FMI in cerca di soldi per salvare l’EUROPA?

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La scorsa settimana il tam tam dei mass-media finanziari ci ha informati della dichiarazione, del direttore del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde, rilasciata al termine di una riunione del comitato esecutivo, che riguardava l’adeguatezza delle risorse finanziarie a disposizione: ([1]):

“Today’s discussion on the adequacy of Fund resources was a welcome opportunity to assess whether they are sufficient for the IMF to fulfill its mandate and to play a full and constructive role in securing global stability. Following the request of our membership last year through the International Monetary and Financial Committee and the general support by the G20 leaders at the Cannes summit, today’s discussion was an important step.”

ovvero:

“La discussione odierna sulla adeguatezza delle risorse FMI era una buona occasione per valutare se queste siano sufficienti per il Fondo Monetario Internazionale per adempiere al proprio mandato e svolgere un ruolo attivo e costruttivo nel rafforzamento della stabilità internazionale. Essa rappresenta anche un passo importante in risposta alla richiesta fatta dai nostri membri lo scorso anno attraverso il Comitato Monetario e Finanziario Internazionale (IMFC) e il sostegno generale da parte dei leader del G20 al vertice di Cannes.”

Continua:

“The biggest challenge is to respond to the crisis in an adequate manner and many Executive Directors stressed the necessity and urgency of collective efforts to contain the debt crisis in the Euro Area and protect economies around the world from spillovers and excessive output/income contractions. In this context, they welcomed the recently announced commitment of European members to contribute to the Fund’s resources, while stressing the importance of European firewalls and other policies being sufficiently strong to respond to the crisis in the Euro Area.”

cioè:

“La sfida principale è quella di rispondere adeguatamente alla crisi, e molti Direttori Esecutivi hanno sottolineato la necessità e l’urgenza di uno sforzo collettivo per arginare la crisi del debito delle economie dell’Area dell’Euro, e proteggere le economie mondiali dagli effetti del contagio e contrazioni eccessive della produzione e del reddito. In questo contesto, essi hanno accolto favorevolmente l’impegno recentemente assunto dai membri europei di contribuire alle risorse del FMI, evidenziando come l’importanza delle politiche europee e di altri “firewall” siano abbastanza robusti per rispondere alla crisi nella zona euro.”

e conclude:

“I welcome the recognition of the importance of ensuring adequate Fund firepower to help defuse the current global economic weaknesses and regional challenges. To this end, Fund management and staff will explore options for increasing the Fund’s firepower, subject to adequate safeguards. I welcome Executive Directors’ collective interest in resolving the crisis and securing global economic stability.”

tradotto:

“Accolgo favorevolmente il riconoscimento dell’importanza di garantire un’adeguata “potenza di fuoco” del Fondo per contribuire a disinnescare l’attuale debolezza economica globale e le sfide regionali. A tal fine, la direzione e il personale del Fondo studierà la possibilità di aumentare la potenza di fuoco dello stesso, con adeguate misure di salvaguardia. Accolgo con favore l’interesse collettivo dei Direttori Esecutivi nella soluzione della crisi e nel garantire la stabilità economica globale.”

Ho ritenuto importante riportare integralmente tale dichiarazione… perché cita e sottolinea espressamente un aspetto che di solito passa in secondo piano, come causa dell’attuale crisi finanziaria:

“…protect economies around the world from spillovers and excessive output/income contractions.”

proteggere le economie mondiali dagli effetti del contagio e contrazioni eccessive della produzione e del reddito.

Ma, in termini contabili a quanto ammonta questo aumento di “potenza di fuoco” del Fondo Monetario Internazionale?

Il Financial Times ([2]) ci dice che si tratta di 500 miliardi di dollari che vanno ad aggiungersi a quelli attualmente a disposizione del Fondo.

Approfondiamo un attimo, per chi non ne fosse a conoscenza, come funziona il sistema con cui il Fondo Monetario Internazionale si approvvigiona delle sue risorse finanziarie ([3]).

Ad ogni membro che aderisce al FMI viene assegnata una quota, in base all’importanza della sua economia in relazione a quella mondiale.

