SPECIALE UK – GERMANIA batte ITALIA: preferita per il rischio BREXIT

Scritto il alle 09:21 da Danilo DT

germania_italia_spread

Chiamatela bolla speculativa, chiamatelo “New Normal”, chiamatela come diavolo volete ma di certo cosa stiamo vedendo in questi mesi ha dell’unico e dell’incredibile.
A noi la scelta: cercare di comprendere e di “convivere “ con la nuova realtà oppure fare come gli struzzi e nascondere la tesa sotto terra.
Se avete scelto l’opzione B lasciate perdere questo post. Se invece volete vedere che sta succedendo, allora potete proseguire.

E’ chiaro che i mercati finanziari sono sempre più nervosi per via dell’avvicinarsi del referendum sulla Brexit con sondaggi che protendono verso l’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna.
Se poi vogliamo aggiungere ancora un po’ di pepe, non scordiamoci delle elezioni spagnole accompagnate, dall’altra parte dell’oceano, dall’indecisione operativa (oserei dire quasi Otelliana: “Alzare o non alzare… questo è il problema”) della FED che ovviamente rimanda tutto a luglio, forse.
La reazione dei mercati non si è fatta certo attendere ed è sotto gli occhi di tutti.

(…) Milano si muove in sintonia con le sue banche e – dopo un recupero a metà mattina – il Ftse Mib torna pesante sul finale di seduta e chiude a -2,11%, sui minimi da metà febbraio. (…) Parigi ha perso il 2,29%, Francoforte l’1,43% e Londra il 2,01%. E così, i listini hanno bruciato altri 172 miliardi di euro di capitalizzazione, dopo i 130 miliardi della vigilia. (…)

Evvai che si torna a parlare di miliardi di Euro buttati alle fiamme in questo inceneritore di capitali che è il mercato. Ma dalla cenere si genera anche il concime per i rialzi… Se però le borse crollano, i mercati obbligazionari vivono invece una fase più selettiva.

(…) Si riallarga lo spread tra Btp e Bund tedeschi, che si porta in area 150 punti base con il rendimento del decennale italiano sopra all’1,5% sul mercato secondario: significa che il rendimento del Bund di pari scadenza ha segnato nuovi record, andando in terreno negativo per la prima volta. (…) (Rep)

Si preferisce investire a tasso zero e rinunciare qualche briciola di rendimento, per la legge del safe haven o del bene rifugio.
Meglio tutelarsi visto che nessuno può dire nell’effettivo i costi, i benefici ma anche le conseguenze negative di un’eventuale Brexit.
Quindi occhio: non basta la BCE coi suoi super acquisti, qui è la speculazione che muove e difatti le curve del mercato obbligazionario si dimostrano diverse anche nella stessa Eurozona.
Prendiamo ad esempio la curva dei tassi dell’Italia e quella della Germania.

Curva dei tassi ITALIA

curva-dei-tassi-italia-2016

Curva dei tassi GERMANIA

curva-dei-tassi-germania-2016

E’ evidente che la curva dei tassi italiana è tutta scesa, per via degli acquisti BCE e delle tensioni deflattive, ma nel suo complesso il suo andamento oggi, ad un mese ed a 6 mesi è abbastanza simile. Lo stesso non si può dire per la Germania. Il gap tra le varie curve è impressionante ed ormai buona parte delle stesse è affogata in territorio di tassi negativi.
Queste due slide mettono a nudo le differenze, gli andamenti ed i rendimenti in modo MOLTO esplicito.

Tabella rendimenti ITALIA (oggi-1 mese-6 mesi)

tabella-rendimenti-italia-2016

Tabella rendimenti GERMANIA (oggi-1 mese-6 mesi)

tabella-rendimenti-germania-2016

OK, che senso ha investire a questi tassi? Non ha senso. Ma tuttto il mercato lo fa. I mondo della finanza sta correndo dietro ad un pastore che sta portando tutti in un burrone. Lo ripeto, l’importante è esserne BEN consapevoli e quindi pronti ad agire quando ci sarà il sentore che il burrone sarà vicino. E’ solo una questione di tempo. RILEGGETEVI questo, intanto….

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Danilo DT

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4 commenti Commenta
angiglio
Scritto il 15 giugno 2016 at 10:10

Che la situazione sia irreale è fuori dubbio, così come è fuori dubbio che cercare di dare una spiegazione sia complesso. Mi sono chiesto cosa farei io se dovessi ridurre i debiti degli stati senza creare danni non sopportabili dal sistema (default o simili) e la risposta è: repressione finanziaria. Tassi bassissimi o a zero per un lungo periodo in modo tale che i debitori non debbano pagare interessi e se possibile un’inflazione contenuta, tra il 3% ed il 4%. Il tutto accompagnato da manovre politiche e fiscali che blocchino la crescita dei debiti. Con questa vera e propria repressione finanziaria in 10/15 anni i debiti degli stati torneranno intorno al 60%. In questo momento il problema è l’inflazione, ma bisogna tener conto del fatto che anche se l’inflazione non parte è meglio perdurare in questa situazione dei tassi: i tempi saranno più lunghi ed i debitori – anche se non hanno benefici immediati – almeno non avranno carichi aggiuntivi sui tassi che NON sarebbero in grado di pagare. Chi paga? I risparmiatori. Ci sono stati altri esempi? Si, innumerevoli esempi soprattutto alla fine delle innumerevoli guerre, quando per ripagarsi i debiti gli stati si impegnavano in vere e proprie campagne finanziarie per rimettere i conti a posto. E quella di oggi è l’ennesima campagna di repressione finanziaria, anche se i mezzi e le caratteristiche sono quelli propri di questi periodi.
Così riesco a dare un minimo di senso alla cosa. Vi consiglio un documento interessante, tra le altre cose con l’introduzione di Visco: BIS Working Papers No 363. “The Liquidation of Government Debt” by Carmen M. Reinhart and M. Belen Sbrancia, Discussion Comments by Ignazio Visco and Alan Taylor di novembre 2011.

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gnutim
Scritto il 15 giugno 2016 at 11:15

ma scusa, quando l’inflazione era al 3% i bund rendevano il 2%. Ora che l’inflazione è a 0 i bund fanno -1%. E’ tutto uguale , dove sta il problema?

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giorgiocabi
Scritto il 15 giugno 2016 at 14:06

secondo me è tutto calcolato e Draghi sta parlando in finanziese a coloro che si sono indebitamente e immoralmente arricchiti in passato con la facile speculazione lasciando i soldi nei paradisi fiscali….ossia signori da oggi chi vuole preservare il proprio capitale deve pagare pian pianino parte di ciò che si è imboscato indebitamente oppure se lo giocasse sui mercati a suo rischio e pericolo….gli speculatori ridaranno un po dei soldi arraffati e gli stati saranno alleggeriti dagli interessi….ben fatto Marione

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angiglio
Scritto il 16 giugno 2016 at 09:20

gnutim@finanza,
Prova ad indovinare da che anno il rendimento del decennale tedesco rispetto all’inflazione è diventato negativo …

gnutim@finanza,

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