Euro o Non Euro…Questo è il problema!

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Il dilemma è noto: meglio tornare alla lira o restare nella moneta unica? E se non ci fosse stato l’Euro?

Oggi è un giorno particolare, che potrebbe dare il “via” ad una nuova fase dell’Euro. E’ il giorno in cui iniza a riunirsi la Corte Costituzionale Tedesca in merito al programma di acquisto titoli della BCE. Si tratta di valutare la legittimità del programma di aiuti ai Paesi Ue in crisi, cioè lo annunciato da Draghi nel settembre 2012. Se parliamo di OMT, sapete benissimo che al momento è un programma di acquisti “virtuale” in quanto al momento non ancora utilizzato. Però è stato un eccellente strumento dissuasivo.

Ma di questo parleremo nei prossimi post. Intanto però in questa sede voglio lanciare “una sfida”.

Mi sto sempre più rendendo conto che per molti lettori, la soluzione della crisi passa da una scelta quantomai amletica: Euro o non Euro?
O se vogliamo estremizzare…ma questa crisi per l’Italia è in gran parte (non diciamo tutta perché sarebbe comunque scorretto) dovuta all’ingresso dell’Italia nel circolo vizioso della Moneta Unica?
Io so benissimo che con questo post potrei scatenare un vespaio. Ma è anche vero che si creerebbero i presupposti per un eccellente (visto il livello dei nostri sempre billanti commentatori) tavolo di discussione.

Per farla molto breve… L’Italia deve restare nella moneta unica, e ringraziare di esserci entrata, oppure deve uscirne a gambe levate il prima possibile?

Ovviamente lanciare questo sondaggio richiede innanzitutto (per motivi di logica) che il titolare dica anche la sua.

Euro o non Euro....questo è il problema?

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Il mondo si divide:

a) si all’Euro oppure

b) si al ritorno alla Lira.

Dire chi ha ragione a priori non è certo facile. Lo stato di degrado della nostra Italia porta i nostalgici e non solo a voler tornare alla nostra vecchia Lira. In realtà bisogna ben ponderare cosa comporterebbe, oggi, uscire dall’Euro e ripartire con una “nuova” moneta. E di questo si è già discusso tantissimo in passato. Svalutazione che però poi porta inflazione, default del nostro debito, impoverimento della popolazione ecc ecc. E prima di ripartire occorrerebbe subire una fase di grandissima difficoltà. Ma questo è solo il mio parere.
In realtà quello che io sto notando è che molti prendono anche la scusa dell’Euro come se fosse un vero e proprio “capro espiatorio”, ovvero la causa di tutti i mali. Ma è veramente così? E soprattutto, dove saremmo oggi SE non ci fosse la Moneta Unica, con una BCE che ci protegge le spalle, in una fase recessiva globale (difficile ipotizzare un decoupling dell’Italia dal resto del mondo) e soprattutto con un grande debito, figlio dell’epoca della Lira che sarebbe stato da gestire con tassi ben diversi?

Ed i finanziamenti Europei come li avremmo ottenuti? Per farvi un esempio, solo per totale inefficienza, abbiamo ancora da spendere 31 miliardi di euro che ci ha messo a disposizione l’Unione Europea (per lo sviluppo regionale + fondi sociali). E poi… che ne sarebbe stato, se non fossimo arrivati all’Euro, della corruzione, del sommerso, dell’amministrazione pubblica?

Morale: diamo colpa alla politica e non all’Euro. E quando parlo di politica mi riferisco SIA alla politica interna e quindi italiana, che a quella europea.
La stessa AUSTERITY non è dovuta all’Euro ma è stata una cattiva gestione della crisi da parte della Troika, ve l’ho spiegato proprio ieri. L’Euro non c’entra nulla. E se i prezzi, come tutti dicono, sono volati alle stelle per colpa dell’Euro, non è colpa della moneta unica ma di chi DOVEVA controllare e che invece NON l’ha fatto.

