Grazie alle quote Bankitalia le banche italiane sono più solide? Mah…

Scritto il alle 14:30 da Danilo DT

Si avvicinano gli stress test, ovvero quello che secondo il sottoscritto rappresenta l’ennesimo appuntamento…farlocco dove si daranno dei voti al  sistema bancario, con una serie di incongruenze a seconda di banca, paese, sistema di riferimento.

Direi scontato l’esito, risultato che sarà ovviamente positivo, magari qualche rimandato ma nulla di più.
Finanto che non si avrà una vera unione bancaria tutti gli stress test in UE avranno sempre esito relativo. Ma di questo ho già parlato fino alla noia.
Innanzitutto, quello di cui dovremmo avere conferma in modo chiaro ed inequivocabile, sarebbe il capire in modo definitivo COSA accade se un grosso polo bancario fosse in grande crisi.
Lasciando da parte i nostri casi che sicuramente potrebbero fare scuola, ma se un banca francese con forte esposizione sui derivati o con leva finanziaria fuori controllo, si trovasse in forte difficoltà, che succede? Chi deve intervenire? Il Governo Francese? La BCE? L’OMT? L’ESM? E se invece a rischiare di saltare è proprio una banca italiana, il comportamento sarebbe paritetico a quello riservato ad un istituto, tanto per dire, tedesco? Oppure si riaprono gli scenari visti a Nicosia qualche mese fa, con la crisi di Cipro?

Occorre quindi sapere in modo chiaro e definitivo CHI salva CHI, e solo in questo modo avremo realmente un siste

Lasciando da parte questi dubbi amletici, torniamo in madrepatria e diamo una sbirciatina alle nostre banche, le quali subiranno un aumento degli acconti fiscali i quali saranno portati per quest’anno al 130 per cento circa.
E chiamarli acconti fa alquanto sorridere.

Source: Twitter

Ma attenzione, ecco però l’intervento che da una parte toglie e dall’altra invece dà. In cambio le banche hanno ottenuto la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia già nel 2013. Una misura che permetterà agli istituti di credito di rafforzare il proprio patrimonio in vista degli stress test della Bce.

«La norma – ha spiegato Saccomanni – consente infatti alle nuove quote rivalutate di essere incluse nel patrimonio di vigilanza delle banche ai valori rivalutati correnti. Si tratta quindi – ha sottolineato il ministro dell’Economia – di un provvedimento che le banche gradiscono perché accresce la loro patrimonializzazione in una fase in cui si approssimano gli stress test sull’adeguatezza del capitale delle banche e sulla capacità di affrontare rischi di perdite».

Tuttavia l’operazione a regime, ossia quando il processo di riassetto azionario sarà completato, dovrebbe produrre un gettito tributario di circa 1 miliardo, perché il Dl stabilirebbe che le rivalutazioni iscritte a bilancio saranno assogettate a un’imposta sostitutiva del 12%.

Saccomanni ha assicurato inoltre che la Bce si avvia a dare parere favorevole al provvedimento del governo sulla rivalutazione delle quote detenute in Bankitalia.(Source)

Quindi una rivalutazione di quote già detenute. Morale: uno splendido GIRO CONTABILE che non fa nulla di diverso e non cambia la situazione REALE delle banche ma illude regalando loro una ipotetica maggiore solidità
Ripeto, il tutto in vista degli stress test. E già da qui capite quanto sono farlocchi.

Credit Default Swap Banche Italiane

E secondo voi il mercato in questo momento come vede la cosa? Ovviamente bene. E la percezione del rischio sul settore bancario italiano (e non solo su quello) è veramente minimo.
In questo grafico vi riporto i CDS delle banche italiane più importanti.
Come potete vedere tutti sono al di sotto della media storica dei CDS (370 bp) sulle stesse banche. Tutti.
Vuol dire che MAI come oggi le banche italiane sono solide oppure…

STAY TUNED!

Danilo DT

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3 commenti Commenta
Scritto il 28 novembre 2013 at 16:57

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kry
Scritto il 28 novembre 2013 at 17:46

Di certo le banche italiane sono le più solide in europa fintanto che ci sarà il pilota automatico della bce e a questo punto siamo sicuri che un unione bancaria non penalizzi ulteriormente il nostro sistema bancario a vantaggio dei soliti tedeschi e francesi.

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ihavenodream
Scritto il 29 novembre 2013 at 10:22

Rispetto la tua opinione, tuttavia io non sarei così sicuro che gli stress test saranno farlocchi…Draghi si è gia’ esposto…si è detto chiaro e tondo che cio’ che conta è il core tier I, e che deve essere all’8% minimo…è vero che non c’è l’unione bancaria, pero’ questo criterio qui è unico e oggettivo, non dipende piu’ di tanto dai regolamenti nazionali…e se passa è difficile fare abbellimenti di bilancio…non è che in europa le banche stanno al 6-7 e con qualche rivalutazione o ricapitalizzazione si possono riportare nei valori…qui si parla di bilanci già sotto le mani di tutti e totalmente fuori controllo…vedi DB, vedi BNP, vedi CA…sono tutte messe moooolto peggio di MPS per dire dal punto di vista degli stress test…poi l’altra tua domanda è legittima: come si fa? d’altronde è la stessa che si è posto Draghi… ha detto: prima ancora di iniziare gli stress test bisogna mettersi d’accordo sulle soluzioni da prendere…e pero’ se si fanno due conti questa domanda appare retorica, nel senso che il problema è così grosso che in realtà se si vuole affrontarlo c’è un’unica via: un QE di minimo 1,5 trilioni di euro (meglio 3)…per me lo scenario piu’ probabile è questo qui…poi si puo’ anche non fare nulla di tutto questo come dici tu, pero’ il problema resta, il credito non circola in Europa e le banche di fatto non stanno funzionando e i nodi stan venendo al pettine molto rapidamente…non credo che la Bce rimarrà indifferente, almeno fin quando c’è Draghi…

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