GIAPPONESIZZAZIONE: la chiusura del cerchio

Scritto il alle 09:30 da Danilo DT

giapponesizzazione-economia

Era il lontano 2010: e qualcuno a caso iniziò a parlare di “Giapponesizzazione”. Ma cosa sarà mai?
Con il termine “Giapponesizzazione” intendevo raccontare quel processo con cui le economie europee ed americane si ritrovavano col rischio di finire proprio come il Giappone con tassi a zero ed una crescita economica quantomeno anemica, con un evidente rischio deflattivo conseguente ad un crescente debito.

Debt deflation, baby. Questo era il post di cui vi sto parlando.
Sono passati ormai 15 anni da quel giorno e possiamo dire che la Giapponesizzazione è ora qui, tra di noi. La politica monetaria in tutto il mondo sta cercando di alleviare il bruciore delle ferite post crisi che ancora ci portiamo dietro e che non sono assolutamente guarite. Anzi…

Rileggetevi tutti i post sull’argomento “Giapponesizzazione” cliccando QUI.
Oggi possiamo dire che il quadro si è chiuso con un evento che per molti significherà nulla ma che rappresenta la conferma definitiva che ci siamo “giapponesizzati”. Proprio da ieri il governativo tedesco a 10 anni rende MENO del pari scadenza di Tokyo.
E se la storia insegna…non c’è QE che tenga per rilanciare l’economia…

germania-vs-giappone-10yr-confronto-giapponesizzazione

STAY TUNED!

Danilo DT

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18 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 4 febbraio 2015 at 12:41

il fatto che il QE non serve all’economia non è un difetto inatteso è un elemento del progetto. Il QE serve alle banche per scaricare i titoli di stato che hanno comprato gli scorsi anni (quando consigliavano ai clienti di vendere perchè i tassi sarebbero saliti) e sui quali hanno ampie plus. Un bond non può guadagnare più della somma delle cedole attese. Una volta che i tassi sono a zero, il valore del bond attuale comprende tutte le cedole future, non c’è più nulla da spremere, ma non c’è neppur nessuno cui venderlo. Qui entrano le banche centrali, il cui scopo è proteggere e aiutare le banche, l’economia reale è fuori dalla portata delle stesse. Questa è la ragione per cui i bond salgono di prezzo PRIMA del QE e scendono durante il QE. Poi se eserciti di babbei continuano a festeggiare il QE perchè aiuta l’economia non posso farci niente, se invece festeggiano perchè fa salire le borse, allora fanno bene, ma penso sappiano che è un fenomeno transitorio e prima che mai, bisogna pure incassare, buona idea le stop loss ma mai che si parli degli stop gain. No QE, no party.

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ob1KnoB
Scritto il 4 febbraio 2015 at 13:29

quanto ti voglio bene….(metafora)

Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime, inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga.

Joseph Goebbels

Storia introduzione cap 1

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john_ludd
Scritto il 4 febbraio 2015 at 13:34

ob1KnoB@finanzaonline,

“Si dice che per sopravvivere qui bisogna essere matti …quasi come un cappellaio…e per fortuna io lo sono ! La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità !”

Il Cappellaio Matto

da “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll, 1865

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kry
Scritto il 4 febbraio 2015 at 14:13

— Proprio da ieri il governativo tedesco a 10 anni rende MENO del pari scadenza di Tokyo. —- In fin dei conti in germania abbiamo inflazione -0,3 mentre in giappone +2,4. Pura e semplice curiosità che non cambia nulla rispetto alla realtà e alle mie tasche. Ciao.

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john_ludd
Scritto il 4 febbraio 2015 at 15:34

kry@finanza,

l’inflazione in Giappone stia rientrando sotto l’1%. Tutta l’inflazione dello scorso anno è stata da costi per la svalutazione dello yen. Non essendoci stata la famosa terza freccia di cui blatera Abe, non ci sono stati aumenti salariali e l’effetto dei maggiori costi è stato un calo dei consumi. In realtà dubito fortemente che vi sia mai stata l’intenzione di rilanciare l’inflazione, ma solo quella di far salire la borsa, favorire l’oligarchia degli industriali e dei proprietari immobiliari che stavano perdendo da 20 anni e monetizzare un bel pezzo di debito pubblico per tirare avanti ancora un pò. Ho ancora meno dubbi che il Giappone sia come tanti speculatori pensano il primo dell lista.

