Eurogruppo: rischio di “nulla di fatto”. Cosa fare per stabilizzare i mercati?

Scritto il alle 09:47 da Danilo DT

Discussioni su Scudo anti spread e ESM. Ma la chiave resta il ruolo della BCE

Ennesimo appuntamento clou, ennesima tensione che sale sui mercati. O forse è l’ennesima occasione partorita dalla crisi per sfruttare la volatilità.
Avrete probabilmente letto il post sull’HFT dove viene illustrata l’importanza dell’intelligenza artificiale nella finanza odierna.
Ma quanto potrebbe succedere oggi, va ben oltre l’intelligena artificiale. Dopo l’Eurosummit di fine giugno, ecco che si replica con un Eurogruppo composto dai vari ministri delle finanze dei paesi aderenti all’Eurozona.
Semplice formalità? Tutto’altro, anzi: qui occorre mettere nero su bianco quanto deciso nell’ultimo incontro.
Ma in realtà GIA’ sappiamo che non andrà tutto liscio.

Gli appuntamento saranno 2: Eurogruppo, come detto, oggi e poi domani, l’Ecofin. Ma dalla riunione di lunedì si capirà molto se non tutto. La chiave del discorso resterà questo benedetto meccanismo dello scudo anti spread e del ruolo del fondo salva stati e salva banche (ovvero salva tutto), con un obiettivo: stabilizzare i mercati ed abbassare lo spread.

E proprio lo spread BTP Bund negli ultimi giorni è tornato a salire a livelli pericolosi. Il suo target naturale, secondo il sottoscritto, dovrebbe essere (a tendere) pari a 200bp. La strada da fare è ancora lunghissima. E di certo se non ci sarà un intervento dell’Unione Europea, l’Italia NON ce la può fare. Né ora né mai.

ESM: riuscirà a stabilizzare i mercati?

Se sulla tematica dell’Unione Bancaria ci sono ancora molti dettagli che devono essere chiariti (come ad esempio il ruolo della BCE), in ambito ESM tutto è ancora da decidere. A parte gli aut aut olandesi e finlandesi, restano comunque tanti punti da chiarire.
Cominciamo dalle risorse a disposizione. L’Esm dovrebbe disporre di 500 miliardi di euro. Provate a prendere il debito pubblico italoiano (2000 miliardi), quello spagnolo (800 miliardi), già diventa agevole capire che l’ESM NON è sufficiente.

E cosa capiterà se, a seguito di una serie di interventi, l’ESM resterà senza fondi? Il mercato potrebbe finire nelle grinfie della speculazione, che avrebbe gioco facile in quanto non ci sarebbe più nessun meccanismo che vada a difendere il famoso spread.
Senza poi dimenticare che, come detto, l’ESM non si autocostruisce e autoalimenta. Sono gli stessi paesi dell’Eurozona a doverlo finanziare. Compresi quelli più in crisi.
E allora che occorre fare?

La chiave è lei, la BCE

Come ho scritto in passato, la logica porterebbe a dire che solo UNA è la strada che si potrebbe percorrere. Bisogna dare LICENZA BANCARIA all’ESM. Così facendo, in un unico connubbio ESM-BCE, ci saranno risorse a sufficienza per fare tutto quanto necessario.
Ma questo purtroppo non è stato previsto. Perché NON è stato voluto. Perché? Perché i tedeschi sono profondamente contrari e dare delega ad un organismo potenzialmente con risorse illimitate come la BCE potrebbe essere estremamente pericoloso.

Alla fine c’è il concreto rischio che si arrivi ad un nulla di fatto oppure a compromessi che non risolveranno nulla. Tutto questo non solo continuerà a peggiorare le cose, ma farà proprio il gioco della speculazione, in uno stillicidio che purtroppo non sembra mai finire e che ci porterà alla rovina totale, se non si interviene subito in modo concreto, coeso e responsabile.

STAY TUNED!

DT

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6 commenti Commenta
gremlin
Scritto il 9 luglio 2012 at 13:57

BUND 2 anni RENDIMENTO NOMINALE NEGATIVO

10 anni a 1.32 e 30 yr a 2,18%

bond usa di poco superiori

i trentennali scontano uno scenario deflattivo impressionante

per far scendere lo spread ci sono sole due vie: o la FIAT chiude le delocalizzazioni e riporta tutto in italia oppure la DEUTSCHE BANK chiede aiuti per evitare il default

siccome entrambi gli scenari non vengono presi in considerazione nemmeno dai più accreditati fanta-economisti del momento, sostengo che la storia di inventarsi trucchi per tenere basso lo spread è una bufala mediatica gigantesca.
E’ solo un trucco per ritardare la nostra fine.
Il fatto invece che quasi tutti sostengono che la GERMANIA NON HA CONVENIENZA AD USCIRE DALL’EURO dovrebbe indurci a credere che invece questa è l’opzione più probabile

visto che non si vuole trasformare la BCE in una FED, che la Germani non intende pagare interessi al 3% sugli eurobond quando ne paga ora meno della metà col bund e che i pigs non hanno risorse interne per diventare virtuosi e per far ripartire le rispettive economie in termini reali e legali, non si capisce perchè l’eruo debba avere un futuro di lungo periodo.