E se prima avevamo la possibilità di svalutare?
La colpa anche qui NON è del’Euro ma (sempre lei) della politica. Chi è che mette i paletti alla BCE? Non certo l’Euro ma la Germania.

Il progetto politico è stato un vero disastro, ecco la verità. Ed uscire ora dalla moneta unica rischierebbe di essere un fatale errore, secondo il mio punto di vista. Per concludere, l’euro è solo una moneta; le vere ragioni della bassa crescita in Italia sono ben note, e hanno a che fare con l’elevato debito pubblico, la giustizia civile, l’efficienza dell’amministrazione pubblica, l’istruzione, e via dicendo. Ed è di questi temi che bisogna discutere. L’euro non deve essere un tabù, ma neppure un comodo diversivo.

1) eliminazione delle barriere valutarie in Europa con prezzi trasparenti in tutti i paesi (vi sembra poco? E qui scatta la critica sui controlli)
2) tassi interesse bassi (dove saremmo finiti in passato con il nostro debito pubblico, mantenendo tassi del 8-9%? Quante volte avremmo già fatto default?)
3) target inflazione 2% della BCE (idem come sopra)
4) si è favorito un unico mercato all’interno dell’Eurozona (e si poteva fare molto di più…ma è colpa del’Euro o di chi doveva gestire la cosa?)
5) integrazione tra i vari mercati finanziari ( orizzonti molto più ampi anche per gli investitori, con minor volatilità)

E chiudo dicendo che il progetto Euro era per noi, italiani, un eccellente strumento da sfruttare. Invece siamo riusciti come sempre a distruggere tutto. Un esempio? Quando è nato l’Euro, i tassi sono andati a livelli paritetici a quelli attuali (vedi grafico sopra bond 10yr). Noi avremmo dovuto approfittane per migliorare la nostra situazione delle finanze pubbliche ed invece… la POLITICA non ha fatto un piffero… La situazione è degenerata e poi è arrivata la recessione. Un mix di fattori che ci ha messo con il cappio al collo.
Lo ripeto, il problema sia a livello italiano ed europeo è la POLITICA, non è l’EURO.
Questo è quanto penso io, in modo molto stringato.

Scateniamo le masse… voi che ne pensate?

STAY TUNED!

DT

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Commenti (n° 35)Commenta

  1. ferrariferrari scrive:

    già nel 1992 siamo usciti dall’ “euro” (sme), non ci fu la temuta iperinflazione e le cose cominciarono ad andare meglio mi pare.

  2. ferrariferrari scrive:

    paul krugman: l’italia con l’euro si è ridotta a paese del terzo mondo.
    http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2011/11/paul-krugman-litalia-con-leuro-si-e.html

  3. Caro Dream, a mio modesto avviso, la domanda è mal posta……bisognerebbe invece domandare :

    ” Volete Voi che i metodi di gestione virtuosi dell’economia…ed in particolare dell’economia pubblica….. dei migliori Paesi dell’eurozona……siano finalmente adottati dall’Italia…….e dagli altri “SGARRUPATI ” paesi mediterranei ???? “

  4. Caro Dream io leggo due blog il tuo e quello di iceberfinanza del tuo amico Andrea.
    Mi ricordo benissimo di uno studio molto particolareggiato pubblicato l’anno scorso di Bank of America ( e ripreso da icebergfinanza ) in cui si analizza con dovizia di particolari cosa sarebbe successo se l’euro fosse saltato e i vari paesi fossero ritornati alle monete locali.
    Risultato i danni peggiori li avrebbero avuti la Germania e l’Olanda, i migliori l’Italia e l’Irlanda.
    Questo ovviamente in maniera succinta.
    Il vero problema è che la Germania non ci lascerà mai abbondonare l’euro, ha troppa paura della nostra manifattura. Intendiamoci la Germania prima di entrare nell’euro aveva una crescita anemica ed è stata l’unica che ci ha guadagnato da quando è diventata moneta unica.
    Ovviamente il cambio molto favorevole ha arricchito i tedeschi e impoverito noi.

  5. Lukas,

    Beh, diventa un po’ troppo filosofico!
    Qui la questione invece vuole essere “secca”: DENTRO O FUORI L’€URO?

