GERMANIA e DIESELGATE: la punta dell’iceberg

Scritto il alle 10:45 da Danilo DT

iceberg-grecia-europa-germania-dieselgateLa vicenda del Dieselgate cambia inesorabilmente le carte in tavola ed il ruolo della Germania all’interno dell’Unione Europea. Il danno reputazionale mette a rischio un sistema “germanocentrico” che, con l’occasione, deve essere rifondato su basi più equilibrate, cercando di ridare credibilità e certezze al mercato.

Tralasciamo per un attimo tutto quanto concerne la volatilità registrata in questi giorni: Ormai siamo costretti ad assistere ad una serie di “alti e bassi” che mettono a serio rischio la stabilità psicologica del trader. Le giornate da +0.50% e -0.30% sono sempre più rare. E nell’intraday le oscillazione arrivano anche, nella norma, ad un +/- 3%.

Ma cosa diavolo sta accadendo? E’ un po’ come se il giocattolo si fosse rotto e che vengano a mancare quegli equilibri che mantenevano i mercati in uno stato di calma apparente.
Forse sarebbe meglio dire che sono venute a mancare quelle certezze che per anni hanno permesso un rally stabile e costante.

Ed ora? Innanzitutto le banche centrali. La FED, come detto, grazie alla sua gestione politica sui tassi apparentemente disorganizzata (la FED non ha un vero piano ma vive alla giornata) e viste anche le dichiarazioni contrastanti rilasciate da personaggi come Evans, Bullard, Yellen ed altri (Alza? Non alza? E quando? 2015? 2016?) non dà più quelle certezze che fino a qualche mese fa sembravano rassicurare gli investitori.

E poi l’economia. La Cina come si è detto, sta frenando e non di poco. E poi la politica. Le elezioni in Catalogna non hanno generato nel breve la concreta possibilità di una secessione, ma di certo hanno messo a nudo una situazione di profonda tensione. Come in Catalogna anche in Austria le frange più estremiste acquistano potere. Nelle ultime elezioni l’estrema desta raggiunge il 30.4%, ad un passo dai conservatori. E poi c’è la questione aperta con la Gran Bretagna, sempre alle prese con l’ipotesi Brexit.

E poi c’è l’ISIS. Non che non ci fosse prima, ma quanto ha fatto la Francia non è certamente un bel segno per l’Europa. Un paese che prende e parte di sua autonomia e va a bombardare la Siria. Siamo tutti battitori liberi?

E poi c’è il Dieselgate. Lo scandalo che deve essere visto non solo dal punto di vista industriale, con tutto ciò che comporta, ma secondo me ha anche una chiave di lettura differente.
Pensateci bene, quanto è avvenuto in Volkswagen porta al fallimento del modello “tedesco”. L’hanno definita una catastrofe “politica, economia e morale”. Vero, per Berlino rappresenta una Waterloo senza precedenti.

Ma attenzione: se salta il “modello tedesco” rischia di saltare il “modello Europeo”. Siamo onesti, quanto si è lavorato per far si che l’UE diventasse la “falsa copia” della Germania e l’Euro una versione del Marco 2.0?

Bene, tutto questo sta per finire. La cosa negativa è che per tutti gli investitori stranieri, l’UE sarà d’ora in avanti meno seria, meno perfettibile, meno coerente con quanto promesso. In altri termini sarà forse un po’ più “mediterranea” ed umana. Il lato positivo è che questa situazione deve tramutarsi in un’occasione (e una necessità) di riprendere in mano i trattati e gli accordi e ricreare l’Europa Unita. Approfittare quindi del momento di (apparente) debolezza della Germania e puntare subito ad un’UE più equilibrata, magari meno rigida e inappuntabile, ma più vera.

La Germania ha dimostrato quanto già sapevamo. L’inaffondabile Titanic teutonico si è sbattuto sull’iceberg del Dieselgate (che sia poi solo la punta dell’iceberg…) anche se, come detto, le falle morali ed economiche erano già presenti da anni (anche se di latra natura). Vedi la vicenda Siemens e le sue belle tangenti, Deutsche Bank e le Landenbank, più tutto il resto.

