

2l> Implications of lower oil prices for the financial sector -/- Financial market developments, Pp. 29-33 / 41 (in the _§_);

3l> Energy price reform, P. 38 / 41 (in the _§_).

_§_ A.M. Husain, R. Arezki, P. Breuer, V. Haksar, T. Helbling, P.A. Medas, M. Sommer [(International Monetary Fund, and/with Staff Team: Aa. Vv., the)], “Crude oil prices – Global implications of lower oil prices” – Staff Discussion Notes (SDNEA) No. 15/2015: July 14, 2015

http://www.imf.org/external/pubs/ft/sdn/2015/sdn1515.pdf

Surfer © サーファー [English for All – together, in World https://www.youtube.com/watch?v=CfRMkUFtexs ® ENERGY TV]

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lampo
Scritto il 24 luglio 2015 at 22:57

Forse la spiegazione è molto più semplice: non avete letto la notizia della meteora passata vicino alla Terra ricca di platino e oro? Durante il passaggio sono riusciti ad intercettare la sua orbita ed hanno calcolato che ripasserà poco distante dal nostro pianeta fra circa 7 anni.
Adesso ci sarà la gara fra le superpotenze per preparare una missione spaziale, stile Rosetta, per il prossimo passaggio della meteora. Lo scopo è di recuperare il più possibile del suo contenuto (sono ancora indecisi se farla esplodere con delle testate nucleari in maniera da modificare la traiettoria di alcuni pezzi verso zone disabitate del nostro pianeta, oppure ricorrere ad una missione altamente specializzata in robotica… che estragga il materiale direttamente sul posto durante un altro giro della sua orbita in modo che per il terzo passaggio sia pronto poi da riportarlo sulla Terra).
Ma non è finita qui! Avrete sicuramente letto la notizia del lancio di un nuovo programma, simile al vecchio Seti, ma molto più vasto, per individuare eventuali messaggi provenienti da civiltà abitanti pianeti extrasolari.
Ebbene in realtà lo scopo secondario (o forse primario?) è cercare di capire se ci sia qualche civiltà evoluta in prossimità dell’orbita dell’asteroide. La speranza è che sia più evoluta di noi da punto di vista tecnologico perché, in caso di insuccesso della missione che citavo prima, potrebbe recuperare il metallo prezioso dalla cometa (durante il passaggio in prossimità del loro mondo) per noi e poi inviarcelo con corriere espresso spaziale… con consegna ultrarapida grazie al superamento della velocità della luce grazie alla loro padronanza nella deformazione dello spazio tempo…

Scusate… ma ogni tanto fa bene sdrammatizzare

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