  6. Dream Theater,

    Ah filosofico…..quindi bisognerebbe continuare con l’enorme spesa pubblica improduttiva…..che serve solo a fabbricare ” consenso politico “……..con una evasione fiscale vergognosa…….con le false pensioni d’invalidità………con gli intoccabili monopoli ed oligopoli delle caste italiane….etc etc

  7. Ciao Dream, bel post!
    Belle considerazioni e sicuramente equamente suddivise per il calcolo di torti e ragioni.
    Scegliere il da farsi…
    Non sarà sicuramente facile, dato il punto in cui ci troviamo.
    Una cosa è sicura: qualcuno ci dovrà rimettere, ma chi?

    Ricordiamoci una cosa: nella stessa settimana in cui venne applicato il rapporto di cambio di 1936.27 Lit. x 1.00 Euro si verificarono subito degli “aggiustamenti” dei prezzi: un paio di scarpe (è solo un esempio a caso, preso fra tanti) da 100.000 Lire diventarono 100 Euro al paio e così via a macchia d’olio per un’innumerevole serie di beni e servizi (non dimentichiamo i quotidiani, le tariffe postali, le contravvenzioni…) in una gara pecoreccia, più che provinciale, a “recuperare il senso del valore” del bene venduto o scambiato
    Anche i costi della produzione non ne sono rimasti immuni: nel settore in cui lavoro io (e tu sai qual è) gli aumenti delle retribuzioni hanno superato il 10% ogni 3-4 anni per ben 2 rinnovi consecutivi (dati alla mano) !!
    Già l’inflazione… è nato prima l’uovo o la gallina ?

    Scegliere di uscire dall’Euro per poter stampare la nostra moneta ed utilizzare la svalutazione competitiva?
    Forse il minore dei mali se guardi i fatti: esportazioni in calo, BCE che non stampa e “subisce” la svalutazione di Dollaro USA, Dollaro Australiano, Yen, Rand Sudafricano.
    Solo l’effetto della caduta dei prezzi delle Commodities accelerato dagli scarsi risultati economici degli emergenti (che a loro volta esportano molto meno in una spirale verso il basso) ?

    Nel nostro Paese la stagnazione, anzi il continuo calo, dei consumi la dice lunga su chi sta già pagando un prezzo.
    Ridimensionare le nostre aspettative di benessere ed il nostro approccio alla gratificazione personale basata su “consumo ergo sum” ?

    Qualche tempo fa qualcuno ha coniato una definizione, quella di “consumatore difettoso”.
    Non pensi sia arrivato il momento di scardinare in qualche modo le logiche imposte dalle multinazionali e da quegli “illuminati” che pensano che il nostro Paese sia popolato solo da un gregge ?
    La dice lunga anche l’affluenza alle urne dell’ultima “grande dimostrazione democratica” dei giorni scorsi…
    Più di così non si può :evil: :evil: :evil:

  8. john_ludd scrive:

    Il progetto euro è stato pensato, sviluppato e portato a compimento da una piccola minoranza. C’erano, a supporto, potenziali vantaggi e c’erano, contro il progetto, rischi e svantaggi. L’adesione è poi avvenuta non sulla discussione dei vantaggi contro gli svantaggi ma sull’onda emozionale cavalcata da chi lo proponeva e abbracciata senza esitazioni da ampie maggioranze in tutti i paesi che hanno aderito. Oggi, il progetto è in crisi. Ci sono elementi che spingono a pensare che proseguire abbia dei vantaggi e altri che spingono a una rapida e per quanto possibile ordinata dissoluzione. Anche stavolta sarà una piccola minoranza in grado di coinvolgere emotivamente la massa informe delle opinioni pubbliche a decidere le sorti del progetto euro. D’altra parte è sempre stato così. Sempre la storia è stata decisa da minoranze ben decise in grado di cavalcare le masse sull’onda dell’euforia o della paura. L’osservazione dell’evoluzione del sentimento nei paesi più sensibili è più utile di qualsiasi analisi macro economica che è solo uno degli elementi che forma quel sentimento. Una discussione “onesta” sui pro e sui contro può essere un divertente intrattenimento, ma è sostanzialmente inutile.

