GENERAL MOTORS: la resa dei conti

Scritto il alle 16:40 da Danilo DT

gm_usa

Si aprono le porte dell’amministrazione controllata, del Chapter 11, del fallimento. Mettetela come volete. Si aprono le porte dell’inferno.


Questa mia affermazione “forte” non è legata esclusivamenta alla situazione, ovviamente drammatica , per i possessori dei bonds di General Motors e ancor di più per gli azionisti della stessa.
La situazione è altrettanto drammatica per il sistema economico finanziario. E non solo americano.
Cercherò di spiegarmi meglio nelle prossime righe, anche se in passato, già avevo parlato di questa cose (vero thomas? Ndr).

Scadenza del termine : 1 giugno 2009

La data stabilita come massima per una decisione sulla situazione è il primo giugno ma non si esclude addirittura una decisione già nel corso di questa settimana.
Per la cronaca il primo giugno dovrebbe esser la data di scadenza dello swap bonds/equity  sopra citato.
L’alternativa potrebbe essere l’ennesimo aiuto governativo. Si tratterebbe di una cifra pari a 30 miliardi di dollari, circa il doppio di quanto fino ad ora elargito.
Però lasciamo da parte quest’ultima ipotesi che salverebbe capre e cavoli, caricando sui contribuenti l’onere del salvataggio e risolvendo solo relativamente la situazione di General Motors.
Prendiamo in mano la drammatica ipotesi del Chapter 11.
Cosa significherebbe per il sistema economico finanziario?

Un caos per banche ed assicurazioni

Un default di General Motors non può non essere considerato una bomba ad orologeria per il mercato. Immaginate il danno di immagine per il settore auto, che subirebbe un ridimensionamento in borsa, psicologico per il mercato dove tornerebbe la paura (l’opposto del “back to the risk” di queste ultime settimane). E soprattutto…immaginate il danno per le aziende collegate a General Motors, alle banche ceh l’hanno sostenuta e …ai CDS ceh sono stati emessi.

Credit Default Swap

Ebbene si, torniamo a parlare dei CDS, i Credit Default Swap. Ve li ricordate?
Bene, sarò molto sintetico e semplice. C’è un piccolo problema.
I Credit Default Swap sono dei contratti di “assicurazione” che possono anche essere emessi a garanzia di un sottostante che..non c’è. Quindi si possono montare delle posizioni meramente speculative sui CDS.
Morale: il sottostante relativo ai CDS emessi su General Motors è ben superiore rispetto all’effettivo debito della stessa.

Domanda: cosa comporta il fallimento di General Motors? Che i vari contratti di Credit Default Swap vengano “onorati”. Quindi qualcuno dovrà cacciare fuori più denaro di quanto effettivamente sia il debito della General Motors stessa.

Chi è che ha emesso questi benedetti Credit default swap? Fondamentalmente sono banche ed assicurazioni, ovvero quelle che dovranno intervenire rimborsando i possessori della “polizza assicurativa”. E casualmente, sono proprio banche ed assicurazioni che negli ultimi mesi sono state protagoniste di una serie di problematiche notevoli legate e subprime, derivati e quant’altro.
Sarebbe un eccellente modo per tornare nel baratro più assoluto.
Tutto qui? Assolutamente no…

AIG: lo Stato USA al bivio

Come dicevamo, chi ha emesso di CDS sono banche ed assicurazioni. Ma c’è uin’assicurazioni in particolare che è stata super protagonista di questi CDS emessi sui bonds di General Motors: questo emittente è AIG. Il colosso assicurativo USA già nazionalizzato e “salvato” con ulteriori iniezioni di liquidità per un numero notevole di volte.

Ma scusate… Se AIG è nazionalizzata….se c’è un default di General Motors, i CDS che AIG dovrà rimborsare dovranno quindi essere pagati dal signor Obama.

Poniamoci la questione: se General Motors salta, salta con lei la bellezza i circa 110 miliardi di dollari di obbligazioni, all’incirca. Solo che c’è un dettaglio. Mi risulta (in modo non ufficiale) che i CDS emessi sul debito di General Motors siano pari a …. Due volte tanto? Tre volte tanto? No signori…. Molto di più… Mi risulterebbe (condizionale d’obbligo) che si tratta di CDS emessi per circa 3.000 miliardi di dollari.
Ora le domande sono d’obbligo. Per forza di cose ci sarà qualcuno che ci rimette le penne (in primis AIG) e anche qualcuno che invece ci guadagnerà l’ira di Dio.

Chi sta veramente dietro a questa operazione paurosa? Chi sta pilotando il mercato realmente?
E ancora… Siamo sicuri che allo stato USA convenga fare fallire General Motors, anziche sostenerla all’infinito, avendo nazionalizzato AIG?

La punta di un iceberg

Quanto descritto sopra spiega in modo secondo me lampante il fatto che, senza rendercene conto, siamo seduti su una polveriera. Ne ho parlato in passato e riprendo l’argomento per l’ennesima volta. E fa paura l’idea che prendendo in esame il 2007 e quindi diverso tempo fa, il PIL mondiale si aggirava sui 54.000 miliardi di $ e i CDS emessi risultavano pari a circa 10 volte tanto, 531.000.000.000.000.

Ovvero 531.000 miliardi di $.

Ora, ditemi voi come si fa ad essere sereni sul futuro….

STAY TUNED!

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