Fare trading con che cosa?

Scritto il alle 15:37 da gremlin

Chi fa trading da tempo si è mai chiesto perchè usa certi strumenti e non altri? e certi sottostanti e non altri? sicuramente sì perchè altrimenti non farebbe trading da tempo…
Il trader bravo è bravo perchè guadagna regolarmente con una tecnica efficace, un buon controllo dei propri comportamenti e perchè ha saputo scegliere fra decine centinaia migliaia di strumenti/sottostanti quello giusto, cioè quello che gli assicura le migliori performance a parità di tecnica e di autodisciplina. In altre parole il bravo trader ha anche stabilito dei CRITERI DI SCELTA dello strumento/sottostante, si è visionato una bella quantità di roba potenzialmente utile per fare trading, ne ha scartata subito una valanga sulla carta perchè mancante dei requisiti essenziali, ne ha messa alla prova un tot e poi ha finalmente deciso con cosa operare (evviva…).

E’ vero o no che i bravi trader si comportano così?
Chi guadagna con regolarità da anni e non ha seguito questo approccio razionale significa che il suo intuito è tale da potersi considerare un piccolo grande genio e quindi va dove lo porta il suo sesto senso e non ha bisogno di tenersi aggiornato nè tanto meno continuare a leggere.
Chi invece perde con regolarità o pensa di essere in “pari o in leggero guadagno” senza aver mai tenuto una contabilità scritta delle sue performance e fosse interessato a guadagnare con conti alla mano, dovrebbe cominciare a valutare criticamente e oggettivamente il suo modus operandi. Ci riuscirà?

Criteri di scelta dello strumento
1. Rispondendo NO a queste domande lo strumento è da scartare.
Il vostro broker/banca ce l’ha quello che vorreste?
E’ quotato su mercato regolamentato?
Il suo mercato è liquido? ci sono tanti scambi? i market maker si comportano bene anche nei fast market?
Il book presenta uno spread bid/ask stretto?
A titolo di esempio: fra gli strumenti normalmente offerti dai broker nostrani i certificati, le small cap e le stock option italiche sono tutti strumenti poco efficenti, quindi da non prendere in considerazione.

2. Derivati o non derivati?
Maggiore è il rischio e maggiore sarà la vostra perdita ma talvolta si guadagna anche e bene. Questa è la regola generale. Qui la scelta è innanzitutto soggettiva e in seconda battuta dipende dall’offerta di prodotti del vostro broker: se lui non vi dà i future quotati al CME o tutti i titoli del Nasdaq e voi siete convinti che su questi mercati ci sia il sottostante giusto, cambiate broker senza esitazione.

3. Derivati
Fondamentalmente sono tre: covered warrant, future e opzioni. Il primo, nella variante vaniglia, è una bruttissima copia delle opzioni e quindi va scartato.
Delle opzioni qui non parlo perchè è da anni che ne parlo.
Resta il future.
Per me (ripeto: “per me”) il future ideale deve:
– essere trattato dalle ore 08.00 alle 22.00 (povero fib…)
– avere grande liquidità (già detto)
– avere bassa volatilità storica rispetto ad altri future
– marginare il meno possibile
– essere sottostante di opzioni
– essere trattato da un broker che offre piattaforme e un servizio accettabile (e qui il discorso si farebbe lungo e raccapricciante)
– disporre in internet di siti affidabili per aggiornarsi e confrontarsi su quel future
– avere un “manovratore” (il trader!) che sappia cos’è la marginazione e che sappia implementare tecniche di controllo del rischio; va da sè che ha anche esperienza di legnate.

Un future non vale assolutamente l’altro. Per i derivati quello che conta in primis è il sottostante e poi le caratteristiche (tecnicalità) dello strumento; talvolta le tecnicalità sono talmente sfavorevoli da da dover rinunciare al sottostante.
Se non sapete implementare tecniche di controllo del rischio allora non dovete scegliere i derivati.
Lo stoploss è una tecnica accettabile e quasi insostituibile nel caso dei future. I future che meglio rispondono a queste caratteristiche sono quelli con sottostante BOBL, BUND, AUDUSD e GBPUSD. Quindi scarto a priori gli azionari. Chi continua a fare azionario ha mai provato coi suddetti quattro? se NO, se non avesse mai provato, si chieda perchè e se vuole ne discutiamo; se invece avesse provato e poi è tornato all’azionario sarebbe interessante avere le sue osservazioni.