  9. DREAM, quando scrivi “Un mix di fattori che ci ha messo con il cappio al collo” non so perchè ma mi viene in mente l’Ambrosiano e quelli che dormono sotto i ponti dei Frati Neri…

    voglio dire che se fosse solo la politica ce la sbrigheremmo anche facilmente finchè valgono le regole costituzionali
    ma il problema non sono i governicchi italioti che hanno accettato e continueranno ad accettare di essere marionette per fare i loro interessi personali, il problema sono i burattinai

    a proposito, Henry Letta il Pisano (detto “gaò” da Renzi), è in fase di iniziazione massonica come ben si conviene a chi è stato al Bildeberg l’anno scorso insieme alla Gruber che non ha avuto niente da replicare durante la sua intervista a Monti: “Scusi, lei è massone?” “Chi? Io? ma si figuri… non so cosa sia la massoneria e nemmeno conosco i massoni…”
    eppure il Fratello e Gran Maestro Draghi dovrebbe conoscerlo…

    intanto l’agenzia di stampa livornese de’ Il Vernacoliere, informatissima su tutti i pisani, sintetizza questo (ma dice anche dell’altro, ma qui non si può riportare…):

  10. .. a livello industria (Confindustria, Api, Confcommercio, etc) i pareri erano discordanti ma, in generale prevaleva l’opinione contraria all’entrata dell’euro. Poi, come dice giustamente John Ludd, un gruppetto di quelli che io definisco “pirati” dell’industria italiana (quelli che, poi, hanno favorito i legami con la Cina ed erano favorevoli all’entrata della stessa nel WTO), pochi ma pesavano molto in Confindustria e sulla stampa italiana, hanno spalleggiato quel “cerca gloria” di Prodi&C e bello che fatto il patatrac….

  11. idleproc scrive:

    Penso che ne abbiamo già discusso… dallo pseudo “dumping”, al finanziamento a debito dell’export verso i paesi satelliti dell’eurozona, alla costruzione di fatto di un meccasnismo economico-finanziario neocoloniale in centro europa.
    Non do nessuna colpa agli amici “crucchi”, l’euro glielo hanno imposto e volevano tenersi il marco… L’attuale europa non funziona né a livello politico né economico-finanziario e non credo possa essere riformabile.

    Discutiamo magari sulle probabilità dei futuri sviluppi che forse interessano a tutti molto di più di uno schierarsi visto che la nostra influenza con governi imposti ed eterodiretti è nulla.
    Prevedere è difendersi.

    La mia previsione è questa:
    Con l’attuale classe politica e con l’attuale dirigenza pubblica non si va da nessuna parte, euro o non euro. Non saremo in grado né di costruire un piano nazionale industriale misto di capitale e industria pubblica come nucleo trainante di una riconversione produttiva ed efficienza sistemica che è anche efficienza energetica. Non saremo in grado di togliere lacci e laccioli, tasse e sovratasse sulle tasse delle tasse all’impresa piccola e media che insieme al lavoro sono quelle che hanno mantenuto finora la baracca anche delle spartizioni di torta dei soliti più “grandi” finanziari o industriali. I regolamenti dilatati a sproposito sono l’autogiustificazione di esistenza della burocrazia anche europea. Non saremo in grado di avere una politica estera che è uno strumento essenziale di una politica economica. Tornando alla lira potremmo sicuramente “stampare” ma i soldi facili genereranno corruzione e le solite truffe con risultati nulli, come sarebbe successo se avessimo fatto un piano energetico nazionale basato anche sul nucleare. Sappiamo come è andata con le Palle Eoliche etc.