Dobbiamo approfittarne e rifondare tutto. Ma attenzione, quanto ho scritto rischia di diventare anche una necessità, in quanto sarà necessario quanto prima ridare all’UE una credibilità, una fisionomia e certi equilibri.

Due piccioni con una fava. Ora o mai più.

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Danilo DT

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16 commenti Commenta
gualma
Scritto il 1 ottobre 2015 at 11:38

Direi che è un ottima occasione per sciogliere l’Ue. A meno che non vogliate continuare a sottostare ai dettati di queste persone che possono ricadere in solo due categorie o incapaci cronici o delinquenti della peggior specie. se qualcuno riesce a classificarli diversamente mi faccia sapere
buona giornata a tutti.
matteo

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zanella51
Scritto il 1 ottobre 2015 at 13:33

Penso che questo sia il vero momento di smontare questa europa fondata sull’inganno delle banche e della finanza.
L’europa è solo un’identità geografica, non sarà mai un’unità politica che che ne vogliano i sognatori.
Troppe le differenze culturali, storiche,linguistiche ed anche religiose.E’ stato un esperimento che ha dimostrato tutti i suoi limiti.
Facciamocene una ragione

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paolo41
Scritto il 1 ottobre 2015 at 14:38

come si può dedurre dai miei commenti, ormai decennali, sono un convinto anti EURO e anti Germania. Ma il caso VW va separato e nel giro di qualche mese (a recall campaign conclusa) tutto sarà meno drammatico e tornerà una certa stabilità. Certo che la casa tedesca sarà costretta fra multe, costi di refitting ,class actions , spese legali a tirare fuori una barca di quattrini . Senza contare che saranno costretti a tagliare la produzione e a ridurre per un bel po’ le forze di lavoro. Le lobbies comunque sono già al lavoro nel tentativo di ridurre i costi e accelerare una soluzione.
Quello che invece è importante sottolineare è il fatto che con questa mossa gli USA hanno dichiarato la guerra al DIESEL come mezzo di propulsione unico (probabilmente lo ritroveremo in alcune versioni ibride). E’ inutile stare a tergiversare: il diesel, se vuoi le prestazioni, sarà sempre un motore inquinante specialmente sull’ossido di azoto e sul particolato. E questa è una dura lezione per tutti i costruttori tedeschi.

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ottofranz
Scritto il 1 ottobre 2015 at 18:54

E’ un po’ di giorni che leggo tutto interpretato con una chiave di lettura finanziaria. Ma possibile che nessuno si renda conto che è in atto un ulteriore prova di forza degli USA che si sentono sempre più stretti nell’angolo a causa della fallimentare politica estera portata avanti con con ignoranza ed arroganza e che adesso cercano di destabilizzare addirittura l’Europa? . Class action di chi ? Contro chi? E perchè? Per aver inquinato gli USA dopo che loro si son bellamente presi gioco di Kyoto e di tutto quello che era alla loro portata , fracking compreso ? Ma la smettiamo di farci prendere in giro? Qualcuno di voi è andato all’expo? Il padiglione zero doveva essere di Slow Food ed era previsto all’ingresso. E’ stato relegato in un posto che pochissimi sono riusciti a raggiungere E secondo voi Coca Cola e Mc Donald avevano necessità di farsi pubblicità ? O è anche questa stata una dimostrazione di arroganza e di forza? Il padiglione argentino dove vengono portati avanti a fatica dai giovani di Slow food programmi di Terra Madre è stato trasformato in un inno agli OGM con l’agricoltura rappresentata da robottini. Vogliamo aprirli sti occhi ?

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ottofranz
Scritto il 1 ottobre 2015 at 18:59

paolo41,

paolo41,

paolo41,

paolo41,

paolo41,

paolo41,

Paolo, questi hanno dichiarato guerra all’Europa. E’ notizia di oggi di una causa sindacale e di una possibile multa per non aver notificato in tempo utile gli incidenti contro FCA. Questi ci stanno prendendo per i fondelli e noi a fare la hola !

