HOT: Draghi con il suo QE potrebbe salvare le banche tedesche

Scritto il alle 14:00 da Danilo DT

Mercato-immobiliare-mutui-germania

Un report apparso sul sito della Banca dei regolamenti internazionali (BIS) illustra un settore immobiliare tedesco a rischio bolla. Ma soprattutto sono le banche a trovarsi in pericolo coi relativi mutui immobiliari. Però ora grazie a Draghi qualcuno potrebbe alleviare le banche teutoniche da molti rischi di insolvenza.

Su questo blog abbiamo parlato in passato del rischio di bolla immobiliare soprattutto a Londra. Una situazione che sembra lontana ed isolata. Infatti il resto del mondo immobiliare, in primis quello italiano, è rimasto decisamente lontano dai massimi.
Questo grafico è eloquente ed è sufficientemente esplicativo per poter fare le dovute valutazioni del caso.

Il mercato immobiliare in Italia

italia-mercato-immobiliare-crollo

Ieri sera però ho ricevuto un’email dell’amico Lampo che mi ha molto incuriosito. Oggetto dell amissiva era un report della Banca Centrale delle Banche Centrali, ovvero la BIS (banca dei regolamenti internazionali) che ha pubblicato un report intitolato “Financial Stability Review”.  Uno studio sull’economia globale? No, in realtà a presentare il tutto è Claudia Buch,  un personaggio poco noto ma che per la cronaca è la numero 2 della Bundesbank. E difatti si tratta proprio della stabilità finanziaria della Germania.
Quindi, tanto per intenderci, quello che ci dice la numero 2 della Bundesbank possiamo considerarlo sufficientemente credibile ed attendibile, giusto?
Bene, sappiate allora che la signora Buch, in questo report, mette in allerta il mondo sul rischio di una bolla immobiliare in Germania.
Sissignori, avete capito bene, la grande Germania è a rischio bolla. Ma tutti zitti, nessuno ne parla.
Leggiamo cosa ci racconta la punto 5:

What we do see, though, are signs of structural vulnerability within the German banking system. The surveys found that 100% financing arrangements are certainly no longer out of the ordinary in the surveyed towns and cities. If a decline in urban real estate prices were to coincide with climbing default rates, this would have a considerable impact on banks’ profits.

A scenario like this might well be manageable, were it to occur in isolation. But experience
has taught us that real estate crises normally go hand in hand with a downturn in the broader economy. If this occurred simultaneously, it could prove to be very trying indeed for banks.

Besides continuing to monitor developments in the real estate market, we currently see two areas in which action is needed. First, we are laying the groundwork for closing major data gaps. Second, we are evaluating what fundamental legislation is needed to even more effectively counter risk in the real estate market going forward.

Quindi, cari amici, si teme per l’incolumità delle banche tedesche, in quanto visto il generoso ricorso ai finanziamenti, grazie ai tassi esageratamente abbordabili, se ci fosse un abbassamento repentino del prezzo degli immobili, le banche tedesche si troverebbero in profonda difficoltà.

Non si può quindi parlare di una vera e propria bolla immobiliare in Germania, la Buch non lo dice esplicitamente, ma di certo fa cenno ad un esagerato ricorso al finanziamento bancario che ha creato una serie di rischi sopra descritti.

Per certi versi, quindi, la Germania non può che benedire un’inflazione un pochino più alta in quanto andrebbe a frenare la corsa ai mutui. E le banche… E le banche, ACTHUNG, ecco il colpo di genio, troveranno il modo di liberarsi dei rischi.

E qui viene il bello, cari amici. Cosa potrebbe quindi succedere? Che le banche cartolarizzino e cedano il tutto alla “golosa” BCE che vuole gonfiarsi il suo bilancio. Geniale no?
Draghi raggiunge i suoi obiettivi e il sistema bancario si libera di un bel pacchetto di mutui. Ok, le mie sono supposizioni, ma saranno così distanti dalla realtà?

Mercato immobiliare tedesco: la crescita degli ultimi anni

variazione-crescita-mercato-immobiliare-tedesco-germania

 

STAY TUNED!

Danilo DT

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16 commenti Commenta
idleproc
Scritto il 27 novembre 2014 at 14:47

Veramente bravi a cercarvi le notizie.

Saremo felici con un po’ di “stampa” di aiutare le banche tedesche.
Una contrazione dei redditi reali dovuta anche all’azione dell’inflazione senza nessuna ripresa o partenza del sistema produttivo sarebbe il massimo.
Una sana stagflazione è proprio quello che ci vuole.

