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Fuga dal rischio Italia

Scritto il alle 09:50 da Danilo DT

Bonds PIIGS venduti a raffica, clima post default Lehman Brothers. Ma come farà Unicredit a ricapitalizzare in questo mercato?

Un grafico vale più di mille parole.
A quanto sembra, a fine 2010 le banche europee detenevano in portafoglio la bellezza di 686 miliardi di Euro di debito periferico, o se preferite di bond emessi dai PIIGS.
Poi però l’amore è finito, il rischio paese è aumentato ed è partita la corsa alla liquidazione il più possibile rapida del debito dei PIIGS, se non totale, quantomeno parziale.
Ma chi ha venduto e per quali percentuali/importi?

A fare due conti è il NYT (New York Times) il quale produce questa interessante slide :

Financial institutions are dumping their vast holdings of European government debt and spurning new bond issues by countries like Spain and Italy. And many have decided not to renew short-term loans to European banks, which are needed to finance day-to-day operations.
If this trend continues, it risks creating a vicious cycle of rising borrowing costs, deeper spending cuts and slowing growth, which is hard to get out of, especially as some European banks are having trouble meeting their financing needs.
“It’s a pretty terrible spiral,” said Peter R. Fisher, head of fixed income at the asset manager BlackRock and a former senior Treasury official in the George W. Bush administration. (NYT) 

Per la Spagna, il recente aumento dei tassi di rendimento a causa del mercato, significa dover spendere un extra di € 1.800.000.000 ($ 2,4 miliardi. Per l’Italia, ogni aumento dell’ 1% dei tassi si traduce in circa 6 miliardi di euro (circa $ 8 miliardi di euro) in costi aggiuntivi ogni anno, secondo Barclays Capital. Sono schiaffoni per le finanze pubbliche di questi stati che mettono in dubbio anche la loro solvibilità futura. E questo è quanto pensa il mercato. d’altronde sono settimaen che sosteniamo su questo blog che uno spread bund BTP a 500 bp non è assolutamente sostenibile, nemmeno nel breve termine. Lo spread  torna in area di apparente sicurezza (200 bp sarebbe quantomeno soddisfacente) oppure sarà durissima…

Normale avere paura ed abbassare la quantità di bonds PIIGS in portafoglio, visto che di PIIGS si tratta. E quindi scatta la corsa alla vendita, e si rivedono le stesse scene viste nel 2008, quando la paura post default Lehman Brothers generava sell off a raffica. Ora ovviamente occorrerà vedere come, dove e quando le banche che devono ricapitalizzare con urgenza, potranno rifinanziarsi sul mercato. Una su tutte Unicredit. E nei prossii giorni dovremo avere dettagli in merito, anche perché non possiamo certo negare che il “timing” (obbligato) non è certo dei migliori. Intanto però, tornando al grafico sopra mi vien solo in mente una piccola frase…

Merci, Mr. Sarkozy….

ALLEGATO: CLICCA qui per il monitoraggio della crisi Euro secondo il NYT 

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STAY TUNED!

DT

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iN QUESTO MOMENTO SPREAD BUND BTP CHE TORNA A SALIRE: 484 bp.
E PiazzAffari frana a -3%.
Che dire…buona settimana a tutti…

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Scritto il 21 novembre 2011 at 09:54
pato89

Merci, Mr. Sarkozy… mi piace il tuo sarcasmo …qualcuno deciderà se far finire questo modo di operare …dipenderà da diversi fattori …sono molto perplesso. Buona giornata ….

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Scritto il 21 novembre 2011 at 10:04
kry

Dream Theater,

Dai vediamola meno rossa piazza affari (per chi?) quanto incide lo stacco di dividendi?

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Scritto il 21 novembre 2011 at 10:13
anonimo13

UCG è l’ultimo dei problemi.

L’aumento di capitale”, ha affermato l’Ad della banca, Federico Ghizzoni, “è totalmente garantito dal consorzio. Questo ci fa essere più e meglio capitalizzati.

Auguri al consorzio…

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Scritto il 21 novembre 2011 at 10:18

Consorzio di beneficenza… Cmq sia, oggi ricordo che in borsa c’è anche una serie di stacchi dividendi che, come mi ha ricordato via email anonimocds, pesa per lo 0.57%. Poca roba visto l’indice FTSEMIB in questo momento (-2.78%)

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Scritto il 21 novembre 2011 at 10:22

Mi sa’ che devo cambiare materasso, me ne serve uno piu’ grande….

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Scritto il 21 novembre 2011 at 10:24
quacula

Ok, forse ora si pone davvero il problema (come dicevo in un altro post) di dove mettere i propri risparmi. In che banca?

Se li metti in una banca estera in Italia non sei comunque esattamente “in una botte de fero”.