Per il marco supervalutato troveranno comunque dei sistemi per garantirsi il flusso di esportazioni e intanto si consoleranno comprando in giro per il mondo quello che vogliono

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maurobs
Scritto il 9 luglio 2012 at 15:09

Come al solito bravi, anch’io condivido il fatto che se si dovesse arrivare agli eurobond i nostri tassi restano cmq. alti perchè salgono quelli tedeschi e se anche arrivassimo all’ottimistica previsone di 200 bp di spread se i tedeschi sono al 3-3,25 per noi vuol comunque dire tassi oltre ilo 5

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paolo41
Scritto il 9 luglio 2012 at 16:50

gremlin,

al di là delle ipotesi fantapolitiche (comunque molto suggestive) sono dell’avviso che alla fin fine finiranno per “litigare” e….l’euro salta…Questione di mesi!!!!

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schwefelwolf
Scritto il 9 luglio 2012 at 17:21

paolo41,

“Dein Wort in Gottes Ohr…” – come dicono i tedeschi, cioè (liberamente tradotto): “Che le tue parole possano giungere all’orecchio di Dio…”. Purtroppo temo che i tuoi “mesi” siano destinati a diventare (alcuni) anni. La Merkel e Schäuble sembrano decisi a portare avanti il loro “colpo di Stato strisciante”, bypassando di fatto parlamento e Costituzione tedeschi, pur di continuare il loro (suicida) tentativo di salvare l’Euro.

Se non avverrà un miracolo in grado di fermarli (veto della Corte Costituzionale, rigoroso intervento Olanda/Finlandia o cose simili) il duo Merkel & Schäuble troverà il modo di dare al “Club Med” la possibilità di ricorrere ad uno o piú bancomat europei, finanziati – in ultima analisi – dai soldi dei risparmiatori e dei contribuenti dell’area nord. (Come mai questa immagine mi fa tornare alla mente il rapporto Sud-Italia vs. Nord-Italia?). Il “fiero pasto” delle affamate “economie” del Club Med durerà – in questo modo – qualche anno, prima che riescano a spolpare anche il nord europeo (che a quel punto – con ESM e Unione Bancaria – non avrà piú assolutamente alcun modo di difendersi) .

L’agonia dell’euro durerà quindi ancora alcuni anni (due o tre secondo il prof. Otte, un esperto tedesco) e – a quel punto – il collasso travolgerà non solo l’euro-zona ma l’UE nel suo complesso.

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paolo41
Scritto il 9 luglio 2012 at 19:56

schwefelwolf@finanza,

personalmente ( e credo di averlo ormai scritto mille volte) sono sempre stato un antagonista dell’euro e convinto che stia soffocando l’economia dei paesi più deboli dell’Eu.
Quindi non guardo a Merkel e Schauble che pensano di fare gli interessi del loro paese, trascurando il fatto, come giustamente hai indicato, che hanno una visione un po’ miope delle conseguenze che si svilupperanno nel medio termine.
Guardo, invece, a Monti ed all’attuale governo, che potrebbero essere decisamente più “cattivi” e meno diplomatici; credo che Monti sia sufficientemente intelligente per capire che i giochi dei tedeschi finiranno per distruggere quel poco che è ancora rimasto dell’industria italiana.
Sarà solo una mia impressione, ma mi sembra che Hollande abbia preso una posizione molto più autonoma nei confronti della quasi “dittatura” teutonica e…i mercati lo stanno premiando!!!

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gainhunter
Scritto il 10 luglio 2012 at 07:59

gremlin: per far scendere lo spread ci sono sole due vie: o la FIAT chiude le delocalizzazioni e riporta tutto in italia oppure la DEUTSCHE BANK chiede aiuti per evitare il default

Oppure che l’Italia scorpori dal bilancio il debito della cassa depositi e prestiti, come la Germania, o che si dica chiaro e tondo che la bundesbank compra bund sul mercato secondario quando la domanda è bassa (e quindi deve poterlo fare anche la bce).

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