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ottofranz
Scritto il 1 ottobre 2015 at 19:07

zanella51@finanza,

con queste conclusioni stai facendo il gioco del nemico. Hanno capito che un Leader intransigente era pericoloso e quindi distrutto il Leader è tutto più facile. Vecchia storia del divide et impera. Sai quanto saranno credibili e forti i catalani, quasi come i nostri Padani. E mettiamoci dentro tutti i secessionist de noantri di tutta europa scozzesi compresi. O si ritorna tutti ai Comuni, Stati uniti compresi divisi in Sioux ,Cheroke’s Apache ecc oppure se il Mondo va avanti a blocchi sarà meglio essere un blocco. E possibilmente non a guida greca o italiana . Le divisioni ci sono , ma bisogna superarle con le buone o con le cattive , altrimenti siamo fottibili … e fottuti

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john_ludd
Scritto il 1 ottobre 2015 at 21:16

ot­to­franz,

a fare i furbi sono in tanti oggi e quello che scrive Paolo è corretto ma quello che scrivi tu è una visione più ampia. In realtà non c’è l’America ce ne sono tante e questa imprevedibilità è ancora più pericolosa del frutto della mala politica stessa. L’ala oltranzista neocon sa di avere poco tempo, qualche anno al massimo e spinge il pedale a tutta forza. Il suo candidato a presidente si è fatto ridicolizzare da un clown, ha fretta. Non è solo il fatto che gli avversari si sono in parte svegliati ma anche che all’interno dell’America è ormai iniziata una guerra tra aristocrazie, tra l’ala idealista/militare con la visione del ruolo divino dell’America al governo dai tempi di Clinton e quella globalista/commerciale, non stinchi di santo ma certo più prudenti, per intenderci, se Kissinger non avesse 90 anni ne sarebbe l’alfiere. Questo è quel che pensa e fa l’ala militare/idealista:

http://www.nytimes.com/2015/06/14/world/europe/us-poised-to-put-heavy-weaponry-in-east-europe.html?_r=0

Questa l’opinione di uno dei massimi ideologi dell’ala pramatica Robert Mersheimer

https://www.foreignaffairs.com/articles/russia-fsu/2014-08-18/why-ukraine-crisis-west-s-fault

Perchè questo è ciò che gli altri sono costretti a fare, loro malgrado sia chiaro e senza nessuna garazia di successo ma se accade è un mondo diverso e nel frattempo è una polveriera atomica:

http://thesaker.is/sergey-glazyevs-report-about-urgent-measures-to-counter-threats-to-the-existence-of-russia/

Ci vogliono diverse ore per leggerli, specie l’ultimo, ma se uno si fa qualche domanda, è tempo speso bene. E non mi dite che non vi seleziono bene le fonti da leggere !

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ottofranz
Scritto il 2 ottobre 2015 at 00:17

john_ludd@finanza,

Mi conforta vedere che almeno qualcun altro drizzi le antenne. Mi spaventa veder che due vecchie volpi come Paolo e Zanella guardino il dito e non la luna . A me è già da un po’ che i falchetti americani fan paura. Stiamo rischiando grosso tutti e non vedo una voce levarsi. Questi stan facendo danni incalcolabili all’ America così come i falchi Israeliani hanno compromesso la credibilità che gli ebrei hanno pagato a grande prezzo

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gainhunter
Scritto il 2 ottobre 2015 at 07:52

ottofranz,

Il fatto che in USA ci siano forze che spingono in certe direzioni, diciamo pure contro l’Europa, non significa che tutto ciò che avviene a svantaggio dell’Europa sia da attribuire a queste forze; molto spesso è semplicemente “caso”. Questa vicenda del dieselgate è saltata fuori per caso in conseguenza di una truffa (non una furbata); la FCA ormai non è più italiana, è italoamericana, e gli incidenti sono relativi a modelli USA antecedenti all’acquisizione da parte di Fiat; inoltre le indagini e le sanzioni sono andate a colpire anche GM e Ford.
Insomma, mi sembra che vedere dietro quello che è avvenuto (in questo specifico caso) una strategia commerciale sia una forzatura; il che non nega che ci sia in atto una battaglia, se vuoi si può attribuire questa finalità alla sovraesposizione mediatica della faccenda del dieselgate, ma va rimarcato che la violazione della VW è ben altra cosa rispetto a tutte le altre violazioni avvenute da parte di altri costruttori.

