GERMANIA: vogliamo una BCE più tedesca! (a caccia del nuovo regime)

Scritto il alle 09:41 da Danilo DT

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Certe cose non possono essere dette in modo molto esplicito, altrimenti andrebbero a saltare quegli equilibri che già adesso reggono con lo sputo.
Ma è chiaro che l’Unione Europea è sempre più disunita.
Già vi ho parlato della vicenda Brexit, e quindi non mi dilungo oltre sull’argomento, anche se forse dovrei visto che recentemente ho avuto modo di parlare con alcuni personaggi di un certo peso secondo i quali il rischio di Brexit è pari all’80%.
Ma torneremo sulla questione in futuro.

rischio-sistemico-2016-brexitE’ chiaro che la spaccatura tra Nord e Sud (inteso come paesi solidi e quelli del “club Med”) è sempre più netta. Ed è indiscutibile il fatto che il Nord sia sempre più infastidito dalla debolezza del Sud e dalla chiara impossibilità che i cosiddetti PIIGS possano ritrovare la “retta via” in queste condizioni di mercato.
Un problema innanzitutto politico prima ancora che economico. E lo si è capito benissimo dall’editoriale di Munchau sul FT. 

It seems irrational for a German finance minister to question the independence of the European Central Bank and to mount a strong campaign against negative interest rates. But there is a reason why this is happening — not a good one, but a powerful one.
Rightly or wrongly, Wolfgang Schäuble regards the policies of the ECB as an attack on Germany’s economic model, which is heavily dependent on the viability of the country’s peculiar banking system. If the banks and insurance companies get into trouble, the model could collapse. So this is not about a philosophical disagreement over the goals of monetary policy. It is about money pure and simple — and the Sparkassen, the local savings banks, and the small mutual banks are losing tons of it.

Tradotto: Sembra irrazionale che il ministro delle Finanze tedesco prima metta in discussione l’indipendenza della Banca centrale europea e poi monti una forte campagna contro i tassi di interesse negativi. Ma il motivo di tale attacco sono dovute al fatto che Schäuble vede le politiche della BCE come un attacco al modello economico della Germania, che è fortemente dipendente dalla vitalità del sistema bancario, ultimamente colpito violentemente dai tassi negativi che compromettono la redditività delle banche stesse. Stesso discorso vale anche per le assicurazioni tedesche.

German life insurers are also vulnerable. They have to guarantee a minimum rate of return, which is now 1.25 per cent a year. This is hard to do when the yield of the 10-year German government bond is only 0.13 per cent. Germany and Sweden are the two EU countries where life insurers face the biggest gap between market rates and guaranteed rates. To achieve the promised returns, the insurers have to take on more risk, for example by buying corporate bonds or tranches of complex financial products. If, or rather when, the next financial crisis arrives and triggers a change in the valuation of these assets, we may find that sections of the German financial sector are insolvent.

Già ne avevamo parlato. Come possono le compagnie assicuratrici tedesche continuare a garantire rendimenti minimi ai titolari di gestioni separate che contrattualmente hanno un rendimento minimo garantito, con tassi non solo reali ma anche nominali in ampio territorio negativo?
Siamo onesti, il comportamento della Germania, in questo caso, è ampiamente discutibile. Un lamento che mira a dire che a Sud ci sono tutti i cattivi mentre loro sono bravi e belli.
E noi sappiamo benissimo che la Germania, proprio lei, è piena di marcio. Ma questo marcio verrà debellato ancora più con difficoltà con questo quadro di mercato ZIRP e NIRP (tassi di interesse a zero se non sotto zero).
Citofonare ad esempio sul campanello di Deutsche Bank, oppure alle varie Sparkasse sostenute dal Governo tedesco.

Ma occorre sottolineare che i problemi di redditività sono per le banche e le assicurazioni tedesche come per le istituzioni italiane. O forse viviamo in un universo parallelo?
Probabilmente loro pensano di essere veramente migliori, o forse pretendono di esserlo. E allora bisogna fare qualcosa. Ma cosa? Iniziare una guerra interna in UE non è certo il caso, visto che, come detto, la situazione è già molto difficile. E allora meglio puntare in alto, molto in alto ma in modo sottile, sfruttando il cilco delle cose.
Puntare quindi direttamente alle politiche BCE. Proprio perché un altro Draghi non sarebbe digeribile.

(…) A rinfocolarle stavolta è il settimanale Der Spiegel, riferendo che secondo diversi esponenti del Cdu, il partito cristiano democratico della cancelliera Angela Merkel, il prossimo presidente dell’istituzione monetaria dovrà essere un tedesco. Perché “la politica monetaria di Mario Draghi – sostiene Hans Peter Friedrich, vice capogruppo Cdu – ha portato ad una massiccia perdita di credibilità della Bce“. (Today) 

Ma fatemi capire, ha perso la credibilità la BCE oppure la Germania non può fare tutto quello che vorrebbe? Sarà mica che i tedeschi mirano ad una sorta di dittatura?

(…) Gli fa eco Hans Peter Uhl: “Un altro Draghi non ce lo possiamo permettere“. E secondo il responsabile delle finanze del lander della Baviera, Markus Soeder, sempre in quota Cdu, “per il futuro a capo della Bce serve un esperto di finanza tedesco”. La banca centrale “ha bisogno di una maggiore impronta tedesca”.

