Grosso guaio al China Market (e non solo)

Scritto il alle 11:11 da Danilo DT

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Nei post precedenti, ed in particolar modo in questo, ho segnalato l’importante legame intermarket esistente tra le materie prime, le valute emergenti e borse degli stessi emerging markets.
Una cosa che ho più volte sottolineato è la seguente: i paesi emergenti sono i principali produttori di molte materie prime, ma sono anche tra i più importanti consumatori delle stesse. Diventa quindi abbastanza semplice poter dire che se gli emergenti tracollano, allora i consumi delle commodity (ed i relativi prezzi) non potranno che scendere ulteriormente.
Ma in particolar modo è interessante guardare alla Cina, un mercato che rappresenta la SECONDA potenza economica globale dopo gli USA (e se NON consideriamo l’Unione Europea come entità unica) che in questi giorni ha vissuto momenti di grande difficoltà, ma anche qualche sporadico rimbalzo.
In massima sintesi eccovi un grafico che va a sintetizzare la follia di queste sedute di borsa a Shanghai con tanto di spiegazione delle varie fasi di mercato.

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La follia cinese però non lascia immune il resto dell’area emergente asiatica in primis (Giappone compreso) ma anche i paesi core in un secondo tempo. Solo che questo fattore il mercato, al momento, lo sta “sottovalutando”.
Credete veramente che la Cina non vada a “cambiare” il quadro di mercato? Intanto guardatevi questo altro grafico. Illustra i consumi cinesi delle varie materie prime.
Credo non occorrano grandi commenti per poter di re che la Cina influenzerà eccome la crescita economica globale. E’ solo una questione di tempo e poi anche chi cerca di portare “acqua al suo mulino” non potrà fare a meno di ammettere questa verità.

cina-consumo-materie-prime

Volete avere la conferma definitiva che tra le materie prime e crescita globale c’è un legame (intermarket) forte? Prendiamo quella che è la commodity più seguite per tastare il polso alla crescita economica globale, e che la Cina consuma per il 48% dicasi 48% della produzione annua: Dr. Copper, ovvero il RAME.

Andiamo a confrontare quindi la variazione del prezzo del rame con la variazione del tasso di crescita globale. Trovate delle corrispondenze? Occorre dire altro?

intermarket-rame-crescita-globale

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2 commenti Commenta
pecunia
Scritto il 31 agosto 2015 at 11:59

buongiorno DT !
mi sono letta gli ultimi post e relativi commenti…. carne al fuoco ce n’è eccome. Staremo a vedere chi ha ragione e come si muoveranno i mercati nel prossimo futuro.
:)

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kry
Scritto il 1 settembre 2015 at 00:20

[ ( ] Ciao Danilo , Mi sto imponendo un periodo di quarantena stile Time Out , solo che questa volta non riesco a trattenermi.
” Prendiamo quella che è la commodity più seguite per tastare il polso alla crescita economica globale, e che la Cina consuma per il 48% dicasi 48% della produzione annua: Dr. Copper, ovvero il RAME.
Nel concordare che il rame in assoluto possa essere considerato un termometro per misurare lo stato dell’economia globale mi chiedo
1) il mondo è abitato da più di 7 miliardi di esseri umani , la cina da 1,4 circa il 20%
2) il pil cinese è 1/3 della somma di quello americano ed europeo e 1/5 del G20 ( fa 20% )
da cui deduco che
1) il CU di certo non è servito solo per un uso strettamente economico
2) più probabilmente è utilizzato anche come fondo a garanzia a immagine e somiglianza dell’ AU.

Al limite in caso di necessità si conieranno tante belle monetine ( magari commemorative relative al MULTINAZIONALISMO ) alla pari di quelle d’argento americane dove sembrano in ritardo nella consegna di 4 mesi.
D’ altronde con un pil al 3,7% non possono di certo perdere tempo a coniare monete , han di meglio da fare … magari far finta di stampare carta …o dei bei bit elettronici fantascientifici.
Scadenza della quarantena circa a metà settembre. Ciao a tutti. [ ) ]

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