4. Azioni e ETF
Ferme restando le limitazioni e i criteri anzidetti qui la discriminante è una sola: POSSO TRADARE AL RIBASSO?
Quando penso che milionate di piccoli trader in tutto il mondo continuano a speculare con le azioni SOLO al rialzo mi scoppia la testa, ma perchè? qual’è la logica? perchè devo andare in auto con tre marce quando ne posso usare cinque? perchè non devo poter fare trading in su e in giù?
Per fortuna ci sono alcuni etf short molto liquidi ma qui, con gli etf, si apre un’altra questione: l’algoritmo di benchmark nella pancia dell’ETF replica in modo efficiente il mercato? siccome ci sono molti ETF sia long che short che non funzionano bene, soprattutto quelli introdotti per primi e a leva, occorre sempre confrontare la performance dello strumento con quella del suo benchmark.

Criteri di scelta del sottostante
Tutti i derivati e ETF hanno un sottostante; le azioni sono strumento e sottostante in un blocco unico per cui non parlo.
Gli ETF che rispondono ai requisiti tecnici prima elencati hanno sottostante azionario o valutario, e non dico di più.
Coi derivati i criteri di scelta che suggerisco sono pochi:
– volatilità “limitata”, ovvero nei momenti di fast market la variazione di volatilità rispetto ad altri sottostanti deve essere inferiore
– sottostante che abbia “comportamenti” (variazioni di prezzo) il più possibile agganciati a “fattori fondamentali”
Qui la rosa dei derivati si stringe ai soli future sui governativi USA e tedeschi.

….e anche la scelta razionale di uno strumento/sottostante è un modo per distinguerci dai giocatori d’azzardo e dai trader della speranza…

§§§

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17 commenti Commenta
lampo
Scritto il 3 febbraio 2012 at 16:18

Gremlin… riprendendo le prime tre lettere della parola “azzardo”… e aggiungendo… “… ma allora fai proprio sul serio!”… non mi rimane che complimentarmi, sia per la chiarezza, ma soprattutto per la lucidità, virtù quanto mai rara in un mondo pieno di “sirene” finanziarie (peggiori di quelle di Ulisse!) :mrgreen:

P.S.
Chiedo scusa ai lettori e al Dream team per l’assenza dal blog… sono un po’ incasinato ultimamente :roll:

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gremlin
Scritto il 3 febbraio 2012 at 16:22

lampo,

:D

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gremlin
Scritto il 3 febbraio 2012 at 18:17

oggi i dati sull’occupazione USA hanno fatto vedere rosso al toro e ora siamo a contatto con resistenze statiche importanti
la trendline che arriva dal top 2007 passante per il top 2011 è scalfita ma non superata
basterebbe un intoppo sul debito greco per far tornare tutto giù e vedere finalmente la chiusura del ciclo mensile che già dovrebbe essere avvenuta e invece niente
c’è da preoccuparsi
meglio affidarsi a Predictor…

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bombadillo
Scritto il 3 febbraio 2012 at 18:21

Ciao Gremlin, è la prima volta che scrivo ma ti (e vi) seguo da un po’. Non ho mai operato (finora) con i derivati perchè ancora non mi sento ancora pronto ad usare strumenti così ‘critici’ ma devo dire che il tuo articolo è stato molto molto illuminante, quindi me lo salvo e me lo tengo stretto stretto in vista del grande salto.
Grazie a te e al team per gli ottimi suggerimenti (è un piacere seguirvi). :D

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gremlin
Scritto il 3 febbraio 2012 at 18:27

oggi c’è una stonatura non da poco nell’intermarket e non so se è da mettere in relazione con la scadenza delle opzioni valutarie

EURUSD dopo il dato sull’occupazione è schizzato come tutti ma poi è andato a fare un minimo inimmaginabile e ora se ne resta inchiodato intorno a 1,31 invece di portarsi a 1,33 dove sarebbe più logico
gli fa compagnia la sterlina mentre il dollaro australiano è fotocopia esatta dell’azionario usa e ora anche lui sta testando una bella resistenza
i governativi usa sono tracollati sull’aspettativa che questo dato preluda ad una anticipazione del rialzo dei tassi: invece di aspettare la seconda metà del 2014 il rialzo adesso se lo aspettano nella prima metà (pazzesco) e chiaramente si sono trascinati giù anche i tedeschi

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gremlin
Scritto il 3 febbraio 2012 at 18:28

bombadillo,

:D

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estx
Scritto il 3 febbraio 2012 at 18:52

gremlin,

Grem…di pacchi nel we ne hanno tirati già tanti…

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leone51
Scritto il 3 febbraio 2012 at 19:00

Vorrei chiederti in passato dicevi che questo ETf per quanto rischiosi era buoni.
Lo pensi ancora?