Direttamente all’estero potrebbe essere meglio, però dove? in europa? non dovrebbe cambiare molto rispetto all’Italia, però è vero che banche francesi e tedesche (coperte dallo scudo della bce) si stanno scaricando da btp & c. fra qualche mese paradossalmente potrebbero essere più sicure di ora.

la cosa migliore sarebbe trovare una banca (HSBC?) fuori dalla zona euro e dollaro, magari che investe in asset BRICS. esiste? e soprattutto come si fa ad aprire un conto laggiù?

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Scritto il 21 novembre 2011 at 10:56
flavio_5

Portali in Svizzera. Eviterei UBS e Credit Suisse, ma ci sono tante piccole banche cantonali :)

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Scritto il 21 novembre 2011 at 11:57
idleproc

quacula@finanza,

Io investirei direttamente in attività produttive, anche di nicchia e tornerei a fare l’imprenditore, è l’unico luogo dove si creano valori reali e si fa del bene al prossimo creando lavoro e redditi.
Se fosse legalmente possibile costruirei un mercato finanziario ed una moneta parallela garantita su valori reali materiali. Un ritorno alle origini.
Sul piano più generale c’è da evitare l’esproprio di capitali e redditi verso l’attuale sistema finanziario globale e le multinazionali che è un problema politico nazionale che riguarda tutti.

Non vedo vie di fuga sicure e porti sicuri nell’attuale situazione. Sono scommesse geopolitiche. Come dice DT, l’unica possibilità è seguire costantemente e a breve il trend e ci si può anche guadagnare.

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Scritto il 21 novembre 2011 at 11:58
angiglio

Se le cose si mettoni davvero male non ci sono posti in cui nascondersi e nascondere il proprio denaro. In qualche banca cantonale Svizzera? In quel caso fate attenzione a quando nella vostra attività di spalloni rientrerete in Italia; magari qualcuno vi acchiappa e se vi va bene è un finanziare italiano che vi sequestrerà tutto, se vi va male è qualcuno che non solo vi frega tutto ma vi caccia anche un coltello in pancia. HSBC? Guarda l’ultimo bilancio ed aspetta che il pallino del debito dall’Italia si sposti un pò più verso l’Atlantico; magari scoprirai che queste banche sono le più esposte verso il debito privato che in UK ammonta solo al 383% del PIL.
Siamo di fronte ad un enorme movimento di deleverage che affronta via via alcuni sistemi bancari, poi alcuni paesi marginali quali purtroppo l’Italia, che passerà a paesi come la Francia, quindi all’UK e che tra non molto si concentrerà sul “pezzo grosso” ovvero gli USA. Ad oggi mancano 72 ore alla presentazione del piano da 1.200 mld ed ancora non c’è alcun accordo. Prima o poi ci si accorgerà che il debito USA, contando tutto, è ben più dell’85% dichiarato ma arriva intorno al 140%
Io concordo con molte delle analisi fatte su questo sito proprio sull’eccessivo indebitamento ed utilizzo delle leve, sono d’accordo che ancora molto dovrà essere fatto ma sono anche cosciente che quanto sta succedendo è il rovescio della medaglia di questo deleverage (che a molti sembra ancora assolutamente insufficiente).
Non vogliamo un’economia costruita su leve ed indebitamento? Ed allora riduciamo gradulamente leve ed indebitamento. Oppure un bel decennio di inflazione così evitiamo tutti questi fastidiosi viaggi in Svizzera.

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Scritto il 21 novembre 2011 at 13:27
alfio200

In pratica…avere il conto corrente in Unicredit è peggio che averlo in un’ altra banca o “tanto è lo stesso”? Se crollano i BTP (o l’Italia, cioè la stessa cosa) crolla Unicredit e…tutte altre banche?

In Libia abbiamo partecipato ad una guerra che ha massacato ENI, Unicredit e altre società italiane. Per favorire chi?

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Scritto il 21 novembre 2011 at 13:33
alfio200

P.S.: Avete notato? La proposta di abolire (tutte) le province sembra già sparita dall’agenda di Monti. Al solito…tasse e basta. Anzichè tappare la falla (spese e sprechi) si butta fuori l’acqua con i secchi (aumento tasse). Risultato: la nave non può che affondare.

Salvare i risparmi? Che ne dite di sterline oro in cassetta di sicurezza. Per ora, non le tocccano…per ora…

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Scritto il 21 novembre 2011 at 13:38
idleproc

alfio200@finanza,
In Libia abbiamo partecipato ad una guerra che ha massacato ENI, Unicredit e altre società italiane. Per favorire chi?

