FED LAST DAY: Yellen ai titoli di coda ma occhio alle sorprese!

Scritto il alle 08:01 da Danilo DT

Pensare ad un aumento dei tassi di interesse proprio l’ultimo meeting FED con la Yellen al comando era veramente utopico. E difatti nulla è successo.
Il passaggio di consegne è avvenuto tranquillamente senza grandi scossoni anche se qualcosa sta cambiando nel “mood”.
Intanto diamo per scontato il prossimo rialzo a Marzo, quando il nuovo capo del FOMC sarà Jerome Powell. In realtà il vero passaggio avverrà in data 3 febbraio. Giusto in tempo per prendere coscienza coi dati e decidere sul da farsi. Anche se ormai il mercato sconta nettamente un primo rialzo dei tassi a marzo 2018.

Fin qui vi ho detto nulla di nuovo. Andiamo invece a vedere come mai il “mood” starebbe cambiando.
La FED (dalla voce della Yellen) si aspetta per il 2018 un’inflazione in area 2%. Attenzione però: i segnali a livello di tasso inflazione sono un po’ più forti. Grazie anche poi alla politica fiscale di Trump, il rischio di ritrovarci con un tasso inflazione decisamente superiore alle attese (mettiamoci anche la svalutazione competitiva ed il rientro dei capitali dall’estero) non è da escludere.

MORALE: inizia ad esserci un clima un po’ meno sereno anche se siamo ben lontani da quegli ambienti burrascosi visti in passato quando la FED sembrava aver perso il polso della situazione.

(…) Gli investitori temono che la Fed possa alzare i tassi più rapidamente del previsto nel corso del 2018 proprio per via di una ripresa dell’inflazione, alimentata magari dall’ottimismo su spese e consumi legato alla riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale. (…) [Source]

Ecco là, ricordate che vi ho detto nei giorni scorsi? La volontà di Donald Trump di “accelerare” in modo vistoso fregandosene degli accordi del G-20 che andavano contro alla svalutazione competititva, poteva diventare destabilizzante.
Innanzitutto metteva gli USA davanti al rischio di giocare una partita a “Uno contro tutti”, inoltre metteva i mercati e l’economia USA davanti a scenari che potevano essere non previsti o prevedibili qualche mese fa, quando il “tacito accordo” tra banche centrali e governi poteva garantire uno scenario tendenzialmente Goldilocks ancora per un po’.
Ed invece TAAAAC arriva Trump e rompe le uova nel paniere. Bando alle ciance ed andiamo sul concreto.
Ovviamente nessuno può dire quante volte la FED alzerà i tassi nel 2018. Però io voglio farvi vedere questa seconda slide.

I future a dicembre indicano ancora come probabilità maggiore quella di avere allora un tasso FED compreso tra 2 e 2,25%. Il che significa quindi 3 rialzi dei tassi nel corso del 2018.  Ma guardate l’opzione 2,25-2,50%. Sta iniziando a prendere piede ed è ad un passo dall’opzione precedente.
Anche perché non dimentichiamo un altro fattore. La FED potrebbe anche dover giocare d’anticipo se nel corso del 2018 ci dovessimo mai trovare di fronte ad un surriscaldamento dell’economia e dei mercati. Insomma, se il rischio bolla diventa concreto, Powell dovrà alzare oltre le previsioni.
Al momento questo scenario non è ancora realistico ma facciamo attenzione che noi tutti sappiamo come l’economia USA sia a fine ciclo e che si sta giocando l’ultima cartuccia fiscale in un mercato che vede gli USA più isolati rispetto al passato.
Tutto questo mette ovviamente in dubbio anche tutte le logiche intermarket, in primis l’andamento del cross EURUSD e anche delle commodity.

Provate a fare un rewind al 2008. I tempi non sono maturi ma questi scenari non sono mai impossibili quando il mercato entra in un quadro che io chiamo di “overshooting”.
Quindi NO PANIC NOW, ma sicuramente monitorare con attenzione. LE cose stanno cambiando e lo faranno progressivamente. Se il sistema riuscirà a mantenere questo cambiamento con metodo progressivo e non traumatico, allora tuto potrebbe essere “soft”. In caso contrario aspettiamoci pure un VIX, un MOVE e tutti gli altri indici di volatilità ben più brillanti.

STAY TUNED!

Danilo DT

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3 commenti Commenta
santis
Scritto il 1 febbraio 2018 at 08:54

Se il sistema riuscirà a mantenere questo cambiamento con metodo progressivo e non traumatico, allora tuto potrebbe essere “soft”. In caso contrario aspettiamoci pure un VIX, un MOVE e tutti gli altri indici di volatilità ben più brillanti.

Come quando ci si trova nei pressi di un supporto di AT … può cedere o può rimbalzare
Probabilità 50%
Probabilità di guadagnare … 50% … di perdere … 50%

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Scritto il 1 febbraio 2018 at 08:59

Per l’analisi tecnica ci vuole metodi e disciplina. Lo trovo un po’ limitativa la tua affermazione.
In questo caso la questione sarà non così immediata ma progressiva. Infatti saranno gli eventi a guidarci

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ddb
Scritto il 2 febbraio 2018 at 17:18

fuori topic

la cocuzza prende forma:
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-02-02/bitcoin-sotto-quota-8000-dollari-ecco-perche-continua-scendere-115124.shtml?uuid=AEQ6DNtD
A chi rimarrà in mano?

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