    La previsione che faccio io è che l’euro salterà per decisioni di altri, per suicidio naturale oppure che starà in piedi trasformando l’europa in un bel regime.
    Non credo, visto il livello di rincoglionimento e di passività raggiunti, ci sarà un intervento popolore per un ricambio di classe dirigente.
    Noi, come singoli e come gruppi, è bene che in prospettiva pensiamo a fare gli italiani sotto le varie “dominazioni”: sopravvivere difendendo risorse, risparmi e fregare il dominatore del momento.
    Anche col trading, per chi lo sa fare.
    Alla “napoletana”, insomma.

  12. a proposito di euro e burattinai segnalo il rapporto ufficiale del FMI che esprime “rincrescimento” per le forche caudine imposte al popolo greco da un governo ultra corrotto http://www.imf.org/external/pubs/ft/scr/2013/cr13156.pdf
    Secondo il rapporto, se da un lato l’azione congiunta UE-BCE-FMI “ha dato più tempo all’area euro per costruire una cortina di protezione a beneficio di altri Paesi membri vulnerabili evitando effetti potenziali gravi per l’economia globale” dall’altro è stata condotta con approssimazione e ingiustificati ritardi. In particolare il Fondo punta il dito contro i paesi creditori (Germania in testa) che hanno dato il loro consenso alla ristrutturazione del debito greco solo nel 2012, due anni dopo l’inizio del programma, e contro la Commissione UE che non era preparata a operazioni di salvataggio. (fonte: http://keynesblog.com/2013/06/07/il-fantasma-di-keynes-turba-i-sonni-del-fmi-ma-non-della-bce/)

  13. idleproc scrive:

    Ovviamente concordo con Gremlin.
    Un saluto a tutti.

  14. Euro o non euro è un FALSO problema. L’euro è (o è stata) un’opportunità per i partecipanti per mettere le cose a posto. Il vero problema è la spesa improduttiva, gli sprechi, le ruberie…
    Se dieci anni fa avessimo iniziato a mettere a posto i conti, a tagliere gli sprechi ed a provare ad assomigliare più ad una formichina parsimoniosa piuttosto che ad una cicala sprecona oggi non saremo a questi livelli e dentro l’euro ci staremmo benissimo. Uscire ora dall’euro sarebbe un ennesimo sacrificio che però se non si pone fine all’inefficienza della spesa pubblica aggiungerebbe immane sofferenza a quella già esistente…

  15. john_ludd scrive:

    paolo41,

    temo tu abbia frainteso quanto ho scritto. Non credo in alcun complotto da parte di Prodi, massoneria o altre corbellerie. La grande industria italiana era per lo più già morta a metà anni 90. Luciano Gallino ne ha splendidamente scritto in un breve libro titolato “La scomparsa dell’Italia industriale” edito oltre 10 anni fa e quindi prima che l’euro producesse i suoi effetti. Ci sono altre ragioni, l’euro è solamente andato a peggiorare una situazione che è quella di una nazione di piccola o medio piccola industria, disfatta da potentati locali che hanno sabotato tutte le nuove iniziative in funzione del mantenimento di posizioni protezioniste (da Agnelli in giù). Una nazione che rifiuta il merito e premia l’appartenenza etc… Nessuno in Italia ha i cojones per chiedere l’uscita dall’euro ma altrove si deciderà in un senso o nell’altro su una base puramente di costo/opportunità. Ho già scritto più volte che il destino dell’euro si compierà il 22 settembre. Questo è un paese che avendo perso fiducia in se stesso 30 anni fa, si trova ora nella più sfavorevole posizione possibile, sia perchè è invecchiato, sia perchè ha un pessimo sistema universitario e sia perchè il contesto economico globale è il peggiore dalla fine della seconda guerra. Le minoranze di cui parlo non sono da intendersi con il consueto auto assolutorio e semplicistico significato complottistico ma semplicemente gruppi meglio organizzati che o per ragione idealistiche o per ragioni di bottega sono in grado di plasmare l’opinione delle masse che non hanno mai capito niente e quasi mai sono interessate a capire qualcosa, sono sempre state e sono tuttora dei “followers”.