FR0010446658

FR0010446666

Spero di ricevere una tua risposta .

Grazie DT

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gremlin
Scritto il 3 febbraio 2012 at 19:00

estx@finanza,

sottoscrivo
la storia infinita sulla grecia docet

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gremlin
Scritto il 3 febbraio 2012 at 19:03

leone51@finanza,

carissimo,
se vuoi consigli personali sei pregato di indirizzare via mail le tue richieste
questa non è la posta del cuore
comunque sei recidivo

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maurobs
Scritto il 3 febbraio 2012 at 19:18

che dirti?post da tenere in evidenza sempre e bisognerebbe che molti lo leggessero prima di buttare soldi in corsi “miracolosi” e dal giorno dopo i corsi direttamente in borsa… :lol::lol::lol::lol:

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gremlin
Scritto il 3 febbraio 2012 at 20:00

maurobs@finanzaonline,

:D

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jinxed
Scritto il 4 febbraio 2012 at 16:20

Salve,

io sono uno tra quei ‘milioni’ che fa solo trading al rialzo, e fa ‘scoppiare la testa’ all’autore dell’articolo. Ci sono tanti motivi per cui lo faccio, il primo è che la piattaforma che uso non me lo consente, il secondo è che io compro sopratutto singole azioni.

Mentre posso capire il trading in sù o giù con strumenti come il Forex (e qui lo capisco bene perchè le valute sostanzialmente fanno costantemente altalena tra un valore e l’altro), sui derivati, i futures o quant’altro (ma questi strumenti sulla mia piattaforma non ce li ho a disposizione), sono invece totalmente contrario al trading al ribasso sulle azioni (che al momento è pure illecito su certi titoli in Italia).

Le azioni rappresentano aziende, persone che lavorano e imprenditori che hanno investito i propri soldi (o i propri debiti) in un’ idea o in una passione, rischiando e spesso lavorando molto. E le stesse azioni vengono comprate in larga parte da normali persone, anche indirettamente attraverso i fondi pensione, per creare maggior ricchezza per i propri risparmi, per il proprio futuro, per sconfiggere l’inflazione nonché per sopperire agli ormai certi tagli sulla pensione. Si tratta quindi del lavoro e dei risparmi dei lavoratori e degli imprenditori. Per me, scommettere contro questo significa disprezzare il lavoro e il sacrificio altrui, distruggere quanto creato con il lavoro e il talento, rovinare l’immagine e gli sforzi di una determinata azienda.

Per questi motivi trovo il trading al ribasso sui singoli titoli semplicemente disgustoso, immorale e menefreghista. Sopratutto in Italia e in tempi come questi, dove si è già perso molto in fiducia e valore ed è importante ritornare ai livelli di qualche anno fa.

Se penso che un’azione non valga il valore attuale, o che stia per andare giù, semplicemente non la compro. Se voglio fare soldi scommetto su quelle aziende in cui credo e a cui attribuisco valore. Quando vanno sù, ci guadagniamo tutti, chi il titolo lo rappresenta e chi lo compra.

Se tutti scommettessero al rialzo, ci sarebbero meno crolli in borsa e maggior fiducia nell’economia. Non dico che è tutta colpa dei ribassisti, ma senz’altro non aiutano.

Poi sicuramente qualcuno di voi la pensa in modo diverso, ma ci tenevo a rispondere alla domanda nell’articolo di Gremlin.

Saluti

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gremlin
Scritto il 4 febbraio 2012 at 18:25

jinxed@finanza,

Grazie per il tuo intervento che mantiene vivo il dibattito sulla lotta fra il bene e il male dentro il tempio dei mercanti.
Ovviamente rispetto in toto i valori etici e morali di chi specula al rialzo, ma non capisco perchè bisogna caricare di significati impropri, quasi kafkiani, certi comportamenti umani e farne dei feticci da difendere contro ogni evidenza.
Chi specula al ribasso, volendo caricare di significato anche questa attività, svolge un nobilissimo compito sociale al pari dei rialzisti, che è quello di riportare ai giusti livelli i titoli sopravvalutati e coi piedi in terra chi si approfitta delle bolle rialziste per arricchirsi anche con titoli di imprese in bancarotta o che fanno profitti a danno della collettività.
Sono sicuro che se il discorso proseguisse su questa strada, del “disgustoso e immorale” (parole tue) o dei titoli “non etici” che riempiono i portafogli dei fondi, ci allontaneremmo dalla realtà per addentrarci nelle dispute esistenziali perdendo di concretezza.

