EXIT STRATEGY: sarà questo il programma delle banche centrali?

Scritto il alle 11:24 da Danilo DT

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Giornata borsistica di ieri, orfana di Wall Street, è stata abbastanza negativa. Era da un po’ di tempo che non si vedeva a Piazza Affari un -2%. La colpa è stata data alle possibili elezioni di settembre, elemento che potrebbe portare incertezza.

Poi probabilmente questa è una scusa bella e buona. Il mercato stava dando dei segnali di debolezza da qualche seduta ed era normale e anche fisiologica una correzione. Attenzione, al momento trattasi SEMPRE di correzione e non di inversione di tendenza, visto che quest’ultima potrebbe avere dimensioni ed effetti ben più pesanti. E per arrivare alla vera “inversione di tendenza” ci vorrà un detonatore che faccia saltare tutti i bei propositi delle banche centrali e del sistema in generale, ovvero tutto il circo che sta facendo carte false per poter far proseguire questa tendenza che porta ricchezza artificiale, bassa volatilità e dinamiche macroeconomiche sotto controllo.
Pensare che questa tendenza duri all’infinito sarebbe semplicemente presuntuoso. MA è altrettanto difficile capire quando questo break arriverà e quale sarà il detonatore che farà saltare il giochino.

Chi mi segue da più anni, sa benissimo che ho sempre martellato sul ruolo delle banche centrali e su quanto la politica monetaria abbia influito, direttamente ed indirettamente, sui mercati finanziari. Ora però è chiarissimo, qualcosa sta cambiando. Dopo anni di mercato unidirezionale, ovvero con borse in perenne crescita e obbligazionario in versione iper bullish, qualcosa cambierà per forza. Perché? Perché ormai stano maturando i tempi di quella “bestia nera” che si chiama exit strategy. Una bestia nera che, secondo me, rischia di essere molto più lunga e progressiva di quanto si possa immaginare, proprio per poter salvaguardare al massimo i mercati finanziari.
Intanto però JPM prova a stilare un’analisi di cosa potrebbe accadere nei prossimi anni proprio in ambito di exit strategy. Ecco vi cosa ne deriva.

exit-strategy-2018-2019-2020

Nel grafico di sinistra vedete i flussi finanziari comparati con le borse e nella tabella di destra trovate quello che teoricamente potrebbe essere il “momento della verità”. A partire dal 2018, la FED dovrebbe partire con una massiccia exit strategy, non più compensata dalla politica monetaria ultra espansiva di altre realtà (leggi BCE) che inizieranno a frenare la loro attività. E poi gli anni a seguire porteranno ad ulteriori frenate. La sfida è capire:

A) Se veramente la exit strategy sarà “pilotata” in questo modo
B) Quali saranno gli effetti della riduzione massiccia del bilancio delle banche centrali

Come ho detto, dubito che le banche centrali arriveranno a tanto. Ma per forza di cose, c’è il rischio che qualcosa capiti. A meno che le previsioni delle maggiori case d’affari vengano smentite e magicamente si torna in crisi. La malattia? Deflazione da debiti. Ma non voglio ripetermi, visto che è un quadro di mercato ben noto agli amici lettori di I&M.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 30 maggio 2017 at 15:39

A mio avviso non si può estrapolare le future strategie delle banche centrali senza tenere in considerazione quanto è avvenuto in occasione del G7. Lo scenario è profondamente cambiato e sul medio/lungo termine ne vedremo gli effetti. Per noi europei diventa, se già non lo era, la figura della Merkel e della Germania.
…la Merkel si è detta delusa …. e sprezzante e maleducato Trump !!!!! è passato mezzo secolo da “Ich bin ein Berliner” di Kennedy a ridosso del muro. Per il nuovo presidente americano la Russia non rappresenta un pericolo …. Ed è freddo su nuove sanzioni e …. Probabilmente ha ragione !!!!!
La situazione geopolitica del continente è cambiata , così come cambierà presto l’articolo 5 del trattato Nato; l’attacco ad uno dei suoi membri è un attacco all’intera alleanza. In 70 anni è stato applicato solo in Afghanistan !!!!! Taormina è stato il vertice della rottura, non quella del compromesso.
La Cancelliera è stata la rovina dell’Europa in misura inversamente proporzionale a quanto è stata la fortuna della Germania….. Ovviamente lo nega !!!!
Ma scandisce che di questa America non ci si può fidare e che gli europei debbano riprendere in mano il loro destino !!!! forse voleva dire i … .. tedeschi!!!!
Ricordiamoci: chi è stato a trasformare una crisi locale come quella greca in una catastrofe continentale, favorendo le banche tedesche ???? chi ha imposto la strategia dell’austerity soffocando l’Europa non tedesca ??? chi ha legato le mani a Draghi impedendogli di prendere decisioni poi prese ma con troppo ritardo ???? chi con il suo “wir schaffen das” (noi ce la facciamo) ha inondato il centro Europa di immigrati clandestini ???? chi ha voltato le spalle all’Italia investita da un’invasione incontenibile ???? chi ha creato reazioni e ripercussioni disastrose come la Brexit, la crescita di nazionalismi e grillismi, etc
Non ha forse ragione Trump quando dice che i tedeschi sono “bed”anzi “very bed” non già per le vendite di vetture made in Germany in USA bensì per gli squilibri della bilancia commerciale in Europa e fuori Europa speculando su un’euro che è il marco tedesco svalutato del 20/30%.
L’euro è difficilmente reversibile, a meno di una estesa “rivoluzione” . La signora lo sa bene !!!!! ecco che si finge europeista!!!!! Ma ricordiamoci che tute le volte che i teutonici hanno avuto una presa egemonica sull’Europa abbiamo visto dei ….. Crolli spaventosi !!!!!

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paolo41
Scritto il 30 maggio 2017 at 17:12

P:S. spunti presi da un articolo di QN a firma Cesare De Carlo che rispecchiano quanto ho più volte scritto su questo blog sulla posizione della Germania nel contesto europeo.

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