FOMC: la colomba Yellen rischia di diventare pecora

Scritto il alle 10:03 da Danilo DT

Janet-Yellen-QE

La FED si dice “paziente” sui tassi USA, toglie però la frase dove prometteva tassi bassi per lungo tempo e si mette in “stand by”, Meglio guardarsi intorno e comportarsi di conseguenza anche a causa della complessa situazione internazionale. Ma questa non è la FED a cui eravamo abituati.

Vi aspettavate un FOMC rivoluzionario? Beh allora siete rimasti delusi. Ma se veramente potevate pensare che la FED di Janet Yellen, in questo momento storico, si decidesse a muoversi sui tassi, allora mi sa che vi sbagliavate di grosso.
Poi ancora oggi, dove l’incertezza regna sovrana, dove i beni durevoli collassano contro le previsioni negli USA (e l’immobiliare si riprende anche se in modo minimo rispetto ai picchi di qualche anno fa), senza poi dimenticare un tasso di inflazione prospettica (a 5 anni) che continua a scendere, e poi una crescita economica sempre meno forte, e poi gli stipendi USA che di certo non stanno salendo…insomma, di carne al fuoco per gustificare un NON rialzo dei tassi ce n’è tantissima.

MA allora facciamo ci una domanda: e perché mai la FED dovrebbe darsi una martellata nelle parti più intime senza una vera ragione? Nossignore, la FED non può alzare ora i tassi e tantomeno può permettersi di prevedere di farlo tra qualche mese.
L’unica cosa che può fare è “giocare” con la sua forward guidance, dicendo tutto e niente e lasciando tutte le strade aperte.
Anzi, questa volta addirittura la Yellen, una che di certo non è “Cuor di Leone” si rende protagonista di una magistrale passività che di certo non si addice alla più importante banca centrale del pianeta.

Con una sola parola, la Federal Reserve aggiunge un elemento significativo al comunicato diffuso alla fine della sua riunione odierna. In una frase in cui dice di monitorare l’andamento dell’inflazione e dei trend di mercato, la banca centrale americana fa notare che sta monitorando «sviluppi internazionali». (Sole) 

La FED che quindi sta alla finestra, o se preferite, sulla riva del fiume in attesa di vedere passare il cadavere del nemico? Negli ultimi anni era la FED che faceva il mercato. Ora la FED il mercato lo subisce. Un segnale di debolezza, secondo me, proprio della Yellen, che rischia di passare dall’essere “colomba” ad essere “pecora”.

Ma attenzione, qualcosa però cambia. Ricordate quella famosa frase “lasso considerevole di tempo” appiccicata alla durata di tassi stabilmente bassi a seguito della fine degli acquisti dei Treasury (ovvero dalla fine del QE)?
Ecco, quella è stata cancellata. Però la FED si dice paziente.
Ma paziente di cosa? In questo momento non può permettersi di alzare i tassi. Se lo fa rischia un autogol magistrale.

E difatti…il mercato ha avuto la reazione che si temeva. Un tiro al picicone, o meglio, alla colomba.
Un’ultima curiosità. Questo è il grafico del differenziale di tasso 2-10 yr sui Bond USA. In linea di massima (storicamente) segnala lo stato previsionale di crescita economica.
Quando quindi la tendenza del grafico è in discesa e lo spread è molto basso, significa che l’economia rischia di finire in difficoltà.
Ecco, per la cronaca oggi lo spread è a 123 bp. Esattamente al livello che ci si trovava quando è partito il QE3.
Che sia il segnale per il QE4 made in USA? Non credo. Ma segnala piuttosto che per l’economia USA non è tutto oro quello che luccica.

STAY TUNED!

Danilo DT

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6 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 29 gennaio 2015 at 10:41

“If it ain’t broke, don’t fix it,” è quel che racconta il sig. Gary Schilling, il macro economista che ha fatto scuola chiamando il secular trend sui long bond USA 20 anni fa. I suoi clienti di allora hanno realizzato un miserabile +400% acquistando i titoli più sicuri del pianeta mentre eserciti di incapaci andavano su e giù per l’ottovolante delle varie borse. Quel che dice ora il vecchio Gary, che non è perfetto con la sua mania sull’indipendenza energetica USA (ma gli sta passando…) è che le manovre delle altre banche centrali equivalgono per gli USA a una sequenza di manovre di rialzo dei tassi così come i vari QE della FED sono stati per gli altri l’equivalente di una serie di taglio dei tassi. E’ stata la FED a iniziare questo giochino per salvare le proprie banche ma in USA pensano che sia ancora il mondo di 40 anni fa, quando contavano e giocavano solo loro. Quindi pare che il vecchio Gary sia in linea con il giovane Danilo ! :mrgreen:

… per il QE4 basta attendere l’evoluzione degli utili delle aziende USA, sono sempre e solo gli utili che tengono su le borse, non le manovre monetarie. E bisognerà poi vedere cosa possono comprarsi dato che il 50% e passa di tutte le emissionio oltre i 10y li hanno già a bilancio (per sempre) e c’è poi c’è un altro piccolo particolare … ma avverrà comunque.

good luck !

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pecunia
Scritto il 29 gennaio 2015 at 11:27

john_ludd@finanza,

mi sembri degno del miglior “Hercule Poirot”…. soprattutto nel finale! :wink:

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reragno
Scritto il 29 gennaio 2015 at 14:23

Danilo ti faccio una domanda già fatta in un altro blog:

Aspettandoci nel breve un rimbalzo dell’euro sul dollaro e poi una nuova ricaduta, il tutto dovrebbe consumarsi prima di un eventuale QE4 che avrà fra gli altri obiettivi anche quello di svalutare il dollaro.
Non c’è tuttavia il rischio che un QE tardivo, ovvero quando ormai la recessione è incominciata negli States, possa ingenerare una completa perdita di fiducia sulle politiche monetarie messe in atto da una Federal Reserve con le idee confuse e scatenare uno tsunami sui mercati?

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Scritto il 30 gennaio 2015 at 00:18

john_ludd@finanza,

Wow…paragonato ad un mostro sacro come Gary è un onore. Intanto però gli utili trovano l’hi tech in grande forma ma…il resto? Lo scopriremo nei prossimi giorni….

reragno@finanzaonline,
Ripeto quanto già scritto in altre sedi.
ragiona un attimo: questa economia, questo mondo patinato che hanno costruito, questi mercati si basano su quale incredibile e discutibile elemento? SOLO sulla FIDUCIA. un sistema ormai fondato sul “fiat money” vive, respira e dipende dalla fiducia.
Eccoti spiegato il comportamento delle “istituzioni che contano”, le quali, banche centrali in primis (ma non solo loro) non vogliono assolutamente far si che la FIDUCIA venga meno. altrimenti il sistema va OUT OF CONTROL.
E che succede in tale caso?
Beh… succede! succede! :mrgreen:

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aurifex
Scritto il 30 gennaio 2015 at 00:31

john_ludd@finanza,

Scusa ma qual’è questo piccolo particolare che dovrebbe succedere?Scusate l’ignoranza!

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ddb
Scritto il 30 gennaio 2015 at 00:40

aurifex:
john_ludd@finanza,

Scusa ma qual’è questo piccolo particolare che dovrebbe succedere?Scusate l’ignoranza!

Prima o poi, tutti dobbiamo morire.
Se la vuoi meno nefasta: a usare l’acqua troppo calda ci si scotta. Oppure, tutti i nodi vengono al pettine.

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