Quando dici “Se tutti scommettessero al rialzo, ci sarebbero meno crolli in borsa… ” dimostri chiaramente di vivere nel Paese delle Meraviglie: hai presente la bolla internet fine anni ’90? è proprio perchè tutti hanno scommesso al rialzo che c’è stato il crollo di borsa. E nel 2008 si è replicato. E poi perchè parli di scommesse? Chi compra azioni non fa scommesse, o sbaglio? Scommettere non nobilita, non eleva il senso civico e la propria dirittura morale. Non usare più questa brutta parola se parliamo di investimenti. Io però parlavo di trading fatto da privati, gente senza nessun peso, parlavo di un’attività che non crea quei crolli di borsa che tu probabilmente hai vissuto sulla tua pelle (però correggimi se sbaglio).
Pensare che tu, io e milioni di altri esserini che costituiscono il parco buoi sono in grado DA SOLI di ridurre il prezzo di un titolo fino a crearne un trend duraturo e un crollo è pura illusione. E anche pensare che gli acquisti del parco buoi rendano più profittevole un’impresa determinando un aumento di posti di lavoro è un non senso mancando qualsiasi nesso di causalità.

Quando dici “scommettere contro questo significa disprezzare il lavoro e il sacrificio altrui ecc…” stai attribuendo un’importanza e una potenza di fuoco che lo short di un asinello del parco buoi non ha proprio. Rischi pure di dare l’impressione di uno che sta cercando un capro espiatorio per le proprie perdite di borsa e lo cerchi fra i più deboli, fra i rappresentanti del parco buoi che sono capaci solo di farsi del male seguendo stereotipi di comportamento da cui traggono la giusta soddisfazione i grandi speculatori, quelli che FANNO il mercato, i signori del tempio che ti invitano ad entrare (ingresso libero, venghino…), ti adulano e ti convincono che comprare azioni non è speculazione ma un gesto di alta civiltà e dignità morale, quelli che ti dicono che le azioni si rivalutano sempre nel lungo periodo… Se c’è qualcuno da crocefiggere non sono i tuoi simili, ricordalo. Non aizzare guerre fra poveri. Prenditela coi potenti se sei capace o anche solo col gatto e la volpe che ti hanno convinto che comprare un etf Xbear è peccaminoso.

Le tue argomentazioni, sicuramente molto nobili e per questo esagerate visto che gira e rigira si tratta pur sempre di speculazione e non di beneficenza, potrebbero pur far nascere il sospetto che si cerchino giustificazioni per coprire i propri limiti cognitivi e attitudinali. Che tutti hanno perchè siamo umani, ma dobbiamo accettarli e farcene una ragione. Se addossi la colpa ad altri per le tue delusioni stai fuggendo dalle tue responsabilità. Chi ha comprato azioni e fondi azionari e li ha lasciati andare in perdita per mesi e per anni non ha capito NULLA di come si fanno gli investimenti con strumenti altamente rischiosi. Ha gestito malissimo i propri risparmi per colpa sua e basta.

Voglio chiudere con una nota di speranza: dopo aver sentito il Premier parlare di “troppo buonismo sociale” della politica che fu (lui non si considera un politico) e quanto sta cambiando “in bene e in fretta” il bilancio dell’azienda Italia (e questo era rivolto agli investitori esteri) sono molto fiducioso che l’azionario italico sarà un outperformer nel 2012.
Ovviamente il rialzo dell’azionario italico avverrà con le lacrime del parco buoi impoverito licenziato disoccupato sottoccupato sottopensionato e naturalmente col sangue dei suicidi per usura & disperazione.
Non trovi “immorale e disgustoso” comprare azioni sapendo che questo è il “sacrificio altrui” chiesto a (ex)lavoratori e imprenditori?

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jinxed
Scritto il 4 febbraio 2012 at 20:17

gremlin,

Purtroppo pur essendo sabato non ho il tempo per continuare in modo appropriato questo dibattito. Mi limiterò a rettificare/puntualizzare alcune cose.