Tale peso determina anche il contributo finanziario (quota) da versare nelle casse dell’FMI.

Quando un Paese diventa membro del Fondo Monetario Internazionale, versa la sua quota. Un quarto, in una valuta ampiamente scambiata e accettata, come ad esempio il dollaro statunitense, euro, yen o sterlina, oppure in Diritti Speciali di Prelievo (troverete la spiegazione più avanti). I restanti tre quarti vengono pagati in valuta locale, della Nazione aderente.

Le quote vengono aggiornate con una frequenza di almeno cinque anni.

L’ultimo aggiornamento risale al gennaio 2008, poi entrato effettivamente in vigore nel marzo del 2011.

In questo link IMF Members’ Quotas and Voting Power, and IMF Board of Governors, troverete un elenco delle Nazioni partecipanti per quota versata e diritto di voto ([4]).

Le quote sono espresse in “Special Drawing Right” (SDR) ovvero dei “Diritti Speciali di Prelievo” una specie di valuta di riserva internazionale monetaria creata dal FMI nel 1969 e composta da un paniere di quattro valute internazionali (maggiori informazioni le trovate qui: Special Drawing Right).

Attualmente il Fondo Monetario Internazionale dispone di 238 miliardi di SDR, equivalenti, in base al cambio attuale di 1 USD=0,646772 SDR, a circa 368 miliardi di dollari.

Vi elenco in ordine di grandezza il peso, in termini di quota versata e diritto di voto, di alcuni Paesi:

- Spagna: 6,2 miliardi di $ e 1,63% di peso del suo voto sul totale degli appartenenti;

- Russia: 9,2 miliardi di $ e 2,39% di peso del voto;

- Italia: 12,2 miliardi di $ e 3,16% di peso del voto;

- Cina: 14,7 miliardi di $ e 3,81% di peso del voto;

- Regno Unito: 16,6 miliardi di $ e 4,29% di peso del voto;

- Francia: 16,6 miliardi di $ e 4,29% di peso del voto;

- Germania: 22,5 miliardi di $ e 5,81% di peso del voto;

- USA: 65,1 miliardi di $ e 16,75% di peso del voto.

Chiuso l’approfondimento, ritorniamo al “firewall”, così l’hanno chiamato, ovvero muro di rafforzamento della stabilità economica internazionale, cioè quei 500 miliardi di $.

E’ ovvio che serviranno a finanziare, nei prossimi anni, quei Paesi in difficoltà economica (rischio fallimento): in particolare gli Stati aderenti alla Zona Euro, dove, paragonandola ad uno zoo di animali, l’Italia svolge il ruolo dell’elefante!

Quindi, spiegato in maniera semplice, per mantenere la stabilità economica finanziaria, gli Stati devono “pagare” per poi vedersi ritornare, come prestito, parte, tutto o di più di quello che è stato versato nel FMI.

Tutti d’accordo per l’aumento delle risorse a disposizione del FMI?

L’attuale maggioranza del Congresso americano sì, visto che, come oramai sapete dalle varie dichiarazioni lasciate ai mass-media, il Presidente Obama si è impegnato ad aumentare la sua partecipazione nel Fondo Monetario Internazionale (la sua quota quindi).

Ma, come sempre succede, non è tutto oro quello che luccica.

Ieri mi è capitato infatti di leggere un documento ([5]) dell’United States House Committee on Financial Services, ovvero della commissione della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti che sovrintende l’intero settore dei servizi finanziari comprese le assicurazioni, banche, settore industriale e delle abitazioni.

Ricordo che si tratta di una commissione che collabora abitualmente con la Federal Reserve, il Tesoro degli Stati Uniti e altre autorità di regolamentazione dei servizi finanziari.

Tale lettera è indirizzata al Segretario del Dipartimento del Tesoro USA Timothy Geithner.