La questione Coca Cola vs Slow Food può sicuramente essere parte di questa strategia/battaglia commerciale degli USA, come può essere invece semplicemente il prodotto della forza commerciale di una multinazionale contro quella di una organizzazione non profit.

Sulla questione indipendenze/secessioni, faccio solo queste considerazioni:
1. in una guerra essere forti vuol dire sempre avere l’esercito più grande? E’ meglio avere un esercito piccolo ma più organizzato oppure un esercito grande che funziona male?
2. quando una società piccola inizia a ingrandirsi e supera un certo fatturato inizia a dare fastidio alle società più grandi, e allora iniziano a arrivare i bastoni tra le ruote a seconda di quando grosse e potenti sono le società “disturbate” dalla nuova arrivata; fin tanto che rimane piccola non dà fastidio e viene lasciata in pace
3. in ogni caso l’indipendenza non preclude le alleanze in specifici settori: si può essere soci senza essere sposati

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gainhunter
Scritto il 2 ottobre 2015 at 08:25

gainhunter,
Sintetizzo e charisco i primi 2 punti:
1- vw ha venduto ai suoi clienti auto non omologabili -> cosa c’entra questo con la strategia usa?
2- il multinazionalismo di Kry

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ottofranz
Scritto il 2 ottobre 2015 at 10:37

gainhunter,

Ciao, la mia sensazione è che fossero segreti di pulcinella messi a dormire in un cassetto. La cosa che mi incuriosisce è…perchè ora ? Chissà se c’è qualcosa che non sappiamo che ha stimolato una testa di cavallo nel letto.. Di sicuro lo sapremo prima o poi, ma io sta storia del diesel che inquina detto da un bue che dà del cornuto all’asino, non la digerisco. Va da se che la tua visione è ampiamente rispettabile, ma sono terrorizzato dalla quantità di Stranamore prodotti da Usa e Israele(stranamente sparito dalla ribalta , sarà un caso?) Specialmente vedendo dei rubicondi avvinazzati e parucchinati riuscire a guadagnare posizioni in una società che praticamente non vota e che si bea di rimandare a casa i Siriani perchè probabii terroristi dell’Isis Poi i prossimi saranno i Messicani perchè Narcos, gli Italiani perchè mafiosi, e via cantando. Magari se si guardasse sotto il letto farebbe prima Sarà che sto diventando vecchio ed avendo più passato che futuro non accetto più supinamente di fare da maggioranza silenziosa. I neocon credo che sappiano che il maggior pericolo che hanno in America sono i milioni di americani armati fino ai denti che vanno tenuti buoni con qualche birra ed il pieno facile a furgoni che fanno fatica a caricare un mobile ma che fanno i 2 con un litro. Una versione moderna del panem et circenses, anche perchè fino ad ora gran parte della loro feccia sono riusciti a smistarla nelle guerre in giro per il mondo Solo che si trovano a corto di guerre…

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kry
Scritto il 2 ottobre 2015 at 12:34

gai­n­hun­ter:
2- il mul­ti­na­zio­na­li­smo di Kry

Grazie per la citazione.

” MULTINAZIONALISMO ” lo troveranno mai scritto sui libri di storia ?
…. o continueranno a mascherarlo con la globalizzazione.
Ciao.

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paolo41
Scritto il 2 ottobre 2015 at 17:06

sono d’accordo con Gainhunter: non c’è correlazione fra il dieselgate e la politica estera che gli USA stanno portando in Europa come chiariscono i post allegati da John Ludd.
Premesso che è una politica estera che fa schifo!!!!! Anche l’ultima mossa di non condividere la richiesta di Putin su una unità di forze per contrastare e magari annientare l’ISIS è un grosso errore; in fin dei conti era una mossa preliminare per poi aprire di nuovo un dialogo per cercare un accordo definitivo sul problema Ucraina. Ma gli americani sono fatti a modo loro: ho vissuto più di 5 anni in USA e conosco abbastanza la loro “prepotenza”.