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kry
Scritto il 4 febbraio 2015 at 16:10

john_ludd@finanza,

Altra curiosità , parte dell’inflazione non era dovuta anche all’aumento dell’iva? Nella tua lista il Canada lo vedi nei primi 5 posti? Ciao.

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ob1KnoB
Scritto il 4 febbraio 2015 at 16:15

era quasi esclusivamente iva…quando scomparirà l’effetto y/y di quella scomparirà anche l’inflazione.

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ob1KnoB
Scritto il 4 febbraio 2015 at 16:17

http://www.tradingeconomics.com/japan/inflation-rate-mom

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john_ludd
Scritto il 4 febbraio 2015 at 16:22

kry@finanza,

mi piacciono SOLO i paesi tecnologicamente arretrati, temo saranno i soli in cui in futuro sarà possibile mantenere un certo grado di libertà personale. Devono pure avere un buon clima, in modo da non avere in teoria problemi nel trovare cibo fresco di buona qualità, quindi in prospettiva il regno delle due sicilie, la repubblica dei nuraghi e la grecia saranno meglio della germania. Un pò di provocazione (ragionata) !

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kry
Scritto il 4 febbraio 2015 at 16:22

ob1KnoB@finanzaonline:
era quasi esclusivamente iva…quando scomparirà l’effetto y/y di quella scomparirà anche l’inflazione.

Grazie. E visti gli orizzonti temporali immediati d’investimento i bund ieri prezzavano una deflazione per febbraio del -0,8%.

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kry
Scritto il 4 febbraio 2015 at 16:40

john_ludd@finanza,

3 buone soluzioni che condivido a cui aggiungerei l’ETRURIA e più nello specifico la costa GR.

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PORTELLO
Scritto il 4 febbraio 2015 at 17:23

a giugno sono stato a Ragusa…non e’ proprio così carino e non da una sensazione di sicurezza vedere nella notte gruppi di clandestini vagare nelle campagne…

la sardegna mi sembrerebbe più sicura…

e invece…parlando di qualche paese o isola lontana? qualche buona idea?

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lukeof
Scritto il 4 febbraio 2015 at 17:28

Proporrei la Thailandia e l’Indonesia (solo Sulawesi) :)
Sul Vietnam sono indeciso.

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PORTELLO
Scritto il 4 febbraio 2015 at 17:33

pensavo a qualcosa tipo seychelles…o qualche caribe…

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idleproc
Scritto il 4 febbraio 2015 at 18:57

Coraggio, dopo che le lobby faranno passare il TTIP, dovrebbe essere tutto “buy”.
Tra OGM, ormoni vari, e la telepropaganda di Murdoch&soci su come è fatto il cibo, come si commecia e si fanno soldi etc., avrebmo anche noi lo “irrinunciabile modo di vita”.

Quello che non fa male ingrassa, come si dice.

http://www.peopleofwalmart.com/

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Scritto il 4 febbraio 2015 at 22:25

john_ludd@finanza,

TE lo ricordi, john, il grafico postato se non erro già 5 volte dove illustro esattamente questi tuoi concetti. Anzi, domani ci va un ripassino, visto anche l’ultimo assurdo che mi sono ritrovato ieri…

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john_ludd
Scritto il 4 febbraio 2015 at 23:33

Danilo DT,

Danilo non ho mai pensato neppure x un secondo che tu sia uno che non conosce come stanno le cose. Contesto solo questo tuo residuo confidare in qualche soluzione ai mali di Europa diverso dal breakup, ma siccome fesso non sei non credo tu gli attribuisca una probabilità elevata. D’altra parte in qualcosa uno deve pure credere anche se irrazional e assurdo. Io per esempio sono un seguage del Cargo Cult, credo nel ritorno di John Frum.

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Scritto il 4 febbraio 2015 at 23:38

john_ludd@finanza,

prima del break up però, secondo me, ne vedremo ancora delle belle…IMHO…

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