Ci hanno messo una pistola in mano con l’ordine di suicidarci.
Un nuovo equilibrio neo-coloniale nel Mediterraneo. Noi come colonia insieme agli altri.
GB-US-Francia(se gli va bene). Fine dell’euro, nascita dell’euro-sud asservito al $ e sterlina. Germania ed altri con altra moneta. Fine del problema euro per il dollaro.
Io la vedo così. Il gioco è comunque ancora aperto. :|

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Scritto il 21 novembre 2011 at 13:56
alfio200

idleproc@finanza,

Ipotesi raccapricciante, ma (purtroppo) plausibile e razionale. :cry::cry::cry:

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Scritto il 21 novembre 2011 at 14:18
nyarlathotep

cerco di chiarirmi il problema già da qualche settimana. Per ora le possibili soluzioni a cui sono arrivato io sono alcuni conti di deposito presso bache estere che permettono di aprirli a distanza. Ce ne sono in Svizzera (dove con le stesse modalità è possibile anche usufruire di un deposito presso le poste), Lussemburgo, Belgio, Germania. In euro? In valuta estera? MAH!
poi c’è sempre la possibilità di utilizzare filiali italiane di banche estere: Bnl, Deutsche Bank, Barclays, Ubs, Credit Suisse etc.
Ma quali spallini scusate?! Depositare il risparmio su cui si è pagato le tasse presso banche estere non mi risulta essere un reato.

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Scritto il 21 novembre 2011 at 14:20
nyarlathotep

idleproc@finanza: alfio200@finanza,In Libia abbiamo partecipato ad una guerra che ha massacato ENI, Unicredit e altre società italiane. Per favorire chi?Ci hanno messo una pistola in mano con l’ordine di suicidarci.Un nuovo equilibrio neo-coloniale nel Mediterraneo. Noi come colonia insieme agli altri.GB-US-Francia(se gli va bene). Fine dell’euro, nascita dell’euro-sud asservito al $ e sterlina. Germania ed altri con altra moneta. Fine del problema euro per il dollaro.Io la vedo così. Il gioco è comunque ancora aperto.

Su un numero di Limes di qualche anno fa ricordo addirittura uno scenario geopolitico futuristico con l’Italia accorpata ad una confederazione di stati balcanici tra cui il Montenegro, l’Albania…ahaha Non male!

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Scritto il 21 novembre 2011 at 14:22
angiglio

Quindi se apro un conto presso una banca estera con sedi in Italia e succede la fine del mondo mentre tutte le altre filiali saranno chiuse in quella andrò con tranquillità a ritirare i miei euro… E se l’Italia è fuori dall’euro come in questi casi sarà ipotizzabile, cosa ritiro? La nuova moneta italiana! Ma in quel caso stai tranquilla/o che tutte le banche saranno in grado di darti quella valuta: tanto ne stamperebbero a tonnellate.
Se salta la baracca salta l’euro e non hai altre soluzioni se non quelle che i nostri nonni che hanno fatto la seconda guerra ben conoscono: la prima è quella per i più ricchi: andare all’estero, magari in Svizzera o in qualche paese poco conosciuto, ma lì fermarsi e risiederci per anni. La seconda è ricorrere al mercato nero, trovare qualcosa da scambiare magari ad alto valore aggiunto (una volta era l’oro ma anche la benzina, la farina e così via). La terza soluzione, più classica ed utilizzata, è stata da sempre la fame.
A meno che non crediate veramente che lo stato interverrà risercando tutti i conti correnti fino a 103.000 e passa euro, che gli istituti esteri continueranno a darvi valuta forte invece della cartastraccia, che i vostri investimenti al ribasso potranno essere monetizzati nella moneta che più vi aggrada e così via.
Ma queste non sono novità: è sempre successo e se non avete più i nonni chiedete a qualche argentino, a qualche bosniaco o ex-jugoslavo, a qualcuno dello Zimbabwe. L’ideale è qualche ragazzo appena sbarcato dalla Somalia: lui si che vi può spiegare bene cosa conviene fare in caso di crisi.

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Scritto il 21 novembre 2011 at 14:37
kry

Sembra che la BCE sia pronta ad un nuovo taglio dei tassi. Visto l’esperienza di USA,Giappone e GB ormai prossimi allo 0 che non sono riusciti a stimolare niente, e che sono il mercato e le banche che decidono sui tassi non sarebbe più opportuno cercare qualcosa di diverso o serve per poter dimostrare che ci siamo arrivati per ultimi.

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Scritto il 21 novembre 2011 at 14:39

invece ahimè ho avuto ulteriori informazioni su altri forti alleggerimenti, sorpattutto da società oltreoceano che vendono debito governativo “made in Euro”.
Non parlo di USA ma di Asia.
ormai è il fuggi fuggi…
Fate presto… che qui sono chezzi…

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Scritto il 21 novembre 2011 at 14:51
nyarlathotep

Dream Theater,

Fare presto è ok Dt…ma il punto è cosa. Come vedi le idee sono un pò confuse :D

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Scritto il 21 novembre 2011 at 15:09

    Beh, su cosa occorre fare ho parlato mille volte e parlerò nuovamente oggi pomeriggi alle 17.10 a Class CNBC. In realtà la questione è a livello UE e non italiano.