Ah ecco, così siamo più espliciti. Vogliamo instaurare un nuovo regime? Ma certo, e noi che facciamo? Accettiamo supinamente?
Solo due note: credo che nei prossimi mesi, tra Brexit e Grexit ne vedremo delle belle, soprattutto a livello di equilibri politici.
La seconda: se questo è l’imprinting che la Germania vuol dare all’UE allora significa che l’intenzione è di tornare ad un nuovo regime. Ricordate l’omino coi baffetti?

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STAY TUNED!

Danilo DT

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6 commenti Commenta
ironblade79
Scritto il 19 aprile 2016 at 10:49

“..alcuni personaggi di un certo peso secondo i quali il rischio di Brexit è pari all’80%…” Qual’è lo scopo di creare terrore su una cosa che non succederà? E se succederà non è detto che sia negativo visto che le previsioni sono solitamente sbagliate. Che prima o poi ci sia una correzione è naturale . Mi sembri molto mia madre quando ma adolescente mi diceva che dopo le 23 c’erano in giro solo i drogati… mah… che l’Sp500 sia quasi sui massimi storici non vorrà dire nulla… Ciaooo.se puoi cerca di essere più oggettivo. U

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albertopletti@gmail.com
Scritto il 19 aprile 2016 at 11:37

Per ciò che riguarda brexit direi che, oltre che il voto di uscita dall’UE, il referundum offre ai britannici un voto sul loro governo, perchè, se l’UK esce, Cameron sarebbe estremamente indebolito.

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Scritto il 19 aprile 2016 at 11:44

ironblade79@finanzaonline,

Hai ragione,. devo essere più preciso.
Il dato NON me lo sono inventato ma è saltato fuori da una conferenza a cui ho assistito di questo personaggio.

http://www.lse.ac.uk/europeanInstitute/staff/visitingStaff/Codogno/Lorenzo-Codogno.aspx

Uno che forse conosce il problema molto meglio di tutti noi messi insieme.

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ironblade79
Scritto il 19 aprile 2016 at 12:07

E’ uno come tanti, Non ha fatto l’indipendenza la Scozia e vuoi che esce la GB dalla UE? Dove sono le prove dei danni presunti? Perché quando il Ministero del Tesoro di qualsiasi paese calcola il PIL “non fa bene i calcoli”, mentre su questo aspetto lo dovrebbe aver calcolato bene? Quello che manca è la coerenza, sembra che si è sempre alla ricerca di cose negative e non ne capisco la motivazione… Siamo a 2100 di SP anche se calasse del 50% siamo sempre quasi all’80% dal 2009. mi chiedo : di cosa stiamo parlando? Si può rompere la UE , l’Eurozona… fa parte della storia umana… Esercitarsi a capire le possibili conseguenze è inutile; semmai bisogna attuare strategie personali e sperare che le proprie idee siano corrette. Con questo apprezzo i tuoi articoli, come ho scritto, se puoi cerca di essere anche oggettivo, senza aspettare un -20% per dire “avevo ragione” perchè comunque rispetto ai minimi del 2008 sarà comunque una bazecola. Ciaoo!!

Da­ni­lo DT:
iron­bla­de79@fi­nan­zaon­li­ne,

Hai ra­gio­ne,. devo es­se­re più pre­ci­so.
Il dato NON me lo sono in­ven­ta­to ma è sal­ta­to fuori da una con­fe­ren­za a cui ho as­si­sti­to di que­sto per­so­nag­gio.

http://​www.​lse.​ac.​uk/​eur​opea​nIns​titu​te/​staff/​vis​itin​gSta​ff/​Codogno/​Lorenzo-​Codogno.​aspx

Uno che forse co­no­sce il pro­ble­ma molto me­glio di tutti noi messi in­sie­me.

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john_ludd
Scritto il 19 aprile 2016 at 13:30

Da­ni­lo DT,

la finanza tedesca vuole brexit perchè avrebbe così il monopolio della finanza in euro, indebolendo la city (i cui banchieri sono i massimi sostenitori della campagna contro brexit) e favorendo francoforte. Credo che anche parigi veda con favore brexit se non altro uk e francia sono in competizione (al ribasso da un secolo) su tutto da 1000 anni. L’omino coi baffetti ci azzecca poco sebbene il fotomontaggio in cima al posto sia fantastico. Schauble è un sostenitore sin dalla prima ora dell’euro del nord, che di fatto srebbe una super germania. Questo disegno è ben visto da identificabili forze all’interno dell’aristocrazia tedesca e avversato dall’america che impose il salvataggio della grecia già due volte. I tedeschi sono ostinati, che la grecia non sia salvabile lo sanno da sempre, creano un problema sempre più grosso in modo da portare a quell’euro del nord e a quella grande germania che porterebbe il paese fuori dall’influenza americana. E’ geopolitica ai massimi livelli. Questa la mia lettura, di certo non sono il solo, ma è lontana 1000 miglia dal mainstream di questo e altri blogs.

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aorlansky60
Scritto il 19 aprile 2016 at 17:00

@ DT

ottimo articolo Danilo;

l’avevo detto più volte -non solo qui- un futuro pres. TEDESCO insediato nel board BCE è ciò che i tedeschi sognano…

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