  16. john_ludd scrive:

    idleproc@finanza,

    “Non do nessuna colpa agli amici “crucchi”, l’euro glielo hanno imposto e volevano tenersi il marco… L’attuale europa non funziona né a livello politico né economico-finanziario e non credo possa essere riformabile.”

    questa è una deformazione storica. Helmuth Kohl è stato regolarmente eletto e rieletto, la confindustria e i sindacati tedeschi erano apertamente pro euro e lo sono tuttora in buona parte. Era apertamente contro la BuBa, e oggi sono contro tutti coloro che temono che i trasferimenti, reali o immaginari che siano, verso il sud europa possano ridurre il valore della moneta, indurre inflazione nel lungo termine e quindi, danneggiare i propri interessi così come sono percepiti. Non è difficile sapere come va a finire, basta contare quanti sono.

  17. john_ludd@finanza,

    sei tu che hai frainteso i miei commenti; non ho minimamente menzionato massonerie o altre corbellerie. Quello che scrivo l’ho vissuto personalmente e posso affermare che i “pirati” che ho menzionato hanno spalleggiato l’entrata nell’euro per nascondere i disastri economici in cui avevano portato alcune delle più importanti aziende italiane, inclusa quella da te menzionata.
    Cerca di accettare, ogni tanto, anche i commenti degli altri…..

  18. bergasim scrive:

    john_ludd@finanza,

    Una cosa non mi è chiara gli americani hanno un ottimo sistema universitario allora perché sono falliti?
    Perché continuano a spararsi nei maroni da soli?
    l’unica superiorità americana è quella che gli rimane dalla tecnologia militare, per il resto sono migliori solo nei film.

  19. john_ludd scrive:

    bergasim,

    hanno un sistema universitario soprattutto molto costoso e quindi elitario perché sono ora una società elitaria e oligarchica; non era così 40 anni fa. Sono falliti ? Nel caso fosse così chi credi possa pensare di cavarsela ? Quando Roma bruciava non è che nelle province si ballasse e si cucinassero spiedini. La superiorità bellica, quando tutte le altre strade non hanno avuto successo, di solito aiuta chi la possiede e punisce chi non la possiede.

    … a riprova di quanto dico appena il centro dell’impero sembra avere un raffreddore tutto il resto crolla. I bond dei paesi EM stanno collassando, le azioni pure, i tassi salgono come missili ovunque e posto questo grafico che mi sembra interessante: è il rapporto tra il sub-indice delle utilities dello S&P 500 (cioè le classiche fat cows) e il bond trentennale. L’uomo con la barba deve fare una scelta…

  20. bergasim scrive:

    john_ludd@finanza,

    Infatti hanno un elite di rincoglioniti, se no si sarebbero accorti che si stanno scavando la fossa da soli.

  21. john_ludd scrive:

    bergasim,

    sei troppo semplicistico, credo (ripeto credo) che le cosiddette elite non sono affatto un gruppo coeso ma eterogeneo con obiettivi differenti. In comune hanno solo una cosa: sono oligarchi e sono opachi. In ogni caso non sottovaluto le “elite” di Washington soprattutto se osservo che altrove non c’è di molto meglio.

  22. tommy271 scrive:

    john_ludd@finanza:
    idleproc@finanza,

    “Non do nessuna colpa agli amici “crucchi”, l’euro glielo hanno imposto e volevano tenersi il marco… L’attuale europa non funziona né a livello politico né economico-finanziario e non credo possa essere riformabile.”

    questa è una deformazione storica. Helmuth Kohl è stato regolarmente eletto e rieletto, la confindustria e i sindacati tedeschi erano apertamente pro euro e lo sono tuttora in buona parte. Era apertamente contro la BuBa, e oggi sono contro tutti coloro che temono che i trasferimenti, reali o immaginari che siano, verso il sud europa possano ridurre il valore della moneta, indurre inflazione nel lungo termine e quindi, danneggiare i propri interessi così come sono percepiti. Non è difficile sapere come va a finire, basta contare quanti sono.

    Appunto, l’Euro è stato imposto alla Germania.
    E’ stata un’abile mossa politica di Mitterrand, accolta generosamente da Kohl.
    Bisogna ritrovare quello spirito … poi i mercati finanziari seguono.

