Flussi in uscita dai Paesi Emergenti (che tramontano)

Scritto il alle 11:00 da Danilo DT

Tanto tuonò che piovve.

Nell’ultima settimana avrete avuto modo di leggere su questo blog una serie di post che andavano ad anticipare la correzione che era ampiamente nell’aria ma che non poteva essere definita a livello dimensionale. Solo una mini correzione o qualcosa di più profondo? Se ci fermiamo alle ultime due sedute, non possiamo certo negare che qualche dubbio sulla profondità limitata dello storno ci viene.

A Milano Piazza Affari chiude la seduta in rosso del 2,3% come non succedeva da tempo, peggio fa Madrid che crolla del 3,64%: l’indice Stoxx 600, che fotografa l’andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto il 2,40%, che equivale a 220 miliardi di euro bruciati in una seduta. Il Dow Jones cede l’1,1%, lo S&P500 arretra dell’1,5% e Nasdaq dell’1,7%.A innesescare le vendite da Tokyo a Wall Street sono stati i timori su Cina e Federal Reserve. Da una parte, infatti, preoccupa il ritmo di crescita dell’economia cinese, che per la prima volta dopo sei mesi ha mostrato segnali di rallentamento con gli indici Pmi del settore manifatturiero – che anticipano l’andamento economico – a indicare una prossima contrazione. Anche la Banca centrale cinese è intervenuta sul mercato a tamponare quei rischi di mancanza di liquidità che rendono il clima ancor più teso. (Source)

Ma non solo questo. Ieri è stata la giornata del “crollo emergente”. I timori di un “tapering” che venga portato a fine mese a 65 miliardi ha destabilizzato il mercato. E anche i paesi emergenti che sono nuovamente visti a rischio.

Quindi ecco che si riaffaccia il RISK OFF. Bund subito Bullish, venduti i BTP e spread che si allarga. Ma come detto, il problema della giornata sono stati i mercati emergenti.

EMERGENTI – La giornata di Borsa dei principali mercati europei è stata trascinata in ribasso dai paesi emergenti. In particolare Cina, India, Russia, Brasile e Sudafrica, che avevano trainato la crescita economica globale dopo il 2008, potrebbero ora essere contagiati dalla crisi. Tra giovedì e venerdì i mercati valutari di diversi paesi emergenti, primi fra tutti quelli di Argentina e Turchia, hanno infatti sperimentato un pesantissimo tracollo delle rispettive monete. E questa situazione ha eroso i ricavi su tutti le piazze europee. Londra ha chiuso in calo dell’1,62%, Parigi a -2,79% e il Dax 30 di Francoforte è sceso del 2,48% a 9.392,02 punti. Piazza Affari ha archiviato la seduta con una perdita del 2,3%. Chiusura in rialzo sopra i 220 punti base per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e il pari scadenza tedesco ha terminato gli scambi a 226 punti, 12 in più rispetto alla chiusura di giovedì. (Source)

Di questo e di altri argomenti il Team di InvesPro vi parlerà nello Strategic Paper in uscita nelle prossime ore. Intanto vi giro l’elenco del meglio di I&M, pregandovi di farlo girare ai Vs contatti, contribuendo alla crescita del blog e ad una cultura finanziaria più consapevole ed indipentente.

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