In Itlay stanno mettendo le mani avanti e ho letto sul giornale di Lui che hanno autorizzato l’uso dei droni militari per garantire la sicurezza dei “cortei” e dei cittadini.
Non mi sembra che sia una posizione “liberale”, tende a scontrarsi con quello dicono i liberali veri dall’altra parte dell’Atlantico. Noi siamo diversi.
Che sappiano qualcosa che noi non sappiamo?

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Scritto il 27 novembre 2014 at 15:04

l-1-l V. K. Kholodilin, C. Michelsen, D. Ulbricht (DIW Berlin), [Immobilienpreise, in] “Stark steigende immobilienpreise in Deutschland – aber keine gesamtwirtschaftlich riskante spekulationsblase”, Wochenbericht Nr. 47 / 2014: November 19 (ss. 1231-1240)

l Kasten 2 – Statistisches verfahren zur identifikation spekulativer preisblasen am immobilienmarkt l – siehe seite 1234 (oder 4 / 11)

http://www.diw.de/documents/publikationen/73/diw_01.c.489772.de/14-47-3.pdf .

l-2-l A. Dombret (Deutsche Bundesbank, Executive Board), “Big Bang Banking Union – What can we expect?”, [at the] Euro Finance Week 2014, Frankfurt am Main: November 18, 2014

…^ Over all, it could be concluded that German banks are stable enough from a capital point of view to cope with severe economic stress.

But again, no bank should give in to complacency. ^…

http://intermarketandmore.finanza.com/oltre-gli-acquisti-in-stile-qe-bce-ue-ed-esm-devono-essere-chiamati-a-nuovi-ruoli-69731.html/comment-page-1#comment-136563

サーファー © Surfer [Noch einmal: fur Sparer, aufmerksamkeit. Again: attention to your savings! – per l’n-sima volta, i.e.: “mezzi avvisati, mezzi salvati”]

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atomictonto
Scritto il 27 novembre 2014 at 15:53

idleproc@finanza,

Mah…non mi sembra strano, hanno sempre usato gli elicotteri per lo stesso scopo, avrai notato che in qualunque caso di manifestazione di massa di tipo politico, sportivo e musicale, ti ronza sopra la testa almeno un elicottero…pure le affollate spiagge Romagnole sono sorvolate da elicotteri di PS e CC.
I droni costano moooooolto meno da operare, consumano un terzo e hanno bisogno di un solo “pilota”.

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idleproc
Scritto il 27 novembre 2014 at 16:55

Grazie Surfer,

conosci anche il crukken?
non avevo letto il tuo post precedente e i links.

Pensi facciano sul serio sui TBTF etc o è la posizione “politica” di un singolo o gruppo?

http://www.bundesbank.de/Redaktion/EN/Reden/2014/2014_11_18_dombret.html

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idleproc
Scritto il 27 novembre 2014 at 17:18

Mi hai fatto intravedere anche uno spiraglio e considerare come problematiche valutazioni che davo come definite e comprendere il senso della tua affermazione:

“la Germania si difende e Ci difende – ora.”

Merci bien

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Scritto il 27 novembre 2014 at 17:49

Idleproc,

gut, aber … auch – mit funf mehr (ohne die Italienische sprache)! Slang und technisch (finanziellen, nicht nur).

Posso solo dirTi/Vi questo:

“c’è un gioco delle parti” – a macchia [anche Nazionale – ossia, di singoli Stati con le/da parte delle “Autorità” addette (preposte) ai relativi settori] e (dipende) dal “do ut des”.

Come le canne quando c’è il vento forte: resistono sempre in poche (dicitur, la selezione naturale, indotta – in parte è positiva, se si conoscevano/conoscono e si conosceva/conosce chi Le gestiva/gestisce e soprattutto la struttura – TUTTA; DA CANI, nella stra-GRANDE-maggioranza dei casi).

https://www.youtube.com/watch?v=dPmd2CXGpXQ … ^ You’re so thin ^ …

サーファー © Surfer [Ora possono, PER FORTUNA … prima NO: era IMPOSSIBILE!]

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draziz
Scritto il 27 novembre 2014 at 19:16

Non vi è mai venuto in mente che la riunificazione delle due Germanie qualcuno doveva pure pagarla?
Non so perchè ma continua a ronzarmi nella testa…

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idleproc
Scritto il 27 novembre 2014 at 20:20

draziz@finanza,

…c’entra… c’entra… anche da un punto di vista più generale.

Andreotti: Amo talmente tanto la Germania che ne preferivo due.

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Scritto il 27 novembre 2014 at 20:51

draziz@finanza,

Hahahahha! Esatto!

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Scritto il 28 novembre 2014 at 20:06

The role of the leverage ratio in the UK’s capital framework for banks, and the corporate governance of financial institutions, in particular, the over-development of board committees.

-1- Why is it needed in addition to risk-weighted capital ratios?

-2- How should it be calibrated?

-3- Why are the Financial Policy Committee(FPC)’s proposals not simpler?

-4- What type of capital is appropriate to count towards the leverage ratio?

§- – – M. Taylor [Bank of England, FPC], (Speech) “Why we need a leverage ratio, and how bank boards might take charge” – [at the] Oliver Wyman Institute Conference 2014, London: November 20, 2014

http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/speeches/2014/speech778.pdf – – -§

On the first question, Martin cites two reasons why UK banks should be held to a leverage ratio in addition to risk-based measures of capital adequacy.

First, risk-weighted measures are not infallible: they rely largely on models, which are imperfect, and may also be inherently procyclical because risk weights tend to rise as economic circumstances deteriorate.

Second, unlike the leverage ratio, risk-weighted measures do not usually capture a bank’s entire balance sheet, only a proportion of it.

…^ We’re trying to give ourselves more ways of reading the financial weather.

Come to think of it, wasn’t it always very strange to believe that all that is known about the risk characteristics of an immensely complex bank could be boiled down to a single ratio? ^…

On the question of calibration, Martin makes the point that the FPC has aimed as far as possible for a position of

…^ “complementary neutrality” between the leverage ratio and the risk-weighted capital ratio.

Which will bind first ought then to depend on the business models individual firms pursue. ^…

On the third question, Martin’s view is that if the two ratios are to be genuinely complementary, and if the risk-weighted capital ratio is to vary over time as envisaged in the new international regulatory architecture, it’s necessary that the leverage ratio should vary as well, or perverse incentives will come into play.

…^ I think it’s fair to say that without this principle of time variance the Committee would be looking to set a much higher … base leverage ratio. ^…

Lastly, in relation to the quality of capital that should count towards the leverage ratio, Martin’s view is that Additional Tier 1 (AT1) instruments carry “a real structural disadvantage”, because they only trigger as a consequence of declines in the risk-weighted capital ratio, not the leverage ratio, and it is possible for these to diverge quite sharply if risk weights change, as happened in the run-up to the crisis.

But Martin says he is comfortable with the pragmatic view taken by the FPC to allow AT1 instruments to account for up to 25% of the minimum leverage ratio provided that they have a conversion trigger of 7% or more on a risk-weighted capital ratio basis, and that the time-varying and systemic add-ons are met with proper equity.

Turning to the subject of corporate governance at banks, Martin observes that, in response to governance failures of the past, and in order to operate more efficiently, boards of directors have increasingly delegated important decisions on risk, remuneration, audit, and capital allocation to board committees.

…^ I believe this efficiency has been bought at a high price in reduced board cohesion.

It has got harder – perhaps because some organisations are ungovernably large – for boards to see any sort of big picture.

Unable to encompass the blurred outlines of a sometimes ugly reality, individuals take refuge in trivial detail. ^…

In Martin’s view, that there are some matters that the board of a bank must have a collective understanding of and take collective responsibility for.

These include, whether it understands the model that determines how much capital a bank believes it requires; whether it understands the incentives that underlie the remuneration system, and what behaviours are likely to be encouraged by the way employees are paid.

In addition, does the board understand all the different activities in which the organisation is engaged?

Every one of these considerations is too big to delegate to board committees, Martin concludes.

…^ They are quintessentially matters for the whole board, and a board that applied itself to them all properly would not have to worry about spending its next awayday in Pentonville.

The board committees, in banking and elsewhere, need to be the obedient servants of the board, not its masters. ^…

l- – – – –

FPC (BoE, the), “Review of the leverage ratio” – October 31, 2014

http://www.bankofengland.co.uk/financialstability/Documents/fpc/fs_lrr.pdf … See to pages 23-28 (or 25-30 / 41) the §4 – Impact analysis.

– – – – -l

サーファー © Surfer

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lampo
Scritto il 28 novembre 2014 at 21:05

@finanza:

First, risk-weighted measures are not infallible: they rely largely on models, which are imperfect, and may also be inherently procyclical because risk weights tend to rise as economic circumstances deteriorate .

Second, unlike the leverage ratio, risk-weighted measures do not usually capture a bank’s entire balance sheet, only a proportion of it .

… “complementary neutrality” between the leverage ratio and the risk-weighted capital ratio.

Which will bind first ought then to depend on the business models individual firms pursue. ^…

it’s necessary that the leverage ratio should vary as well , or perverse incentives will come into play.

