Euroconvergenza almeno in questo: la crisi accomunerà tutta l’Eurozona

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Verrebbe quasi da dire: “la festa è finita, andate in pace”. Il voto delle presidenziali USA, che ha riconfermato alla guida della nazione più potente al mondo il buon Barack Obama, ha avuto un effetto positivo SOLO sulle attese. Ieri è stata una giornata campale per i mercati finanziari.

(ASCA) – Roma, 7 nov – Seduta negativa per Piazza Affari, con il Ftse Mib che ha ceduto il 2,5% a 15.291 punti, dopo un avvio positivo trainato dall’effetto positivo della rielezione di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti, annullato poi dalla pubblicazione delle previsioni economiche d’autunno della Commissione europea che hanno rivisto al ribasso le stime di crescita per l’Europa e secondo cui in Italia la ripresa non iniziera’ prima di luglio 2013.

Già, chissà come mai proprio oggi tutti si accorgono dell’arrivo dell’inverno della recessione. Magari un tiepido autunno aveva illuso tutti che questa volta si saltava a piè pari la fredda stagione invernale, per tornare subito alla primavera. Beh, diciamo che non non ci crediamo da tempo a questo scenario. E mi stupisce che oggi molte testate giornalistiche facciano quasi articoli sbigottiti su quanto sta succedendo… E con loro anche alcuni leader politici non proprio di secondo piano, i quali però molto probabilmente facevano pretattica…

«Stiamo vivendo una grande crisi dell’euro ma rischia di arrivare una crisi ancora più grande se l’economia europea non riuscirà a riprendersi». Nel giorno in cui Draghi spiega che la crisi è arrivata anche in Germania, la cancelliera conviene sul fatto che «le scelte sul bilancio Ue possono dare un impulso positivo alla crescita economica».
La cancelliera tedesca ha detto che é necessario uno sforzo di tutti i paesi europei, non solo quelli della moneta unica, per usare al meglio le risorse del bilancio europeo. Merkel ha detto che é molto importante raggiungere un accordo sul bilancio pluriennale al vertice Ue del 22-23 novembre: «Senza, ci troveremo in una situazione in cui nessun investitore avrà una certezza del quadro di riferimento dal 2014, dato che l’uso dei fondi europei e di cofinanziamento, daremmo il segnale negativo di una Europa disunita» a tutto il mondo.
(Source) 

Ma tu guarda, la crisi è arrivata anche in Germania. Che cosa incredibile! Ma sono mesi che diciamo che anche i teutonici non ne potranno rimanere immuni. Certo, l’effetto crisi su di loro sarà una passeggiata se paragonato a quello che subiranno i paesi mediterranei (mettiamoci pure anche l’Italia ahimè). Come anche i paesi emergenti (mi raccomando, come detto in CompassAndMore più volte, diversificare e soprattutto selezionare con attenzione gli investimenti prediligendo la qualità, che pagherà come non mai in questi prossimi mesi!) che non saranno immuni da una frenata anche se resteranno sempre in crescita, più limitata in passato ma sempre in crescita.
E allora, diciamo lo finalmente. L’economia dell’Eurozona sta “Euroconvergendo”. E ce lo dimostra proprio questo grafico di DB che illustra l’indice PMI scomposto. Da una parte solo quello di Germania e Francia, dall’altra tutti gli altri.

E le previsioni? Non certo rosee.. Leggete che ne pensa Markit, che sarebbe poi chi ci fornisce l’indice PMI:

The downturn in German construction gathered pace in October, with the civil engineering subsector showing particular weakness over the month. Activity fell on the back of another sharp decline in inflows of new orders, and firms responded to reduced workloads by cutting staff numbers.Meanwhile, future expectations were the lowest since the depths of the global financial crisis in late 2008.

Total construction work in Germany decreased at a faster rate in October, as signalled by the seasonally adjusted Germany Construction Purchasing Managers’ Index® (PMI®) – a single-figure snapshot of overall activity in the construction economy – dipping from September’s mark of 48.6 to 44.6.That was the lowest since July, and the eighth sub-50 reading in the past nine months. (Source: Markit)

Ma qui si parla di costruzioni. Prendiamo il PMI più completo, quello composto: direi che per i teutonici lo scenario non cambia…

Morale: ora che siamo tutti nella stessa bagna, non sarebbe male che i vari stati membri, tedeschi compresi, iniziassero a discutere seriamente in ambito di crescita, competitività e coesione. Altrimenti qui si affonda. TUTTI. (Capito Frau Merkel?)

STAY TUNED!

DT

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Commenti (n° 3)Commenta

  1. perplessa scrive:

    ho letto questo articolo sulla stampa, in merito a uno studio del FMI. non ho le competenze per entrare nel merito, mi limito ad ascoltare tutte le campane
    http://www.lastampa.it/Blogs/underblog

  2. idleproc scrive:

    Penso che la “cancellazione del debito” ed il resto della spazzatura sia l’unica ipotesi praticabile con decisione politica, ne cominceranno probabilmente a discutere dopo aver salvaguardato l’élite.
    Non credo che se ne possa uscire facilmente, l’unica strada sarebbe una netta e non drogata ripresa dell’economia reale e i conseguenti aumenti di entrate fiscali e dei margini sociali per una razionalizzazione sistemica. Il punto è che questa, a mio giudizio, non è solo una crisi finanziaria ma che la crisi finanziaria è il prodotto in parte banditesco della fase finale di un ciclo economico di lungo periodo nell’economia reale e ora sincronizzato a livello globale. Storicamente se ne esce distruggendo il capitale allocato male, allargando la base produttiva, attivando nuovi e oggi in parte impensabili motori dello sviluppo con un aumento della produttività sociale grazie allo sviluppo di nuove tecnologie e prodotti, non con la compressione dei redditi tipica di un sistema precapitalistico-feudale. Il modo come è andata nel passato per farlo non mi piace per niente. Sarebbe questo “modo” da cercare di evitare.

  3. idleproc scrive:

    PS. Il fatto che allo FMI abbiano messo in discussione un’ipotesi non nuova e “rivoluzionaria” dal punto di vista della distribuzione dei poteri tra le “élite” e con la quale concordo pienamente, deve far riflettere. Sono, non alla frutta ma all’ammazzacaffé. Basterebbe che si mettessero a discutere sull’eliminazione delle monete fiat… Non risolve però il problema di fondo, quello del capitale allocato “male” e dei settori in crisi di sovrapproduzione ma creerebbe, secondo me, una delle condizioni preliminari per ripartire…