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gainhunter
Scritto il 2 ottobre 2015 at 19:52

ottofranz,

Cerco di essere più preciso per rispondere alla questione “segreto di Pulcinella” e alla tempistica (mie interpretazioni, come sempre).
I test di consumi e emissioni sono degli standard; può esserci una non conformità degli standard alla situazione reale (questo era noto a tutti e vale per tutte le Case), ma è un problema dello standard, non della vettura; oppure può esserci una non conformità di alcune vetture allo standard (questo è lo scandalo VW) -> quanto è diffusa questa seconda non conformità e quanto era nota prima che lo “scandalo” arrivasse nelle prime pagine non lo sappiamo.
La diffusione possiamo dedurla, per esempio in base a questo: i test in UE sono diversi dai test in USA (non saprei quanto è attendibile questo articolo, da parte dello stesso giornale che si è inventato la balla sul posteriore della Cancelliera, ma qui se ne parla: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/25/emissioni-ecco-perche-in-europa-i-trucchi-sono-legali-e-in-america-vw-ha-barato/2068457/), quindi è logico pensare che sia più facile per un diesel passare il test europeo che quello americano, e che magari ci sia dietro anche una questione di lobbies sulla determinazione dei parametri dei test, sia in USA per ostacolare il diesel, sia in UE per favorirlo.
Considerando che altri costruttori non vendono le loro motorizzazioni diesel in USA, e al contrario VW aveva la grande ambizione di replicare in USA il successo che i turbodiesel hanno avuto in UE a cavallo degli anni 90/00; ecco perchè è *probabile* che gli altri costruttori non abbiano avuto né la necessità di montare un dispositivo simile sui loro modelli (in UE non serve alterare nulla per passare il test) né la motivazione per violare deliberatamente una direttiva della EPA che vieta esplicitamente la presenza di un dispositivo atto a alterare il test delle emissioni (è scritto proprio nella Violation of Notice reperibile sul sito dell’EPA, se a qualcuno interessa lo recupero).
Sulla tempistica (perchè ora?), come già rimarcato in un altro commento, perchè solo ora la VW ha confessato dietro la minaccia di non poter omologare i modelli 2016: sono in ballo da più di 1 anno con questa storia.
Infine, sull’inquinamento effettivo del diesel ci sarebbe da disquisire per ore. Una cosa è certa: benzina e diesel inquinano entrambi ma in modo diverso e le sostanze nocive emesse sono diverse. Ci sarebbe da indagare anche sulla balla dell’ “ecodiesel” che si era diffusa grazie anche a certe riviste di auto nei primi anni del millennio; il primo produttore di vetture diesel in Europa all’epoca era… [omissis].

@Kry
Il termine è particolarmente azzeccato. Se permetti lo adotto.

@paolo41
Ciao Paolo, mi fa piacere avere la tua stessa opinione in merito.

Buon weekend a tutti.

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kry
Scritto il 2 ottobre 2015 at 22:19

gai­n­hun­ter,

— ” Il termine è particolarmente azzeccato. Se permetti lo adotto. ” —

Con immenso piacere.

Permesso accordato.

Sono certo che ne farai buon uso e riuscirai meglio di me a diffonderne il senso.

Ciao. Buon fine settimana.

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gainhunter
Scritto il 3 ottobre 2015 at 09:13

In merito alla notizia passata ieri (“ombre su altre case”, “il dieselgate si allarga”, ecc.) faccio notare che al di là dei titoli a effetto, leggendo bene gli articoli, si tratta solo, come già promesso dall’EPA, dell’estensione delle verifiche sui test a svariati altri modelli diesel per controllare se ci sono altre vetture con un dispositivo simile a quello trovato su VW. Quindi occhio a quello che si legge.

kry@finanza,
Grazie, ciao.

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