… I think it’s fair to say that without this principle of time variance the Committee would be looking to set a much higher base leverage ratio.

…Martin observes that, in response to governance failures of the past, and in order to operate more efficiently, boards of directors have increasingly delegated important decisions on risk, remuneration, audit, and capital allocation to board committees .

… does the board understand all the different activities in which the organisation is engaged?

Mi sono permesso di citare ed evidenziare alcuni passaggi da stamparsi bene in mente… quando saremo alla fine di questo ciclo economico, amplificato dal coordinamento tra banche centrali (unico nella storia economico-finanziaria moderna)

Fra non molto, per gestire la complessità di variabili per mantenere in piedi il sistema, non saranno più sufficienti gli attuali organi collegiali competenti… ma pian piano si dovrà accentrare in organismi di più alto livello (ed esterni)… che probabilmente gestiranno sempre più l’enorme mole di dati con avanzati modelli matematici previsionali delle potenziali ricadute di ogni eventuale decisione (ad esempio qualcuno per caso ha mai sentito parlare del centro elaborazione dati di Blackrock? E perché venga chiamato spesso come consulente esterno per le banche centrali?).

Ecco che pian piano ci avvicineremo ad un altro tipo di finanza ancora agli albori: la finanza frattale (Mandelbrot ne sarebbe contento… in tutta l’umiltà con cui ha portato avanti i suoi studi ed ha affrontato l’argomento).

Interessante che se ne incominci a sentire l’esigenza, come evidenziato dal documento che hai postato.

In ogni caso è ancora presto… e come sai bene, in mezzo deve avvenire un’altra crisi… che spinga alla ricerca di sistemi alternativi (tra cui quello che ho citato).

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Scritto il 28 novembre 2014 at 21:43

Lampo,

con Carney(*) la BoE è in buonissima mani – soprattutto per i “pensatoi” e l’area degli studi economici (non solo per il ramo finanza e banche); attualmente è la migliore su piazza, sotto tutti i punti di vista.

“Alcuni” sono stati scelti da Mervyn (King), tra l’altro: è e sarà (PER ME) SEMPRE il NUMERO 1 di quelli (al Top) che ho conosciuto [ha un cervello ed una capacità di analisi (minuta e su larga scala), di un altra Galassia].

サーファー © Surfer [* Solo nel Paese delle “IT-ALICI” potevano pensare e sperare che la Reichlin potesse diventare la Sua Vice – da lì si capisce che (la media de/)i pseudo “giornalisti” ed “esperti” ITALIANI è solo “ammanicata”, e non conosce affatto chi CONTA e quanto VALE (nel CERVELLO, nel PENSIERO e nelle “RELAZIONI”]

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lampo
Scritto il 28 novembre 2014 at 22:56

@finanza,

Quando nel 2012 Osborne ha annunciato la nomina di Carney alla BOE, mi sono venuti letteralmente i brividi!

Non per Carney, che indubbiamente è veramente competente ed in gamba.

Ma per come gli inglesi, così nazionalisti, hanno accettato di avere in una posizione così delicata ed allo stesso tempo importante, una persona di nazionalità non inglese!

Per chi non lo sapesse… è la prima volta che succede da… poco più di tre secoli, cioè dalla nascita della BOE.

In quel momento ho veramente capito quanto sia importante (per loro) il coordinamento fra banche centrali. E quanto anche il ruolo degli UK tra USA, Europa ed Asia.

Collocandosi in quest’ottica probabilmente si comprenderanno meglio i precedenti commenti, sopratutto quello di Surfer… che colgo l’occasione di ringraziare per le vere perle di informazione che ci offre (e soprattutto di riflessione… al posto giusto ed al momento giusto).

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lampo
Scritto il 28 novembre 2014 at 23:03

Dimenticavo un aspetto importante… Carney dichiarò, ancora prima di iniziare il suo mandato, di dimettersi anticipatamente, dopo cinque anni (il mandato di solito dura otto anni).

Quindi la scadenza a memoria dovrebbe essere attorno a metà del 2018.

Quindi è facile prevedere che per quella volta gli UK avranno già gestito il rialzo dei tassi di interesse … e la rotazione settoriale a livello finanziario.

Prima di quella data… sapremo quindi anche se l’Europa di oggi resisterà… o sarà diversa.

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kry
Scritto il 28 novembre 2014 at 23:13

lampo:

Prima di quella data… sapremo quindi anche se l’Europa di oggi resisterà… o sarà diversa.

Scommessa troppo facile da vincere …. e non perchè una parte dell’Ukraina farà parte dell’ UE.

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