Riporto alcuni passi significativi (il testo integrale lo trovate, come sempre, nei link delle note che riportano le fonti usate per l’articolo, in fondo al post):

“We write because we are opposed to American taxpayer dollars being used to bail out Europe and ask that you confirm the Department of the Treasury’s position that taxpayer funds will not be used to subsidize Europe’s financial programs through additional contributions to the International Monetary Fund (IMF)”

cioè:

“Vi scriviamo perché siamo contrari che i dollari dei contribuenti americani vengano usati per tirare fuori dai guai l’Europa, e chiediamo una conferma della posizione assunta dal Dipartimento del Tesoro, cioè che i fondi dei contribuenti non saranno utilizzati per sovvenzionare programmi finanziari europei attraverso ulteriori contribuzioni al Fondo monetario internazionale (FMI)

continua:

“On a number of occasions both you and President Obama have stated that Europe has both an obligation and the financial capacity to solve the Eurozone debt crisis. We could not agree more. The European Union includes four of the ten wealthiest countries in the world. European countries have the ability to implement austerity measures to reduce their countries’ debt over the long term and they also have the means to restore confidence to markets.”

ovvero:

“In diverse occasioni, sia lei che il presidente Obama avete dichiarato che l’Europa ha sia l’obbligo che la capacità finanziaria per risolvere la crisi del debito dell’Eurozona. Non potremmo essere più d’accordo. L’Unione europea comprende quattro dei dieci paesi più ricchi del mondo. I Paesi europei hanno la possibilità di implementare misure di austerità per ridurre il debito dei loro paesi a lungo termine oltre agli strumenti per ripristinare la fiducia dei mercati.

In sostanza… i quattro Paesi più ricchi della Zona Euro… devono impiegare la loro ricchezza per aiutare gli altri stati aderenti.

Ricordo che gli USA sono il “maggior contribuente” del FMI.

Se non riusciranno gli USA a decidere l’approvazione di aumentare la disponibilità della loro quota nel FMI… pensate che ci riescano gli altri Stati?

Vi ho raccontato un altro pezzo di puzzle della guerra finanziaria in corso (a nostre spese).

Buona riflessione.

Lampo

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[1] Fondo Monetario Internazionale –  Press Release No. 12/13: Statement by IMF Managing Director Christine Lagarde Following Executive Board Discussion on the Adequacy of Fund Resources (17 gennaio 2012);
[2] Financial TimesIMF requests $500bn for bail-out loans (19 gennaio 2012).
[3] Fondo Monetario Internazionale - Where the IMF Gets its Money (14 settembre 2011).
[4] Fondo Monetario Internazionale - IMF Members’ Quotas and Voting Power, and IMF Board of Governors (27 gennaio 2012);
[5] United States House Committee on Financial Services - Lettera del Presidente del Comitato inviata al Segretario del Dipartimento del Tesoro (25 gennaio 2012);


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Commenti (n° 7)Commenta

  1. :D Telecronaca dal fronte della guerra finanziaria impeccabile! :wink:

  2. Io ero rimasto che il Congresso aveva detto picche all’aumento della contribuzione al FMI, idem come Geithner. La stessa Camera negli Stati Uniti ha “simbolicamente” bocciato l’aumento del debt ceiling proposto da Obama di 1.5 trilioni di dollari (simbolicamente perchè la nuova legge prevede l’aumento automatico dopo 15 giorni dalla comunicazione del presidente al senato e camera..a meno che questi non raccolgano più dei 2/3 per porre il veto al presidente).
    Ce la dobbiamo grattare da soli..è inutile guardare sull’altra sponda dell’atlantico. al massimo dobbiamo guardare ad est… 8O

  3. a_rnasi@finanza,

    Scusa… ma quel “da soli” era inteso come singoli stati vero? :mrgreen:

    E’ proprio quello che vogliono gli americani… per mantenere il predominio del $ come moneta di riserva internazionale… ancora per un po’ almeno!

  4. lampo,

    purtroppo si

  5. Aggiornato il post… avevo scambiato il peso del voto francese con quello tedesco.
    Scusate!

  6. …c’è un altro piccolo problema…che anche la Merkel la pensa allo stesso modo: uno per tutti e tutti “per me”…..

  7. l.b.chase scrive:

    Sarebbe interessante capire se con certe notizie che cavolo ci sta a fare l’euro a 1.32… :roll: