FALCHI in ritirata: ed ora per la FED potrebbe essere un momento chiave

Scritto il alle 09:03 da Danilo DT

Probabilmente tra le righe potrebbe esservi saltato all’occhio un fatto importante, anche se per molti rappresenta una questione ormai di routine, visto che di gente che rinuncia ad incarichi oppure viene cacciata dall’amministrazione Trump, sono pieni i giornali.

(…) Intorno al 13 ottobre prossimo, Stanley Fischer non sarà più il vicepresidente della Federal Reserve né membro del suo Board. Lo ha annunciato lui stesso dando le sue dimissioni per motivi personali. Intende stare più vicino alla moglie. Il mandato all’interno del Board della banca centrale del 73enne nominato da Barack Obama il 28 maggio 2014 doveva scadere il 31 gennaio 2020. Il suo mandato da braccio destro di Janet Yellen sarebbe scaduto il 12 giugno 2018. Quello della prima donna alla guida della Fed finirà nel febbraio del prossimo anno. Questo significa che nell’istituto forse più importante al mondo si preannuncia un giro di poltrone non indifferente che chiama in causa la Casa Bianca (le nomine passato dal suo inquilino). [Source

Fischer quindi alza i tacchi e se ne va. La domanda sorge spontanea. Come mai mi preoccupo tanto di questo cambio di poltrona?
Devo “regalarvi” un po’ di cultura finanziari. La FED, acronimo di Federal Reserve, è composta da 3 tasselli che sono fondamentali e sono il “braccio armato” della FED stessa:

a) Le 12 banche regionali FED (Cleveland, Atlanta, S: Francisco, New York ecc)
b) Il “Board of Governors”
c) Il FOMC

Lasciamo da parte le banche regionali e focalizziamo l’attenzione sulle altre due strutture.
Il Board of Governors e’ una branca della FED tecnicamente indipendente,con membri nominati dal Presidente e validato dal Congresso. Oggi tale orfanismo è compost da 4 membri:

a) Yellen, Chair of board
b) Fischer, Vice Chairman
c) Powell
d) Brainard

E poi c’è il classico FOMC, costituito da 12 sedie di cui 7 sono gli stessi memri del Board of Governors, mentre membo di diritto è il president della FED Bank of New York più 4 membri a rotazione tra gli altri presidenti delle FED regionali.
Quindi?

Fatevi due conti. Il Board of Governors diventerà molto concentrato nei membri che saranno solo più 3. E la stessa Yellen scadrà ad inizio febbraio 2018. Inoltre il FOMC perde anche un importante soggetto. Un soggetto che tutto il mercato vedeva come FALCO, quindi favorevole ad aumenti dei tassi di interesse, oltre che, udite udite, un accanito sostenitore della regolamentazione dei mercati finanziari. Che sia proprio questo il motive delle dimissioni?

A questo punto poco importa, ma tutto potrebbe essere un segno che vuole “opporsi” alla volontà di Donald Trump di ricreare per le banche USA il clima di Far West. La chiave di tutto è il nome del sostituto di Fischer, visto che potrebbe essere proprio la persona che poi farà pendere l’ago della bilancia nell’una o nell’altra direzione.

Problema: come detto prima, questo soggetto sarà nominato dal Presidente Trump. Secondo voi potrebbe essere un soggetto che è “nemico” oppure uno che appoggerà le intenzione del POTUS? In tal caso… secondo voi, quale potrebbe essere il contributo di questo soggetto in ambito di tassi di interesse (non alzarli nel breve) e deregolamentazione dei mercati finanziari?

Forse Trump potrebbe giocare sporco proponendo un personaggio che spinga proprio verso queste direzioni. Gli effetti su borse, valute e mercati nel breve potrebbero essere fondamentalmente a favore dell’Euro. Ma un rovescio della medaglia, cme vi ho spiegato in passato, non può essere sottovalutato.

STAY TUNED!

Danilo DT

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1 commento Commenta
wallner
Scritto il 10 settembre 2017 at 08:59

Sono d’accordo sulla valutazione circa la stance di fischer con riguardo alla regolamentazione dei mercati (il suo ultimo commento pubblicato prima dell’annuncio delle dimissioni riguarda proprio questo argomento); non sono d’accordo sul suo status di “falco” con riguardo ai tassi. Anzi guardando la sua carriera si può pensare che sia un’ultra colomba.

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