FOMC: la Yellen allarga la “forward guidance”

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La “prima” è sempre attesa da tutti, proprio perché dopo tanti anni in cui si era abituati alla barba di Ben Bernanke, si voleva sentire le parole e lo stile di colei che da tutti era data come “la colomba tra le colombe”.

Oltre alle ovvie decisioni sui tassi, lasciati chiaramente invariati, oltre al piano di tapering con “pilota automatico” che porta una diminuzione degli acquisti di 10 miliardi di USD, si aspettavano dalla Janet Yellen news sulla cosiddetta “forward guidance”.

Infatti è chiarissimo che un tasso disoccupazione al 6.5% NON sia indice di “fine della crisi”. E la Yellen lo sa benissimo. E allora ci si aspetta maggiore elasticità in questo ambito. Il tasso disoccupazione USA è un indicatore importante ma non è l’unico e questo doveva essere chiaramente espresso. Si chiedevano lumi alla FED: o un forte abbassamento della soglia (magari fino al 5.50%) oppure l’assunzione di requisiti qualitativi e non solo quantitativi. E capite benissimo che nel secondo caso, tutto diventa più relativo, tutto si basa ancor di più sulla fiducia.

Ricordate? Il bastone e la carota… Occorre dare un segnale di fermezza riducendo COME da programma gli stimoli, senza però far impaurire i mercati e soprattutto dando sempre quei segnali di certezza. Il grosso errore sarebbe stato quello di “stravolgere” la politica monetaria anche nei parametri, spiazzando tutti. Verrebbero meno le certezze e appunto quella fiducia che tiene tutto il sistema in piedi.

E difatti…la Yellen non mi smentisce…

* FOMC SEES `SUFFICIENT UNDERLYING STRENGTH’ IN ECONOMY
* FOMC SAYS IT WILL LIKELY REDUCE QE IN `FURTHER MEASURED STEPS’
* FED: LOW TARGET RATE APPROPRIATE FOR CONSIDERABLE TIME POST-QE
* MORE FED OFFICIALS SEE AT LEAST 1% FED FUNDS RATE END OF 2015
* FED DROPS 6.5% JOBLESS THRESHOLD FOR RAISING FED FUNDS RATE
* FOMC TO WEIGH `WIDE RANGE OF INFORMATION’ ON JOBS, INFLATION
* FED: 2014 GDP GROWTH OF 2.8%-3.0% VS 2.8%-3.2% IN DECEMBER (lower growth)
* FED: END-2014 JOBLESS RATE AT 6.1%-6.3% VS 6.3%-6.6% IN DEC. (but lower unemployment)


Sui tassi al momento non ci sono problemi, l’inflazione è sotto l’area del 2%.  E quindi, il  costo del denaro non salirà prima che il tasso di disoccupazione sia sceso sotto il 6,5% e/o l’inflazione non sia salita oltre il 2,5%. Questi erano di “dogmi” prima del FOMC di stasera. Da domani non saranno più regole ferree. Allargati quindi i cordoni dell’operatività.
Ma il mercato non gradisce, almeno in questo momento…

Sono reazioni del momento. La verità è che la Yellen non ha detto nulla di rivoluzionario e, come detto, ha espresso quelle che erano le mie ipotesi che poi…erano anche condivise dalla maggior parte degli analisti.

Comunque, nella conferenza post FOMC, occorre ammettere che ci viene la nostalgia di Bernanke. Il che NON è positivo per i mercati in quanto se i mercati perdono la fiducia nella FED… Intanto però il “pilota automatico” va avanti…

L’orso, malgrado il caldo di questi giorni, se ne dovrà stare ancora un po’ in letargo…

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STAY TUNED!

Danilo DT

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Commenti (n° 2)Commenta

  1. paolo41 scrive:

    ho trovato l’esposizione della Yellen piuttosto confusionaria e complicata, difficile identificare una chiara “guidance” …. Certo è che ha ridotto le previsioni del PIL limando la forbice.
    Non è poi che il mercato abbia reagito tanto bene se si esclude il rafforzamento del $ che aveva già voglia di scendere per conto suo (l’importante è che non parli Draghi !!!!).

  2. pinco14 scrive:

    FED DROPS 6.5% JOBLESS THRESHOLD FOR RAISING FED FUNDS RATE

    In questa frase è sintetizzata, secondo me, tutta la contraddizione di quest’immenso castello di carte creato dalla FED
    Praticamente si certifica che le misure straordinarie sui tassi e la liquidità (introdotte per risollevare l’economia reale ed il mercato del lavoro) – non dipendono più dall’andamento del mercato del lavoro. E da cosa allora?
    La realtà è che, come tante volte detto su questo blog, sono in un vicolo cieco e non sanno come uscirne.