GRECIA, FMI e GERMANIA: ricomincia la sfida contro il tempo

Scritto il alle 11:30 da Danilo DT

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Ma tu guarda! Il problema GRECIA non era ancora risolto. Ma non mi dire! E magari qualcuno se l’era già anche scordata. Nossignori, io ogni tanto ve l’ho ricordata e difatti ecco che, dal nulla, rispunta fuori.
O meglio, la Grecia è sempre stata un problema solo che ultimamente non faceva più notizia come una volta. E allora è stata accantonata fino al giurno in cui, per comodità o necessità, è stata nuvoamente citata dalle istituzioni finanziarie internazionali.
E quel giorno, è arrivato.

(…) Ma in realtà di Grecia si continua a parlare soprattutto nei corridoi del Fondo Monetario Internazionale e in Germania dove Angela Merkel è sempre più costretta tra due fuochi: quello del Fondo di Lagarde che vuole la riduzione del debito per Atene e quello del Bundestag da sempre contrario ad un piano di salvataggio della Grecia senza il Fondo. (…) (IBT

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Siamo onesti, non ci sarebbe nulla di nuovo, sono cose ben note anche ai lettori di questo blog. La Grecia non più tardi di un anno fa, rischiava di uscire dall’Euro, con un debito pubblico ingestibile ed un programma di aiuti che doveva essere sposato dal governo greco, a condizioni di drammatici tagli di spesa. Se ben ricordate, già fin da subito ho voluto “osare” dicendo che il piano era tecnicamente insostenibile e fallace alla nascita. In altri termini, si era comprato palesemente tempo, rinviando il problema a più avanti, rincarando addirittura il problema. E, triste dirlo, non mi ero sbagliato, tanto che puntualmente, un anno dopo, eccoci nuovamente qui a parlare di Grecia, di ennesimo insuccesso e di nuovo rischio default visto che a luglio il governo greco avrà bisogno di 3,5 miliardi di euro per pagare un debito nei confronti di FMI e BCE.

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E indovinate? Per poter onorare il debito, la Grecia avrà bisogno di altri soldi che otterrà solo se ci saranno nuovi accordi sulle riforme. Le solite promesse di Pulcinella.
Intanto tramite Wikileaks, sorge la pressione che il FMI mette sulla Germania affinchè la stessa accetti la riduzione del debito della Grecia. Ed è una condizione secondo me necessaria. Bisogna negoziare una riduzione del debito che ormai viaggia intorno al 180% del PIL, un numero che non potrà far altro che lievitare ulteriormente.

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La Germania non ne vuole sapere. Motivo? Semplice: non si vuole creare un pericolosissimo precedente. La Grecia conta come il 2 da picche. Ma se la Grecia di domani fosse un paese con un peso specifico ben diverso (tanto per dire, cito Portogallo o peggio la Spagna o…peggio l’Italia) che cosa capiterebbe?
Ma se la Germania non vuole mollare, per il FMI la rinegoziazione del debito sta diventando una condizione NECESSARIA per ottenere ulteriori finanziamenti. Anche perché costringere Tsipras ad accettare altri piani capestro, non potrebbe che peggiorare ulteriormente la situazione per la Grecia. Una vera eutanasia.

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Quindi, la partita è fondamentalmente a tre.
Da una parte il FMI che fa pressione sulla Germania.
Dall’altra la Germania che fa pressione sulla Grecia e sul FMI, negando la disponibilità alla ristrutturazione.
E poi la Grecia che ormai sa di essere condannata e che vede nella ristrutturazione del debito una possibile soluzione a parte dei suoi problemi (una picocla parte, voglio sottolineare).
Dite che luglio è lontano? Non preoccupatevi, è più vicino di quanto possiate immaginare, visto che saranno mesi di battaglie diplomatiche e di incontri con scene anche “drammatiche” a livello di prospettive.

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Previsioni? Fatte per essere puntualmente smentite. Sopratutto se sulla Grecia

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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3 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 5 aprile 2016 at 14:56

“La Germania non ne vuole sapere …”

Quale Germania ? Quella della Merckel vuole tenere le cose come stanno (ma non si può) quella dello zoppo vuole la Grecia fuori dall’euro. Il piano Schauble è stranoto: Grecia fuori e Germania disposta a pagare qualche miliardo per tenerla in vita una volta staccatasi dall’eurozona e in piena iperinflazione (la Grecia non produce nulla al di fuori di olive e yogurt). Per lo zoppo questo è il primo passo per l’euro del nord che è da sempre il piano originario della ortodossia germanica, poi deviato per cause esterne cui non ci si poteva opporre. La Merckel è sempre più debole, Schauble sempre più forte. La Merckel è un agente di Washington, lo zoppo è un vecchio nazista. Sono le due Germanie.

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atomictonto
Scritto il 5 aprile 2016 at 17:49

john_­ludd@fi­nan­za,

Il vero capo dei nazisti krukki, che infatti da anni sta facendo scelte solo in prospettiva di guadagnare consenso interno in krukkolandia per poi lancirasi in politica verso l’amato Bundenstag…è Jens Weidmann.
Lo zoppo è fuori limiti di età per una cosa del genere.

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john_ludd
Scritto il 5 aprile 2016 at 21:19

ato­mic­ton­to@fi­nan­za,

è solo un bankiere, però sta bene con i baffi, ma deve togliere gli occhiali!

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