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    Scritto il 21 novembre 2011 at 15:13
quacula

Alla storia dei 103.000 euro credo meno che alla befana….

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Scritto il 21 novembre 2011 at 15:11

    Domani uscirà un approfondimento proprio su questo argomento. Dico bene lampo? ;-)

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    Scritto il 21 novembre 2011 at 15:14
nyarlathotep

quacula@finanza,

anche perchè se non vado errato il fondo di garanzia interbancario prevede che vadano coperti con gli utili delle altre banche nel caso una vada in difficoltà ma qua di utili se ne vedono pochini…

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Scritto il 21 novembre 2011 at 15:12
alfio200

Dream Theater,

Cerca di essere meno modesto DT. Un tuo intervento a Class CNBC va scritto a caratteri cubitali. Attenderò con ansia.

Come rifugio…Bund alla Deutsche Bank (oltre alle sterline oro nella cassetta di sicurezza)? Piuttosto…se la banca fallisce, le cassette (almeno) non dovrebbero bloccarle? Giusto? Giusto!!??

Quanto al fondo di garanzia interbancario che garantisce fino a 103.000 euro…è garantito dalle banche italiane sul suolo italiano…per cui…

E la nazionalizzazione delle banche da parte dello Stato (sempre italiano) tipo Inghilterra?

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Scritto il 21 novembre 2011 at 15:38
quacula

alfio200@finanza,

Ecco, questa cosa del bloccaggio delle cassette è un mio incubo ricorrente… Non sono mica sicuro! qualcuno è più preparato di noi?

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Scritto il 21 novembre 2011 at 16:04

alfio200@finanza:
Dream Theater,

Come rifugio…Bund alla Deutsche Bank (oltre alle sterline oro nella cassetta di sicurezza)? Piuttosto…se la banca fallisce, le cassette (almeno) non dovrebbero bloccarle? Giusto? Giusto!!??

Quanto al fondo di garanzia interbancario che garantisce fino a 103.000 euro…è garantito dalle banche italiane sul suolo italiano…per cui…

Sfortunaamente non e’ cosi semplice, prendendo come esempio le crisi di questo genere, non solo hanno bloccato le cassette ma anche requisito l’oro acquistato…. Per quanto riguarda il fondo interbancario mi viene da ridere…. lo garantiscono le banche stesse…. percio’ se una piccola banca salta non c’e’ problema, se il defaulto avviene per la maggior parte di esse…..
La cosa piu’ sensata e’ acquistare piccole quantita di monete d’oro senza lasciare tracce e nasconderle come gli antichi…. probabilmente non si raggiungera’ il default globale, ma una certezza di evitarlo non c’e’… per i coraggiosi puntare sulla discesa del mercato con super leveraggio… vedremo… l’umanita ne ha viste ben peggiori di questa…

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Scritto il 21 novembre 2011 at 17:38
gainhunter

mariothegreat@finanza: La cosa piu’ sensata e’ acquistare piccole quantita di monete d’oro senza lasciare tracce e nasconderle come gli antichi….

Senza lasciare tracce, appunto. Tenete in considerazione la tracciabilità delle transazioni sopra 3000 euro in contanti, il cui limite pare scenderà, e il fatto che i bonifici sono già tracciati.

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Scritto il 21 novembre 2011 at 18:59
gainhunter

Oltre a DB e GS quindi dobbiamo rinagraziare BNP, che è responsabile per quasi il 50% delle vendite di btp/bot effettuate dalle principali banche.
Un minimo di patriottismo imporrebbe di non aprire conti (meglio ancora chiuderli) presso DB e BNP.

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Scritto il 21 novembre 2011 at 19:03
kry

gainhunter,

Un minimo di patriottismo dovrebbero dimostrarlo le nostre banche vendendo a loro volta oat e bund e la liquidità invece di parcheggiarla alla BCE prestarla agli ITALIANI magari finanziando pannelli solari.

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Scritto il 21 novembre 2011 at 20:23
gainhunter

kry@finanza,

Concordo! Ma si sa che l’unico valore per le banche è il denaro…

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Scritto il 21 novembre 2011 at 20:33
kry

gainhunter,

Credo che le banche facciano un pò di confusione sul valore del denaro. Tra non molto quel valore sarà ZERO.

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Scritto il 21 novembre 2011 at 20:46
lampo

Dream Theater,

Una volta tanto che anticipo l’argomento di interesse di qualche lettore… :wink: (purtroppo!) :roll:

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Scritto il 21 novembre 2011 at 20:58
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