    Ora è gioco facile, dei mercati finanziari, insinuarsi tra i dubbi della Corte Costituzionale tedesca, nell’OMT, nella forza di risposta della BCE ecc..

    Come sempre, per l’Italia, la strada da seguire è quella di un maggior ancoraggio all’Europa …

  23. ihavenodream scrive:

    Il progetto non è l’euro, il progetto è l’Europa, e questo progetto è molto ambizioso, quindi difficile da attuarsi…magari qualcuno (forse molti) pensava potesse essere una passeggiata, è un problema di questi…era evidente prima ed è evidente ancora di più adesso che non sara’ facile…la domanda da fare (che poi è quella del post) è: conviene tornare indietro? la risposta è no…avrebbe la stessa convenienza che ha uno scalatore su un pendio ripido a tornare al punto di partenza…i problemi dell’Italia hanno radici antiche, forse antichissime…avevamo trovato un modo in passato per restare in un equilibrio instabile, un po’ da circensi, un po’ da imbroglioni…in funzione delle condizioni al contorno in cui eravamo…queste condizioni sono venute meno, non per l’euro, ma perchè la globalizzazione e la conseguente necessità di competere ci pone di fronte alle nostre responsabilità…e alle nostre reali capacità…il sistema Italia non è competitivo, quindi regredirà in un modo o nell’altro fino a raggiungere il livello che gli compete, e vi assicuro che ce n’è ancora tanto di spazio per sprofondare…si puo’ uscirne? certo, come? tornando a stampare moneta? non fatemi ridere…farebbe la fine delle monete che stampavano nell’ex urss dopo il crollo degli anni 90…si esce abbassando il peso dello stato, burocrazia e imposte, per far questo occorre tagliare il bilancio dello stato tra il 20 e il 30%…questo è fattibile in Italia? assolutamente no…considerato tutto il casino che abbiamo fatto per una riforma del lavoro che non cambiava nulla e per qualke esodato, a cui bisognava rispondere con un sonoro pernacchio (l’esodato è uno che ha fatto un accordo con la propria azienda per andare prima in pensione, a fronte di incentivazione, nessuno lo ha costretto a farlo, nessuno gli ha garantito che lo stato non avrebbe cambiato le regole sulle pensioni, eventualità molto probabile vista la frequenza con cui si fanno le leggi pensionistiche), poi si toccano i tassisti, che hanno le tariffe piu’ care d’Europa e succede un casino, i farmacisti e non ne parliamo….figuriamoci se uno dovesse uscire dicendo quel che bisognerebbe fare davvero: cioè eliminare scuola e sanità pubblica, eliminare tutti gli enti locali e le varie agenzie parastatali, tagliare del 30% le pensioni e le retribuzioni dei dipendenti pubblici e dell’80% le retribuzioni dei dirigenti pubblici, eliminare tutte le spa controllate dallo stato (o cederne il pacchetto azionario) ecc ecc….l’Italia non è in grado di fare queste cose autonomamente e di uscire quindi dal tunnel da sola è evidente per me…se no le avrebbe fatte nei 10 anni passati, coperta dall’ombrello dell’euro…ora l’ombrello sta venendo meno e il tempo è praticamente scaduto…

  24. dfumagalli scrive:

    L’Euro non fa alcuna differenza a questo punto.
    Sarebbe stato un fattore determinante 15 anni fa, ed infatti chi allora ha saputo sfruttare il “trampolino” dato dall’Euro ha potuto realizzare piani estremamente ambiziosi, come ad esempio riunificare la Germania.

    Ora? Ora con o senza Euro noi ci ritroviamo con l’industria già distrutta. Con o senza Euro abbiamo comunque disoccupati ed esodati. Con o senza Euro abbiamo i nostri politici o marci o incapaci (o entrambi).