– Ho detto ‘meno crolli in borsa’, non ‘nessun crollo in borsa’.
– quando un titolo raggiunge un picco, il prezzo scende anche perchè non lo compra più nessuno essendo stravalutato e non avendo più margini di crescita. Alla fine il prezzo cala da solo, non credo abbia bisogno di essere aiutato da chi specula al ribasso.
– investire sui mercati azionari è a tutti gli effetti una scommessa: più ragionata, più evoluta e meno rischiosa di quella per esempio sui cavalli, ma pur sempre una scommessa. Quando si mettono soldi sul tavolo con l’intenzione di moltiplicarli, anche come imprenditore, si fa una sempre una specie di scommessa.
– non sottovalutare mai la potenza di Internet. Il tuo ‘asinello’ che fa trading è in realtà, come tu stesso dici, parte di milioni di persone, in Italia ma sopratutto nel mondo, che ogni mese mettono o tolgono migliaia o decine di migliaia di Euro ciascuno sui mercati. Moltiplica qualche migliaio di Euro per decine di milioni di persone (o centinaia di milioni, chi lo sa?) ogni mese moltiplicato per 12 e arrivi a centinaia o migliaia di miliardi di Euro ogni anno. Non bastano a influenzare un mercato? Davvero? In Italia c’è sempre l’abitudine alla paranoia e alla dietrologia, un po’ comunista, quello che succede è sempre perchè qualcuno più potente e altolocato ha deciso per noi, retaggio forse di secoli di dominazione straniera, feudalismo e corruzione. Ma non è sempre così, e anzi recentemente sono proprio i movimenti della massa che fanno succedere le cose, non il contrario. Come ti spieghi ad esempio certi rialzi stratosferici del petrolio, non pensi che sia una questione di domanda, magari da certi paesi che stanno scoprendo adesso il motore a scoppio a buon mercato e la produzione delle plastiche come li abbiamo scoperti noi negli anni 70? Che coincidenza.
– non sto cercando nessun caprio espriatorio, anzi questa opinione ce l’ho da ben prima di entrare in borsa.
– non dò colpe agli altri, e di cosa poi? Mi sembra che stai leggendo molto di più nel mio commento di quello che ci sta scritto.
– Non sottovaluterei nemmeno le azioni di pochi individui in una normale giornata borsistica. A volte ad un titolo in debolezza che viaggia a pochi centesimi dalla trendline supportiva, bastano poche vendite al meglio, anche di pochissime azioni, mentre l’offerta è bassa, e il titolo rompe al ribasso e da lì comincia una discesa (grande o piccola, breve o lunga che sia) determinata da considerazioni di analisi tecnica più che altro. Quindi non è detto che per certi movimenti siano sempre necessari masse monetarie incredibili o chissà quali potenti sette dell’alta finanza – le quali a detta di alcuni sembrano avere infinite disponibilità di denaro liquido, nonchè accordi ben articolati di condotta comune, per fare tutto e il contrario di tutto ogni giorno sui mercati.
– sull’ultimo punto potrei commentare a lungo ma non ne ho proprio tempo adesso.

Alla fine ho scritto più di quello che intendevo. Ne riparleremo un’altra volta.

Ciao

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Scritto il 4 febbraio 2012 at 21:05

Ottimo post e ottimi commenti. Come spesso siamo abituati a vedere su I&M :-)

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lukeof
Scritto il 6 febbraio 2012 at 15:09

jinxed@finanza:
gremlin,

Come ti spieghi ad esempio certi rialzi stratosferici del petrolio, non pensi che sia una questione di domanda, magari da certi paesi che stanno scoprendo adesso il motore a scoppio a buon mercato e la produzione delle plastiche come li abbiamo scoperti noi negli anni 70? Che coincidenza.

Ehm…sul petrolio credo che la questione domanda-offerta sia veramente se non irrilevante, praticamente (e purtroppo) marginale.

Se andiamo a vedere sia la domanda che l’offerta reale ci accorgiamo negli ultimi anni che hanno scarsissima elasticità, mentre i prezzi variano di moltissimo.

Io ho la netta impressione che anche il petrolio, in qualità di “commodities” principe, sia caricato da un substrato puramente finanziario che ne pilota il prezzo in alto o in basso, in maniera piu’ “psicologica” che legata a veri problemi di scarsità o abbondanza.

E ti diro’ anche un altra cosa, sono assolutamente convinto che i cosiddetti “venti di guerra” contro l’Iran siano anch’essi correlati alla necessità di creare una ulteriore bolla sul prezzo del greggio. Sarò malfidato e gombloddista, ma la vedo cosi’.

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