    E’ inutile ascoltare quello che loro vogliono farci ascoltare, bisogna pensionare tutto e tutti quelli che hanno infestato l’Italia negli ultimi 40 anni, riscrivere la costituzione e le leggi copiandole da Paesi capaci e cominciare da zero. QUELLO sarebbe duro da ottenere, altro che solo scontare gli effetti del cambio di valuta!

  25. dfumagalli scrive:

    l’Italia non è in grado di fare queste cose autonomamente e di uscire quindi dal tunnel da sola è evidente per me…se no le avrebbe fatte nei 10 anni passati, coperta dall’ombrello dell’euro…ora l’ombrello sta venendo meno e il tempo è praticamente scaduto…

    Non solo è scaduto, ma qui NESSUNO ha la più minima volontà di cambiare nulla.
    Per questo sono emigrato in un altro Paese fino a poco tempo fa indietro rispetto all’Italia, ma ora quando vengo indietro a visitare i miei mi sembra di venire nel terzo mondo, con la differenza che il terzo mondo vuole migliorare ed uscire dall’abisso. L’Italia, a parte molte ed ipocrite parole, no. Nell’abisso ci sta benissimo.

  26. ihavenodream scrive:

    dfumagalli@finanza,

    Bravo, se mi dici che paese è ti raggiungo :-) anche se 2-3 idee ce le ho…:-)))

  27. tommy271 scrive:

    dfumagalli@finanza: Non solo è scaduto, ma qui NESSUNO ha la più minima volontà di cambiare nulla.
    Per questo sono emigrato in un altro Paese fino a poco tempo fa indietro rispetto all’Italia, ma ora quando vengo indietro a visitare i miei mi sembra di venire nel terzo mondo, con la differenza che il terzo mondo vuole migliorare ed uscire dall’abisso. L’Italia, a parte molte ed ipocrite parole, no. Nell’abisso ci sta benissimo.

    Ultimamente l’agenda delle riforme è stata dettata dai mercati finanziari.
    Purtroppo la politica interna è latitante, senza idee, senza coraggio … solita storia.
    Ci penseranno gli altri, nell’invitarci al cammino.

  28. ihavenodream scrive:

    tommy271@finanza,

    i mercati finanziari non esistono, esiste il mercato…che valuta cosa è meglio comprare e cosa vendere, ogni giorno, in base a considerazioni personali e individuali di ogni singolo operatore, tali considerazioni pero’ dipendono dall’analisi dei comportamenti di chi gestisce le organizzazioni, che siano aziende o stati….ora normalmente dovrebbe succedere che un dirigente agisce in funzione di alcuni obiettivi che deve rispettare, di performance, non so fatturato, utili, quote di mercato ecc ecc…oppure crescita del pil, livello di disoccupazione, inflazione ecc ecc…il giudizio del mercato è una cosa che non dovrebbe interessarlo affatto, se uno dirige un’azienda si presuppone che sappia cosa fare, non ha bisogno che il mercato gli dica cosa fare e quando, se no che dirigente è?accade pero’ che quando si è in una posizione dirigistica solo per sfruttare i privilegi che questa comporta, contando sul fatto che nessuno ti giudicherà per i risultati che ottieni (perchè sei amico di, amante di, eletto da, protetto da ecc ecc), l’unica tua preoccupazione è che il mercato, a cui non importa nulla di chi sei amico, da chi ti fai fottere, da chi sei stato eletto ecc ecc ti possa giudicare, mettendo a rischio la baracca e quindi indirettamente anche la tua comoda posizione…ecco perchè i nostri dirigenti sono tanto spaventati dai mercati e si fanno dettare da loro l’agenda…

  29. ho votato pro euro, per le ragioni espresse da Lukas:

    ” Volete Voi che i metodi di gestione virtuosi dell’economia…ed in particolare dell’economia pubblica….. dei migliori Paesi dell’eurozona……siano finalmente adottati dall’Italia…….e dagli altri “SGARRUPATI ” paesi mediterranei ????

    e intanto a Francoforte oggi è partita la commedia… o la tragedia?

  30. 60% per l’Uscita
    40% per restare

  31. faustino scrive:

    Bella discussione. :D